Gioiellerie svaligiate a Ravenna, in fuga con bottino da 325mila euro: arrestati due ladri foggiani a Cerignola

Arrestati due giovani foggiani ritenuti responsabili della rapina a due gioiellerie di un centro commerciale di Ravenna, avvenuta lo scorso 10 novembre e culminata con un bottino di quasi 325 mila euro.

Si tratta di un 32enne e di un 27enne originari di San Severo, fermati nei giorni scorsi dalla polizia a Cerignola al termine delle indagini condotte dagli investigatori ravennati.

Secondo quanto ricostruito, la rapina sarebbe stata messa a segno da quattro uomini poco prima della chiusura del centro commerciale. Armati di mazzette da muratore e cacciaviti, i malviventi avrebbero infranto e scardinato diverse vetrine delle due gioiellerie, riuscendo a impossessarsi di numerosi preziosi prima della fuga.

Determinante per le indagini sarebbe stata l’individuazione dell’auto utilizzata per raggiungere il Foggiano dopo il colpo. I due arrestati devono ora rispondere, in concorso, di rapina pluriaggravata e ricettazione di due vetture.

Furti d’auto, autorimessa di Modugno trasformata nella centrale dei pezzi di ricambio: arrestati 4 foggiani – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 4 persone (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), con età compresa tra 50 e 29 anni, tutti originari della provincia di Foggia, indagati dei reati di concorso in riciclaggio di cui agli artt. 110 e 648 bis C.P.. Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata dopo l’arresto, in flagranza, di tre persone avvenuto il 13 novembre scorso, all’interno di un box di un’autorimessa di Modugno.

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In quell’occasione, i militari della Sezione Radiomobile di Modugno avevano sorpreso i soggetti mentre trasbordavano numerosi componenti di autovetture provento di furto in diverse province pugliesi, tra cui 24 motori, 20 treni di pneumatici completi di cerchi, 15 avantreni e varie parti di carrozzeria e gruppi ottici.

Alla vista delle pattuglie, gli odierni arrestati erano riusciti a darsi alla fuga, mentre i tre complici venivano bloccati durante il carico del materiale su un autoarticolato con targa greca, presumibilmente destinato al trasferimento all’estero.

Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno consentito, attraverso la visione degli impianti di videosorveglianza, di ricostruire il modus operandi del gruppo e di identificare i responsabili. In particolare, è emerso come gli indagati operassero con cadenza settimanale – nello specifico ogni mercoledì, nel periodo compreso tra settembre e novembre 2025 – recandosi sistematicamente presso il sito individuato. In tale contesto, gli stessi procedevano a meticolose operazioni di selezione, raccolta e stoccaggio del materiale, seguendo modalità operative ripetitive e accuratamente pianificate, tali da ridurre al minimo il rischio di individuazione.

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Il materiale trattato veniva così destinato, a seconda delle esigenze logistiche, al successivo deposito all’interno di un garage nella loro disponibilità, utilizzato come base di appoggio e punto di accumulo, ovvero caricato direttamente su autoarticolati appositamente predisposti, per essere poi trasferito versi ulteriori destinazioni.

L’operazione conferma la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dei Carabinieri nel contrastare il fenomeno dei furti di autovetture ovvero del riciclaggio dei veicoli e quindi della ricettazione ad esso collegata, a tutela della sicurezza dei cittadini e della legalità sul territorio.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Sventato assalto a portavalori sull’A1, 14 fermati: sono tutti di Cerignola e Foggia. Ferito un poliziotto

La Polizia di Stato ha sventato un assalto a furgoni portavalori lungo l’autostrada A1, tra Bologna e Paderno Dugnano, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Chieti in collaborazione con quella di Modena.

L’operazione si è conclusa nelle campagne di Vignola (Modena), nei pressi del mercato ortofrutticolo, dove sono state arrestate 14 persone: quasi tutti italiani originari delle zone di Cerignola e Foggia, oltre a un cittadino albanese.

Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato un vero e proprio arsenale: almeno quattro mitragliatori AK-47, polvere pirica con dispositivi elettronici e manuali, chiodi a punta per bloccare il traffico, taniche di benzina, indumenti per travestimenti e un jammer per impedire le comunicazioni. Recuperati anche un autoarticolato usato per il trasporto dell’attrezzatura e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui Maserati e Audi.

All’operazione hanno partecipato il Servizio centrale operativo, le Squadre Mobili di Chieti e Modena, con il supporto dei Nocs e di un elicottero. Un agente è rimasto lievemente ferito.

Secondo gli investigatori, il gruppo era altamente organizzato e pronto a colpire una società di trasporto valori in transito sull’A1. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito l’assalto, neutralizzando la banda prima che potesse entrare in azione.

Assalto a portavalori, fermati due foggiani di 62 e 39 anni: uno di loro è un ex militare. Caccia ai complici – NOMI

Sono Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli i due foggiani di 62 e 39 anni fermati con l’accusa di aver preso parte all’assalto del portavalori ieri mattina sulla superstrada Lecce-Brindisi. Uno di loro è un ex militare con una lunga esperienza nel battaglione San Marco (i lagunari di Marina).

Entrambi sono accusati concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Sono stati fermati e bloccati dopo un inseguimento tra Campi Salentina e Guagnano. I due hanno tentano la fuga a piedi ma un carabiniere li ha rincorsi e, dopo una violenta colluttazione, è riuscito a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo è stato fermato anche il secondo.

I due vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio, ma restano in silenzio e scatta così il fermo di indiziato di delitto. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici.

Ladri foggiani in trasferta nel Nord Italia, ruspe rubate e poi rivendute all’estero: 4 arresti e 14 indagati

La polizia di Vicenza ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in furti e ricettazione di mezzi d’opera in un’operazione che ha portato all’arresto di 4 persone, ad altre 7 custodie cautelari e alla denuncia di 14 indagati.

