Bari, lavori non eseguiti e requisiti di sicurezza assenti. Blitz della Locale: revoca di autorizzazioni per due locali

Con due distinte determinazioni dirigenziali adottate ieri, in data 3 marzo 2026 (DD 03000/2026 e DD 03001/2026), il Settore Polizia Annonaria, Ecologia e Attività Produttive del Corpo di Polizia Locale e Protezione Civile ha disposto la revoca di autorizzazioni relative ad attività di pubblico intrattenimento sul territorio comunale.

Nel primo caso, a seguito di sopralluogo effettuato il 2 marzo 2026 dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, è emerso che lo stato dei luoghi – sia interno che esterno – non corrispondeva a quanto asseverato negli atti presentati ai fini del rilascio dell’autorizzazione ex artt. 68 e 80 del T.U.L.P.S. La Commissione, con verbale n. 5229/2026, ha rilevato l’assenza delle condizioni generali di sicurezza che avevano consentito il rilascio del titolo autorizzativo. Alla luce di tali accertamenti è stata disposta la revoca immediata dell’autorizzazione e la conseguente cessazione dell’attività di pubblico intrattenimento.

Nel secondo caso, il provvedimento riguarda una struttura già autorizzata allo svolgimento di pubblico intrattenimento danzante sia in area interna sia in area esterna. A seguito di sopralluogo della Commissione Comunale di Vigilanza del 26 febbraio 2026, è stato accertato che, per l’area esterna, non sussistevano più le condizioni generali di sicurezza richieste dall’art. 80 del T.U.L.P.S., con conseguente decadenza dei requisiti di agibilità per tale porzione della struttura.

È stata pertanto disposta la revoca dell’autorizzazione limitatamente all’area esterna, con cessazione immediata dell’attività in quello spazio, mentre per l’area interna sono stati prescritti adempimenti da completare entro i termini indicati dalla Commissione. Entrambi i provvedimenti sono stati adottati in ragione di esigenze di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza, principi che costituiscono presupposto imprescindibile per lo svolgimento di attività di pubblico spettacolo e intrattenimento.

L’amministrazione comunale ribadisce che il rispetto delle norme in materia di sicurezza non rappresenta un mero adempimento formale, ma una condizione sostanziale a garanzia dei cittadini e degli operatori economici che operano correttamente sul territorio.

Bari, condannato due volte per lo stesso reato: sconta 5 mesi in più per errore. Torna libero da oggi

Il Tribunale di Bari ha revocato una condanna per droga nei confronti di un pregiudicato 48enne barese, disponendone l’immediata scarcerazione, dopo aver accertato che l’uomo era già stato condannato anni prima per lo stesso reato e aveva già interamente scontato la pena.

Frattanto l’imputato ha scontato per errore cinque mesi agli arresti domiciliari. La vicenda risale al 7 febbraio 2017. Il pregiudicato era stato arrestato in flagranza per la cessione di due dosi di cocaina al costo 50 euro. Il giorno dopo era stato processato per direttissima e condannato alla pena di 8 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa (sentenza diventata irrevocabile a settembre 2018). Anni dopo, per la precisione il 28 marzo 2022, è stato condannato ad ulteriori 16 mesi di reclusione e 2mila euro di multa (sentenza passata in giudicato nel settembre 2024, in espiazione dal 22 aprile scorso) al termine di un processo celebrato con rito ordinario.

A qualche mese dalla notifica dell’ordine di esecuzione della seconda condanna, il nuovo difensore del pregiudicato si è reso conto che la sentenza che stava espiando riguardava lo stesso reato per il quale aveva già scontato una precedente pena.

Nell’incidente di esecuzione dinanzi al Tribunale di Bari il legale, l’avvocato Rubio Di Ronzo, ha chiesto la revoca della seconda condanna per violazione del ‘ne bis in idem’, cioè – scrive il giudice che ha accolto la richiesta – il “divieto di cumuli punitivi indebiti”.
Così, dopo la revoca della sentenza, oggi è stato firmato un nuovo ordine, questa volta di scarcerazione, dopo cinque mesi scontati per errore agli arresti domiciliari.

