Il suo bulldog viene ucciso da un altro cane: lei incinta accusa un malore e perde il bimbo. Gravidanza interrotta

Non ce l’ha fatta la 49enne incinta rimasta sotto shock dopo aver assistito alla morte del proprio bulldog, aggredito da un cane di razza amstaff libero e senza museruola nel Salento.

La donna, al terzo mese di gravidanza, ha infatti perso il bambino. Colta da un malore, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Nonostante i tentativi dei medici, la gravidanza è stata interrotta.

Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato trasferito in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il suo bulldog viene ucciso da un altro cane, lei accusa un malore e finisce in ospedale: gravidanza a rischio

Il suo cane, un bulldog, viene aggredito e ucciso da un altro cane, un amstaff libero e senza museruola. Lei, incinta, subisce un forte shock, accusa un malore e rischia di perdere il bimbo.

È accaduto nel Leccese, in una frazione di Lizzanello, protagonista una 49enne. Per il cane non c’è stato nulla da fare, troppo gravi le ferite riportate. La donna si trova ora ricoverata nel reparto di ostetricia dell’ospedale Fazzi di Lecce. Il proprietario dell’amstaff è stato denunciato a piede libero, mentre il cane è stato portato in canile a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Tragedia a Presicce, muore durante il blitz antidroga. L’autopsia: “Stefano Urso è morto per un malore fatale”

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Stefano Urso, il 48enne deceduto durante il blitz antidroga avvenuto lo scorso 11 in un’abitazione a Presicce-Acquarica.

Secondo quanto emerso dall’esame, il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco. Per conoscere le cause che lo hanno provocato, serviranno ulteriori accertamenti e i risultati si conosceranno nei prossimi 60 giorni. Esclusa al momento l’ipotesi di morte violenta.

Sono indagati, per atto dovuto, i tre poliziotti presenti al blitz, difesi dall’avvocato Antonio Maria La Scala e accusati del reato di omicidio preterintenzionale (uno dei primi casi in Italia). Con loro anche i pusher Antonio Viola, proprietario dell’immobile, e Alessia Potenza, entrambi del posto, finiti in arresto per detenzione e spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, Stefano Urso si sarebbe scagliato contro i poliziotti dopo il blitz con pugni e calci. Gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo, ma Urso avrebbe perso i sensi. I poliziotti hanno sbloccato le manette e iniziato il massaggio cardiaco, poi sul posto è intervenuto il 118, ma l’uomo è poi morto.

Tragedia a Presicce, il 48enne Stefano Urso muore durante il blitz antidroga: indagati tre poliziotti

Tre agenti della Questura di Lecce sono indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale dopo il decesso del 48enne Stefano Urso, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso in un appartamento di Presicce Acquarica durante un blitz antidroga.

L’iscrizione al fascicolo è un atto dovuto e permette agli agenti di nominare un consulente tecnico per gli accertamenti irrepetibili come l’autopsia. L’incarico sarà conferito venerdì mattina.

Durante il blitz antidroga sono state arrestate due persone: il proprietario di casa Antonio Viola e la compagna Alessia Potenza, entrambi assistiti dal legale Davide Botrugno. Ieri si è svolto l’interrogatorio di convalida.

La vittima invece si è improvvisamente accasciata al suolo e, nonostante l’intervento sul posto del 118, è deceduto. Le circostanze sono tutte da chiarire.

Malore fatale due giorni dopo l’intervento al ginocchio in ospedale, muore 42enne. Aperta inchiesta: 8 indagati

Aperta inchiesta nel Leccese per fare chiarezza sulla morte di Maria Toma, 42enne originaria di Maglie, deceduta due giorni dopo essere stata sottoposta ad un intervento in anestesia totale per ridurre una lussazione al ginocchio nell’ospedale di Scorrano.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della vittima che aveva la sindrome di Down. Sono 8 le persone indagate tra medici, infermieri e anestetista.

