Don Nicola D’Onghia ai domiciliari, chiesta la scarcerazione: “Fabiana era già morta quando è stata travolta”

Don Nicola D’Onghia, il parroco 54enne arrestato per omicidio stradale e omissione di soccorso in relazione alla morte di Fabiana Chiarappa dello scorso 2 aprile, ha avanzato una richiesta tramite i suoi legali al Tribunale del Riesame per lasciare gli arresti domiciliari.

La tesi della difesa è che la giovane vittima, soccorritrice del 118, fosse già morto quando è stata colpita dall’auto guida dal sacerdote sulla provinciale 172 nel tratto tra Turi e Putignano. In sintesi la stessa posizione mantenuta sin dal primo interrogatorio avvenuto il giorno successivo alla morte di Fabiana.

ll gip di Bari Nicola Bonante nei giorni scorsi aveva respinto la richiesta di revoca della misura presentata, al termine dell’interrogatorio, dai legali del parroco, Federico Straziota e Vita Mansueto.

Il sacerdote ha sempre dichiarato di non essersi accorto di avere travolto una persona perché la strada era buia e di avere pensato di avere urtato un sasso.

Tragedia tra Turi e Conversano, il trattore si ribalta e resta schiacciato: muore 60enne

Un uomo di 63 anni di nazionalità italiana, di cui non sono state rese note le generalità, è morto schiacciato dal trattore che guidava mentre era a lavoro nelle campagne di Conversano, in provincia di Bari.

Secondo quanto si apprende, il mezzo agricolo per cause da accertare si sarebbe ribaltato schiacciando l’uomo. Sul posto è intervenuto il personale del 118 ma per la vittima i tentativi di soccorso sono stati inutili.

È servito l’intervento dei vigili del fuoco per recuperare il corpo del 63enne. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Morte Fabiana Chiarappa, respinta la richiesta della difesa: don Nicola D’Onghia resta ai domiciliari

Resta ai domiciliari don Nicola D’Onghia, il parroco 54enne arrestato martedì scorso per omicidio stradale e omissione di soccorso in relazione alla morte di Fabiana Chiarappa dello scorso 2 aprile.

Il gip di Bari Nicola Bonante ha infatti respinto la richiesta di revoca della misura presentata mercoledì, al termine dell’interrogatorio, dai legali del parroco, Federico Straziota e Vita Mansueto.

La Procura aveva dato parere negativo, gli avvocati di D’Onghia hanno annunciato che presenteranno la stessa richiesta al Riesame.

Secondo le indagini, la sera del 2 aprile D’Onghia avrebbe travolto Fabiana Chiarappa – caduta pochi secondi prima dalla sua moto Suzuki – sulla provinciale 172 tra Turi e Putignano, causandone la morte, e non si sarebbe poi fermato a prestare soccorso.

Il sacerdote ha sempre dichiarato di non essersi accorto di avere travolto una persona perché la strada era buia e di avere pensato di avere urtato un sasso.

Morte Fabiana, interrogato don Nicola D’Onghia: “Non mi sono accorto di nulla”. Chiesta la revoca dell’arresto

Ha risposto a tutte le domande don Nicola D’Onghia, il parroco di Noci (Bari) arrestato ieri per omicidio stradale e omissione di soccorso nel caso della morte della 32enne Fabiana Chiarappa.

“Ha ricostruito la vicenda per come è andata secondo la sua prospettiva. Riteniamo che l’accertamento nel merito della vicenda richieda delle verifiche tecniche e delle attività investigative ulteriori. Quello che riteniamo assolutamente privo di fondamento è il provvedimento restrittivo”, ha detto l’avvocato del prete, Federico Straziota, al termine dell’interrogatorio, spiegando anche che è stata chiesta al gip la revoca dei domiciliari. La Procura, sul punto, ha espresso parere negativo.

D’Onghia, ha detto sempre l’avvocato, ha confermato la ricostruzione fornita dall’inizio: “Lui non si è reso conto che c’era un corpo sul ciglio della strada”, in una “strada buia, di notte, all’uscita di una curva”.

Quanto al sangue trovato sull’auto del prete, “sono accertamenti che richiederanno ulteriori approfondimenti, ma anche il fatto di averla colpita non implica di per sé della responsabilità nell’omicidio”.

