Assalti ai bancomat, 12 colpi e oltre 200mila euro di bottino: arrestati sette foggiani

I carabinieri di Vasto hanno eseguito in provincia di Foggia sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in una serie di assalti ai bancomat.

Secondo le indagini, coordinate dalla Procura di Vasto, gli indagati sarebbero responsabili di 12 colpi messi a segno ai danni di sportelli ATM di istituti bancari, utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta” esplosiva.

Il bottino complessivo degli assalti sarebbe superiore ai 200mila euro. Gli investigatori avrebbero raccolto gravi indizi a carico dei sette, ora destinatari della misura cautelare.

Le operazioni hanno interessato la provincia di Foggia e hanno visto impegnati anche i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, che hanno supportato i carabinieri nelle perquisizioni.

Tentato assalto a un portavalori sull’A14 con colpi di kalashnikov. Sgominata banda: arrestati 4 foggiani

Sono quattro le persone arrestate per il tentato assalto a un portavalori avvenuto il 27 ottobre scorso lungo l’autostrada A14, nei pressi di Porto Recanati, in provincia di Macerata. Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro pregiudicati di origine pugliese, tra i 45 e i 58 anni. Sono tutti foggiani.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di tentata rapina, tentato omicidio e ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Ancona, con il supporto della Procura Antimafia.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quel giorno un commando composto da almeno dieci persone, a bordo di cinque auto rubate, avrebbe assaltato due furgoni blindati della Vedetta 2 Mondialpol. Uno dei mezzi trasportava circa 2,9 milioni di euro.

I rapinatori, incappucciati, avrebbero disseminato chiodi sull’asfalto e bloccato la carreggiata utilizzando un autoarticolato, per poi aprire il fuoco con kalashnikov contro i mezzi blindati. Il commando avrebbe inoltre tentato di far esplodere una cassaforte con un ordigno. Le indagini hanno portato ora ai quattro nuovi arresti. Altre tre persone erano già state fermate in flagranza nell’immediatezza dei fatti.

Spionaggio per la Russia, arrestati due ex 007: tra gli indagati anche due baresi e due foggiani – NOMI

Due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani sono stati arrestati a Roma dai carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta per presunto spionaggio in favore della Russia e accesso abusivo a sistemi informatici.

Il principale indagato è il 59enne Gavino Raoul Piras, ex sottufficiale dell’Arma ed ex agente dell’Aisi, accusato di aver raccolto informazioni riservate in cambio di denaro per conto di un presunto agente dei servizi segreti russi, coperto da immunità diplomatica in Italia.

Secondo gli investigatori, Piras avrebbe ottenuto dati attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio, tutti iscritti nel registro degli indagati. In manette è finito anche Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, originario di Matera, anche lui ex Aisi e già carabiniere.

Tra gli altri indagati figurano anche due foggiani, Davide Piantanida (46 anni) e Gianluca Nardella (47 anni), e due baresi, Giuseppe Tempesta (55 anni) e Antonio Guerra (69 anni), oltre al messinese Sergio Romeo (57 anni). L’inchiesta è coordinata dalla Procura e punta a ricostruire la rete di contatti e il flusso di informazioni riservate finite, secondo l’accusa, a un referente dell’intelligence russa.

Gioiellerie svaligiate a Ravenna, in fuga con bottino da 325mila euro: arrestati due ladri foggiani a Cerignola

Arrestati due giovani foggiani ritenuti responsabili della rapina a due gioiellerie di un centro commerciale di Ravenna, avvenuta lo scorso 10 novembre e culminata con un bottino di quasi 325 mila euro.

Si tratta di un 32enne e di un 27enne originari di San Severo, fermati nei giorni scorsi dalla polizia a Cerignola al termine delle indagini condotte dagli investigatori ravennati.

Secondo quanto ricostruito, la rapina sarebbe stata messa a segno da quattro uomini poco prima della chiusura del centro commerciale. Armati di mazzette da muratore e cacciaviti, i malviventi avrebbero infranto e scardinato diverse vetrine delle due gioiellerie, riuscendo a impossessarsi di numerosi preziosi prima della fuga.

Determinante per le indagini sarebbe stata l’individuazione dell’auto utilizzata per raggiungere il Foggiano dopo il colpo. I due arrestati devono ora rispondere, in concorso, di rapina pluriaggravata e ricettazione di due vetture.

