Bari, assolte moglie e cugina del killer di Lello Capriati: “Fu ospitalità non occupazione abusiva”

Si chiude con un’assoluzione il processo a carico di Maria Grazia Volpicelli e Stefania Pomes, entrambe cinquantenni e legate familiarmente a Luca Marinelli (la prima la moglie, la seconda cugina acquisita) ritenuto referente del clan Strisciuglio tra Ceglie e Carbonara. Le due donne erano accusate di occupazione abusiva di un alloggio popolare in via Cascia, a Bari.

Secondo l’accusa, l’appartamento sarebbe stato ceduto irregolarmente alla moglie di Marinelli,di recente raggiunto dall’ordinanza cautelare per l’omicidio di Lello Capriati, il 1 aprile 2024 a Torre a Mare. Marinelli è considerato l’autore del delitto.

La difesa ha invece sostenuto che si trattasse di una semplice ospitalità temporanea durante il periodo della pandemia. Una versione confermata in aula da Stefania Pomes, assegnataria dell’alloggio da 26 anni, che ha spiegato di aver accolto la parente «per un atto di umanità» in un momento di difficoltà.

Il giudice Gaetano Cingari ha assolto entrambe con la formula «perché il fatto non sussiste». Resta invece aperto un altro filone investigativo che riguarda un diverso appartamento popolare di via Cascia, dove Luca Marinelli e la madre risultano indagati per presunta occupazione abusiva.

“Marinelli ha ucciso Lello”, tutto nasce da Filippo Scavo: minacciò con una pistola Christian Capriati. Poi lo sfacelo

Luca Marinelli, 47 anni e figura di rilievo del clan Strisciuglio, è stato arrestato oggi, 5 maggio, con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del rivale Lello Capriati, avvenuto il 1° aprile 2024. L’uomo si trovava già in carcere da aprile 2024 per una sparatoria avvenuta nell’agosto 2023 in piazza a Carbonara. Con lui arrestato anche Nunzio Losacco che avrebbe guidato la moto con cui i due avrebbero raggiunto Capriati, che quella sera era in macchina nel quartiere Torre a Mare insieme a una donna rimasta illesa.

Secondo gli investigatori, Marinelli occuperebbe una posizione di vertice nell’articolazione del clan Strisciuglio nel quartiere Carbonara. Il suo nome emerge anche nell’ambito dell’omicidio del 42enne Filippo Scavo, ucciso da Dylan Capriati in un delitto ritenuto dagli inquirenti legato a dinamiche di “onore” mafioso. Scavo era vicino a Carlo Alberto Barresi, figura a sua volta legata a Marinelli da vincoli familiari.

Le indagini ricostruiscono un’escalation di violenza iniziata il 29 marzo 2024, quando Scavo avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati all’esterno di un pub. Nelle ore successive, Christian e il fratello Sabino Capriati avrebbero ferito due giovani vicini agli Strisciuglio a Carbonara. Due giorni dopo, Lello Capriati venne ucciso. Un delitto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato vendicato con l’uccisione di Scavo qualche settimana fa a Bisceglie.

Capriati era tornato in libertà nel 2022 dopo aver scontato 17 anni di carcere per l’omicidio di Michele Fazio, un caso che aveva profondamente segnato la città. Il nome di Marinelli era già emerso più volte nelle cronache giudiziarie. Recentemente era stato segnalato come occupante abusivo di un alloggio popolare a Ceglie del Campo, assegnato al padre deceduto nel 2023. In passato, nel 2018, era stato arrestato per estorsioni ai danni degli organizzatori di concerti al Palaflorio, in concorso con Barresi. Dopo un periodo di latitanza, si era poi consegnato alle autorità.