Bari, falso complotto contro maresciallo della Finanza e Michele Laforgia: Sandrino Cataldo a processo per calunnia

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Sandrino Cataldo, fondatore del movimento politico “Sud al Centro” e marito dell’ex assessora regionale Anita Maurodinoia, e per il suo ex braccio destro Armando De Francesco. I due sono accusati di calunnia.

Secondo gli inquirenti, avrebbero inventato un presunto complotto per screditare un maresciallo della Guardia di Finanza e l’avvocato Michele Laforgia, sostenendo di essere stati incastrati nell’inchiesta sulla presunta compravendita di voti. Per la Procura, però, quel complotto non sarebbe mai esistito. L’udienza preliminare è stata fissata per il 1° ottobre.

Barletta, fatture false e frode fiscale. Blitz della Finanza: 34 denunce e sequestri per 6 milioni di euro

Un presunto sistema di frode fiscale basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti è stato scoperto dalla Guardia di finanza di Barletta, che ha denunciato 34 persone, sequestrato cinque società e beni per un valore complessivo di circa sei milioni di euro riconducibili a 13 aziende ritenute beneficiarie della presunta frode.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani, è partita lo scorso settembre da una verifica fiscale nei confronti di una società di Bisceglie operante nel commercio di abbigliamento.

Gli accertamenti avrebbero fatto emergere rapporti commerciali con fornitori distribuiti in diverse regioni italiane, risultati evasori fiscali, con lavoratori irregolari o in nero e privi di strutture idonee allo svolgimento dell’attività. Secondo gli investigatori, le società sarebbero state create per emettere fatture false e consentire indebiti vantaggi fiscali.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di documentazione fiscale falsa. Inoltre, sette società sono state segnalate per la responsabilità amministrativa degli enti nell’ambito dell’inchiesta, che coinvolge complessivamente 45 aziende.

Reddito di cittadinanza e assegno unico, 72 denunciati nella Bat: frode da 350mila euro

La Guardia di finanza del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani ha scoperto, nei primi mesi del 2026, presunte irregolarità nella percezione del reddito di cittadinanza e dell’assegno unico.

Su 223 posizioni controllate nei dieci comuni di competenza, sono state denunciate 72 persone, ritenute responsabili di aver ottenuto indebitamente i benefici, causando un danno stimato di circa 350mila euro alle casse dello Stato. Le indagini, coordinate dalle Procure di Trani e Foggia, hanno accertato diversi casi di dichiarazioni false o incomplete.

In particolare, alcuni cittadini stranieri avrebbero attestato il possesso di requisiti di permanenza sul territorio nazionale non corrispondenti al vero, mentre altri beneficiari avrebbero omesso o ritardato la comunicazione all’Inps di variazioni della propria situazione reddituale o patrimoniale, o di quella del proprio nucleo familiare, continuando così a percepire i contributi non dovuti.

Gasolio agricolo rivenduto illegalmente, blitz nel Foggiano: 5 indagati, un arresto e sequestri per oltre un milione

La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di cinque persone indagate per associazione a delinquere finalizzata all’evasione delle accise sui prodotti energetici.

Il provvedimento, disposto dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura, prevede gli arresti domiciliari per un indagato, l’obbligo di dimora per altri tre e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un quinto uomo. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre un milione di euro.

Le indagini hanno portato alla luce un’organizzazione con base tra Cerignola e San Ferdinando di Puglia che, attraverso un distributore abusivo e privo dei requisiti di sicurezza, immetteva sul mercato dell’autotrazione gasolio agricolo acquistato a tassazione agevolata grazie alla complicità di un’azienda florovivaistica.

Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe consentito di commercializzare illegalmente oltre due milioni di litri di carburante, provocando un’evasione delle accise superiore a un milione di euro.

Bitonto, blitz in pescheria: trovati 30 chili di prodotti ittici non tracciati e 4 lavoratori in nero. Nei guai il titolare

Prima il sequestro di circa 30 chili di prodotti ittici privi di tracciabilità, poi la scoperta di quattro lavoratori in nero. È quanto emerso da un controllo effettuato dai militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari in una pescheria di Bitonto, nell’ambito delle verifiche legate all’avvio della stagione turistico-balneare.

Gli accertamenti hanno evidenziato violazioni delle normative nazionali ed europee in materia di sicurezza alimentare. Il pesce sequestrato sarà distrutto per tutelare la salute pubblica.

Nei confronti del titolare dell’attività sono state avviate le procedure di contestazione e la segnalazione agli enti competenti per la sospensione dell’esercizio commerciale. Proseguono inoltre gli approfondimenti di natura fiscale.

Appalti pubblici truccati: indagati il sindaco di San Marco Lamis, un dirigente comunale e tre imprenditori

Il sindaco di San Marco Lamis, Michele Merla, un dirigente dello stesso ente locale e tre imprenditori di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Cerignola sono indagati per diverse ipotesi di reato, tra cui corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e falso documentale.

