San Marco in Lamis, offese sessiste all’assessora Ferro: “Insultata per parcheggio come donna e come politica”

Offese volgari e sessiste sarebbero state rivolte all’assessora al Bilancio del Comune di San Marco in Lamis, Caterina Ferro, 38 anni. L’episodio è avvenuto ieri mattina, mentre la donna si trovava in auto nei pressi di una chiesa.

Secondo il suo racconto, dopo aver parcheggiato sarebbe stata insultata da una persona affacciata da un’abitazione, inizialmente per una questione legata al parcheggio. Poco dopo, passando a piedi davanti alla casa, avrebbe ricevuto un appellativo dispregiativo riferito alla sua attività politica e alla sua condizione di donna.

Ferro ha immediatamente allertato i carabinieri, intervenuti sul posto, e ha successivamente deciso di formalizzare una denuncia. «Essere un amministratore pubblico significa accettare critiche e contestazioni, non rinunciare alla propria dignità», ha dichiarato l’assessora, spiegando di aver denunciato anche per dare un esempio e contrastare questo tipo di linguaggio.

Solidarietà è arrivata dal sindaco Michele Merla, che ha assicurato il sostegno dell’amministrazione a Ferro in ogni eventuale percorso, sia sul piano morale sia giudiziario.

Morto ammanettato dalla Polizia, l’assessora Miglietta con la maglietta “I can’t breathe”: “Non restiamo in silenzio”

Una maglietta con la scritta ‘I can’t breathe’ – la frase pronunciata da George Floyd il 25 maggio 2020, mentre agonizzava durante il violento arresto a Minneapolis che ne provocò la morte – è stata indossata stamattina dall’assessora alla Cultura della Regione Puglia, Silvia Miglietta, prima della presentazione di alcuni eventi.

Il gesto simbolico è legato alla morte, ieri a Bologna, di Abderrahim Fakir, 42enne di origini marocchine deceduto durante un fermo di polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro.

“Ho scelto di indossare questa maglietta – ha detto l’assessora – che è la frase che George Floyd ha pronunciato prima di morire, ammazzato a Minneapolis da un agente federale.

Probabilmente è la frase che ieri Fakir ha pronunciato prima di morire a Bologna per mano di due agenti della polizia”. “Sicuramente – ha aggiunto – ci sono delle indagini che racconteranno la verità su quello che è successo ieri, ma intanto non possiamo non registrare l’atrocità di questo fermo che invece di tutelare una persona l’ha condotta alla morte in mezzo alla strada”.

Richiamato perché contromano, minaccia agente e assessora della Polizia Locale: fermato giovane a Bari

Momenti di tensione in via Aquilino, a Bari, davanti al Comando della Polizia Locale. Un giovane, dopo aver percorso una strada contromano ed essere stato richiamato da un’agente, sarebbe sceso dall’auto insultando e minacciando la stessa agente e l’assessora alla Polizia Locale, Carla Palone, presente sull’auto di servizio.

Secondo quanto ricostruito, il ragazzo avrebbe rivolto frasi offensive alle due donne, puntando anche il telefono cellulare verso i loro volti con un atteggiamento ritenuto intimidatorio. Richiamati dalle urla, gli agenti in servizio sono intervenuti, bloccando il giovane e accompagnandolo negli uffici di polizia giudiziaria per gli accertamenti.

Sull’accaduto è intervenuto anche il sindacato della Polizia Locale, che ha espresso solidarietà alla collega e all’assessora, definendo l’episodio di estrema gravità e denunciando il crescente clima di aggressività nei confronti degli operatori in uniforme.

Indagata per concussione e imputata per abusi edilizi, l’assessora Starace si dimette: “Ora libera di difendermi”

L’assessora pugliese al Turismo Grazia Maria Starace si è dimessa ieri sera. Starace, indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, ha rimesso le deleghe nelle mani del presidente della Regione Antonio Decaro.

