Bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto, la morte di Sadam avvolta nel mistero: si indaga sul caporalato

È ancora avvolta nel mistero la morte di Sadam Houssain, bracciante pakistano di 32 anni scomparso il 4 agosto e ritrovato 18 giorni dopo nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata sotto un telone nel ghetto di Borgo Mezzanone.

La Procura di Foggia indaga per omicidio e attende l’esito dell’autopsia per stabilire le cause e le modalità della morte. Il corpo, trovato in avanzato stato di decomposizione anche a causa delle alte temperature, sarebbe stato ucciso probabilmente il giorno della scomparsa.

Sadam, secondo quanto riferito dal fratello Nazim e da alcuni connazionali, lavorava come intermediario per alcuni braccianti: accompagnava con la propria auto quattro o cinque lavoratori pakistani e bengalesi nelle campagne del Foggiano, dove aveva rapporti con i proprietari delle aziende. Gli investigatori stanno verificando se proprio l’attività legata al caporalato possa rappresentare il movente dell’omicidio.

«Era una persona onesta, non ha mai litigato con nessuno», racconta Arshad, connazionale che aveva vissuto con lui a Ippocampo. Il fratello Nazim, che ha ritrovato il corpo, chiede ora di conoscere la verità: «Vuole sapere chi ha ammazzato suo fratello».

Sadam era arrivato dal Pakistan nel 2015 e, dopo un periodo in Grecia, dal 2020 viveva in Italia con un permesso di soggiorno per protezione speciale. La sua morte è il settimo omicidio del 2026 in Capitanata e il quarto nell’ultimo anno nella zona di Borgo Mezzanone.

Tragedia a Barletta, malore durante il bagno di sera: muore il 69enne Giuseppe Santo

Un uomo di 69 anni, Giuseppe Santo, è morto nella serata di ieri mentre faceva il bagno nel tratto di mare antistante la litoranea di Ponente, a Barletta. Il 69enne, secondo quanto ricostruito, era solito immergersi intorno alle 20 per una nuotata.

Probabilmente è stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in acqua, con la corrente che lo avrebbe poi trascinato al largo.

A riportarlo a riva è stato il personale della Capitaneria di porto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile.

Tragedia a Bari, travolto da un’auto sul lungomare: muore 78enne. Alla guida della vettura una donna – FOTO

Tragedia stradale questa mattina a Bari sul lungomare Vittorio Veneto, all’altezza della Guardia di Finanza e nel bel mezzo del cantiere dei lavori per il BRT. Un uomo di 78 anni è stato travolto da un’auto ed è morto a seguito dell’impatto.

Alla guida della vettura c’era una donna di 38 anni, trasportata alla Mater Dei per gli accertamenti.  Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine per i rilievi e per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni la vittima è sbucata all’improvviso dai new jersey posizionati per il cantiere dei lavori del BRT.

Schianto in moto nel Leccese, Neviano piange il 23enne Christian Caggia: un anno fa si era laureato con 110 e lode

Aveva lasciato il Salento per inseguire il sogno di lavorare nel mondo della moda, ma la sua vita si è spezzata a soli 23 anni. Christian Caggia, originario di Neviano e residente a Galatina, è morto sul colpo nello scontro tra uno scooter e una moto avvenuto sulla strada provinciale che collega Galatina a Galatone.

Christian si era trasferito a Milano per studiare allo Ied, dove nel luglio 2025 aveva conseguito il diploma in design della moda, indirizzo fashion stylist, con il massimo dei voti: 110 e lode. Descritto da familiari e amici come un ragazzo brillante, sensibile e determinato, continuava a specializzarsi nel settore che amava.

Nel drammatico incidente è rimasto gravemente ferito anche il conducente della moto, un 23enne originario di Galatina, ricoverato in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Non sarebbe in pericolo di vita.

Profondo il cordoglio della comunità di Neviano. Il sindaco Giuseppe Antonio Mighali ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza alla famiglia, ricordando la perdita di una vita giovanissima e definendo il dolore dei suoi cari impossibile da colmare con le parole.

Bracciante di 25 anni morto a Foggia, sul furgone ribaltato c’erano 10 persone: scatta l’inchiesta

La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta sull’incidente avvenuto ieri sulla provinciale 45, nelle campagne di Serracapriola, costato la vita a Mehdi Karboua, bracciante marocchino di 25 anni.

Sul furgone viaggiavano dieci lavoratori, uno in più rispetto ai nove posti previsti dall’omologazione. Tutti di origine marocchina, tra i 21 e i 49 anni, stavano rientrando a Torremaggiore dopo una giornata di lavoro nelle campagne del Molise. Dalle prime informazioni, risultavano regolarmente assunti.

Per cause ancora da chiarire, il conducente ha perso il controllo del mezzo, che è finito in una cunetta e si è ribaltato. Otto persone sono rimaste ferite e sono state trasportate negli ospedali della zona. Sul posto sono intervenuti 118, elisoccorso, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.

Gli inquirenti dovranno ora accertare la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni e la sicurezza del trasporto dei braccianti, oltre a eventuali responsabilità.

