Morte Fabiana Chiarappa, chiesto il processo per don Nicola D’Onghia: è accusato di omicidio colposo

È stato chiesto il rinvio a giudizio per don Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte di Fabiana Chiarappa, 32enne soccorritrice del 118. L’incidente risale al 2 aprile scorso sulla statale 172, nel tratto tra Turi e Putignano.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la giovane sarebbe caduta poco prima dalla sua moto di grossa cilindrata quando l’auto guidata dal sacerdote l’avrebbe travolta, passandole sopra con la ruota anteriore destra. Alla base dell’impatto ci sarebbe una distrazione dovuta all’uso del telefono cellulare, come emergerebbe dai tabulati acquisiti dagli investigatori. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Ileana Ramundo.

Dopo l’incidente, il sacerdote non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Le telecamere di una stazione di servizio nelle vicinanze lo avrebbero ripreso mentre controllava la carrozzeria dell’auto. Successivamente avrebbe contattato alcuni familiari, tornando brevemente verso il luogo dell’incidente, dove nel frattempo stavano arrivando i soccorsi, per poi allontanarsi.

Don D’Onghia era stato arrestato ai domiciliari il 29 aprile. In seguito, la misura cautelare è stata attenuata in obbligo di soggiorno a Noci, poi revocato, mentre resta il ritiro della patente. Nei prossimi giorni il giudice per l’udienza preliminare fisserà la data dell’udienza.

Spaccio di droga a Turi, faida tra i clan Parisi e Strisciuglio per il controllo delle piazze: 30 condanne

La gup di Bari Gabriella Pede ha condannato a pene che vanno da 20 anni di reclusione ad un anno e quattro mesi, 30 imputati coinvolti in un processo (in abbreviato) sul presunto controllo dello spaccio di droga a Turi, in provincia di Bari. Due imputati sono stati assolti da tutte le accuse.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari (per l’indagine è stata applicata anche la pm Silvia Curione della Procura ordinaria) e dai carabinieri, le piazze di spaccio della città sarebbero state al centro di una faida tra i gruppi, rivali, vicini ai clan Strisciuglio e Parisi di Bari. Nell’ambito di questa faida sarebbero anche state bruciate delle auto come gesto di intimidazione.

L’indagine portò all’esecuzione di 37 arresti nel febbraio del 2025. Per gli inquirenti, a comandare dal carcere il gruppo vicino agli Strisciuglio sarebbe stato Davide Monti, pregiudicato conosciuto sin dall’inizio degli anni Duemila come ‘Il bambino con la pistola’.

Monti, assolto da un singolo episodio di cessione di droga «per non aver commesso il fatto», è stato condannato a 17 anni di reclusione, mentre la pena di 20 anni è stata disposta nei confronti di Vito Laera, considerato uno degli organizzatori dell’associazione di Monti. Il gruppo dei Parisi, invece, sarebbe stato comandato da Michele Parisi, fratello del boss di Bari ‘Savinucciò e deceduto qualche mese fa. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni.

Turi, ampliamenti regolari nella sala ricevimenti Villa Menelao: archiviata inchiesta su 3 tecnici comunali

Il gip Gabriella Pede ha archiviato il procedimento penale nei confronti dell’ingegnere Giuseppe Bonaventura, dell’architetto Giambattista Del Rosso e del geologo Pasquale Pirulli, indagati per presunta lottizzazione abusiva e violazioni edilizie legate all’ampliamento della sala ricevimenti “Villa Menelao” di Turi tra il 2014 e il 2019.

L’indagine, nata da un esposto dopo un’ispezione del 2015, ipotizzava che i tecnici non avessero vigilato sull’ampliamento della struttura da 30mila a 93mila metri quadrati. Il pm Baldo Pisani ha però rilevato l’assenza di violazioni, già valutate in un precedente procedimento archiviato, conclusione poi condivisa dal gip.

Agente penitenziario suicida, il caso Paolillo in Parlamento. Il ministro Nordio: “Inchiesta nel carcere di Turi”

Torniamo ad occuparci della mote dell’assistente capo della Polizia penitenziaria Umberto Paolillo che si tolse la vita nel febbraio 2021 lasciando una lettera in cui denunciava un clima di lavoro insostenibile nel carcere di Turi.

Il caso è stato riportato in Parlamento dalla deputata Stefania Ascari, che ha interrogato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La Procura di Bari ha chiesto due volte l’archiviazione, ma il Gip l’ha respinta disponendo ulteriori indagini, tra cui nuove testimonianze e verifiche sull’ambiente lavorativo e sull’uso dell’arma di servizio mentre Paolillo era in aspettativa.

Mamma Rosanna ha parlato sempre di un contesto lavorativo di isolamento, umiliazioni e possibili pressioni psicologiche, confermate da alcune testimonianze e da valutazioni mediche, fino a parlare della necessità di riformare l’articolo 580 del codice penale per riconoscere meglio fenomeni come mobbing e violenza morale che possono portare al suicidio.

Il ministro Nordio ha risposto che l’indagine è ancora in corso e che l’amministrazione penitenziaria sta collaborando con la magistratura, ricordando anche le misure adottate negli ultimi anni per prevenire il disagio psicologico tra il personale.

