Maxi intossicazione a Turi, un positivo alla salmonella: ipotesi focolaio e contaminazione incrociata. Uno resta grave

Un campione di feci è risultato positivo alla salmonella, ma non è ancora stato individuato un alimento specifico all’origine dei malori accusati da centinaia di partecipanti al meeting aziendale dell’11 settembre a Turi, nel Barese. Un uomo resta ricoverato in gravi condizioni.

L’Asl Bari prosegue l’indagine epidemiologica e, dagli accertamenti effettuati finora, non emerge una pietanza comune a tutti i partecipanti che hanno manifestato sintomi. Tra le ipotesi al vaglio c’è quindi quella di una contaminazione incrociata, che potrebbe aver interessato superfici, utensili o più alimenti durante la preparazione o il servizio.

La positività alla salmonella rappresenta un elemento che orienta gli accertamenti verso una possibile tossinfezione alimentare, ma non consente ancora di stabilire con certezza la fonte del contagio. In precedenza era stata presa in considerazione anche l’ipotesi dell’Escherichia coli.

Gli operatori sanitari stanno ora ricostruendo il percorso degli alimenti serviti durante l’evento e verificando eventuali criticità nella preparazione e conservazione. Resta inoltre da definire il numero complessivo delle persone coinvolte.

Maxi intossicazione dopo congresso a Turi, 4 ricoverati: ipotesi salmonella e escherichia coli. Sospetti su mozzarella

Torniamo a parlare dell’intossicazione alimentare che ha colpito diversi partecipanti a un congresso organizzato l’11 settembre in una struttura ricettiva di Turi, nel Barese. 

Dopo la cena di chiusura, alcuni dei circa 300 congressisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, hanno accusato dolori addominali, febbre, nausea, spossatezza, vomito e diarrea, in alcuni casi durante il viaggio di rientro.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari, insieme ai Carabinieri del Nas, sta cercando di individuare l’origine dei malori. Tra le ipotesi ci sono contaminazioni da salmonella, escherichia coli o listeria e sono sotto esame gli alimenti serviti durante la cena, compresa la mozzarella.

Al momento sono sei i casi oggetto di verifica: quattro persone sono ricoverate e due sono state dimesse. Uno dei pazienti avrebbe sviluppato una forma più grave, con il sospetto di setticemia. Gli accertamenti epidemiologici e le analisi sui cibi proseguiranno nei prossimi giorni per identificare l’eventuale agente patogeno.

Morte Fabiana Chiarappa, a processo don Nicola D’Onghia: è accusato di omicidio colposo. Udienza il 19 ottobre

Don Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi, comparirà il prossimo 19 ottobre davanti al gup del Tribunale di Bari nell’udienza preliminare per la morte di Fabiana Chiarappa, la soccorritrice del 118 di 32 anni deceduta il 2 aprile 2025 sulla statale 172 tra Turi e Putignano. Il sacerdote è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura di Bari, la donna era appena caduta dalla sua moto quando sarebbe stata investita dall’auto del prete, che l’avrebbe travolta con la ruota anteriore destra mentre, secondo l’accusa, era distratto dall’utilizzo del cellulare. Gli investigatori ritengono inoltre che, dopo l’impatto, il sacerdote si sia allontanato senza prestare soccorso, fermandosi poco distante in una stazione di servizio, dove le telecamere lo avrebbero ripreso mentre controllava la carrozzeria della vettura.

Arrestato ai domiciliari il 29 aprile, Don D’Onghia ha successivamente ottenuto la sostituzione della misura con l’obbligo di soggiorno nel comune di Noci, poi revocato. Resta invece in vigore il ritiro della patente.

Turi, irregolarità sulla sicurezza di un lavoratore straniero: denuncia e multa da 13mila euro per il titolare

Nell’ambito della campagna straordinaria di controlli “anticaporalato”, i Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, coadiuvati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bari, hanno eseguito una mirata attività ispettiva presso un’azienda agricola con sede a Turi, operante nel comparto agricolo.

Tra i 10 lavoratori controllati, uno di loro, di origine straniera, è risultato irregolare con le norme sulla sicurezza in quanto non dotato di dispositivi di protezione individuale né formato in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Gli accertamenti sono sfociati in una denuncia in stato di libertà del titolare dell’azienda per la violazione della normativa sugli obblighi del dirigente e datore di lavoro e omessa formazione del lavoratore (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa). All’esito dei controlli, all’azienda sono state contestate sanzioni per complessivi 13.404 euro.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della citata attività seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Morte Fabiana Chiarappa, chiesto il processo per don Nicola D’Onghia: è accusato di omicidio colposo

È stato chiesto il rinvio a giudizio per don Nicola D’Onghia, ex parroco di Turi, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte di Fabiana Chiarappa, 32enne soccorritrice del 118. L’incidente risale al 2 aprile scorso sulla statale 172, nel tratto tra Turi e Putignano.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la giovane sarebbe caduta poco prima dalla sua moto di grossa cilindrata quando l’auto guidata dal sacerdote l’avrebbe travolta, passandole sopra con la ruota anteriore destra. Alla base dell’impatto ci sarebbe una distrazione dovuta all’uso del telefono cellulare, come emergerebbe dai tabulati acquisiti dagli investigatori. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Ileana Ramundo.

Dopo l’incidente, il sacerdote non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Le telecamere di una stazione di servizio nelle vicinanze lo avrebbero ripreso mentre controllava la carrozzeria dell’auto. Successivamente avrebbe contattato alcuni familiari, tornando brevemente verso il luogo dell’incidente, dove nel frattempo stavano arrivando i soccorsi, per poi allontanarsi.

