Blitz della Finanza al porto di Bari, liberata area occupata da abusivi: rimossi 8 natanti e 19 tonnellate di rifiuti

È stata liberata dalla Guardia di Finanza un’area del porto di Bari occupata abusivamente da natanti e attrezzature da pesca non autorizzate. I militari della Stazione Navale hanno rimosso 8 natanti di varie dimensioni, molti dei quali in cattivo stato di conservazione.

Sulle imbarcazioni e sulla banchina prospiciente erano presenti anche reti e attrezzature da pesca non consentite, posizionate in assenza delle necessarie autorizzazioni.

L’intervento del Nucleo Sommozzatori ha poi consentito di smantellare 80 ormeggi e 13 scalandroni di approdo realizzati abusivamente nell’area demaniale.

Non è stato possibile risalire ai responsabili delle occupazioni illecite e, considerato lo stato di degrado del materiale rinvenuto, si è proceduto al conferimento in discarica di circa 19 tonnellate complessive di rifiuti. L’intervento ha così permesso di ripristinare il decoro dell’area portuale, che potrà ora essere nuovamente destinata a usi di pubblica utilità.

 

 

Nomi e volti di 59 donne creati con l’IA per l’assegno unico: truffa e sequestri da 1,4 milioni. Indagati 4 foggiani

La Guardia di Finanza della BAT ha scoperto una truffa milionaria ai danni dell’Inps. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, quattro persone avrebbero sottratto 1.4 milioni di euro alle casse dello Stato avanzando istanze per il contributo dell’Assegno Unico Universale in nome e per conto di 59 donne di nazionalità rumena, tutte con 5/6 figli a carico, tutte inesistenti.

Per questo il Tribunale di Foggia ha convalidato un decreto di sequestro preventivo di urgenza nei confronti di quattro foggiani, indagati per l’ipotesi di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Le indagini sono partite dopo una segnalazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di Andria. Coinvolti nella truffa anche un dipendente dell’Anagrafe di un Comune della BAT e di un dipendente di un Centro di Assistenza Fiscale di Foggia.

Il dipendente comunale ha formato, senza una preventiva istanza, le residenze anagrafiche per 59 donne di dichiarata origine rumena e ha rilasciato, in assenza dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti, altrettante carte di identità false. Volti e nomi pare siano stati creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Una volta generati il volto e l’identità fasulla delle 59 donne, sono stati creati altrettanti contratti di lavoro fittizi presso due imprese agricole di Cerignola, così da poter certificare i requisiti necessari in sede di istanze dell’Assegno Unico Universale, tutte avanzate all’INPS dal dipendente del C.A.F. di Foggia, segnalando per ciascuna donna almeno 5/6 figli a carico.

Sono state poi attivate 59 carte PostePay intestate alle donne inesistenti e con il periodico prelevamento presso gli sportelli del Postamat degli importi accreditati mensilmente dall’INPS, in media, circa 2.300,00 euro per ogni nucleo familiare, ad opera degli altri due complici che sono stati osservati e identificati dagli investigatori durante le operazioni agli ATM.

Sono così stati confiscati disponibilità liquide su depositi bancari, autovetture e beni immobili/mobili per un totale di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta di 10 immobili, 1 autovettura, denaro contante, 92 conti corrente, oggetti d’oro ed ulteriori beni di valore.

Estorsione, furto e ricettazione: confiscato appartamento da 300mila euro a pregiudicato di Casamassima

La Guardia di Finanza ha confiscato un appartamento (e relative pertinenze) del valore di circa 330mila euro ad un pluripregiudicato di Casamassima. Le indagini hanno accertato uno stile di vita completamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

L’uomo è stato condannato in passato per associazione a delinquere, estorsione, furto e ricettazione. L’appartamento è stato ritenuto acquistato con denaro accumulato negli anni e derivante secondo la tesi del Tribunale di Bari – dal frutto di attività illecite. Lo stesso appartamento era già stato sequestrato a gennaio 2025 e oggi, al termine delle indagini, è stato sottoposto a confisca (non ancora definitiva).

