Barletta, travolta da un’auto sulle strisce pedonali: 49enne in coma. Il conducente si è fermato per i soccorsi

Una donna di 49 anni è stata investita in via Regina Elena a Barletta da un’auto ieri sera mentre attraversava le strisce pedonali. Secondo quanto ricostruito, a causa dell’impatto, la vittima ha sfondato il parabrezza e riportato profonde ferite craniche.

La donna è stata soccorsa dal personale del 118 ed è stata trasportata all’ospedale Bonomo di Andria in gravi condizioni. Al momento è in coma. Il conducente dell’auto si sarebbe fermato per prestare i primi soccorsi. Sul caso indaga la Polizia locale.

Triplo incidente sul lavoro in poche ore: 47enne precipita in aeroporto a Bari, gravi due operai a Monopoli e Barletta

Un operaio di 47 anni è precipitato da una scala nel vuoto da un’altezza di 3 metri all’aeroporto di Bari durante l’esecuzione di prove di laboratorio da parte della ditta Tecnolab di Altamura. L’uomo è stato trasferito subito al Policlinico di Bari, sul caso indaga la Polizia.

A Monopoli un 61enne è rimasto invece vittima di un incidente avvenuto mentre stava lavorando in via La Pira. L’uom ha riportato un grave trauma con lesione che va dalla coscia all’addome fino a sotto il torace. Anche lui è stato trasferito al Policlinico di Bari.

A Barletta, invece, un operaio di 56 anni ha riportato una contusione toracica: era al lavoro su una gru e stava caricando un container quando lo stabilizzatore sarebbe sprofondato nell’asfalto facendo precipitare il carico sulla cabina di guida della gru. Le sue condizioni non sono gravi.

Barletta, incendiata l’auto del giornalista Adriano Antonucci: la Procura di Trani apre un’inchiesta

La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sull’incendio che ieri sera, 5 febbraio, a Barletta ha distrutto l’auto del giornalista Adriano Antonucci, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno e di Barlettaviva. L’ipotesi di reato, a carico di ignoti, è quella di danneggiamento a seguito di incendio.

La vettura era parcheggiata non lontano dalla abitazione del cronista ed è stata sequestrata. La Polizia ha avviato le indagini per risalire alla natura del rogo. Non si esclude nessuna ipotesi.

“La più sincera solidarietà e vicinanza umana al giornalista Adriano Antonucci. Sono al fianco di chi, con professionalità e passione, racconta la nostra città. Ad Adriano va tutto il mio sostegno e quello dell’amministrazione comunale. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si possa fare luce sull’accaduto”, le parole del sindaco di Barletta, Cosimo Cannito.

Francesco Diviesti trovato carbonizzato, la madre: “Indagati postano sui social foto delle feste e auto di lusso”

“Abbiamo un debito di onore con i parenti delle vittime”. All’indomani della parole pronunciate dal Questore della Bat, Alfredo Fabbrocini, in occasione della conferenza stampa di fine anno, con le quali ha ribadito l’impegno degli investigatori a fare luce sui casi ancora aperti, la madre di Francesco Diviesti, Maria Marzocca, è stata particolarmente colpita da questa frase del Questore.

La donna ribadisce grande fiducia nella Polizia e nella Procura Antimafia di Bari, esprimendo gratitudine per il lavoro svolto e l’impegno manifestato, sperando che presto si attivi ad assicurare i responsabili di quell’efferato delitto alla giustizia.

Francesco Diviesti, 26 anni, scomparso il 25 aprile scorso, fu ritrovato morto e carbonizzato quattro giorni dopo nelle campagne fra Canosa e Minervino Murge.

“Stiamo vivendo un dolore che non si può descrivere, mentre alcune delle persone indagate per l’assassinio di mio figlio, padre di un bambino di dieci anni, mostrano e postano sui social le loro feste e auto di lusso. Chiediamo giustizia, che si faccia luce su quanto accaduto e che le luci di queste festività natalizie si spengano presto”, le sue parole.

L’avvocato della famiglia di Francesco Diviesti, Michele Cianci, ribadisce, ancora una volta la propria fiducia nel lavoro degli inquirenti e che “la vittima era un giovane padre incensurato e una ragazzo di buona famiglia, ucciso barbaramente. Ciò non può accadere in una società civile”.

Corriere sequestrato e rapinato sulla statale 16, spariti carico e furgone: in azione commando armato

Un corriere di una ditta di spedizioni è stato fermato sulla statale 16 con il furgone carico di merce tra Barletta e Trani. Il dipendente è stato affiancato da un’auto, a bordo quattro banditi armati e a volto coperto.

Il corriere è stato fatto salire sulla vettura ed è stato sequestrato per due ore, prima di essere abbandonato vicino Canosa. Furgone e carico sono spariti, il dipendente è stato soccorso dalla Polizia. Non ha riportato ferite.

Follia sulla tratta Foggia-Bari: una famiglia non riesce a scendere dal treno e minaccia di morte una capotreno

Un’altra aggressione in Puglia ai danni di un capotreno dopo quanto accaduto la scorsa settimana sulla tratta Lecce-Bari. Questa volta l’episodio si è verificato a bordo del treno AV 9809 della tratta Foggia-Bari.