Le accuse a vario titolo sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Si tratta di un atto dovuto in attesa dei risultati dell’autopsia eseguita nelle scorse ore. La 42enne, due giorni dopo l’intervento, ha accusato un malore che non le ha lasciato scampo.

Si spegne nella casa popolare e il corpo viene scoperto un anno dopo: 82enne pugliese muore nell’indifferenza

Muore in casa e il suo corpo senza vita viene ritrovato solo dopo un anno in una casa popolare a Vercelli. È la storia di una 82enne originaria di Manduria, Silvana Teresa Buccolieri.

I vicini l’avevano vista l’ultima volta a dicembre dell’anno scorso, la cassetta delle lettere era piena di bollette. Nessuno però ha pensato di chiamare qualcuno o allertare le Forze dell’Ordine. Si ipotizza che il decesso sia dovuto a cause naturali.

Tragedia a Lecce, uomo muore mentre viene bloccato dalla polizia: ipotesi malore

Fabio Antonio Scardino, 35enne di Martano, è morto ieri sera a Lecce mentre veniva bloccato da agenti della sezione Volanti della Polizia: l’uomo avrebbe avuto un malore e sarebbe finito per terra sotto gli occhi dei poliziotti che, secondo alcuni testimoni, lo stavano ammanettando.

Vani i tentativi dei sanitari del 118 di rianimarlo. Dalla Questura affermano che nell’intervento gli agenti non hanno utilizzato alcun dispositivo di immobilizzazione. Il decesso è avvenuto in via san Lazzaro, a ridosso del centro commerciale della città.

I poliziotti erano stati allertati da una telefonata giunta al 112 che segnalava la presenza di una persona a torso nudo in forte stato di agitazione psicofisica, ritenuta pericolosa da commercianti e passanti.

Sul posto sono intervenuti il sostituto procuratore Maria Grazia Anastasia e il procuratore aggiunto Alberto Santacatterina. Si sta cercando di ricostruire i momenti precedenti il malore e cosa abbia provocato lo stato di forte alterazione. La polizia sarebbe sulle tracce di un possibile testimone che avrebbe incontrato poco tempo prima il 35enne di Martano (Lecce).

La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti in relazione con l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato. Nell’appartamento dove la vittima si era incontrata poco prima con una persona sono stati rinvenuti residui di cocaina.

Dramma nelle Marche, stroncato da un malore a 46 anni: muore il carabiniere barese Domenico Caradonna

“Si esprime profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa dell’Appuntato Scelto Q.S. Domenico Caradonna, 46enne originario di Bari, effettivo al Nucleo Cinofili di Pesaro e iscritto al SIM Carabinieri, deceduto nella serata del 19 settembre a Cerreto d’Esi, mentre prestava servizio di sicurezza durante la tradizionale Sagra dell’Uva”.

Inizia così la nota della Segreteria Regionale Marche del SIM Carabinieri. Caradonna, 46enne barese, sposato e padre di una bambina di 7 anni, è stato colto da un improvviso malore che lo ha portato rapidamente in arresto cardiaco.

“Il personale dell’ambulanza presente per l’assistenza sanitaria all’evento è intervenuto immediatamente, avviando le manovre di rianimazione. Poco dopo è giunta sul posto anche l’automedica di Fabriano, ma, nonostante i ripetuti e instancabili tentativi dei sanitari, per Domenico non c’è stato nulla da fare – si legge nella nota -. I colleghi lo ricordano come un professionista esemplare, sempre disponibile e animato da profonda umanità, qualità che lo hanno reso stimato da tutti coloro che hanno avuto l’onore di lavorare al suo fianco”.

“La sua dedizione al servizio e lo spirito di sacrificio resteranno un esempio indelebile. Il SIM Carabinieri si stringe con sincera vicinanza e commozione alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso con lui anni di servizio – conclude il SIM -. La perdita di Domenico lascia un vuoto incolmabile, ma il suo ricordo vivrà sempre nell’Arma e in chi ha avuto modo di conoscerlo”.