Evasione fiscale a Barletta, sequestrati beni per 11 milioni di euro: 3 denunciati. Società fittizie con sede in Francia

Società fittizie con sede in Francia create per non pagare le tasse in Italia e agevolare così imprese attive a Barletta. Debiti con il fisco mai saldati.

È quanto avrebbero fatto gli amministratori e un loro socio di una impresa di Barletta attiva nel settore dei filati di ferro e alluminio. I tre sono stati denunciati: si tratta dell’amministratore di fatto della società, di sua moglie che era amministratrice di diritto e di un loro parente.

Tutti rispondono di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Alla coppia sono stati sequestrati beni per 11 milioni di euro: il provvedimento è finalizzato alla confisca.

Ceglie Messapica, controlli della Finanza: scoperta evasione fiscale da 2,5 milioni. Nei guai società di bevande

La Guardia di Finanza di Ostuni ha scoperto un’evasione fiscale pari a circa 2,5 milioni di euro nell’ambito di un’indagine che ha coinvolto una società di Ceglie Messapica operante nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di bevande alcoliche e analcoliche.

Durante i controlli, i finanzieri hanno inoltre contestato all’azienda una violazione amministrativa prevista dal Codice del Commercio per la mancata indicazione dei prezzi dei prodotti esposti alla vendita. Nel corso delle verifiche è stato anche individuato un lavoratore impiegato in nero.

L’indagine, spiegano le Fiamme Gialle in una nota, si è rivelata particolarmente complessa a causa dell’occultamento delle scritture contabili, una strategia spesso utilizzata dagli evasori fiscali per impedire all’amministrazione finanziaria di ricostruire con precisione le operazioni commerciali svolte.

Maxi evasione fiscale a Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro: 26 denunce e sequestri per 600mila euro

I finanzieri della Guardia di Finanza di Bari hanno sequestrato beni per oltre 600mila euro a 22 imprese del settore edilizia e serramenti tra Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari.

Le indagini, coordinate dalla Procura e avviate dai finanzieri di Putignano, sono partite da una verifica su una società di infissi risultata una “cartiera”, usata per emettere fatture false per circa 1,3 milioni di euro.

Le aziende coinvolte le utilizzavano per evadere IVA e imposte, causando un danno all’Erario di oltre 600mila euro. Il Tribunale di Bari ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti, auto e immobili (oltre 350mila euro già bloccati) e 26 persone sono state denunciate.

Evasione fiscale e fatture false nel nord Barese, sequestro da 30 milioni: 7 indagati. Tra loro un consigliere comunale

Un giro di fatture false messo in piedi a Margherita di Savoia, nel nord Barese, per non pagare le tasse. Un sistema che ha coinvolto società definite casseforti in cui sarebbero confluiti i proventi dell’evasione fiscale.

È quanto accertato dai finanzieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, con l’inchiesta denominata ‘Game over’ che ha portato al sequestro di beni, mobili e immobili, per un valore di 30 milioni di euro e alla iscrizione nel registrato degli indagati di sette persone, di età compresa tra i 40 e i 70 anni, tra cui c’è un consigliere comunale di Margherita di Savoia.

Le accuse, contestate in concorso e a vario titolo, sono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. I sigilli riguardano dieci immobili, 36 auto, una imbarcazione di lusso, 29 quote di partecipazioni societarie, denaro contante, 83 conti corrente, gioielli e orologi di ingente valore economico.

L’indagine, durata un anno, è scaturita da alcuni controlli delegati dalla Procura di Trani ai finanzieri che hanno scoperto “un complesso meccanismo di evasione fiscale” messo in piedi attraverso “l’istituzione e la gestione di una galassia di società riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso gruppo di affari”, si legge in una nota dei militari. A essere attive, prosegue la nota, erano società “cartiere operanti nel settore del commercio ittico all’ingrosso e società cassaforte” considerate “custodi di immobili e mobili in cui venivano investite e schermate le ricchezze accumulate illecitamente”.