A darne notizia sono i sindacati dei trasporti in Puglia. Protagonista una famiglia diretta a Cerignola. Non riuscendo ad aprire la porta e a scendere alla stazione di Foggia, è rimasta sul treno accidentalmente.

“Nonostante la piena disponibilità della capotreno nel fornire assistenza per risolvere l’inconveniente – si legge nella nota -, i componenti del nucleo familiare hanno reagito con insulti e violente minacce di morte nei confronti della lavoratrice. Pur avendo ottenuto una fermata straordinaria a Barletta per consentire loro la discesa, gli aggressori hanno continuato a inveire, molestare verbalmente la capotreno e impedire la ripartenza del convoglio, di fatto tenendo in ostaggio treno e passeggeri – si legge nella nota -. Risultato vano anche il tentativo di coinvolgere l’autorità competente, che non è intervenuta, lasciando la capotreno e l’utenza esposte all’azione degli aggressori”.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una preoccupante escalation di violenze che colpisce il personale ferroviario, sempre più esposto a rischi durante lo svolgimento delle proprie mansioni e troppo spesso lasciato senza adeguata tutela. È inaccettabile che simili episodi diventino la nuova e tragica normalità”, concludono i sindacati.

Furti d’auto a Barletta e Margherita di Savoia, fermata la banda del riciclaggio con base ad Andria: 4 arresti

Misure cautelari per quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di furto pluriaggravato di autovetture e ricettazione in concorso. Si tratta di un uomo di Cerignola e tre di Andria, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Tutti sono stati trasferiti in carcere.

Tra dicembre 2023 e marzo 2024 la “batteria criminale” con base ad Andria ha commesso numerosi furti di veicoli, prevalentemente nel comune di Barletta e talvolta a Margherita di Savoia. Le parti meccaniche e di carrozzeria, smontate nelle campagne di Cerignola, venivano poi rimesse sul mercato dei pezzi di ricambio. Venivano utilizzate utenze telefoniche fittiziamente intestate per la fase organizzativa e un linguaggio criptico per comunicare.

Tutto è partito quando i Carabinieri hanno fermato un’Audi A3 che trainava una Peugeot 208 rubata. Alla vista del posto di controllo, l’autista dell’Audi ha tentato la fuga con manovre pericolose: dopo essere stato riconosciuto da un Carabiniere, ha accelerato la marcia ponendo deliberatamente in pericolo il militare e, proseguendo ad altissima velocità, non ha esitato a speronare un’autovettura militare che tentava di sbarrargli la strada, sottraendosi temporaneamente alla cattura. L’uomo è stato rintracciato e arrestato, subito dopo aver abbandonato e incendiato l’Audi priva di targhe in un’area rurale di Andria.

Nonostante gli arresti in flagranza, il sodalizio si è riorganizzato, munendosi di nuove schede SIM fittizie e di un’altra auto. Un successivo servizio di osservazione, pedinamento e controllo ha consentito di localizzare il deposito a Corato, portando all’arresto in flagranza di altri due indagati. All’interno del covo veniva rinvenuta una Volkswagen Golf risultata rubata, oltre a un disturbatore di frequenze e ad altri attrezzi meccanici ed elettronici per la commissione dei furti.

Barletta, rubano 15 quintali di uva da tavola ma vengono incastrati dalle telecamere: arrestati tre ladri di Andria

Tre uomini di Andria sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di aver rubato 15 quintali di uva da tavola a settembre in un terreno agricolo situato in contrata Callano, nel territorio di Barletta.

A far scattare l’indagine è stata la denuncia presentata ai Carabinieri dal proprietario del fondo. I militari hanno visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza e sono riusciti a risalire all’identità dei tre, arrivati sul posto a bordo di due auto. La refurtiva è stata caricata nel portabagagli prima della fuga.

 

Dentista abusivo e recidivo arrestato dalla Finanza a Barletta: era già stato denunciato in Abruzzo

Un presunto dentista di 63 anni che, senza possedere alcun titolo abilitativo o iscrizione all’albo professionale, da tempo riceveva pazienti, eseguiva visite e prestazioni odontoiatriche nonché interventi di implantologia in un appartamento, al centro di Barletta, adibito a studio dentistico completo di attrezzature professionali e materiali odontoiatrici, è stato arrestato e posto ai domiciliari dalla guardia di finanza.

Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza cautelare emessa dal gip di Trani su richiesta della locale procura. Dalle indagini è emerso che non era la prima volta che l’uomo veniva denunciato per l’esercizio abusivo della professione sanitaria.

Era accaduto qualche anno fa in Abruzzo. Il 63nne promuoveva anche un servizio di “turismo odontoiatrico” in Serbia e Romania, effettuava prestazioni specialistiche all’estero, ma anche in Italia, a tariffe notevolmente inferiori rispetto ai professionisti abilitati.

L’uomo, indagato per esercizio abusivo della professione sanitaria, ricorda la guardia di finanza, rischia una condanna fino a tre anni di reclusione, oltre a una pesante multa. Sono in corso ulteriori accertamenti per quantificare i compensi illecitamente percepiti e sottratti a tassazione e delineare eventuali ulteriori responsabilità penali o coinvolgimenti di altre persone.