Evasione dei tribunali comunali e frode sui posti barca nel porto di Otranto: 53 denunciati

I finanzieri della sezione operativa navale di Otranto hanno scoperto un sistema di frode finalizzato all’ottenimento indebito di posti barca e all’evasione dei tributi comunali, che ha portato alla denuncia di 53 persone accuse a vario titolo di falso ideologico e truffa aggravata.

L’indagine di polizia giudiziaria ha riguardato l’analisi della documentazione presentata in relazione ad un bando pubblico per l’assegnazione di ormeggi per imbarcazioni da diporto e natanti nel porto di Otranto, da cui è emersa una “sistematica alterazione”, spiega la Gdf, della realtà anagrafica e logistica da parte di numerosi richiedenti.

Nello specifico, sono state analizzate oltre 250 posizioni e scoperte più di 50 irregolarità tra fittizie residenze e false sedi operative societarie, “strumentalmente” dichiarate nel territorio comunale idruntino al solo scopo – secondo gli investigatori – di scalare le graduatorie del bando, che prevedeva criteri di priorità e punteggi aggiuntivi per i residenti e le imprese locali.

I finanzieri, inoltre, hanno esaminato le istanze prodotte e le certificazioni allegate inerenti alle agevolazioni previste per i portatori di handicap, accertando il possesso, per alcuni dei richiedenti, unicamente della certificazione per invalidità civile e non il requisito espressamente richiesto dal bando.

L’operazione ha avuto riflessi anche sul fronte delle entrate comunali, in quanto l’accertamento delle false residenze ha fatto decadere le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale (prima casa), di cui i soggetti interessati avevano anche indebitamente goduto. Tale condotta porterà al recupero dell’Imu non versata, per un ammontare complessivo stimato pari a circa 80.000 euro.

Slot machine non collegate all’Agenzia dei monopoli, evasi 8 milioni. Maxi blitz a Taranto: sequestrati 33 apparecchi

Ammonta a più di otto milioni di euro, su un volume complessivo di giocate superiore ai 36 milioni, la somma sottratta al fisco da cinque circoli ricreativi di Taranto che hanno evaso la tassa sugli apparecchi da intrattenimento (slot machine e videolottery), non corrispondendo il prelievo unico erariale.

Lo ha scoperto la Guardia di finanza con una serie di controlli sul territorio. Gli accertamenti rappresentano lo sviluppo, sul piano tributario, di precedenti operazioni svolte in sinergia dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e dal gruppo Taranto, che avevano portato al sequestro di 33 apparecchi da intrattenimento non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e alla segnalazione di cinque persone alle autorità.

Attraverso l’incrocio dei dati disponibili e specifiche analisi di rischio, i militari hanno ricostruito un volume complessivo di giocate superiore a 36 milioni di euro, individuando la base imponibile sottratta a tassazione. Il supporto per chi cerca un comfort che dura tutto il giorno. Per questo è stata contestata l’evasione del prelievo erariale.

“Anziani abbandonati senza cibo”, blitz della Finanza a Casa Caterina. Gli ospiti della rsa: “Va meglio”

C’è anche l’ex direttore della Rsa Casa Caterina di Adelfia, Antonio Novielli, tra i sette indagati dalla Procura di Bari nell’inchiesta sulla gestione della struttura. Lo avevamo intervistato due giorni fa. Una lunga chiacchierata per chiarire la sua posizione e i rapporti con Michele Schettino, l’imprenditore brindisino 51enne, e Giovanni Vurro, il 50enne braccio destro di Schettino.

Questi ultimi due, oltre a essere indagati nell’ambito di quest’inchiesta, sono ai domiciliari su richiesta della Procura di Lecce. Bancarotta fraudolenta è il reato contestato. Tra gli indagati anche Paolo Schettino, fratello di Michele e per un periodo amministratore della società Nicolas.

L’inchiesta di Adelfia, invece, avrebbe evidenziato un presunto sistema illecito fatto di corruzione, maltrattamenti e gestione fraudolenta di società nell’ambito della gestione di Casa Caterina. Questa mattina la Guardia di Finanza, a cui sono state affidate le indagini, ha effettuato perquisizioni e sequestri presso la sede della Rsa e nelle abitazioni dei sette indagati.

In attesa di conoscere quale sarà il futuro della Residenza assistenziale – tanti ne auspicano il commissariamento – il nuovo amministratore della società Nicolas, Giammaria Melaccio, continua a restare al timone per assicurare la gestione ordinaria. Alle sue spalle ci sarebbero alcuni imprenditori non pugliesi, che già operano nel settore. Abbiamo deciso di irrompere anche noi a Casa Caterina per comprendere le condizioni della struttura e quelle delle anziani, che abbiamo anche sentito. Nel video vi mostriamo ciò che è emerso dalla visita a sorpresa.

