Bari nel caos, c’è anche il rebus San Nicola: il Tar si riserva sulla sospensiva della gara per la gestione

Il Tar Puglia si è riservato di decidere sulla richiesta di sospendere la gara del Comune di Bari per l’affidamento quinquennale della gestione dello stadio San Nicola. Al bando, scaduto lo scorso 18 maggio, ha partecipato unicamente la Ssc Bari, società della famiglia De Laurentiis.

A presentare ricorso è stata la società La Lucente, che contesta di non aver potuto competere ad armi pari, sostenendo che la Ssc Bari avrebbe beneficiato di un vantaggio competitivo grazie a una programmazione di eventi e concerti già definita per l’estate 2026, non indicata nella documentazione di gara.

Nel corso dell’udienza, La Lucente ha ribadito la richiesta di sospendere la procedura, mentre il Comune di Bari e la Ssc Bari hanno chiesto il rigetto del ricorso, eccependo anche la presunta tardività dell’impugnazione, che secondo le controparti avrebbe dovuto essere presentata prima della scadenza del bando. La decisione del Tar è ora attesa nei prossimi giorni.

Prefettura nega accesso nel Cara di Bari-Palese, Tar dà ragione a report olandese: “I giornalisti possono entrare”

Il Tar di Bari ha stabilito che limitare l’accesso dei giornalisti ai centri di accoglienza per migranti senza adeguate motivazioni rappresenta una lesione della libertà di stampa. La decisione arriva dopo il ricorso presentato da un reporter della testata olandese De Correspondent, al quale la Prefettura aveva negato l’ingresso nel Cara di Bari-Palese per realizzare un reportage sul sistema di accoglienza in Italia.

I giudici hanno ritenuto illegittimo il diniego, evidenziando che la risposta della Prefettura era priva di motivazioni esplicite e non indicava tempi o modalità per un eventuale accesso.

Nella sentenza il Tar ha ribadito il ruolo fondamentale della stampa come garante della trasparenza e del controllo democratico, ricordando che il diritto di cronaca prevale sulla riservatezza quando viene esercitato nel rispetto della correttezza professionale e dell’interesse pubblico.

Il tribunale ha inoltre richiamato la normativa nazionale ed europea, secondo cui giornalisti e operatori dell’informazione possono accedere ai centri di accoglienza purché siano identificati e presentino richiesta con congruo anticipo.

Secondo la legale del reporter, la pronuncia costituisce un importante precedente giurisprudenziale a tutela della libertà di stampa e del controllo pubblico sulle strutture destinate all’accoglienza dei migranti.

Stop al bitumificio tra Turi e Sammichele, il Tar fa felici i Sindaci: “Va valutato il suo impatto ambientale”

No al bitumificio tra Turi e Sammichele senza una preventiva valutazione dell’impatto ambientale. A stabilirlo è stato il Tar di Bari il 22 ottobre con una sentenza che ha respinto il ricorso della Frallonardo s.r.l. e che ha confermato la decisione del Comune di Turi.

L’Amministrazione aveva annullato in autotutela il permesso a costruire un impianto di conglomerati bituminosi al confine con Sammichele perché doveva prima essere sottoposto alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale. Secondo il Tribunale il Comune ha agito correttamente.

“Lo stop al bitumificio è stato uno dei punti fermi della nostra campagna elettorale. Siamo sempre stati al fianco del sindaco e dei cittadini di Sammichele, condividendo i timori per la ricaduta ambientale e paesaggistica. Questo significa voltare pagina”, il commento del sindaco di Turi, Giuseppe De Tomaso.

“No al bitume”, le parole scritte su un cartello retto da un bimbo. Questa è l’immagine usata dal sindaco di Sammichele, Lorenzo Netti. “Angelo ringrazia tutti coloro che hanno combattuto per difendere la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente del nostro bellissimo territorio”, le sue parole.

Bullizzato dai compagni di classe, 14enne bocciato agli esami di riparazione: il Tar sospende la bocciatura

Sarebbe stato bullizzato e deriso in classe dai compagni. A settembre, poi, bocciato agli esami di riparazione. Sono stati i genitori di un 14enne a denunciare alla Procura le presunte vessazioni nei confronti del figlio, che sarebbero avvenute in una scuola del Brindisino; nel frattempo il Tar di Lecce ha sospeso gli atti dello scrutinio finale e degli esami di riparazione.

Al centro di questa vicenda, che si muove tra l’ambito penale e amministrativo, uno studente che lo scorso anno ha frequentato il primo anno di un istituto superiore. Secondo quanto riferito in sede di denuncia dai suoi genitori, l’adolescente sarebbe stato più volte insultato da alcuni suoi compagni di classe. Una violenza non solo verbale e psicologica ma anche fisica durata per diversi mesi, hanno riferito padre e madre dell’adolescente.

Spinto e malmenato il 14enne avrebbe riportato ferite al collo e ad un braccio. Alcuni episodi di bullismo sarebbero stati ripresi anche con un cellulare, viene riferito nella denuncia. Circostanze che hanno fatto parte anche del ricorso amministrativo contro il provvedimento scolastico, e che sono state richiamate anche del decreto della seconda sezione del Tar di Lecce.

Nel decreto si legge che il percorso scolastico del ragazzo “parrebbe segnato dalle vessazioni subite a scuola dai compagni (le quali, ove accertate, avrebbero imposto percorsi didattici personalizzati)”. Accolta l’istanza cautelare il Tar ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio il prossimo 20 ottobre.

