Finto dentista a Barletta, visite senza abilitazione e iscrizione all’albo: sequestrati beni per oltre 2,7 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 2,7 milioni di euro a un 63enne di Barletta, arrestato lo scorso novembre con l’accusa di esercizio abusivo della professione sanitaria.

L’uomo, privo di titolo abilitativo e iscrizione all’albo, avrebbe effettuato visite odontoiatriche, interventi di implantologia e altre prestazioni in uno studio dentistico allestito all’interno di un appartamento nel centro cittadino. Dopo un periodo ai domiciliari, è ora sottoposto all’obbligo di dimora.

Le indagini hanno inoltre accertato che il 63enne avrebbe organizzato un servizio di “turismo odontoiatrico” in Serbia e Romania, offrendo cure specialistiche a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati dai professionisti abilitati.

Il sequestro, finalizzato alla confisca, comprende sei immobili, tre auto, 25 conti correnti, quote societarie, oltre all’ambulatorio con attrezzature odontoiatriche e farmaci rinvenuti durante le perquisizioni.

Barletta, cellulare perso dopo furto in appartamento incastra la banda di ladri: 4 arresti. Altri due indagati

Un cellulare smarrito, probabilmente durante la fuga dopo un furto in un appartamento di Barletta, ha permesso alla Polizia di Stato di risalire ai presunti componenti di un gruppo criminale attivo nei furti in abitazione e nello spaccio di droga. Sei uomini, di età compresa tra i 26 e i 39 anni, sono indagati a vario titolo per furto in abitazione, tentato furto e detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Su richiesta della Procura di Trani, quattro indagati sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono partite dopo un furto e un tentato furto avvenuti a Barletta. L’analisi del telefono rinvenuto vicino a una delle abitazioni prese di mira ha consentito agli investigatori di ricostruire una presunta rete di spaccio, principalmente di cocaina, operativa in città.

Secondo la Questura, le cessioni avvenivano con linguaggi convenzionali e consegne rapide fissate su appuntamento in diversi punti di Barletta. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di delineare il ruolo ricoperto da ciascun indagato nelle presunte attività illecite.

Barletta, fatture false e frode fiscale. Blitz della Finanza: 34 denunce e sequestri per 6 milioni di euro

Un presunto sistema di frode fiscale basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Barletta, che ha denunciato 34 persone, sequestrato cinque società e beni per un valore complessivo di circa sei milioni di euro riconducibili a 13 aziende ritenute beneficiarie della presunta frode.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani, è partita lo scorso settembre da una verifica fiscale nei confronti di una società di Bisceglie operante nel commercio di abbigliamento.

Gli accertamenti avrebbero fatto emergere rapporti commerciali con fornitori distribuiti in diverse regioni italiane, risultati evasori fiscali, con lavoratori irregolari o in nero e privi di strutture idonee allo svolgimento dell’attività. Secondo gli investigatori, le società sarebbero state create per emettere fatture false e consentire indebiti vantaggi fiscali.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di documentazione fiscale falsa. Inoltre, sette società sono state segnalate per la responsabilità amministrativa degli enti nell’ambito dell’inchiesta, che coinvolge complessivamente 45 aziende.

Tragedia a Barletta, ritrovato in mare il corpo di una 73enne: era scomparsa ieri. A lanciare l’allarme l’ex marito

È stato ritrovato senza vita il corpo della donna di 73 anni di Barletta di cui si erano perse le tracce dalla tarda mattinata di mercoledì 25 giugno. Il cadavere è stato individuato in mare, a circa 14 miglia dalla costa, da un elicottero Drago dei vigili del fuoco.

L’allarme era stato lanciato nel pomeriggio dall’ex marito, facendo scattare le ricerche. Il recupero della salma è stato effettuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco con il supporto della Guardia costiera.

Sulla vicenda indaga la polizia, che al momento non esclude alcuna ipotesi per chiarire le cause del decesso.

Assalto ai bancomat in Puglia, colpo nella notte a Barletta: ladri in fuga con la cassa automatica

Il bancomat dell’istituto di credito Ibl Banca di via Imbriani a Barletta è stato fatto esplodere alle tre e mezza della scorsa notte da ignoti. Due le esplosioni ravvicinate che hanno completamente distrutto il vano in cui si trovava l’erogatore automatico di denaro e mandato in frantumi la porta a vetri della banca.

Chi ha agito, sarebbe poi riuscito a fuggire asportando la cassa automatica col bottino, che è da quantificare. La sede della banca è stata danneggiata ma non si registrerebbero problemi statici alle abitazioni vicine.

