Paura a Barletta, appartamento in fiamme: 90enne finisce in ospedale. Altre due persone soccorse

Tre persone sono rimaste coinvolte in un incendio che questa mattina è divampato in un appartamento di via Vista, a Barletta. Si tratta di un 90enne e di suo figlio, entrambi residenti nell’abitazione in cui è scoppiato il rogo, e di una loro vicina di casa.

Il 90enne è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Dimiccoli; le altre due persone sono state medicate sul posto dalle equipe sanitarie. Da chiarire le cause e la natura delle fiamme su cui indagano gli agenti della polizia locale. L’incendio è stato spento dai vigili del fuoco.

Abbandono illecito di rifiuti e 11 lavoratori a nero, blitz della Finanza a Barletta: sospesa un’azienda tessile

Gestione e abbandono illecito di rifiuti, oltre a gravi violazioni in materia di lavoro: è quanto emerso dall’indagine avviata dopo la denuncia della Barsa di Barletta, la società che si occupa di igiene ambientale.

La Guardia di finanza ha individuato un’azienda ritenuta responsabile dell’abbandono in campagna di sacchi contenenti scarti di lavorazione di calzature e tessili, trovando nei locali materiali identici a quelli rinvenuti.

L’impresa non aveva il registro di carico e scarico dei rifiuti né l’iscrizione al registro elettronico per la tracciabilità. Inoltre sono stati scoperti 11 lavoratori in nero, impiegati senza adeguate misure di sicurezza. La Asl ha disposto la sospensione dell’attività in attesa della regolarizzazione.

Follia a Barletta, lite tra giocatori negli spogliatoi: il capitano dell’Afragolese in ospedale con trauma cranico

Follia ieri a Barletta durante il match di campionato, valido per il girone H di Serie D, tra la squadra di Casa e l’A.C. Afragolese. L’attaccante argentino e capitano della formazione ospite, Agustin Torassa, è finito al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli.

Secondo quanto ricostruito, il 37enne sarebbe stato aggredito negli spogliatoi con un calcio e un pugno sferrati dall’attaccante del Barletta Giancarlo Malcore durante un acceso diverbio.

L’argentino ha riportato un trauma cranico, l’Afragolese ha però rassicurato sulle sue condizioni. Malcore è stato espulso e la sua posizione è al vaglio del giudice sportivo, ma sull’accaduto indagano gli agenti della Digos della questura di Andria.

Il secondo tempo è iniziato con diversi minuti di ritardo e il Barletta è rientrato in campo in inferiorità numerica, ma è riuscito comunque a vincere la partita (2-0 il risultato finale).

“Esprimiamo la più ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi negli spogliatoi, simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport e della leale competizione. Episodi come questo sono una sconfitta per tutto il movimento calcistico”, la dura condanna dell’A.C. Afragolese.

Paura a Barletta, appartamento in fiamme al quinto piano di una palazzina: 4 persone intossicate

Quattro persone sono rimaste intossicate nell’incendio divampato nella tarda mattinata di oggi in un appartamento al quinto piano di una palazzina di via Rizzitelli, a Barletta.

Due sono state portate in ambulanza in ospedale, una della quali in codice rosso a causa di una forte cefalea e della presenza di cenere nel cavo orale; le altre due sono state soccorse sul posto dal personale del 118.

Ancora poco chiara l’origine delle fiamme divampate in una stanza e poi propagatesi altrove. A lavoro ci sono polizia di Stato e tre mezzi dei vigili del fuoco.

Gestione illecita rifiuti, confiscati beni da 550mila euro a due società a Trani e Barletta: blitz della Finanza

Beni per un valore complessivo di 550mila euro sono stati confiscati a due imprese, rispettivamente di Trani e Barletta, accusate di gestione illecita di rifiuti. Si tratta di due diverse indagini, condotte dalla guardia di finanza e coordinate dalla Procura di Trani, risalenti agli ultimi tre anni.

Nello specifico, gli accertamenti investigativi relativi alla società di Barletta, attiva nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse, sono iniziati nel 2021 quando fu accertata la gestione di rifiuti da materiali inerti provenienti da demolizioni in quantità 22 volte superiori rispetto al limite stoccabile autorizzato e pari a mille tonnellate.

Una irregolarità resa possibile, secondo le indagini, attraverso la realizzazione di una discarica abusiva estesa per 40mila metri quadrati e cinque volte più grande rispetto a quanto previsto dalle autorizzazioni in possesso dell’impresa.

La discarica sarebbe stata creata con l’occupazione illecita di aree due demaniali e di un’altra “senza pavimentazione impermeabilizzata” che ha provocato “il percolamento nel sottosuolo delle acque meteoriche di dilavamento dei rifiuti”, spiegano i finanzieri.

Nell’aprile 2023 il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro dell’azienda e di 534mila euro riconducibili al guadagno illecitamente ottenuto tra il 2019 e il 2021.L’altra inchiesta ha riguardato una impresa di Trani attiva nella raccolta e lavorazione vetro e rottami di vetro.