Morte Fabiana, interrogato don Nicola D’Onghia: “Non mi sono accorto di nulla”. Chiesta la revoca dell’arresto

Ha risposto a tutte le domande don Nicola D’Onghia, il parroco di Noci (Bari) arrestato ieri per omicidio stradale e omissione di soccorso nel caso della morte della 32enne Fabiana Chiarappa.

“Ha ricostruito la vicenda per come è andata secondo la sua prospettiva. Riteniamo che l’accertamento nel merito della vicenda richieda delle verifiche tecniche e delle attività investigative ulteriori. Quello che riteniamo assolutamente privo di fondamento è il provvedimento restrittivo”, ha detto l’avvocato del prete, Federico Straziota, al termine dell’interrogatorio, spiegando anche che è stata chiesta al gip la revoca dei domiciliari. La Procura, sul punto, ha espresso parere negativo.

D’Onghia, ha detto sempre l’avvocato, ha confermato la ricostruzione fornita dall’inizio: “Lui non si è reso conto che c’era un corpo sul ciglio della strada”, in una “strada buia, di notte, all’uscita di una curva”.

Quanto al sangue trovato sull’auto del prete, “sono accertamenti che richiederanno ulteriori approfondimenti, ma anche il fatto di averla colpita non implica di per sé della responsabilità nell’omicidio”.

Bari, controlli della Polizia Locale in b&b e case vacanza: a luglio revoca per 3 strutture

In questi giorni sono state intensificate le attività della Polizia locale a contrasto dell’abusivismo delle strutture extraricettive, quali locazioni turistiche, B&B, affittacamere e case vacanza. A fronte di circa 100 ispezioni effettuate dall’inizio dell’anno (altrettante sono state programmate entro il prossimo 30 settembre), sono state registrate 295 violazioni, tra cui tre procedure di revoca del codice identificativo di struttura (CIS oggi CIN) nel mese di luglio a causa dell’assenza di agibilità. In un caso la struttura presentava abusi edilizi, mentre per gli altri due la destinazione era ad uso commerciale, e non residenziale.

“In questo periodo stiamo concentrando molte attività della Polizia locale al controllo della qualità e delle condizioni di accoglienza delle strutture extraricettive – ha dichiarato l’assessore alla Polizia locale Carla Palone -. Per questo non posso che ringraziare le donne e gli uomini del Corpo perché svolgono un ruolo fondamentale che mira a contrastare abusi e comportamenti illegali, come l’ospitalità in locali inadeguati o con scarsi standard di sicurezza e vivibilità. Un percorso necessario nell’interesse dei turisti che scelgono Bari come tappa per le loro vacanze e di quanti hanno intrapreso un’attività nel pieno rispetto della legge”.

Le attività di controllo e di contrasto all’abusivismo stanno dando frutti significativi anche sul piano della emersione delle attività in “nero”. A dicembre del 2023, infatti, le attività iscritte al portale regionale DMS erano circa 2.600 a fronte di 1.900 strutture iscritte al portale PayTourist: dopo 8 mesi le strutture iscritte al DMS e dotate dell’obbligatorio CIS/CIN sono circa 3.200 a fronte di 3.084 iscritte a PayTourist.

“Siamo soddisfatti perché le ispezioni sul territorio stanno dando risultati concreti, come si può dedurre anche dall’aumento delle imprese iscritte al portale comunale PayTourist – ha concluso l’assessore al Turismo Pietro Petruzzelli -. Ringrazio la Polizia locale per l’intensa e proficua attività che porta avanti tutti i giorni per salvaguardare un settore in crescita come il turismo, che ad oggi vede la nostra città registrare circa 1 milione e 300mila pernottamenti da ottobre, il doppio rispetto a Monopoli e quattro volte in confronto a Polignano a Mare, nonché il lavoro di tanti operatori che operano nella legalità. È questa la strada giusta se vogliamo offrire accoglienza di qualità e far emergere il “nero” nelle varie forme in cui può manifestarsi”.