Così gli indagati avrebbero evaso le imposte sui redditi e il pagamento Iva per 60 milioni di euro. Le società cartiere, dopo aver accumulato ingenti debiti tributari, venivano “poste in liquidazione volontaria e cessate per eludere la responsabilità della frode fiscale”. In questo modo gli indagati sarebbero riusciti a “sottrarsi a ogni titolo esecutivo di richiesta debitoria”, si evidenzia nella nota della Guardia di finanza. Il sequestro effettuato è finalizzato alla confisca.

Alloggi vacanza nel Barese sconosciuti al Fisco, controlli della Finanza: evasi oltre 2,2 milioni di euro

Camere vista mare affittate per brevi periodi ma sconosciute al fisco. Strutture in cui veniva ufficialmente svolta una attività ricettiva a conduzione famigliare e in cui invece c’erano anche dipendenti impiegati in modo irregolare.

Una evasione fiscale di oltre 2,2 milioni di euro e un mancato versamento dell’Iva pari a più di 320mila euro. È quanto scoperto dai finanzieri di Bari impegnati, nelle ultime settimane, in attività monitoraggio delle zone turistiche con l’obiettivo di “individuare strutture irregolari, abusive, non in regola con la disciplina regionale e dal punto di vista fiscale”, spiega una nota.

In quattro strutture “è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di affittacamere”, mentre in altri casi “è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione famigliare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una attività imprenditoriale” senza che fossero però state rispettate le regole amministrative e fiscali.

Come avveniva a Monopoli dove sono state scoperte strutture risultate “completamente sconosciute al fisco e che hanno evaso ricavi per oltre un milione di euro”, fanno sapere i finanzieri evidenziando che “la metà delle strutture controllate hanno dichiarato redditi non corrispondenti a quelli effettivamente incassati”.

Sono state riscontrate, poi, violazioni amministrative come la mancata esposizione della targhetta identificativa della tipologia della struttura ricettiva, del codice alloggio e del tariffario aggiornato oltre a violazioni delle disposizioni regionali, contravvenendo in alcuni casi all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti. Tutte le anomali riscontrate sono state segnalate all’autorità giudiziaria.

Bari, maxi evasione milionaria. Nei guai azienda di abbigliamento e imprenditore: scattano i sequestri

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno scoperto un’evasione fiscale milionaria e hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino a un valore complessivo superiore a 1,7 milioni di euro nei confronti di una società con sede nella provincia di Bari, nonché del suo amministratore legale, quale profitto del reato di dichiarazione infedele.

Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. L’imprenditore è attivo nel settore del confezionamento in serie di abbigliamento del Barese.

Dall’analisi della contabilità aziendale sono emersi numerosi elementi di criticità. La società non avrebbe osservato gli obblighi fiscali relativi alla commercializzazione di parte dei capi di abbigliamento prodotti. I finanzieri hanno ricostruito il reale volume di venduto, facendo emergere una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 3,5 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 1,5 milioni di euro.

La società avrebbe evaso il fisco per oltre 1.700.000 euro, con conseguente rilevanza penale delle condotte accertate, a cui ha fatto seguito la segnalazione alla Procura della Repubblica di Bari.

Al termine delle attività investigative è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili/mobili registrati nei confronti della società e dell’amministratore, accusato di ‘dichiarazione infedele’.

Bari, software per tenere contabilità in nero: 28 dentisti evadono le tasse per 6 milioni – TUTTI I NOMI

La Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti di 28 dentisti di Bari e provincia, di tre società esercenti l’attività di studio odontoiatrico, dell’ingegnere informatico di Palo del Colle (Bari) Tommaso Carbone e di una sua società. I 29 sono indagati per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. Le quattro società rispondono invece per la responsabilità amministrativa degli enti. Per l’accusa, negli anni tra il 2015 e il 2020, gli indagati avrebbero evaso imposte per oltre 6 milioni di euro. Le indagini, partite da una verifica fiscale avviata dal nucleo di polizia economico-finanziaria della finanza di Bari, hanno consentito di individuare in Carbone l’ideatore e il fornitore di un software gestionale che permetteva ai professionisti che lo utilizzavano di tenere una contabilità dei compensi ricevuti ma non dichiarati. Il sistema gestionale avrebbe consentito di creare delle “schede cliente” nelle quali, dopo aver premuto il tasto F12 della tastiera e digitato una password, era possibile rendicontare i compensi percepiti in nero. Il gestionale permetteva anche di memorizzare la contabilità parallela su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli e non accessibili senza prima aver premuto F12 e digitato la password.

