Bari, studente disabile di 17 anni invoca la continuità del sostegno fino alla Maturità: arriva l’ok del Ministero

Un appello nato dal desiderio di non interrompere un percorso educativo costruito in due anni tanto da scrivere una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Torniamo a parlare della storia del 17enne barese con disabilità, studente dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo”, che ha chiesto di poter proseguire anche nell’ultimo anno con la propria insegnante di sostegno, fino alla Maturità.

La docente, vincitrice di un concorso in un’altra provincia, sarebbe dovuta andare incontro a un trasferimento. Dopo diversi tentativi della madre di trovare una soluzione, il ragazzo ha deciso di rivolgersi direttamente alle istituzioni, spiegando di non chiedere un privilegio, ma di poter portare avanti un percorso educativo che stava dando risultati.

La risposta del Ministero è arrivata: dopo essersi “immediatamente attivato”, il Mim ha individuato una soluzione nel rispetto della normativa e del principio dell’“accomodamento ragionevole”. Acquisita anche la disponibilità della docente, sarà quindi garantita la sua presenza accanto allo studente per il prossimo anno scolastico, consentendogli di affrontare la Maturità senza interrompere il lavoro svolto negli ultimi due anni.

La prof di sostegno diventa di ruolo, 17enne disabile rischia di perderla: “Fatemi arrivare con lei alla maturità”

«Io non chiedo un privilegio. Chiedo che non venga cancellato un lavoro costruito con fatica, impegno e risultati». È il cuore della lettera che uno studente di 17 anni dell’I.T.T. “E. di Savoia – F. Caracciolo” di Bari, con disabilità grave, ha deciso di rivolgere alle istituzioni in vista del suo ultimo anno di scuola superiore.

A settembre inizierà la quinta classe, l’anno della maturità. Un traguardo importante che il ragazzo vorrebbe affrontare senza interrompere il percorso educativo costruito negli ultimi due anni insieme alla sua insegnante di sostegno. Il rapporto tra i due non si è limitato all’attività didattica. In questi anni, spiega lo studente, sono state sviluppate strategie, tecniche e metodi di apprendimento costruiti sulle sue difficoltà e sulle sue possibilità. Un lavoro che gli ha permesso di conquistare maggiore autonomia, sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità.

Ora, però, quel percorso rischia di interrompersi proprio nel momento più delicato. La docente ha vinto un concorso ed è stata assunta a tempo indeterminato in un’altra provincia. Sarebbe disponibile a continuare a seguire il ragazzo ancora per un anno, fino alla maturità. Ma, secondo quanto denunciato nella lettera inviata in redazione, il nuovo status contrattuale della docente rende impraticabile la procedura che, in determinate condizioni, avrebbe potuto consentire la continuità con un’insegnante di sostegno a tempo determinato.

«Io, però, non sono cambiato. La mia disabilità non è cambiata. Il mio bisogno di continuità non è cambiato. È cambiato soltanto il contratto della mia insegnante», si legge nella lettera.  Una situazione che la famiglia sta cercando di sottoporre da mesi all’attenzione delle istituzioni. La madre dello studente ha scritto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all’Ambito Territoriale di Bari, chiedendo di individuare una soluzione. Anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità si sarebbe espresso favorevolmente rispetto alla necessità di tutelare la continuità del percorso scolastico.

Ma, al momento, una soluzione concreta non è ancora arrivata. Per il 17enne la questione non è semplicemente amministrativa. Dietro una procedura, sottolinea, c’è un ragazzo che deve affrontare la maturità e che rischia di vedere interrotto un percorso costruito passo dopo passo. Per questo il giovane ha deciso di rivolgersi direttamente al ministro: «Le chiedo di guardare concretamente questa situazione e di verificare se possa essere trovata una soluzione che permetta alla mia insegnante di mantenere il ruolo che ha conquistato e, nello stesso tempo, di accompagnarmi ancora per questo ultimo anno».

Nella sua lettera c’è anche un appello al Presidente della Repubblica, pur riconoscendo che non spetta al Quirinale decidere l’assegnazione di un docente. «Lei rappresenta la Repubblica e i principi della nostra Costituzione. Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare».

«Se al mio posto ci fosse vostro figlio, accettereste che proprio nell’anno della maturità venisse interrotto un percorso costruito in due anni, anche se la sua insegnante è disponibile a continuarlo?, si domanda il 17enne che non chiede scorciatoie. Chiede di poter arrivare alla maturità continuando il percorso che lo ha accompagnato fino a questo momento.

 

Insegnante di sostegno indagata a Bari: “Schiaffi e insulti a un alunno con sindrome di Down”

Una insegnante di sostegno di 47 anni, originaria della Basilicata, è indagata dalla Procura di Bari con l’accusa di aver maltrattato un alunno 13enne affetto da disabilità cognitiva, sindrome di Down e disturbo del linguaggio durante l’anno scolastico 2023-2024 in una scuola del capoluogo pugliese.

Secondo l’accusa, con il pretesto di spronarlo a impegnarsi di più, la docente avrebbe più volte aggredito il ragazzo sia verbalmente che fisicamente, colpendolo con schiaffi, pizzichi e calci, afferrandolo per la nuca e insultandolo con frasi offensive, provocandogli un profondo stato di sofferenza.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa, è partita dalla segnalazione dello stesso istituto scolastico ed è giunta alle battute finali. Alla docente è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, mentre il ragazzo, assistito da un legale, si è costituito parte civile nel procedimento.

Beneficenza e Affari, censura e gratitudine sui social: sui social il sostegno alla “dottoressa”

Torniamo ad occuparci dell’associazione Centro di Ascolto “Dal Silenzio alla Parola”. È partita una crociata social in favore della presidentissima, sono state pubblicate nelle ultime ore diverse testimonianze per ribaltare la situazione, mentre l’Amministrazione Comunale e la Chiesa sono per ora rimaste in silenzio. Silenzio. Questa la parola d’ordine che sembra essere predominante a Gioia. Sì, perché sotto i nostri post pubblicati sui gruppi Facebook sono stati inibiti i commenti. Una sorta di censura che preoccupa.

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