Omicidio Magellano a Bari, a processo il killer Maurizio Pastore: chiesto incidente probatorio per due testimoni

La Procura di Bari ha richiesto l’incidente probatorio per ascoltare in anticipo due testimoni dell’omicidio di Amleto Magellano, il 40enne ucciso la sera del 17 gennaio tra via Montegrappa e via Barracca, nel quartiere Carrassi.

Per il delitto è stato arrestato Maurizio Pastore, 42 anni, tuttora detenuto, accusato di aver colpito la vittima con tre coltellate. La richiesta è stata avanzata dalla pm Maria Christina De Tommasi, che ha motivato la necessità di cristallizzare subito le testimonianze per tutelare i testimoni.

Secondo la Procura, infatti, vi è il rischio che i due possano subire pressioni o temere ritorsioni, circostanza che potrebbe aggravarsi con l’avvio del processo davanti alla Corte d’Assise. Inoltre, l’incidente probatorio eviterebbe loro il trauma del dibattimento.

A Pastore sono contestate le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, elementi che, se confermati, potrebbero portare a una condanna all’ergastolo. La richiesta è stata notificata alle parti e si attende ora la decisione del gip.

Altamura, giovane rider travolto da un’auto muore dopo 4 anni di agonia: 31enne verso il rito abbreviato

Sta valutando la richiesta di rito abbreviato il 31enne di Altamura a processo per omicidio stradale in relazione alla morte di Nicola Loporcaro, rider 21enne travolto mentre consegnava pizze a domicilio la sera del 23 novembre 2021.

L’incidente avvenne ad Altamura, Loporcaro morì il 9 agosto del 2025 dopo quasi quattro anni di agonia. Nei confronti del presunto investitore si era già aperto un processo per lesioni gravissime finito a dibattimento, ma dopo la morte del 21enne la pm Silvia Curione ha modificato il capo di imputazione in omicidio stradale.

Nell’udienza svolta ieri in Tribunale a Bari l’assicurazione dell’automobilista, riconosciuta responsabile civile, ha chiesto un termine per poter formulare una proposta di risarcimento nei confronti dei genitori e della sorella di Loporcaro, costituiti parte civile e assistiti dall’avvocato Andrea Moreno.

Il processo è stato quindi rinviato al 28 settembre (con sospensione dei termini di prescrizione), data in cui dovrebbe arrivare la proposta dell’assicurazione. In quell’occasione, come annunciato dalla difesa, l’imputato potrebbe chiedere il rito abbreviato.

Le indagini hanno stabilito che l’auto guidata dal 31enne stava percorrendo via Mura Megalitiche a 110 chilometri orari, oltre il limite di velocità consentito di 40. Nell’affrontare una curva a sinistra, in condizioni di scarsa visibilità e con l’asfalto viscido a causa della pioggia, avrebbe invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con lo scooter a bordo del quale viaggiava il rider.

Il 21enne fu sbalzato dal mezzo e nell’impatto violento riportò numerose fratture, fatale quella al cranio con conseguente emorragia. Per quasi quattro anni è rimasto ricoverato in un letto di ospedale: non parlava, non camminava, non apriva gli occhi e rispondeva raramente agli stimoli, fino al decesso ad agosto scorso.

Bari, Ivan Lopez ucciso a San Girolamo. Didonna accusato di concorso in omicidio: la posizione della difesa

Si è svolta oggi una nuova udienza nel processo per l’omicidio di Ivan Lopez, il 31enne ucciso nel settembre 2021 sul lungomare di San Girolamo mentre si trovava su un monopattino. Al centro del dibattimento la posizione di Giovanni Didonna, accusato di concorso in omicidio per aver fornito le due auto utilizzate nel delitto.

Secondo la tesi difensiva, illustrata dall’avvocato Vito Belviso, Didonna non era a conoscenza delle intercettazioni in carcere e avrebbe sempre negato qualsiasi coinvolgimento, sia durante le conversazioni registrate sia nei colloqui con i familiari. Un elemento che, per la difesa, dimostrerebbe la sua estraneità ai fatti.

Per Didonna, la pm antimafia Bruna Manganelli ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione, escludendo l’aggravante mafiosa. Più pesante la richiesta per Davide Lepore, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio: per lui è stato chiesto l’ergastolo con dieci mesi di isolamento diurno.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe maturato come ritorsione: Lopez e il fratello Francesco, oggi collaboratore di giustizia ed ex vicino al clan Strisciuglio, avrebbero compiuto estorsioni ai danni di Lepore, imprenditore nel settore delle autorimesse e ritenuto vicino al clan Capriati di Bari vecchia.

Nel corso dell’udienza, la difesa ha inoltre contestato l’attendibilità del collaboratore di giustizia Dino Telegrafo, le cui dichiarazioni accusatorie nei confronti di Didonna presenterebbero contraddizioni: dopo aver riferito di essere a conoscenza dell’omicidio nel 2021, un anno più tardi avrebbe infatti negato di saperne qualcosa. Il processo proseguirà il prossimo 30 aprile, quando sono previsti gli interventi dei difensori di Davide Lepore.