Sulla tragedia è intervenuta anche la Flai Cgil, che ha chiesto chiarezza e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trasporti, sulle condizioni di lavoro e sull’utilizzo di sistemi di trasporto protetto per i lavoratori agricoli.

Tragedia ad Ugento, ciclista 28enne trovato senza vita sulla provinciale: caccia al pirata della strada

È stato trovato nella tarda serata di ieri il corpo senza vita di Daniele Congedi, 28 anni, di Ugento, la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari dopo che il giovane non aveva fatto rientro a casa.

Il corpo è stato rinvenuto semi nascosto da un cespuglio lungo la provinciale che collega Ugento a Racale. Accanto al 28enne è stata trovata la sua bicicletta, risultata danneggiata.

L’ipotesi al momento è che il giovane possa essere stato travolto da un’auto il cui conducente si sarebbe poi allontanato senza prestare soccorso. Congedi era uscito di casa ieri mattina proprio in bicicletta.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati nei rilievi. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti, coordinati dal magistrato di turno, per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare l’eventuale responsabile.

Tragedia in mare Gallipoli, 19enne di Bologna muore annegato a Rivabella: era in vacanza con amici

Tragedia nel pomeriggio di ieri a Rivabella, marina di Gallipoli, dove un ragazzo di 19 anni, originario di Bologna e in vacanza in Salento con alcuni amici, ha perso la vita in mare.

Il giovane stava facendo il bagno insieme a un amico quando, improvvisamente, è scomparso tra le onde. Accortosi della sua assenza, il compagno ha lanciato l’allarme. Due bagnini di uno stabilimento balneare della zona si sono immediatamente tuffati in acqua, riuscendo a recuperare il 19enne e a riportarlo a riva.

Sulla spiaggia sono subito iniziate le manovre di rianimazione, alle quali ha preso parte anche un medico fuori servizio che si trovava in quel momento sulla battigia. Poco dopo è intervenuto il personale del 118, che ha proseguito le operazioni di soccorso effettuando il massaggio cardiaco per circa 45 minuti.

Ogni tentativo di rianimazione, però, si è rivelato inutile. Per il giovane non c’è stato nulla da fare.

Tragedia a Martina Franca: barboncino abbaia e salva la famiglia dall’incendio ma muore tra le fiamme

Ha svegliato con il suo abbaiare le cinque persone che dormivano in casa, permettendo loro di mettersi in salvo, ma non è riuscito a sfuggire al rogo. È morto così un piccolo barboncino nell’incendio che all’alba ha distrutto un appartamento al quarto piano di una palazzina in via Alessandro Fighera, a Martina Franca.

Le fiamme sono divampate intorno alle 4.30. All’arrivo dei vigili del fuoco, intervenuti con quattro squadre, l’abitazione era completamente avvolta dal fuoco e il fumo aveva invaso anche il vano scale, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale dell’intero edificio. L’incendio è stato domato in circa mezz’ora.

Una donna è stata trasportata in ospedale dal personale del 118: le sue condizioni non sono gravi. Le operazioni di bonifica e di verifica della stabilità dell’edificio sono proseguite per tutta la mattinata, consentendo il graduale rientro degli inquilini. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento: tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un corto circuito.

Tragedia a Mesagne, crolla una tettoia in un cantiere: muore un operaio. Un altro è gravissimo

Tragedia sul lavoro questa mattina a Mesagne, in contrada Manfredonia, dove il crollo di una tettoia all’interno di un cantiere privato è costato la vita a un operaio, il 66enne Antonio D’Errico. Un secondo lavoratore di 26 anni, figlio della vittima, è rimasto coinvolto nel cedimento della struttura ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Perrino di Brindisi.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e il personale del 118, che hanno prestato i primi soccorsi e messo in sicurezza l’area.

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e chiarire le cause del crollo. Le forze dell’ordine e gli enti competenti hanno avviato i rilievi nel cantiere per verificare eventuali responsabilità.

Muore ammanettato durante fermo di Polizia, in 300 in piazza a Bari: “Fekir ucciso dalla violenza dello Stato”

Circa 300 persone hanno partecipato ieri in piazza Umberto, a Bari, al presidio organizzato dallo spazio di mutuo soccorso Bread&Roses per ricordare Abderrahim Fakir, il cittadino marocchino morto a Bologna durante un fermo di polizia.

La manifestazione si è svolta all’insegna dello slogan “Fakir ucciso dalla violenza dello Stato”, con striscioni contro il razzismo istituzionale e la violenza sulle persone migranti.

Tra gli interventi quello di Wadoud, cittadino ivoriano e membro dell’associazione Solidaria di Bari, che ha ricordato Fakir durante una giornata di raccolta dei pomodori della filiera Sfruttazero.

Nel suo discorso ha denunciato le condizioni dei migranti nei centri di detenzione, nelle carceri e lungo le rotte migratorie, sostenendo che vengano privati della libertà, della dignità e della possibilità di costruire un futuro. Ha infine criticato un sistema che, a suo dire, alimenta emarginazione e disuguaglianze.