Omicidio Filippo Scavo, telecamere e testimoni “coraggiosi”: così sono stati incastrati Dylan Capriati e i due amici

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, ucciso nella notte del 19 aprile al Divine Club di Bisceglie. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, il delitto sarebbe stato compiuto in appena undici secondi, tra la chiusura e la riapertura del varco d’ingresso della discoteca.

Va chiarito chi ha fatto rientrare Dylan Capriati armato in discoteca. Secondo gli investigatori, Capriati e Lagioia sarebbero entrati nel locale armati, mentre Morelli avrebbe avuto un ruolo di supporto. Le immagini delle telecamere mostrerebbero un primo tentativo fallito all’esterno della discoteca: Scavo sarebbe riuscito a rientrare nel locale cercando rifugio tra la folla, ma i tre lo avrebbero inseguito e colpito mortalmente pochi secondi dopo.

I tre indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire il clan Capriati, oltre che di detenzione e porto illegale di armi. A incastrarli le immagini delle telecamere, le testimonianze raccolte, tra cui un carabiniere fuori servizio che ha visto l’auto su cui sono scappati gli aggressori, e altri elementi identificativi come tatuaggi, abbigliamento e calzature. Nelle prossime ore gli indagati compariranno davanti al gip per l’udienza di convalida, mentre sarà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo della vittima.

Omicidio Magellano a Bari, a processo il killer Maurizio Pastore: chiesto incidente probatorio per due testimoni

La Procura di Bari ha richiesto l’incidente probatorio per ascoltare in anticipo due testimoni dell’omicidio di Amleto Magellano, il 40enne ucciso la sera del 17 gennaio tra via Montegrappa e via Barracca, nel quartiere Carrassi.

Per il delitto è stato arrestato Maurizio Pastore, 42 anni, tuttora detenuto, accusato di aver colpito la vittima con tre coltellate. La richiesta è stata avanzata dalla pm Maria Christina De Tommasi, che ha motivato la necessità di cristallizzare subito le testimonianze per tutelare i testimoni.

Secondo la Procura, infatti, vi è il rischio che i due possano subire pressioni o temere ritorsioni, circostanza che potrebbe aggravarsi con l’avvio del processo davanti alla Corte d’Assise. Inoltre, l’incidente probatorio eviterebbe loro il trauma del dibattimento.

A Pastore sono contestate le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, elementi che, se confermati, potrebbero portare a una condanna all’ergastolo. La richiesta è stata notificata alle parti e si attende ora la decisione del gip.

Tragedia sulla sp231, i familiari dei 4 ragazzi morti: “Se avete visto fatevi avanti”

Torniamo ad occuparci della tragedia che si è consumata il 25 aprile sulla sp231 tra Modugno e Bitonto, direzione Bitonto, dove hanno perso la vita Tommaso Ricci (23 anni), Floriana Fallacara (20 anni), Lucrezia Natale (16 anni) e Alessandro Viesti (24 anni) in uno scontro frontale. Il dolore dei familiari delle vittime è tanto, ma non si rassegnano e vogliono sapere cosa sia realmente successo quella sera.

“Se avete visto qualcosa, fatevi avanti. Vogliamo sapere cosa sia successo. Non torneranno in vita, ma ricostruire l’accaduto è l’unica consolazione che possiamo avere”, dice la sorella di una delle quattro vittime. Secondo un’indiscrezione pare che l’auto su cui erano a bordo i giovani stesse superando un altro mezzo impegnato in un altro sorpasso. Arrivano aggiornamenti anche sulle condizioni dei due ragazzi che viaggiavano nell’altra auto, entrambi stanno meglio. Il 21enne Cristian Fatone è uscito dalla Rianimazione ed è fuori pericolo.