“L’azienda ha gestito la raccolta e la frantumazione ma non il recupero di rottami vetrosi impuri, in quantità doppia rispetto al titolo autorizzativo di 6.650 tonnellate”, hanno scoperto i militari, spiegando che “l’accumulo dei rifiuti era stato costantemente alimentato e incrementato fino a raggiungere altezze, di circa 8,5 metri, superiori al limite dei 3 metri di sicurezza con il potenziale rischio di cedimento franoso sulla vicina linea ferroviaria”. Anche in questo caso, il Tribunale ha disposto il sequestro del compendio aziendale e di 1,26 milioni di euro, quale profitto illecito per il triennio 2022-2024.

“Le confische di oggi arrivano al termine di percorsi processuali conclusi con l’applicazione da parte del Tribunale di Trani di una pena applicata, su accordo tra le parti, – spiegano i finanzieri – per l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti, contestata dalla Procura di Trani a carico di uno degli imprenditori”, mentre è “in fase di “definizione la posizione dell’amministratore della società coinvolta nella prima indagine”.

Barletta, travolta da un’auto sulle strisce pedonali: 49enne in coma. Il conducente si è fermato per i soccorsi

Una donna di 49 anni è stata investita in via Regina Elena a Barletta da un’auto ieri sera mentre attraversava le strisce pedonali. Secondo quanto ricostruito, a causa dell’impatto, la vittima ha sfondato il parabrezza e riportato profonde ferite craniche.

La donna è stata soccorsa dal personale del 118 ed è stata trasportata all’ospedale Bonomo di Andria in gravi condizioni. Al momento è in coma. Il conducente dell’auto si sarebbe fermato per prestare i primi soccorsi. Sul caso indaga la Polizia locale.

Triplo incidente sul lavoro in poche ore: 47enne precipita in aeroporto a Bari, gravi due operai a Monopoli e Barletta

Un operaio di 47 anni è precipitato da una scala nel vuoto da un’altezza di 3 metri all’aeroporto di Bari durante l’esecuzione di prove di laboratorio da parte della ditta Tecnolab di Altamura. L’uomo è stato trasferito subito al Policlinico di Bari, sul caso indaga la Polizia.

A Monopoli un 61enne è rimasto invece vittima di un incidente avvenuto mentre stava lavorando in via La Pira. L’uom ha riportato un grave trauma con lesione che va dalla coscia all’addome fino a sotto il torace. Anche lui è stato trasferito al Policlinico di Bari.

A Barletta, invece, un operaio di 56 anni ha riportato una contusione toracica: era al lavoro su una gru e stava caricando un container quando lo stabilizzatore sarebbe sprofondato nell’asfalto facendo precipitare il carico sulla cabina di guida della gru. Le sue condizioni non sono gravi.

Barletta, incendiata l’auto del giornalista Adriano Antonucci: la Procura di Trani apre un’inchiesta

La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sull’incendio che ieri sera, 5 febbraio, a Barletta ha distrutto l’auto del giornalista Adriano Antonucci, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno e di Barlettaviva. L’ipotesi di reato, a carico di ignoti, è quella di danneggiamento a seguito di incendio.

La vettura era parcheggiata non lontano dalla abitazione del cronista ed è stata sequestrata. La Polizia ha avviato le indagini per risalire alla natura del rogo. Non si esclude nessuna ipotesi.

“La più sincera solidarietà e vicinanza umana al giornalista Adriano Antonucci. Sono al fianco di chi, con professionalità e passione, racconta la nostra città. Ad Adriano va tutto il mio sostegno e quello dell’amministrazione comunale. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si possa fare luce sull’accaduto”, le parole del sindaco di Barletta, Cosimo Cannito.

Francesco Diviesti trovato carbonizzato, la madre: “Indagati postano sui social foto delle feste e auto di lusso”

“Abbiamo un debito di onore con i parenti delle vittime”. All’indomani della parole pronunciate dal Questore della Bat, Alfredo Fabbrocini, in occasione della conferenza stampa di fine anno, con le quali ha ribadito l’impegno degli investigatori a fare luce sui casi ancora aperti, la madre di Francesco Diviesti, Maria Marzocca, è stata particolarmente colpita da questa frase del Questore.

La donna ribadisce grande fiducia nella Polizia e nella Procura Antimafia di Bari, esprimendo gratitudine per il lavoro svolto e l’impegno manifestato, sperando che presto si attivi ad assicurare i responsabili di quell’efferato delitto alla giustizia.

Francesco Diviesti, 26 anni, scomparso il 25 aprile scorso, fu ritrovato morto e carbonizzato quattro giorni dopo nelle campagne fra Canosa e Minervino Murge.

“Stiamo vivendo un dolore che non si può descrivere, mentre alcune delle persone indagate per l’assassinio di mio figlio, padre di un bambino di dieci anni, mostrano e postano sui social le loro feste e auto di lusso. Chiediamo giustizia, che si faccia luce su quanto accaduto e che le luci di queste festività natalizie si spengano presto”, le sue parole.

L’avvocato della famiglia di Francesco Diviesti, Michele Cianci, ribadisce, ancora una volta la propria fiducia nel lavoro degli inquirenti e che “la vittima era un giovane padre incensurato e una ragazzo di buona famiglia, ucciso barbaramente. Ciò non può accadere in una società civile”.