“Anziani abbandonati senza cibo e affitti non pagati”, blitz della Finanza nella rsa Casa Caterina: 7 indagati

Un presunto sistema illecito fatto di corruzione, maltrattamenti e gestione fraudolenta di società sarebbe stato messo in atto ai danni degli anziani ospiti della rsa “Casa Caterina” di Adelfia. È quanto ipotizza la Procura di Bari, che ha disposto sette decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti indagati.

Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore brindisino Michele Schettino, 51 anni, ritenuto dagli inquirenti il referente di fatto delle società che negli anni si sono succedute nella gestione della struttura, sebbene formalmente intestate a terzi. Per Schettino è scattata anche un’ordinanza di arresti domiciliari, emessa dalla Procura di Lecce, nell’ambito di un’altra indagine per bancarotta fraudolenta.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e dal pubblico ministero Matteo Soave e condotte dalla Guardia di finanza di Gioia del Colle, riguardano episodi avvenuti tra il 2025 e il 2026, con condotte ritenute ancora in corso.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero distratto fondi dalle società di gestione della rsa, replicando uno schema già emerso in altre strutture del territorio, tra cui una residenza per anziani in Salento e, forse, anche a Polignano a Mare. Tra le accuse figura anche quella di maltrattamenti, legati alle gravi condizioni in cui sarebbero stati tenuti gli ospiti.

La situazione della struttura era già emersa nei giorni scorsi, quando ispettori dell’Asl, carabinieri e il sindaco di Adelfia erano intervenuti per verificare segnalazioni relative alla mancanza di cibo per gli anziani. Anche i dipendenti avevano denunciato il mancato pagamento degli stipendi negli ultimi mesi. Sulla rsa “Casa Caterina” pende inoltre uno sfratto esecutivo, richiesto dal proprietario dell’immobile per il mancato pagamento dei canoni da parte delle società riconducibili all’imprenditore. L’inchiesta è tuttora in corso e punta a chiarire l’eventuale esistenza di un sistema organizzato di gestione illecita delle strutture socio-sanitarie.

Lampade e sedie di lusso ma contraffatte, sequestri anche tra Bari e Lecce: 14 indagati. Bloccati oltre 6500 prodotti

C’è anche la Puglia tra i territori coinvolti nell’operazione “Gamba corta”, l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino che ha portato alla luce un vasto sistema illecito di commercializzazione di complementi d’arredo contraffatti.

Nel mirino degli investigatori sono finite diverse aziende, tra cui alcune con sedi nelle province di Bari e Lecce, ritenute parte integrante della rete di distribuzione.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Torino, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 14 persone e al sequestro di oltre 6.500 prodotti, tra lampade e sedie, riproduzioni non autorizzate di celebri icone del design italiano.

In Puglia, così come in altre regioni coinvolte, sono state eseguite perquisizioni presso sedi societarie, negozi e centri logistici. Le indagini hanno consentito di ricostruire una filiera ben strutturata, che partiva dall’importazione dei prodotti – prevalentemente dall’estero – fino alla loro distribuzione sul mercato nazionale, anche attraverso canali online.

Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti legati alla sicurezza dei consumatori: molti degli articoli sequestrati, in particolare le lampade, risultavano privi delle certificazioni europee, configurando potenziali rischi per gli acquirenti.

L’operazione conferma l’esistenza di un sistema organizzato e diffuso su scala nazionale, capace di inserirsi nel mercato sfruttando il richiamo del design italiano e mettendo a rischio sia i consumatori sia le aziende regolari del settore.

Barletta, frode con i bonus Renzi per i dipendenti: arrestato amministratore di una società edile. Maxi sequestro

Crediti d’imposta fittizi usati per non pagare le tasse. È quanto avrebbe fatto l’amministratore di una società edile di Barletta, finito in carcere, assieme a un suo presunto complice, indagato a piede libero.

I due sono accusati in concorso di indebita compensazione di crediti di imposta fittizi, riciclaggio e autoriciclaggio. La frode ai danni dell’Erario sarebbe riuscita compensando i falsi crediti di imposta ottenuti col bonus ‘Renzi’, riservato ai dipendenti con reddito lordo non superiore a 28mila euro e pagato direttamente dal datore di lavoro che lo compensava poi in dichiarazione.

Così, avrebbero ottenuto rimborsi che poi sarebbero stati riciclati o autoriciclati in società riconducibili agli indagati. I crediti sarebbero stati ottenuti inserendo nei modelli F24 il codice tributo relativo al bonus che però risultava “superiore rispetto a quello realmente spettante” e calcolato in base al numero di dipendenti.

Gli accertamenti sono iniziati dopo una segnalazione inoltrata alla Guardia di finanza dalla Agenzia delle Entrate che aveva notato anomalie da parte dell’imprenditore edile che nel 2019, avrebbe compensato poco meno di 285mila crediti di imposta “inesistenti e derivanti dal bonus – sostengono gli inquirenti – riciclando il risparmio d’imposta in altre società direttamente e indirettamente riconducibili ai due indagati per circa un milione di euro”.