Nelle stesse ore, sempre a Barletta, il punto vendita Lidl in via Foggia è stato oggetto di una spaccata. I banditi hanno sfondato la vetrata di ingresso con un’auto rubata abbandonata poi sul posto. Su entrambi gli episodi indaga la polizia.

Cadavere trovato sul lungomare di Barletta, è un 35enne polacco: forse è stato aggredito da un lupo

Proseguono le indagini sulla morte di un uomo di nazionalità polacca, di circa 35 anni, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio del 23 giugno a Barletta, nei pressi del lungomare di viale Regina Elena, nella zona di strada vicinale Misericordia.

Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e della Scientifica, la Guardia Costiera e il personale del 118, che ha constatato il decesso. La salma è stata trasferita all’obitorio di Bari, dove saranno eseguiti gli accertamenti autoptici per chiarire le cause della morte.

Al momento gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Dai primi rilievi sarebbero emerse lesioni alla testa compatibili con morsi. Considerato anche l’avvistamento, nella stessa area, di un animale riconducibile a un lupo, tra le piste al vaglio vi è quella di una possibile aggressione da parte dell’animale.

L’uomo potrebbe essere scivolato sugli scogli ferendosi mortalmente, oppure potrebbe essere stato colto da malore e successivamente aggredito. Gli accertamenti sono tuttora in corso. Sulla vicenda ci sarà anche una relazione dei veterinari della Asl Bat.

Macabra scoperta sul lungomare di Barletta, trovato cadavere di un uomo: ha lesioni sul corpo e alla testa

Macabra scoperta sul lungomare di Barletta, tra viale Regina Elena e strada vicinale Misericordia, dove nelle scorse ore è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo di circa 35 anni. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Nell’area del ritrovamento sono giunti anche gli uomini della Guardia costiera, poiché non si esclude che il corpo possa essere stato trasportato dalle acque, e gli agenti del commissariato di Barletta, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Secondo le prime informazioni, sul corpo sarebbero presenti alcune lesioni, in particolare nella zona della testa, dove sono state rilevate ferite compatibili con morsi o piccole lacerazioni. Elementi che dovranno essere verificati dagli investigatori e dagli eventuali esami medico-legali.

La zona è stata transennata per consentire i rilievi. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Le indagini sono finalizzate anche all’identificazione della vittima e a verificare se l’uomo risultasse scomparso o disperso.

Bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale: sequestro beni per 3,2 milioni. Due indagati a Barletta

Il Gip di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di beni per un ammontare superiore a 3,2 milioni di euro, eseguito dalla Gdf, nei confronti di due società operanti nel settore della fabbricazione e commercializzazione di ricambi per autoveicoli riconducibili a due persone di Barletta indagate per di bancarotta, reati fiscali e riciclaggio.

Il provvedimento cautelare arriva dopo l’indagine che, partendo dagli ingenti debiti accumulati verso gli enti pubblici, ha acclarato – dice la Gdf – “lo stato di decozione e dissesto finanziario di una società a causa degli ingenti debiti maturati con l’erario con seguente svuotamento dei beni appartenenti alla medesima e la contestuale creazione di una nuova società, avente lo stesso oggetto sociale della precedente, all’interno della quale sono stati fatti confluire fraudolentemente i beni immobili/mobili della società in liquidazione giudiziale”.

I Finanzieri di Barletta avrebbero scoperto come, “nelle more della definizione della liquidazione giudiziale, il compendio aziendale della società “madre” fosse stato integralmente e fraudolentemente trasferito in una nuova società creata ad hoc, evidenziando plurimi elementi indiziari dell’azione fraudolenta, tra cui, in particolare: •la corrispondenza delle sedi legali ed operative; la coincidenza dei dipendenti, i quali svolgevano, nella nuova società, le medesime mansioni, ruoli e compiti rispetto alla precedente; il reimpiego dei beni aziendali, distratti dalla società fallita verso la nuova impresa; l’esecuzione da parte della nuova società, della medesima attività svolta dalla fallita, con coincidente oggetto sociale”.

Imbarazzo all’IRCCS De Bellis, Delvecchio nei guai per il crack Modus: rischia il processo

C’è anche Vincenzo Delvecchio, 50enne di Barletta, tra le 12 persone nei confronti delle quali la Procura di Pescara ha chiesto il rinvio a giudizio relativamente allo scandalo sul fallimento milionario della Modus Fm. I reati contestati a vario titolo, come riportato dal “Centro” e altri giornali abruzzesi, sono bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e false comunicazioni sociali. Delvecchio è uno degli indagati che si alternò alla guida della Modus fm.