San Nicandro Garganico, blitz della Finanza: confiscati beni per oltre 400mila euro a pluripregiudicato

La Guardia di Finanza ha confiscato beni per oltre 400mila euro ad un pluripregiudicato residente a San Nicandro Garganico. Tra i beni sequestrati un compendio aziendale, beni immobili e disponibilità finanziarie.

L’operazione è scattata dopo aver evidenzato la sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato e l’utilizzo dei beni per finalità illecite o per il reimpiego di proventi criminali.

I militari hanno ricostruito l’origine e l’impiego delle risorse riconducibili al soggetto, ritenuto elemento di rilievo della criminalità rurale e pastorale della zona e collegato a un noto network criminale.

Gallipoli, noleggio nautico abusivo per escursioni. Nei guai falsa associazione sportiva: multe per 1,7 milioni

La sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Gallipoli ha scoperto una fittizia associazione sportiva che esercitava attività abusiva di noleggio barche e somministrazione di bevande.

La società, operativa nell’area di Santa Maria di Leuca, vendeva e pubblicizzava servizi di escursione in barca a vela lungo la costa salentina e verso Albania, Grecia e Croazia attraverso piattaforme telematiche, previo pagamento anticipato, senza una chiara indicazione della natura associativa dell’attività né dell’obbligo di adesione all’associazione o delle finalità sportive dilettantistiche.

Contestate in totale 168 violazioni amministrative. Le irregolarità riguardano, in particolare, l’esercizio abusivo dell’attività di noleggio con unità da diporto e la somministrazione di alimenti e bevande in assenza delle necessarie autorizzazioni. Per tali condotte è stato quantificato un importo massimo delle sanzioni pari a 1.718.000 euro, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

L’attività ispettiva ha inoltre consentito di accertare la natura fittizia dell’associazione sportiva dilettantistica, risultata priva del requisito essenziale dell’assenza di scopo di lucro. Secondo gli investigatori, l’ente avrebbe svolto di fatto un’attività commerciale senza adempiere agli obblighi fiscali e amministrativi previsti dalla legge.

Pesca illegale a Gallipoli, 50enne sorpreso a riva con 400 ricci di mare: sequestro e multa

La Guardia di Finanza di Gallipoli ha scoperto un’attività di pesca illegale nei pressi della spiaggia della Purità. I militari, insospettiti dalle luci e dall’orario, ha atteso l’imbarcazione a riva.

Il pescatore, un 50enne del posto, è stato identificato e trovato in possesso di 5 chili di pescato vario e di circa 400 esemplari di ricci di mare. L’intero quantitativo, insieme all’attrezzatura impiegata, è stato sottoposto a sequestro. Il pesce è stato devoluto a enti religiosi benefici, i ricci di mare sono stati invece rigettati in mare.

Elevata anche una sanzione amministrativa complessiva pari a 3mila euro oltre alla segnalazione all’Autorità Marittima competente.

Bari, botti illegali nascosti in un box a Japigia e sigarette di contrabbando al mercato del Libertà: doppio sequestro

Doppia operazione della Guardia di Finanza nelle ultime ore a Bari. Nel primo caso i finanzieri hanno trovato, all’interno di un box di un autoparco situato al quartiere Japigia di Bari, fuochi d’artificio di ogni tipo, illegalmente detenuti, per un totale di 500 chili. Il responsabile è stato denunciato.

Nel secondo caso un uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato sorpreso con un banchetto improvvisato al mercato coperto dell’ex Manifattura Tabacchi, situato al quartiere Libertà di Bari. La merce esposta erano sigarette di contrabbando. L’uomo è stato segnalato.

Scoperta choc nel Leccese: trovati 500 chili di botti illegali in un deposito clandestino. Denunciato 70enne

Un deposito clandestino con all’interno circa 500 chili di botti illegali è stato scoperto dai carabinieri a Scorrano, in provincia di Lecce.