I militari hanno anche sottoposto a sequestro beni, mobili e immobili riconducibili ai due, per un valore complessivo di poco più di un milione di euro, pari al valore dei crediti di imposta ottenuti dai due indagati. Si tratta di un immobile, cinque auto e 32 conti correnti e partecipazioni societarie.

Evasione fiscale a Barletta, sequestrati beni per 11 milioni di euro: 3 denunciati. Società fittizie con sede in Francia

Società fittizie con sede in Francia create per non pagare le tasse in Italia e agevolare così imprese attive a Barletta. Debiti con il fisco mai saldati.

È quanto avrebbero fatto gli amministratori e un loro socio di una impresa di Barletta attiva nel settore dei filati di ferro e alluminio. I tre sono stati denunciati: si tratta dell’amministratore di fatto della società, di sua moglie che era amministratrice di diritto e di un loro parente.

Tutti rispondono di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Alla coppia sono stati sequestrati beni per 11 milioni di euro: il provvedimento è finalizzato alla confisca.

Foggia, maxi sequestro di sigarette di contrabbando: tre arresti. Trovati scatoloni in un box condominiale

Operazione della Guardia di Finanza a Foggia, dove i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno arrestato tre persone e sequestrato oltre 70 chilogrammi di sigarette di contrabbando. L’intervento rientra nei controlli rafforzati disposti dal Comando Provinciale per contrastare il commercio illecito di tabacchi.

I finanzieri, durante un servizio di vigilanza, hanno sorpreso tre individui mentre depositavano grandi scatoloni all’interno di un box condominiale. Insospettiti, hanno proceduto a un controllo scoprendo che gli imballaggi contenevano numerose stecche di sigarette di marchi noti, prive però dei contrassegni obbligatori per la vendita in Italia e con diciture in lingua straniera.

A seguito della perquisizione, l’intero carico è stato sequestrato: oltre 70 kg di tabacchi lavorati. I tre soggetti, due residenti a Foggia e uno proveniente dalla Campania, sono stati arrestati in flagranza di reato e condotti presso la locale casa circondariale.

L’operazione si inserisce nella più ampia attività della Guardia di Finanza volta a contrastare le reti criminali, anche di carattere internazionale, attive nel traffico illecito di tabacchi. Particolare attenzione è rivolta alla diffusione delle cosiddette “cheap white”, sigarette non conformi alle normative europee e potenzialmente dannose per la salute dei consumatori.

Pesca di frodo, sequestrati 360 chili di prodotti ittici tra Bari e BAT: maxi multe da 125mila euro

Prosegue senza sosta l’attività di vigilanza della Guardia di Finanza lungo il litorale di Bari e nella fascia costiera della provincia di Andria-Barletta-Trani, nell’ambito delle operazioni a tutela dell’ambiente marino e contro lo sfruttamento illecito delle risorse ittiche.

I militari della Stazione Navale di Bari, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale, hanno condotto nel corso dell’anno 30 interventi con l’impiego di mezzi navali, portando al sequestro complessivo di circa 360 chilogrammi di prodotti ittici.

Tra il materiale confiscato figurano ricci di mare, datteri bianchi, pesce e molluschi in cattivo stato di conservazione, oltre a prodotti semilavorati privi di certificazione sanitaria.

Sanzioni pesanti per i responsabili: le multe amministrative, nel loro complesso, superano i 125mila euro. In alcuni casi è stata disposta anche la confisca delle attrezzature utilizzate per la pesca illegale.

Maxi frode fiscale nella Bat, sequestrati oltre 11 milioni di euro e 7 immobili: indagate 36 persone

Operazione della Guardia di Finanza nel territorio della provincia Barletta-Andria-Trani, dove è stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 11 milioni di euro e 7 immobili nell’ambito di una vasta indagine su una frode fiscale basata sull’emissione di fatture false. Il valore complessivo dell’illecito contestato ammonta a circa 18 milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta 36 imprese, molte delle quali risultate vere e proprie “scatole vuote”, prive di una reale struttura aziendale. Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, le fatture fittizie venivano inizialmente accompagnate da movimenti di denaro apparentemente regolari, per poi essere restituite ai soggetti che avevano emesso i documenti falsi.

Il sistema illecito sarebbe stato orchestrato da tre persone residenti a Trani. Tra queste, un consulente fiscale avrebbe avuto un ruolo chiave nella gestione delle operazioni fraudolente, occupandosi anche di fittizie assunzioni di dipendenti presso le cosiddette imprese “cartiere”.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche quattro immobili in provincia di Milano e uno a Molfetta, mentre dodici partite IVA sono state cessate. L’indagine prosegue per accertare ulteriori responsabilità.