Bari, il Cellar Club resta chiuso. Il Tar conferma e revoca la licenza: “Mancano i requisiti di sicurezza”

Nulla da fare per il Cellar Club. Lo storico locale di via Marchese di Montrone riaperto nel 2023 dopo la chiusura del 2020, resta chiuso.

A stabilirlo è il Tar dopo il provvedimento firmato dal dirigente della ripartizione Sviluppo economico, Michele Cassano, in seguito ad un sopralluogo effettuato da parte della commissione comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

Il motivo della chiusura resta lo stesso: le condizioni di sicurezza, per ospitare 150 persone (la capienza massima prevista), non sono garantite.

Il provvedimento è stato subito impugnato dalla società che gestisce il locale ma il Tar, con due decreti e con un’ordinanza, ha respinto le richieste di sospensiva. Il caso ora passa al Consiglio di Stato.

Altamura, studente 14enne parla con lingua dei segni. Il Tar dà ragione ai genitori: aumentata l’assistenza a scuola

Il Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un ragazzo di 14 anni di Altamura, affetto dalla sindrome di Charge, una malattia rara che lo ha reso ipovedente dalla nascita, riconoscendogli un’insegnante Lis per tutta la durata delle lezioni e non solo per una parte.

Il giovane studente, che frequenta il primo anno di un istituto tecnico, sente pochissimo e parla attraverso la lingua dei segni. I suoi genitori si sono rivolti ad un avvocato per ricevere dalla scuola un assistente alla comunicazione per 32 ore e non solo per 18 ore come avveniva inizialmente

“Ci avevano detto che non c’erano abbastanza fondi, ma non ci siamo arresi. Nostro figlio ha diritto allo studio come ogni altro ragazzo della sue età. Per questo non abbiamo mollato e alla fine il Tar ci ha dato ragione”, le parole dei genitori riportate da La Repubblica.

“Una grande vittoria per il diritto all’istruzione”, il commento dell’associazione malattie rare dell’Alta Murgia (Amaram). “Da quando ha iniziato a frequentare la scuola superiore, è stato accolto in modo positivo; sono nella stessa classe cinque amici con cui condiviso il percorso scolastico dalle medie e che avevano imparato la lingua dei segni per comunicare con lui”, ha aggiunto la mamma.

Bari, dopo la tregua natalizia richiude il Bar Piccolo. Ricorso respinto dal Tar: sospensione di 15 giorni

Saracinesche nuovamente abbassate per il bar Piccolo situato in via Cognetti nel cuore della movida barese e del quartiere Umbertino. Il Tar ha rigettato il ricorso e ha confermato la sospensione della licenza per 15 giorni.

Lo stesso Tar aveva bloccato la sospensione dell’attività nel periodo natalizio, disposta dalla Questura l’11 dicembre scorso, permettendo ai gestori di poter lavorare durante il periodo natalizio, rinviando la decisione a gennaio. “L’operatività del pubblico esercizio costituisce pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica – si legge nel provvedimento -. La sospensione della licenza non ha natura afflittiva e sanzionatoria, bensì cautelare e preventiva, in quanto essenzialmente finalizzata a evitare la consumazione di reati e turbative dell’ordine pubblico, senza implicazione soggettiva nei confronti del titolare dell’esercizio”.

Negli ultimi mesi, in diversi episodi, sono state sequestrate dosi di sostanze stupefacenti a carico degli avventori del locale. All’origine del provvedimento della Questura anche il costante perpetrarsi di azioni delittuose, tra cui risse, e l’abituale presenza di individui gravati da segnalazioni di polizia e precedenti penali, nonché assuntori di sostanze stupefacenti.

Trasporto dei pazienti disabili, il Tar accoglie i ricorsi dei centri diurni: condannate Asl Bari e Regione Puglia

Il Tar di Bari ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui l’Asl Bari, negli anni passati, aveva rinviato la presa in carico del servizio di trasporto dei disabili di quattro centri diurni del Barese, condannando la stessa azienda sanitaria e la Regione Puglia, in solido, a risarcire i costi sopportati dai centri dall’1 gennaio 2021.

L’Asl, secondo una legge regionale del 2010, ha infatti il compito di garantire il servizio di trasporto dei pazienti disabili presso i centri diurni socio-operativi ma, «nonostante le molteplici diffide per l’attivazione del servizio ricevute dalla cooperativa Ruah e dalla Starbene srl, titolari di quattro centri diurni» tra Bari e Rutigliano – si legge in un comunicato rilasciato dallo studio legale Gaballo di Nardò -, il servizio non era stato avviato. Solo nel 2020, in via eccezionale, l’Asl aveva consentito proprio ai centri diurni di provvedere al trasporto dei pazienti, corrispondendo agli stessi una tariffa di 6,51 euro per utente che, come notano gli avvocati «non copriva i costi realmente sopportati».

Una situazione che ha costretto i centri, assistiti dall’avvocato Paolo Gaballo, a rivolgersi al Tar. I giudici amministrativi hanno rilevato la «grave negligenza imputabile sia alla Asl di Bari sia alla Regione Puglia» e la situazione di «coercizione» in cui si sono ritrovati i centri, costretti a garantire un servizio «essenziale per i propri utenti disabili» in «condizioni antieconomiche». Ancora oggi, scrivono i giudici, «l’Asl Bari non solo non ha preso in carico il servizio, ma non ha neppure svolto alcuna delle attività per finanziarlo, gestirlo in proprio o affidarlo a terzi». Il Tar ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per individuare eventuali responsabilità.