Dalle prime ore di oggi i militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Foggia stanno eseguendo un decreto di perquisizione locale e domiciliare, con contestuale sequestro, disposto dalla Procura della Repubblica di Foggia.

L’inchiesta riguarda presunte irregolarità legate all’aggiudicazione di diversi appalti pubblici nel territorio provinciale, alcuni dei quali relativi ai servizi di disinfestazione e alla gestione del verde pubblico.

Parallelamente, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo stanno acquisendo documentazione su numerose procedure di gara presso il Comune coinvolto e la Provincia di Foggia, stazioni appaltanti dei contratti finiti sotto la lente degli investigatori.

Gasolio agricolo venduto senza autorizzazione, sequestrati 20mila litri: due denunce nella BAT

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Barletta-Andria-Trani ha scoperto due operatori economici di Trani e Margherita di Savoia in possesso di carburante agricolo detenuto e destinato alla rivendita senza le necessarie autorizzazioni.

Nell’ambito di una più ampia attività di controllo sulla disciplina dei prezzi dei carburanti, i finanzieri hanno effettuato 50 verifiche su distributori stradali della provincia, riscontrando irregolarità in sette impianti e contestando sanzioni amministrative fino a 2mila euro per ciascun esercente.

I controlli, disposti dal Comando generale delle Fiamme Gialle, erano finalizzati a garantire la legalità lungo la filiera distributiva dei prodotti energetici, monitorando la corretta esposizione dei prezzi e contrastando eventuali fenomeni speculativi nella vendita dei carburanti.

Nel corso delle verifiche, i militari hanno sequestrato circa 20mila litri di gasolio agricolo agevolato, privo di documentazione che ne attestasse la provenienza lecita. Secondo gli investigatori, i due operatori non possedevano i requisiti previsti dalla legge per detenere e commercializzare carburante destinato all’uso agricolo, acquistato a prezzi particolarmente vantaggiosi grazie all’applicazione di accise ridotte.

I legali rappresentanti delle due attività sono stati denunciati alle Procure di Foggia e Trani con l’accusa di sottrazione all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici. Le due Procure hanno inoltre convalidato i sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza.

Bari, società “fantasma” e fatture false: maxi sequestro della Finanza. Nei guai azienda di abbigliamento

Maxi operazione della Guardia di Finanza nel capoluogo pugliese contro una presunta frode fiscale nel settore dell’abbigliamento. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni e disponibilità finanziarie per circa 1,3 milioni di euro a un imprenditore attivo nell’area metropolitana.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata accertata un’evasione fiscale – tra imposte e Iva – per lo stesso importo. L’inchiesta ha inoltre portato alla luce un sistema più ampio basato su fatture false per oltre 150 milioni di euro, emesse da 12 società “cartiere”.

Le aziende fittizie, secondo gli investigatori, risultano localizzate principalmente tra Campania e Toscana. Diversi i soggetti denunciati, mentre proseguono le indagini per recuperare le somme sottratte al fisco.

Laboratorio tessile abusivo a San Ferdinando di Puglia, blitz della Finanza: scatta il sequestro. All’interno 6500 abiti

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani hanno individuato e sequestrato un laboratorio tessile abusivo nel comune di San Ferdinando di Puglia.

L’operazione è scattata a seguito di un sospetto e continuo via vai di persone nei pressi di un locale al piano strada, privo di insegne e senza alcuna attività economica dichiarata. All’interno dell’immobile i finanzieri hanno scoperto un laboratorio attrezzato per la lavorazione e il confezionamento di capi tessili.

Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati otto macchinari, circa 6.500 capi di abbigliamento semilavorati pronti per la vendita dopo la rifinitura, oltre a materiali di consumo, tra cui più di 600 rocche di cotone. La titolare dell’attività è stata segnalata alle autorità competenti e rischia sanzioni fino a 5.000 euro.

Bari, scoperta la truffa del fotovoltaico: sequestri per 56 milioni. Indagate 4 persone e 2 società

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro, disposto dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina. Il provvedimento riguarda denaro, beni mobili e immobili riconducibili a una società con sede in provincia di Milano, al suo rappresentante legale e alla società controllante con base nei Paesi Bassi.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i soggetti coinvolti avrebbero indebitamente percepito erogazioni pubbliche legate alla produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici situati in provincia di Caserta. Le indagini avrebbero evidenziato la presentazione di dichiarazioni e documenti falsi al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), con l’obiettivo di attestare un’entrata in esercizio anticipata di tre grandi impianti solari.

In questo modo, gli indagati avrebbero ottenuto l’accesso diretto agli incentivi previsti dal cosiddetto “IV Conto Energia”, beneficiando di tariffe più vantaggiose e aggirando i limiti e le graduatorie previste dalla normativa. Il sistema di incentivi garantiva contributi per un periodo di vent’anni.

Alla luce degli elementi raccolti, il giudice ha disposto il sequestro, anche per equivalente, fino alla somma di 55,8 milioni di euro, ritenuta profitto del reato contestato. Nell’indagine risultano coinvolte quattro persone fisiche e due società.