Il sistema permetteva quindi di tenere distinti due archivi informatici: uno interno definito “gestionale” con i dati delle fatture, uno esterno chiamato “storico” per raccogliere “i dati nella loro totalità”, come spiega la finanza in un comunicato, e dunque anche quelli non annotati nella contabilità ufficiale. Carbone avrebbe anche creato delle chat per parlare con i suoi clienti, “rimandando ulteriori spiegazioni ad incontri di persona e facendo riferimento alla contabilità ‘black'”, scrive sempre la finanza. A supporto delle indagini anche le dichiarazioni di diversi pazienti, che hanno dichiarato di aver versato importi in contanti dopo le visite senza ricevere fattura.

Ecco i dentisti indagati (uno nel frattempo è deceduto): Alberto Armenio, nato a Bari, 55 anni; Giuseppe Azzone, nato ad Acquaviva delle Fonti, 58 anni; Francesco Burdo, nato a Gravina in Puglia, 67 anni; Michele Cappiello, nato ad Altamura, 44 anni; Tommaso Carbone, nato in Venezuela, 59 anni; Giuseppe Cipollino, nato a Bari, 54 anni; Pietro Convertino, nato a Bari, 57 anni; Fabrizio Dell’Atti, nato a Bari, 43 anni; Giuseppe Di Bari, nato a Bari, 56 anni; Angela Carmela Dicillo, nata a Bari, 62 anni; Angelo Gennari, nato a Bari, 35 anni; Ercole Gennari, nato a Bari, 71 anni; Gianfranco Girardi, nato a Gioia del Colle, 46 anni; Ennio Luigi Gisotti, nato a Bari, 82 anni; Annarita Iaffaldano, nata a Conversano, 49 anni; Vanni Laselva, nato a Putignano, 47 anni; Maria Lorusso, nata a Polla, 37 anni; Roberto Maffei, nato a Bari, 60 anni; Mario Massaro, nato ad Altamura, 64 anni; Massimo Orefice, nato a Napoli, 59 anni; Valerio Partipilo, nato a Bari, 71 anni; Luigi Vinicio Quattromini, nato a Taranto, 64 anni; Michele Rinaldi, nato a Bitonto, 44 anni; Sabino Scarpelli, nato a Lanciano, 62 anni; Antonella Scorca, nata a Bari, 39 anni; Matteo Signorile, nato a Bari, 65 anni; Paolo Michele Tomasicchio, nato a Bari, 46 anni; Giuseppe Tucci, nato a Gravina, 69 anni; Annunziato Andrea Vallone, nato a Vibo Valentia, 53 anni.

La TomProject di Carbone, gli Studi dentistici Maffei, lo Studio Partipilo di Bari e lo Studio Convertino di Alberobello devono rispondere per la responsabilità amministrativa degli enti.

Evasione fiscale, blitz della Finanza a Putignano: sequestrati beni per 225mila euro a società

La Guardia di Finanza di Bari questa mattina ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni immobili, mobili, mobili registrati, partecipazioni societarie, prodotti di investimento e rapporti finanziari, di circa 225mila euro nei confronti di una società e del suo rappresentante legale.

Le indagini condotte dalla Tenenza di Putignano sono state avviate dopo una verifica fiscale nei confronti della società, operante nel settore dell’intrattenimento e divertimento. Riscontrati l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e l’infedele presentazione con occultamento al Fisco di una consistente parte dei ricavi conseguiti. Sono stati sottratti circa 490mila euro di ricavi e 108mila di Iva. Il rappresentante legale è indagato per omessa dichiarazione, dichiarazione infedele e occultamento o distruzione di documenti contabili.