“Ringrazio il presidente per la fiducia nei miei confronti, tuttavia ritengo oggi sia giusto rimettere nelle sue mani le mie deleghe assessorili, con l’impegno di continuare a lavorare per la mia terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore che io ho sempre attribuito alle istituzioni e che riconosco in questo momento all’istituzione di cui faccio parte, la Regione Puglia”.

“Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sono certa – prosegue Starace – di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche. Tuttavia, in questo momento devo essere libera di raccontare le mie verità e di tutelare la mia famiglia dall’ esposizione mediatica che ha assunto la vicenda, che mio malgrado mi vede coinvolta. Oggi sento il dovere di difendere il mio nome, la mia storia e la storia della mia famiglia, e posso farlo solo avendo la possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato”.

Nel motivare la decisione di rimettere le deleghe assessorili, Starace spiega che “sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene
più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura”.

“Grazia Maria Starace ha rimesso il mandato di assessora al Turismo consegnando nelle mie mani la gestione delle deleghe assegnatele. Comprendo il suo stato d’animo e la sua necessità di essere libera di fare chiarezza e nel contempo di proteggere la sua famiglia. La ringrazio per il lavoro fatto e sono certo che potrà nelle sedi opportune far valere le sue ragioni e dimostrare la correttezza del suo operato”, il commento di Decaro.

Indagata l’assessora regionale Starace, a giudizio l’ex marito che l’accusa: “Io vittima di maltrattamenti”

Si intrecciano vicende personali e giudiziarie attorno all’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace. Davanti ai giudici, l’esponente della giunta regionale ha raccontato di essere stata vittima per anni di maltrattamenti da parte dell’ex marito, l’imprenditore Alessandro Corso, oggi imputato in un processo nato da un’indagine condotta nell’ambito del Codice Rosso.

Parallelamente, Starace è indagata dalla Procura di Foggia per concussione insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e al tecnico comunale Vincenzo Ragno. Gli inquirenti ipotizzano che la revoca di una concessione demaniale al villaggio Verdemare, riconducibile alla famiglia dell’ex marito dell’assessora, possa essere stata utilizzata come forma di pressione in una controversia legata agli obblighi di mantenimento dei figli. Accuse respinte dagli indagati, che sostengono la piena regolarità dell’iter amministrativo.

Nel corso dell’udienza a porte chiuse, Starace ha riferito di presunte vessazioni e violenze psicologiche subite nel tempo, anche in presenza di terze persone. A supporto dell’accusa sono stati ascoltati anche familiari e amici della coppia.

L’inchiesta per concussione si concentra inoltre su alcune registrazioni effettuate dall’ex assessore comunale Tano Paglialunga, oggi considerato uno dei principali testimoni. I contenuti, custoditi in un telefono e in un registratore sequestrati dai carabinieri, sono attualmente oggetto di accertamenti tecnici.

La vicenda continua ad alimentare il dibattito politico e mediatico, con possibili ripercussioni anche sugli equilibri della giunta regionale guidata da Antonio Decaro.

Indagata l’assessora pugliese Starace, Decaro: “Situazione delicata serve prudenza”. Fratelli d’Italia all’attacco

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro sceglie la prudenza e decide “di non intervenire prima che le indagini facciano il loro corso” nella vicenda che vede la sua assessora al Turismo, Grazia Maria Starace, indagata per concussione, insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e a un dirigente comunale, Vincenzo Ragno.

L’inchiesta riguarda presunte pressioni che Starace avrebbe fatto (quando era assessora al Comune di Vieste) sull’ex marito utilizzando la leva della revoca di una concessione allo stabilimento balneare da lui gestito.

“Un’ipotesi di reato non è una condanna – ha detto ancora Decaro – e in una vicenda così intrecciata tra vita pubblica e vita privata, non credo sia giusto agire d’impulso. Ferme restando le valutazioni di carattere personale che l’assessora farà in merito al proprio ruolo, quando avremo elementi più chiari, assumeremo le decisioni che la situazione richiederà”.

Era stata la stessa Starace , dopo che si era diffusa la notizia dell’indagine, a parlare di “una delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima”. Mentre il suo avvocato ha assicurato che saranno forniti alla procura di Foggia che indaga “tutti gli elementi e i documenti che proveranno la correttezza procedurale e la parità di trattamento di tutti gli operatori balneari.