Omicidio a San Severo, scoppia lite nel centro di accoglienza: migrante ucciso a colpi di martello

Nel tardo pomeriggio del 13 marzo si è verificato un omicidio a San Severo, all’interno dell’Arena, il centro di accoglienza per migranti situato nella zona periferica della città. Un ospite della struttura sarebbe stato ucciso a colpi di martello al termine di una lite con un’altra persona. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Polizia e i carabinieri di San Severo. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Omicidio Angela Petrachi, confermato l’ergastolo per Giovanni Camassa: “Irrilevante altro dna sulle calze”

La Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato l’ergastolo per Giovanni Camassa, condannato per l’omicidio di Angela Petrachi, la giovane madre di Melendugno uccisa nel 2002 e ritrovata in un bosco a Borgagne.

Nel processo di revisione la difesa aveva presentato come novità una traccia di DNA riconducibile a un altro uomo, trovata sulle calze della vittima, ma i giudici l’hanno ritenuta insufficiente a cambiare il verdetto.

La richiesta di revisione è stata quindi respinta e Camassa dovrà anche pagare le spese processuali. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Bari, omicidio Benedetto Petrone. La Procura insiste per l’archiviazione: “Comune e Anpi non possono opporsi”

La Procura di Bari ha chiesto per la seconda volta l’archiviazione delle indagini sull’omicidio del militante comunista Benedetto Petrone, ucciso nel 1977. Il giudice Gabriella Pede ha stabilito che Comune di Bari e Anpi non possono opporsi alla richiesta di archiviazione, accogliendo le eccezioni della difesa di due imputati.

La Procura ritiene di aver individuato sei possibili partecipanti al delitto, ma sostiene che le prove raccolte non siano sufficienti per prevedere una condanna, nonostante alcuni elementi di sospetto.

Durante l’udienza la Procura ha ribadito la richiesta di archiviazione, mentre i familiari della vittima hanno chiesto nuove indagini o l’imputazione coatta. La decisione è stata rinviata al 13 maggio, quando parleranno le difese.

Omicidio Lucia Salcone a San Severo, in carcere il marito Ciro Caliendo: nuova perizia su tre dispositivi

La Procura di Foggia ha disposto una nuova perizia su tre dispositivi utilizzati da Ciro Caliendo, l’imprenditore di San Severo attualmente detenuto con l’accusa di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone.

Si tratta di telefoni cellulari e computer sequestrati la mattina dell’arresto. L’incarico è stato affidato a Davide Carnevale, perito informatico e consulente tecnico con studio a Bari, che ha richiesto un mese di tempo per completare le analisi.

Caliendo è stato arrestato lo scorso 23 febbraio: secondo l’accusa, avrebbe simulato un incidente stradale per coprire il femminicidio.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il carabiniere in aula: “In casa trovati gli strumenti usati da Rizzi”

Franco Dogna, 63 anni, è stato ucciso con 85 coltellate nella sua abitazione nel quartiere Santo Spirito di Bari, tra il 6 e il 7 gennaio 2025. Sulla scena del delitto i carabinieri hanno trovato e repertato un forchettone da cucina, un paio di forbici e il manico di un coltello senza lama, oltre a tracce di sangue.

A raccontarlo è stato un carabiniere ascoltato in aula durante il processo. Per l’omicidio è imputato il 43enne Antonio Rizzi, arrestato pochi giorni dopo il fatto nell’ambito di indagini coordinate dalla pm Carla Spagnuolo.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite: Rizzi ha parlato di contrasti legati all’uso di droga, ma l’autopsia ha escluso che la vittima avesse assunto stupefacenti.

Testimoni hanno riferito che in passato Dogna aveva aiutato Rizzi a intraprendere un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe pianificato una fuga all’estero, ma è stato fermato dai carabinieri. I due si conoscevano da anni. Il processo è stato rinviato al 23 marzo.

Lite per spaccio ad Altamura, 30enne accoltellato: arrestato 65enne. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

I Carabinieri della Stazione di Altamura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari nei confronti di B.G., cl. 1961, ritenuto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio commesso con un coltello (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Il provvedimento cautelare scaturisce da una attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che ha consentito, in tempi particolarmente celeri, di procedere alla completa ricostruzione dei fatti e di delineare il quadro indiziario a carico dell’indagato.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’episodio, verificatosi nella serata del 24 gennaio 2026, sarebbe maturato per futili motivi, riconducibili a contrasti nell’ambito di una presunta attività di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’aggressione sarebbe rimasto ferito per due coltellate al petto D.F., cl. 1996, vittima del gesto.

L’immediata acquisizione delle testimonianze, unitamente ai riscontri investigativi e agli accertamenti svolti nell’immediatezza dell’evento, ha permesso ai Carabinieri di ricostruire puntualmente la dinamica dell’accaduto e di sottoporre gli elementi raccolti all’Autorità Giudiziaria, che ha condiviso l’impianto accusatorio adottando la misura cautelare.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Lucia Salcone morta in un incidente stradale, arrestato il marito Ciro Caliendo: “Ha simulato tutto”

La Polizia stradale di San Severo e la Squadra mobile di Foggia hanno arrestato Ciro Caliendo, il 48enne accusato dell’omicidio volontario premeditato della moglie, la 47enne Lucia Salcone, morta il 27 settembre 2024 in quello che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un incidente stradale simulato.

Il sinistro avvenne lungo la provinciale 13 nelle campagne di San Severo, città di residenza dei coniugi. L’auto su cui Salcone viaggiava insieme al marito era andata a fuoco e il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato. Il 48enne, indagato per l’omicidio già dalle settimane successive all’incidente, da stamattina è in carcere.