Furti d’auto, autorimessa di Modugno trasformata nella centrale dei pezzi di ricambio: arrestati 4 foggiani – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 4 persone (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), con età compresa tra 50 e 29 anni, tutti originari della provincia di Foggia, indagati dei reati di concorso in riciclaggio di cui agli artt. 110 e 648 bis C.P.. Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata dopo l’arresto, in flagranza, di tre persone avvenuto il 13 novembre scorso, all’interno di un box di un’autorimessa di Modugno.

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In quell’occasione, i militari della Sezione Radiomobile di Modugno avevano sorpreso i soggetti mentre trasbordavano numerosi componenti di autovetture provento di furto in diverse province pugliesi, tra cui 24 motori, 20 treni di pneumatici completi di cerchi, 15 avantreni e varie parti di carrozzeria e gruppi ottici.

Alla vista delle pattuglie, gli odierni arrestati erano riusciti a darsi alla fuga, mentre i tre complici venivano bloccati durante il carico del materiale su un autoarticolato con targa greca, presumibilmente destinato al trasferimento all’estero.

Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno consentito, attraverso la visione degli impianti di videosorveglianza, di ricostruire il modus operandi del gruppo e di identificare i responsabili. In particolare, è emerso come gli indagati operassero con cadenza settimanale – nello specifico ogni mercoledì, nel periodo compreso tra settembre e novembre 2025 – recandosi sistematicamente presso il sito individuato. In tale contesto, gli stessi procedevano a meticolose operazioni di selezione, raccolta e stoccaggio del materiale, seguendo modalità operative ripetitive e accuratamente pianificate, tali da ridurre al minimo il rischio di individuazione.

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Il materiale trattato veniva così destinato, a seconda delle esigenze logistiche, al successivo deposito all’interno di un garage nella loro disponibilità, utilizzato come base di appoggio e punto di accumulo, ovvero caricato direttamente su autoarticolati appositamente predisposti, per essere poi trasferito versi ulteriori destinazioni.

L’operazione conferma la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dei Carabinieri nel contrastare il fenomeno dei furti di autovetture ovvero del riciclaggio dei veicoli e quindi della ricettazione ad esso collegata, a tutela della sicurezza dei cittadini e della legalità sul territorio.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Sventato assalto a portavalori sull’A1, 14 fermati: sono tutti di Cerignola e Foggia. Ferito un poliziotto

La Polizia di Stato ha sventato un assalto a furgoni portavalori lungo l’autostrada A1, tra Bologna e Paderno Dugnano, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Chieti in collaborazione con quella di Modena.

L’operazione si è conclusa nelle campagne di Vignola (Modena), nei pressi del mercato ortofrutticolo, dove sono state arrestate 14 persone: quasi tutti italiani originari delle zone di Cerignola e Foggia, oltre a un cittadino albanese.

Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato un vero e proprio arsenale: almeno quattro mitragliatori AK-47, polvere pirica con dispositivi elettronici e manuali, chiodi a punta per bloccare il traffico, taniche di benzina, indumenti per travestimenti e un jammer per impedire le comunicazioni. Recuperati anche un autoarticolato usato per il trasporto dell’attrezzatura e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui Maserati e Audi.

All’operazione hanno partecipato il Servizio centrale operativo, le Squadre Mobili di Chieti e Modena, con il supporto dei Nocs e di un elicottero. Un agente è rimasto lievemente ferito.

Secondo gli investigatori, il gruppo era altamente organizzato e pronto a colpire una società di trasporto valori in transito sull’A1. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito l’assalto, neutralizzando la banda prima che potesse entrare in azione.

Assalto a portavalori, fermati due foggiani di 62 e 39 anni: uno di loro è un ex militare. Caccia ai complici – NOMI

Sono Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli i due foggiani di 62 e 39 anni fermati con l’accusa di aver preso parte all’assalto del portavalori ieri mattina sulla superstrada Lecce-Brindisi. Uno di loro è un ex militare con una lunga esperienza nel battaglione San Marco (i lagunari di Marina).

Entrambi sono accusati concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Sono stati fermati e bloccati dopo un inseguimento tra Campi Salentina e Guagnano. I due hanno tentano la fuga a piedi ma un carabiniere li ha rincorsi e, dopo una violenta colluttazione, è riuscito a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo è stato fermato anche il secondo.

I due vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio, ma restano in silenzio e scatta così il fermo di indiziato di delitto. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici.