“Chi ricopre un incarico pubblico è tenuto a uno standard più alto di quello della responsabilità penale – ha detto ancora Decaro – L’asticella non è il casellario giudiziale, ma la reputazione. Tuttavia un’indagine per concussione, anche se è un fatto grave, va considerata come un’ipotesi di reato. Questa vicenda, inoltre, ha una storia dentro la storia: coinvolge una donna in una situazione familiare segnata da conflitti profondi, fatti gravi subiti per anni, denunciati alle autorità competenti”. “Questo quadro non solleva nessuno dalle proprie responsabilità – conclude – ma la delicatezza della situazione impone prudenza e una lettura attenta affidata ai giudici”.

La giornata di riflessione del presidente della Regione, da cui si attendeva una decisione sulle eventuali dimissioni dell’assessora, non è piaciuta ai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia che in giornata si erano detti “inquietati” più dal “silenzio del presidente Antonio Decaro” che dalla “stessa inchiesta”.

“Forniremo alla Procura di Foggia tutti gli elementi e i documenti che proveranno la correttezza procedurale e la parità di trattamento di tutti gli operatori balneari. Sono stati effettuati controlli che hanno portato alla revoca della concessione, subito dopo riconsegnata al termine dei lavori eseguiti”.

Lo ha dichiarato all’ANSA l’avvocato del foro di Foggia Alessandro Ciliberti che con il collega Michele Vaira assiste l’assessora al turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, il sindaco di Vieste (nonché presidente della provincia) Giuseppe Nobiletti e l’ingegnere Vincenzo Ragno dirigente dell’ufficio tecnico comunale della cittadina garganica in provincia di Foggia. L’avvocato Michele Vaira afferma che “tra la revoca e la restituzione della concessione sono passate poche settimane, forse pochissimi mesi”.

Referendum 8-9 giugno, l’appello dell’assessora Iacovone: “Non create ai seggi disagio alle persone trans”

In vista della tornata referendaria dell’8 e 9 giugno, la vicesindaca e assessora ai servizi Demografici, Elettorali e Statistici Giovanna Iacovone ha indirizzato ai presidenti e alle presidenti di seggio una raccomandazione ufficiale affinché si adoperino per scongiurare situazioni che possano creare disagio e imbarazzo alle persone non binarie o non inquadrate nella rigida classificazione del rispettivo genere biologico “evitando, ove possibile, l’ostensione o la distinzione, fisica o visibile, degli elettori in base al genere risultante dalle liste elettorali”.

Nello nota, ad esempio, si invitano i presidenti e le presidenti a non prevedere file divise per genere, non utilizzare le espressioni “avanti un uomo” o “avanti una donna”, non leggere ad alta voce i nomi riportati sul documento di identità e non apporre cartelli “uomini” e “donne” davanti alle liste di sezione.

“Il decreto legge del 19 marzo 2025 (convertito dalla legge n. 72 del 15 maggio 2025) reca disposizioni urgenti in materia elettorale, alcune delle quali, tra cui la soppressione della distinzione di genere nelle liste elettorali, non saranno applicabili per il voto del prossimo weekend – spiega Giovanna Iacovone -. Per questo, accogliendo le sollecitazione di alcune associazioni attive su questi temi, e coerentemente con la politica inclusiva che caratterizza questa amministrazione, ho ritenuto importante redigere una nota che sarà inclusa nel kit elettorale in dotazione ai seggi al fine di evitare pratiche non necessarie nell’attività di gestione, che non sono previste dalla legge ma che potrebbero essere percepite come discriminatorie da parte della comunità trans nell’esercizio del voto. Alcune persone trans, ad esempio, non hanno rettificato il proprio documento e quindi i dati in esso riportati potrebbero risultare non pienamente rappresentativi della persona che si presenta al seggio: sensibilizzare gli scrutatori e quanti presteranno servizio nei seggi mi è parso perciò un passaggio doveroso e necessario”