Morte Fabiana Chiarappa, accolto il ricorso: don Nicola D’Onghia può tornare a Turi. La patente resta sospesa

Il giudice ha revocato l’obbligo di soggiorno nel comune di Noci per don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso nei confronti della 32enne soccorritrice del 118, Fabiana Chiarappa, morta il 2 aprile scorso sulla statale 172, fra Turi e Putignano.

Il prete può così tornare a Turi. Resta valida la sospensione della patente. Secondo la tesi dell’accusa, il parroco avrebbe travolto Fabiana con la sua Fiat Bravo dopo che la ragazza era caduta dalla motocicletta, senza prestare soccorso alla vittima. Don Nicola D’Onghia ha sempre negato e si è sempre difeso dicendo di non essersi fermato perché convito di aver urtato una pietra.

 

Garage sott’acqua, residenti terrorizzati da un po’ di pioggia: “Un incubo non dormiamo più”

Questa volta ci siamo recati a Turi, in via Fratelli Spinelli al civico 35, per documentare quello che accade puntualmente quando piove. I garage si allagano a causa della pendenza della strada, un problema denunciato da tempo ma ignorato dalle Istituzioni. I residenti sono esasperati, nel video allegato la loro protesta e il loro racconto.

Turi, follia al torneo di calcio a 5 per dilettanti: giovane atleta di Conversano colpito alla testa negli spogliatoi

Viene colpito al termine di una partita di calcio a 5 tra dilettanti negli spogliatoi da uno sconosciuto con un oggetto contundente e resta ferito gravemente alla testa. Vittima un giovane atleta di Conversano, l’episodio è avvenuto a Turi.

Il giovane è stato operato trasportato all’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano dove i medici gli hanno suturato una vasta ferita alla testa. L’atleta resta ricoverato e sotto osservazione, sul caso indagano le forze dell’ordine.

Sono stati ascoltati i protagonisti della vicenda dai Carabinieri, mentre la famiglia della vittima ha presentato querela. “Al termine della gara, nel corridoio antistante gli spogliatoi, una persona non autorizzata ha aggredito un atleta della squadra avversaria, afferrandogli la testa e sbattendola al muro per tre-quattro volte. Un dirigente colpiva un giocatore della squadra avversaria. Un giocatore colpiva con un calcio un dirigente della squadra avversaria e sputava un giocatore avversario. Un altro giocatore minacciava un giocatore della squadra avversaria, altro atleta proferiva nei confronti del direttore di gara frasi ingiuriose”, si legge nella nota della Lnd (Lega nazionale dilettanti) che organizza il torneo.

 

Turi, “blocca” il convoglio e tenta di aggredire l’ex compagna davanti alle figlie: capotreno evita il peggio

Un capotreno delle Ferrovie del Sud Est ha salvato una donna, davanti alle due figlie minorenni, dall’ex compagno. L’episodio è accaduto ieri pomeriggio alla stazione di Turi.

L’uomo, in stato di alterazione, ha minacciato il capotreno di posizionarsi davanti al convoglio sui binari e di fermare così la circolazione. L’obiettivo era di far scendere la donna con l’attuale compagno dal treno partito da Putignano e diretto a Bari.

Il capotreno è riuscito a mantenere calma la situazione. Ha bloccato la ripartenza del treno, ha tentato di parlare con l’uomo impendendogli anche di farsi del male e ha convinto la donna a restare a bordo per restare al sicuro.

Prontamente è stato lanciato l’allarme al numero unico di emergenza 112, l’uomo però è riuscito a dileguarsi a piedi prima dell’intervento dei carabinieri e della polizia locale. La donna, in forte stato di agitazione, è stata poi presa in carico dagli agenti della Polfer per essere meglio valutata. Una delle due figlie ha ringraziato il capotreno: “Sei stato un eroe, grazie”, le sue parole.

Morte Fabiana Chiarappa, ricorso in Cassazione: la difesa di don Nicola punta alla revoca dell’obbligo di dimora

Attesa nelle prossime ore la decisione della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla difesa di don Nicola d’Onghia, il parroco di Turi sottoposto all’obbligo di dimora e coinvolto nell’inchiesta sulla morte di Fabiana Chiarappa, la 32enne soccorritrice 118 deceduta dopo essere caduta dalla moto lo scorso 2 aprile sulla provinciale 172 che collega Turi e Putignano.

Il sacerdote è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Secondo la tesi dell’accusa, il parroco avrebbe travolto Fabiana con la sua Fiat Bravo dopo che la ragazza era caduta dalla motocicletta, senza prestare soccorso alla vittima. Don Nicola D’Onghia ha sempre negato.Don Nicola si è sempre difeso dicendo di non essersi fermato perché convito di aver urtato una pietra.

Schiacciato dal rimorchio, Turi piange il 56enne Franco Ventrella: aperta inchiesta per omicidio colposo

Turi piange Francesco Ventrella, titolare di una ditta morto all’età di 56 anni ieri mattina nel cortile dell’oleificio Fratelli Merano di Lucinasco, nell’entroterra di Imperia, dopo essere rimasto schiacciato dal rimorchio che stava tentando di agganciare al camion di sua proprietà.

La procura di Imperia ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, al momento non risultano responsabilità da parte di terzi.