La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sul concerto di Jovanotti tenutosi nel 2022 sul lungomare di Ponente, nell’ambito del “Jova Beach Party”. Al centro delle indagini, presunti danni ambientali causati dall’allestimento del palco su un’area di circa 16mila metri quadrati di arenile sottoposto a vincolo paesaggistico.
Secondo gli accertamenti, i lavori avrebbero comportato l’alterazione delle dune, la rimozione della vegetazione spontanea e la conseguente compromissione degli habitat naturali di specie protette. Per questi motivi, gli inquirenti contestano a vario titolo i reati di inquinamento ambientale colposo, abusivismo edilizio in area protetta e falso ideologico.
L’indagine, coordinata dal procuratore Renato Nitti e condotta dai carabinieri forestali, è partita da diversi esposti, tra cui quello presentato da Legambiente, che sin dall’inizio aveva sollevato dubbi sull’impatto dell’evento sull’ecosistema dunale della spiaggia.
Tre le persone indagate: un dirigente comunale dei Lavori pubblici, l’allora amministratore della multiservizi cittadina BarSa e il progettista incaricato dalla società organizzatrice. Secondo l’accusa, il dirigente avrebbe autorizzato i lavori senza il necessario permesso edilizio, ritenendo le strutture temporanee e quindi non soggette a vincoli paesaggistici.
Nei giorni scorsi, la Procura ha notificato agli indagati l’invito a comparire per essere interrogati. L’inchiesta mira ora a chiarire eventuali responsabilità nella gestione e autorizzazione dell’evento.