L’indagine, avviata nei mesi scorsi dalla Polizia Stradale di Vicenza, ha consentito il recupero di 14 escavatori rubati, per un valore stimato in centinaia di migliaia di euro. L’inchiesta, condotta tra il Veneto e la Puglia, ha portato a numerose perquisizioni domiciliari e locali che hanno portato al sequestro di beni riconducibili all’attività illecita.

Il sodalizio, composto da cittadini italiani prevalentemente originari del foggiano, era ben radicato nel territorio veneto e agiva con estrema cautela e professionalità. Ogni colpo veniva studiato nei minimi particolari, al fine di ridurre al minimo i rischi e massimizzare l’efficacia dell’azione.

Nulla veniva lasciato al caso, né quando si trattava di individuare il cantiere edile da saccheggiare, né quando si trattava di programmare le successive fasi del trasporto, dell’ occultamento e della rivendita dei mezzi rubati.

I furti si consumavano in tempi rapidi: le ruspe venivano sottratte, bonificate da eventuali sistemi di tracciamento, corredate di documentazione contraffatta e infine esportate all’estero. L’operazione, coordinata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Veneto, ha coinvolto anche i poliziotti della Puglia.

Assalti ai bancomat in Molise, Puglia e Campania. Sgominata banda: arrestati 4 foggiani altri tre denunciati

Quattro persone arrestate, tutte pregiudicate e tutte della provincia di Foggia, e altre tre denunciate, perché ritenute responsabili di 11 assalti esplosivi ad altrettanti sportelli bancomat nelle province di Campobasso, Foggia, Potenza e Avellino, colpi avvenuti dall’aprile 2024.

A sgominare la banda sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Campobasso coordinati dalla Procura di Larino. L’inchiesta è stata chiamata “Marmotta”, dalla tecnica utilizzata per mettere a segno i colpi: un primo accesso al bancomat prelevando solo una banconota da 20 euro e poi, approfittando dell’apertura dell’apparecchio, veniva piazzato all’interno l’esplosivo, azionato con una miccia. Proprio grazie alle carte utilizzate per effettuare il prelievo è stato possibile individuare la zona di provenienza della banda e da successivi accertamenti è stata localizzata una delle auto utilizzate per gli assalti.

La base logistica della banda era nella zona di Orta Nova, ma i malviventi agivano poi in diverse regioni del sud Italia. L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Larino sotto il coordinamento della Procura frentana, ha avuto origine nell’aprile 2024 a seguito di un assalto a uno sportello bancomat a San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso, dal quale gli investigatori sono partiti per ricostruire dinamiche e modalità con cui operava l’associazione. Dalla complessa attività è stato possibile risalire alla struttura del sodalizio criminale, ben delineata e con figure esperte in materia di esplosivi. Per i colpi venivano utilizzate sempre auto di grossa cilindrata rubate e con targa falsa.

Nei colpi (alcuni messi a segno, altri falliti) la banda è riuscita a impossessarsi di circa 200mila euro, ma in un caso, a causa di un errato calcolo dell’esplosivo da utilizzare, tre dei malviventi sono rimasti feriti in modo serio.

I reati contestati sono l’associazione per delinquere aggravata dall’uso di materiale esplosivo finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati in danno di istituti di credito, mediante l’uso di attrezzo artigianale contenente polvere pirica. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri di Campobasso. Oltre ai vertici locali dell’Arma, compreso il comandante provinciale, Luigi Di Santo, sono intervenute in videocollegamento anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, e il sostituto procuratore Marianna Meo.

Assalti ai bancomat in Puglia, arrestati due 20enni del Foggiano: trovato materiale esplosivo in auto

Due ventenni originari della provincia di Foggia sono stati fermati a Galatone dai Carabinieri mentre erano a bordo di un’Opel Corsa. A bordo della vettura materiale esplosivo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due stavano preparando probabilmente un nuovo assalto a sportelli bancomat e postamat nel Salento.

I due potrebbero far parte della banda della marmotta che ha seminato il panico in Puglia negli ultimi mesi. Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato. Gli inquirenti ritengono che possano far parte di una rete criminale più ampia e ben organizzata.

 

Tragedia sulla Potenza-Melfi, morti tre tifosi foggiani: Samuele, Michele e Gaetano insieme nell’ultima foto

Sono Samuele Del Grande, di 13 anni, Michele Biccari (17) e Gaetano Gentile (21) i tre giovanissimi tifosi del Foggia deceduti nel tragico incidente avvenuto sulla statale Potenza-Melfi, che ha coinvolto due automobili e un bus. Altre 7 persone sono rimaste ferite, tra queste due sono gravi (un 15enne e un 18enne) e sono ricoverate nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Carlo di Potenza. I tifosi foggiani erano di ritorno nella città pugliese dopo aver assistito allo stadio Viviani alla partita valida per la nona giornata del girone C della serie C.

Due delle tre vittime avevano posato insieme per una foto durante la trasferta. “Road to Potenza”, la didascalia della storia Instagram. Samuele Del Grande aveva solo 13 anni e da poco aveva iniziato a pubblicare frammenti della sua vita sui social. Michele Biccari, 17 anni, grande appassionato di calcio, lavorava invece come meccanico in un’officina foggiana. Il 21enne Gaetano Gentile giocava a calcio.

I tre si trovavano a bordo di una delle due auto coinvolte nello schianto. A quanto pare l’incidente sarebbe stato causato da un sorpasso azzardato, le indagini sono ancora in corso. Restano serie anche le condizioni di un pugliese di 54 anni, feriti anche i quattro componenti di una famiglia lucana, marito e moglie 49enni e i due figli di 10 e 13 anni.