«Io non chiedo un privilegio. Chiedo che non venga cancellato un lavoro costruito con fatica, impegno e risultati». È il cuore della lettera che uno studente di 17 anni dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, con disabilità grave, ha deciso di rivolgere alle istituzioni in vista del suo ultimo anno di scuola superiore.
A settembre inizierà la quinta classe, l’anno della maturità. Un traguardo importante che il ragazzo vorrebbe affrontare senza interrompere il percorso educativo costruito negli ultimi due anni insieme alla sua insegnante di sostegno. Il rapporto tra i due non si è limitato all’attività didattica. In questi anni, spiega lo studente, sono state sviluppate strategie, tecniche e metodi di apprendimento costruiti sulle sue difficoltà e sulle sue possibilità. Un lavoro che gli ha permesso di conquistare maggiore autonomia, sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità.
Ora, però, quel percorso rischia di interrompersi proprio nel momento più delicato. La docente ha vinto un concorso ed è stata assunta a tempo indeterminato in un’altra provincia. Sarebbe disponibile a continuare a seguire il ragazzo ancora per un anno, fino alla maturità. Ma, secondo quanto denunciato nella lettera inviata in redazione, il nuovo status contrattuale della docente rende impraticabile la procedura che, in determinate condizioni, avrebbe potuto consentire la continuità con un’insegnante di sostegno a tempo determinato.
«Io, però, non sono cambiato. La mia disabilità non è cambiata. Il mio bisogno di continuità non è cambiato. È cambiato soltanto il contratto della mia insegnante», si legge nella lettera. Una situazione che la famiglia sta cercando di sottoporre da mesi all’attenzione delle istituzioni. La madre dello studente ha scritto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ambito Territoriale di Bari, chiedendo di individuare una soluzione. Anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità si sarebbe espresso favorevolmente rispetto alla necessità di tutelare la continuità del percorso scolastico.
Ma, al momento, una soluzione concreta non è ancora arrivata. Per il 17enne la questione non è semplicemente amministrativa. Dietro una procedura, sottolinea, c’è un ragazzo che deve affrontare la maturità e che rischia di vedere interrotto un percorso costruito passo dopo passo. Per questo il giovane ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro: «Le chiedo di guardare concretamente questa situazione e di verificare se possa essere trovata una soluzione che permetta alla mia insegnante di mantenere il ruolo che ha conquistato e, nello stesso tempo, di accompagnarmi ancora per questo ultimo anno».
Nella sua lettera c’è anche un appello al Presidente della Repubblica, pur riconoscendo che non spetta al Quirinale decidere l’assegnazione di un docente. «Lei rappresenta la Repubblica e i principi della nostra Costituzione. Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare».
«Se al mio posto ci fosse vostro figlio, accettereste che proprio nell’anno della maturità venisse interrotto un percorso costruito in due anni, anche se la sua insegnante è disponibile a continuarlo?, si domanda il 17enne che non chiede scorciatoie. Chiede di poter arrivare alla maturità continuando il percorso che lo ha accompagnato fino a questo momento.