Turi, minacce e offese all’ex convivente: 41enne di Conversano arrestato dai Carabinieri

Un 41enne di Conversano è stato arrestato venerdì scorso a Turi per aver perseguitato l’ex convivente. L’uomo, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza, si è presentato a casa della donna per cercare di salvare in extremis la relazione interrotta, senza successo tra minacce e offese.

Sul posto intervengono i Carabinieri che cercano di calmare l’uomo. Il 41enne si allontana ma poco dopo fa ritorno continuando a inveire contro la donna e la sua famiglia, tutto condito da continue minacce.

Sul posto interviene una seconda pattuglia, a supporto della prima mai andata via, e così l’uomo è stato arrestato.

Tragedia sulla Casamassima-Turi, auto finisce fuori strada e si ribalta: muore 23enne

Tragedia nella notte sulla statale 172, tra Casamassima e Turi, dove un giovane di 23 anni è morto. La vittima avrebbe perso il controllo della propria auto, finita fuori stradala dopo essersi ribaltata.

Inutili i soccorsi prestati dal 118. Il suo corpo è stato trovato privo di vita fuori dall’abitacolo dell’Audi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine che indagano sull’accaduto.

Morte Fabiana Chiarappa, prende forma l’ipotesi dello schiacciamento: previsti altri esami sull’auto di don Nicola

Fabiana Chiarappa sarebbe stata schiacciata da un’auto dopo aver sbattuto contro il muretto a secco a bordo della sua Suzuki SV 650 sulla statale 172 che collega Turi a Putignano. Al momento don Nicola d’Onghia, parroco di Turi, resta l’unico indagato con ipotesi di omicidio stradale e omissione di soccorso.

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Morte Fabiana Chiarappa, indagato don Nicola D’Onghia: esami sulla sua auto. Si cercano tracce biologiche

La consulenza svolta sulla Fiat Bravo di Don Nicola D’Onghia, il parroco 54enne indagato a Bari per omicidio stradale e omissione di soccorso nel caso della morte di Fabiana Chiarappa, dovrà accertare la presenza di tracce biologiche, soprattutto di sangue.

Gli accertamenti sono stati svolti alla presenza dei consulenti di parte e condotti dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche. I campioni prelevati sono stati inviati in laboratorio e dall’analisi si stabilirà se sull’auto sono presenti o meno tracce riconducibili alla vittima.

Sono in programma poi ulteriori accertamenti sulla macchina e sulla moto per avere più chiara la dinamica dell’incidente. I mezzi sono entrambi sotto sequestro.

La vittima, soccorritrice del 118 e rugbista, era a bordo della sua moto Suzuki quando, per circostanze ancora da chiarire, è finita contro un muretto a secco sulla strada che collega i comuni baresi di Turi e Putignano.

 

Tragedie stradali, la Puglia piange 5 giovani vittime: oggi l’ultimo saluto a Fabiana, Paolo, Anita, Giorgia e Giovanni

Una giornata triste per la Puglia intera. Si sono tenuti questo pomeriggio, nella chiesa Madre di Turi, i funerali di Fabiana Chiarappa, la 32enne soccorritrice del 118 e rugbista, morta in un incidente stradale la sera del 2 aprile scorso sulla strada che collega Turi e Putignano. Presenti in chiesa, oltre i familiari, anche i rugbisti compagni di squadra e i colleghi soccorritori del 118, arrivati anche dai paesi del circondario.

Sempre nel pomeriggio, nella chiesa di San Giovanni Bosco a Manduria, è stato invece dato l’ultimo saluto a Paolo Marangi e Anita Di Coste, la giovanissima coppia di fidanzati, rispettivamente di 19 e 16 anni, deceduta nel tragico incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale 110 tra Lizzano e Faggiano, nella notte tra sabato e domenica.

Poco dopo, nella chiesa della Santissima Trinità a Torricella, si sono tenute le esequie dell’altra coppia di fidanzati deceduti, Giorgia Narducci di 16 anni e Giovanni Massaro di 22. Sava, Manduria e Torricella hanno proclamato il lutto cittadino.