Don D’Onghia era stato arrestato ai domiciliari il 29 aprile. In seguito, la misura cautelare è stata attenuata in obbligo di soggiorno a Noci, poi revocato, mentre resta il ritiro della patente. Nei prossimi giorni il giudice per l’udienza preliminare fisserà la data dell’udienza.

Spaccio di droga a Turi, faida tra i clan Parisi e Strisciuglio per il controllo delle piazze: 30 condanne

La gup di Bari Gabriella Pede ha condannato a pene che vanno da 20 anni di reclusione ad un anno e quattro mesi, 30 imputati coinvolti in un processo (in abbreviato) sul presunto controllo dello spaccio di droga a Turi, in provincia di Bari. Due imputati sono stati assolti da tutte le accuse.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari (per l’indagine è stata applicata anche la pm Silvia Curione della Procura ordinaria) e dai carabinieri, le piazze di spaccio della città sarebbero state al centro di una faida tra i gruppi, rivali, vicini ai clan Strisciuglio e Parisi di Bari. Nell’ambito di questa faida sarebbero anche state bruciate delle auto come gesto di intimidazione.

L’indagine portò all’esecuzione di 37 arresti nel febbraio del 2025. Per gli inquirenti, a comandare dal carcere il gruppo vicino agli Strisciuglio sarebbe stato Davide Monti, pregiudicato conosciuto sin dall’inizio degli anni Duemila come ‘Il bambino con la pistola’.

Monti, assolto da un singolo episodio di cessione di droga «per non aver commesso il fatto», è stato condannato a 17 anni di reclusione, mentre la pena di 20 anni è stata disposta nei confronti di Vito Laera, considerato uno degli organizzatori dell’associazione di Monti. Il gruppo dei Parisi, invece, sarebbe stato comandato da Michele Parisi, fratello del boss di Bari ‘Savinucciò e deceduto qualche mese fa. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni.

Turi, ampliamenti regolari nella sala ricevimenti Villa Menelao: archiviata inchiesta su 3 tecnici comunali

Il gip Gabriella Pede ha archiviato il procedimento penale nei confronti dell’ingegnere Giuseppe Bonaventura, dell’architetto Giambattista Del Rosso e del geologo Pasquale Pirulli, indagati per presunta lottizzazione abusiva e violazioni edilizie legate all’ampliamento della sala ricevimenti “Villa Menelao” di Turi tra il 2014 e il 2019.

L’indagine, nata da un esposto dopo un’ispezione del 2015, ipotizzava che i tecnici non avessero vigilato sull’ampliamento della struttura da 30mila a 93mila metri quadrati. Il pm Baldo Pisani ha però rilevato l’assenza di violazioni, già valutate in un precedente procedimento archiviato, conclusione poi condivisa dal gip.

Agente penitenziario suicida, il caso Paolillo in Parlamento. Il ministro Nordio: “Inchiesta nel carcere di Turi”

Torniamo ad occuparci della mote dell’assistente capo della Polizia penitenziaria Umberto Paolillo che si tolse la vita nel febbraio 2021 lasciando una lettera in cui denunciava un clima di lavoro insostenibile nel carcere di Turi.

Il caso è stato riportato in Parlamento dalla deputata Stefania Ascari, che ha interrogato il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La Procura di Bari ha chiesto due volte l’archiviazione, ma il Gip l’ha respinta disponendo ulteriori indagini, tra cui nuove testimonianze e verifiche sull’ambiente lavorativo e sull’uso dell’arma di servizio mentre Paolillo era in aspettativa.

Mamma Rosanna ha parlato sempre di un contesto lavorativo di isolamento, umiliazioni e possibili pressioni psicologiche, confermate da alcune testimonianze e da valutazioni mediche, fino a parlare della necessità di riformare l’articolo 580 del codice penale per riconoscere meglio fenomeni come mobbing e violenza morale che possono portare al suicidio.

Il ministro Nordio ha risposto che l’indagine è ancora in corso e che l’amministrazione penitenziaria sta collaborando con la magistratura, ricordando anche le misure adottate negli ultimi anni per prevenire il disagio psicologico tra il personale.

Morte Fabiana Chiarappa, accolto il ricorso: don Nicola D’Onghia può tornare a Turi. La patente resta sospesa

Il giudice ha revocato l’obbligo di soggiorno nel comune di Noci per don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso nei confronti della 32enne soccorritrice del 118, Fabiana Chiarappa, morta il 2 aprile scorso sulla statale 172, fra Turi e Putignano.

Il prete può così tornare a Turi. Resta valida la sospensione della patente. Secondo la tesi dell’accusa, il parroco avrebbe travolto Fabiana con la sua Fiat Bravo dopo che la ragazza era caduta dalla motocicletta, senza prestare soccorso alla vittima. Don Nicola D’Onghia ha sempre negato e si è sempre difeso dicendo di non essersi fermato perché convito di aver urtato una pietra.

 

Garage sott’acqua, residenti terrorizzati da un po’ di pioggia: “Un incubo non dormiamo più”

Questa volta ci siamo recati a Turi, in via Fratelli Spinelli al civico 35, per documentare quello che accade puntualmente quando piove. I garage si allagano a causa della pendenza della strada, un problema denunciato da tempo ma ignorato dalle Istituzioni. I residenti sono esasperati, nel video allegato la loro protesta e il loro racconto.