Fa specie che giornalisti accreditati, cagnacci delle cronache giudiziarie, si siano fatti sfuggire una simile notizia, lasciando a una piccola testata online come quintopotere.it, il compito di fare alcune riflessioni, affidate tra l’altro a un ex collega, ora semplice youtuber ed editorialista. Ciò su cui vogliamo attirare l’attenzione dei nostri lettori, non è tanto la cronaca giudiziaria a cui si accede facilmente in rete (l’ultimo articolo di Abruzzo Web è del 21 marzo scorso), ma sulla figura di Delvecchio e ciò che rappresenta per la Sanità e la Politica pugliese.

Uomo di Emiliano e del PD, di quelli sistemati nei ruoli strategici non esclusivamente per meriti, Vincenzo Delvecchio è soprattutto il Presidente del Comitato di Indirizzo e Verifica dell’IRCCS Saverio De Bellis di Castellana Grotte. Siamo alla richiesta di rinvio a giudizio, ci mancherebbe, ma per molto meno chi non appartiene al cerchio magico, lo stesso che al netto delle varie giustificazioni ha generato il buco monster di 349 milioni di euro, è stato defenestrato, allontanato in autotutela.

L’intervento del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nell’affaire Mari Lorusso (la moglie di Giacomo Olivieri), vincitrice di un concorso al Policlinico, la dice lunga sui due pesi e due misure della mal funzionante bilancia etica del Partito Democratico. In attesa che Delvecchio riesca a chiarire la sua posizione avrebbe dovuto farsi da parte per il bene della reputazione dell’IRCCS De Bellis, a maggior ragione in un periodo di contestazione generale come questo. Il fatto che nessuno sia intervenuto la dice lunga sulla copertura, anche mediatica, di cui godono certi personaggi, capaci di mimetizzarsi nelle acque agitate di un’inchiesta così delicata come quella su cui per anni ha indagato la Procura di Pescara.

A fine gennaio di quest’anno, un paio di mesi prima che si sapesse del rischio di rinvio a giudizio, Delvecchio aveva dichiarato una cosa simile: “La Direzione Strategica produrrà ogni utile sforzo per raggiungere i risultati contenuti negli obiettivi assegnati”. Lo sforzo più utile in questo momento, anche alla luce del cambio della guardia alla guida dell’Istituto, sarebbe farsi da parte. Un risultato massimo col minino sforzo. In attesa di una dichiarazione del diretto interessato, che non abbiamo dubbi avrà fiducia nella Giustizia e nella Magistratura, né più né meno di ciascun italiano, attendiamo che il Presidente piddino della Regione Puglia applichi anche in questo caso il metodo Decaro, ovvero al bando le ombre su chi amministra la cosa pubblica.

Sembrerà un caso, ma nei giorni scorsi abbiamo ricevuto alcune determine e testimonianze su prassi che meritano particolare attenzione. Siccome anche il nostro obiettivo di informazione è strategico, almeno quanto gli obiettivi dell’IRCCS De Bellis. Nei prossimi giorni saremo sul posto per cercare di avere risposte, per raggiungere quegli obiettivi strategici che ci siamo prefissati nel momento della fondazione di quintopotere.it.

San Nicola, muro contro muro tra Comune e De Laurentiis: ipotesi Altamura, Salerno e Barletta per il Bari calcio

Il braccio di ferro tra il sindaco Vito Leccese e la proprietà della Ssc Bari entra in una fase sempre più delicata. Nonostante una seconda Pec inviata dal club con la disponibilità a presentare il piano industriale, il primo cittadino non cambia posizione e non firmerà entro oggi la documentazione per la concessione dello stadio San Nicola richiesta dalla famiglia De Laurentiis per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C.

Il termine definitivo per regolarizzare la situazione resta comunque fissato al 16 giugno, mentre la società biancorossa valuta possibili alternative, tra cui l’ipotesi di disputare le gare interne ad Altamura o in un altro impianto come quello di Barletta o Salerno.

Leccese ribadisce la distanza dalla proprietà del club: «È necessaria un’operazione di verità e giustizia», ha dichiarato, sottolineando come in otto anni i De Laurentiis non siano riusciti, a suo dire, a entrare nel sentimento collettivo della città. Il sindaco guarda inoltre al futuro societario, ricordando che dal 2028 le norme federali potrebbero imporre un cambio di assetto proprietario.

Sul tavolo resta anche la questione economica legata ai concerti al San Nicola, voce importante per i conti della società. Con i grandi eventi estivi alle porte, compresi i concerti di Vasco Rossi, resta da chiarire la gestione degli introiti previsti dal nuovo bando comunale, che stabilisce un corrispettivo di 60mila euro a concerto per i primi quattro eventi annuali.

Intanto gli avvocati del Comune stanno valutando l’ipotesi di sospendere in autotutela il bando per la concessione dello stadio. Lo scontro istituzionale e legale appare destinato a proseguire, mentre una soluzione condivisa sembra ancora lontana.