Il proprietario dell’immobile, un 70enne, è stato denunciato con l’accusa di fabbricazione e commercio abusivi di materie esplodenti, omessa denuncia e detenzione illecita di esplosivi.

Nel locale sono stati rinvenuti anche strumenti e materiali per la fabbricazione artigianale di esplosivi, pronti all’uso, ma anche artifici pirotecnici, alcuni dei quali non classificati, manomessi e alterati, custoditi in modo pericoloso nel garage interrato dell’immobile.

Il materiale è stato messo in sicurezza e catalogato con il supporto degli artificieri antisabotaggio del nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce. In attesa della distruzione i botti illegali sono stati sequestrati. La scoperta è stata fatta nell’ambito di controlli predisposti con l’avvicinarsi del periodo festivo tra Natale e Capodanno.

Tir sospetto al porto di Brindisi, sequestrati quasi 2.300 profumi: contenevano la sostanza cancerogena “Lilial”

I militari della Guardia di Finanza di Brindisi e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato nel porto di Brindisi un carico di oltre 2.200 profumi irregolari.

Il sequestro è partito dopo le anomalie emerse nella documentazione di un autoarticolato sbarcato da un traghetto.

L’ispezione ha permesso di scoprire erogatori e taniche di profumi, alcuni privi di etichettatura e altri contenenti il “Lilial”, sostanza vietata dalla normativa europea perché potenzialmente cancerogena e dannosa per la salute.

I prodotti, ritenuti pericolosi e idonei a trarre in inganno i consumatori, sono stati sequestrati.

Frode fiscale in tutta Italia, maxi operazione da Trani: 82 denunce. Sequestrati 6 milioni di euro e 37 società cartiera

Il G.I.P. del Tribunale di Trani ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, per fermare un vasto sistema di frode fiscale attivo in diverse Regioni italiane e che ha coinvolto 87 aziende.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani, ha portato al sequestro di 37 società “cartiera”, utilizzate esclusivamente per emettere fatture per operazioni inesistenti e consentire indebiti vantaggi fiscali ad altre imprese. Disposto anche un sequestro da circa 6 milioni di euro nei confronti di 50 società beneficiarie della frode, limitatamente al 2024.

L’indagine è nata da un controllo fiscale effettuato a Trani nell’agosto scorso su una società attiva nel commercio di prodotti non alimentari. Durante le verifiche, i finanzieri hanno riscontrato l’assenza di documentazione commerciale a supporto dei rapporti con alcuni fornitori, oltre a gravi irregolarità fiscali riconducibili agli stessi. Gli elementi emersi hanno portato alla segnalazione del caso alla Procura di Trani.

Gli approfondimenti successivi, coordinati dall’Autorità giudiziaria, hanno permesso di individuare numerosi fornitori accomunati da identici segnali di rischio fiscale: mancate dichiarazioni dei redditi e IVA, assenza di versamenti, nessun dipendente, nessun bene intestato e assenza di sedi operative reali.

In totale sono state individuate 37 società cartiera, distribuite su tutto il territorio nazionale e in gran parte riconducibili a soggetti di origine asiatica, che tra il 2024 e il 2025 hanno emesso fatture false per circa 220 milioni di euro, con un’IVA evasa stimata in oltre 45 milioni di euro. Sulla base delle prove raccolte, la Procura di Trani ha disposto il blocco immediato delle società cartiera per evitare la prosecuzione della frode e il sequestro delle somme illecitamente ottenute dalle 50 aziende beneficiarie, presenti in diverse Regioni.

Al termine delle indagini sono state denunciate 82 persone per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. È stato inoltre richiesto all’Agenzia delle Entrate di sospendere le compensazioni fiscali legate a crediti IVA indebiti, per un valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, così da evitare ulteriori danni alle casse dello Stato.