Ladri foggiani in trasferta nel Nord Italia, ruspe rubate e poi rivendute all’estero: 4 arresti e 14 indagati

La polizia di Vicenza ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in furti e ricettazione di mezzi d’opera in un’operazione che ha portato all’arresto di 4 persone, ad altre 7 custodie cautelari e alla denuncia di 14 indagati.

L’indagine, avviata nei mesi scorsi dalla Polizia Stradale di Vicenza, ha consentito il recupero di 14 escavatori rubati, per un valore stimato in centinaia di migliaia di euro. L’inchiesta, condotta tra il Veneto e la Puglia, ha portato a numerose perquisizioni domiciliari e locali che hanno portato al sequestro di beni riconducibili all’attività illecita.

Il sodalizio, composto da cittadini italiani prevalentemente originari del foggiano, era ben radicato nel territorio veneto e agiva con estrema cautela e professionalità. Ogni colpo veniva studiato nei minimi particolari, al fine di ridurre al minimo i rischi e massimizzare l’efficacia dell’azione.

Nulla veniva lasciato al caso, né quando si trattava di individuare il cantiere edile da saccheggiare, né quando si trattava di programmare le successive fasi del trasporto, dell’ occultamento e della rivendita dei mezzi rubati.

I furti si consumavano in tempi rapidi: le ruspe venivano sottratte, bonificate da eventuali sistemi di tracciamento, corredate di documentazione contraffatta e infine esportate all’estero. L’operazione, coordinata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Veneto, ha coinvolto anche i poliziotti della Puglia.

Assalti ai bancomat in Molise, Puglia e Campania. Sgominata banda: arrestati 4 foggiani altri tre denunciati

Quattro persone arrestate, tutte pregiudicate e tutte della provincia di Foggia, e altre tre denunciate, perché ritenute responsabili di 11 assalti esplosivi ad altrettanti sportelli bancomat nelle province di Campobasso, Foggia, Potenza e Avellino, colpi avvenuti dall’aprile 2024.

A sgominare la banda sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Campobasso coordinati dalla Procura di Larino. L’inchiesta è stata chiamata “Marmotta”, dalla tecnica utilizzata per mettere a segno i colpi: un primo accesso al bancomat prelevando solo una banconota da 20 euro e poi, approfittando dell’apertura dell’apparecchio, veniva piazzato all’interno l’esplosivo, azionato con una miccia. Proprio grazie alle carte utilizzate per effettuare il prelievo è stato possibile individuare la zona di provenienza della banda e da successivi accertamenti è stata localizzata una delle auto utilizzate per gli assalti.

La base logistica della banda era nella zona di Orta Nova, ma i malviventi agivano poi in diverse regioni del sud Italia. L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Larino sotto il coordinamento della Procura frentana, ha avuto origine nell’aprile 2024 a seguito di un assalto a uno sportello bancomat a San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso, dal quale gli investigatori sono partiti per ricostruire dinamiche e modalità con cui operava l’associazione. Dalla complessa attività è stato possibile risalire alla struttura del sodalizio criminale, ben delineata e con figure esperte in materia di esplosivi. Per i colpi venivano utilizzate sempre auto di grossa cilindrata rubate e con targa falsa.

Nei colpi (alcuni messi a segno, altri falliti) la banda è riuscita a impossessarsi di circa 200mila euro, ma in un caso, a causa di un errato calcolo dell’esplosivo da utilizzare, tre dei malviventi sono rimasti feriti in modo serio.

I reati contestati sono l’associazione per delinquere aggravata dall’uso di materiale esplosivo finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati in danno di istituti di credito, mediante l’uso di attrezzo artigianale contenente polvere pirica. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri di Campobasso. Oltre ai vertici locali dell’Arma, compreso il comandante provinciale, Luigi Di Santo, sono intervenute in videocollegamento anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, e il sostituto procuratore Marianna Meo.

Assalti ai bancomat in Puglia, arrestati due 20enni del Foggiano: trovato materiale esplosivo in auto

Due ventenni originari della provincia di Foggia sono stati fermati a Galatone dai Carabinieri mentre erano a bordo di un’Opel Corsa. A bordo della vettura materiale esplosivo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due stavano preparando probabilmente un nuovo assalto a sportelli bancomat e postamat nel Salento.

I due potrebbero far parte della banda della marmotta che ha seminato il panico in Puglia negli ultimi mesi. Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato. Gli inquirenti ritengono che possano far parte di una rete criminale più ampia e ben organizzata.