Bari, a 17 anni muore dopo intervento in ospedale. A Palo l’ultimo saluto a Gianvito Pascullo: “Morte intollerabile”

Palloncini bianchi e un lungo applauso hanno salutato ieri il feretro di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle (Bari) morto la notte tra 13 e 14 aprile nell’ospedale San Paolo di Bari.

Pascullo si era sottoposto a due interventi ortopedici per ricomporre la frattura scomposta della tibia, riportata qualche giorno prima a causa di un incidente con la moto. La sera del 13, tuttavia, avrebbe iniziato ad avvertire dei dolori e per questo chiamò i sanitari, che gli avrebbero somministrato un antidolorifico. Le sue condizioni però precipitarono fino all’arresto cardiaco che ne causò la morte.

“Viviamo in un momento in cui l’assurdo accade nelle nostre vite. Siamo davanti all’ingiustizia di una morte intollerabile e inaccettabile. Gianvito ci lascia un’eredità viva, luminosa e fertile”, ha detto don Francesco Nuzzi, parroco della chiesa Santa Maria La Porta di Palo. Sull’altare, davanti alla bara bianca del ragazzo, si sono alternati amici, un’insegnante e l’allenatore di pallavolo del 17enne, studente dell’ultimo anno nell’istituto tecnico Marconi-Hack di Bari.

“Viviamo una realtà che ci risulta inaccettabile, ti è stata tolta la vita nel luogo che più di tutti avrebbe dovuto proteggerti”, ha detto una parente. Nella chiesa, piena, molti ragazzi indossavano magliette bianche con il volto dell’amico e le scritte “Ciao Gianvito, giocheremo sempre insieme” e “Gianvito vive, per sempre con noi”.

Per la morte di Pascullo sono indagati sette medici e un’infermiera per omicidio colposo. Tra le piste vagliate dalla Procura c’è anche quella che a Pascullo sia stato somministrato un farmaco sbagliato: tra i quesiti formulati dalla pm per l’autopsia, infatti, ce n’è anche uno per verificare un possibile avvelenamento da cloruro di potassio, farmaco previsto per la terapia dell’altro ragazzo ricoverato nella stessa stanza di ospedale del 17enne.

Bari, il 17enne Gianvito Pascullo muore al San Paolo dopo operazione: 8 indagati. Disposta l’autopsia

Otto avvisi di garanzia per concorso in omicidio colposo sono stati notificati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo.

Il provvedimento della Procura riguarda cinque medici ortopedici, due anestesisti e un infermiere, coinvolti a vario titolo nel ricovero e negli interventi chirurgici subiti dal giovane. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Isabella Ginefra e condotte dalla polizia, mirano a chiarire eventuali responsabilità sanitarie.

Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia, ritenuta decisiva per accertare le cause del decesso e verificare possibili correlazioni con le operazioni o con complicazioni post-operatorie.

Il ragazzo, originario di Palo del Colle, era stato ricoverato il 6 aprile dopo un incidente in moto, riportando una frattura esposta alla tibia. Sottoposto a un primo intervento d’urgenza con applicazione di un fissatore esterno, dopo circa una settimana era stato operato nuovamente per la sistemazione definitiva della frattura. L’intervento, durato circa cinquanta minuti, si era concluso senza apparenti complicazioni.

Nel corso della giornata successiva, le condizioni del 17enne non avevano destato preoccupazione. In serata, però, il giovane ha accusato un dolore improvviso e intenso. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, il quadro clinico è rapidamente peggiorato fino all’arresto cardiaco, risultato fatale.

La famiglia, assistita dall’avvocato Federico Straziota, ha presentato denuncia chiedendo piena chiarezza su quanto accaduto. Gli investigatori hanno già acquisito la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria per ricostruire la sequenza degli eventi. Intanto, la Procura ha aperto un fascicolo anche su un altro decesso avvenuto nei giorni precedenti nello stesso reparto, quello di una donna di 60 anni.

Acquaviva piange i giovanissimi Gianvito e Denise, il dolore del Sindaco: “Tragedia grande siamo tutti feriti”

“Acquaviva è ferita. Due giovani vite, Gianvito e Denise, sono state strappate in modo improvviso e crudele. Davanti a una tragedia così grande, ogni parola sembra insufficiente. Scrivo da sindaco ma prima ancora da padre: il pensiero va subito alle famiglie, a chi ieri sera ha visto crollare il mondo addosso. A loro va l’abbraccio più forte, più silenzioso, più vero di tutta la nostra comunità. Un abbraccio che non consola ma che dice: non siete soli”.

Lo scrive sui social il sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari), Marco Lenoci, riferendosi all’incidente stradale in cui ieri sera sono morti il 18enne Gianvito Novielli e la sua fidanzata di 15 anni, Denise Buffoni.

Sulla strada che collega Adelfia ad Acquaviva delle Fonti, nel Barese, l’auto che il giovane guidava, una Passat, è finita prima contro un’autovettura, poi contro un bus e, infine, contro una recinzione. Un terzo ragazzo è ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

“Acquaviva – continua il sindaco – piange due ragazzi che erano futuro, sogni, vita che iniziava appena. Prega per l’altro giovane coinvolto, che sta lottando tra la vita e la morte, e resta sospesa, incredula, davanti a un dolore che scuote tutti noi. Per questo nelle prossime ore disporrò il lutto cittadino, non come atto formale ma come segno di una comunità che si ferma, che si raccoglie, che riconosce il peso immenso di questa perdita. Oggi il silenzio è rispetto, il raccoglimento è amore. La vicinanza è l’unica risposta possibile. Acquaviva è con voi, tutta”.