“Anziani abbandonati”, la Regione chiude Casa Caterina. Blitz nella rsa: “Mancano solo le autorità”

Quando abbiamo letto il provvedimento della Regione Puglia, quello con cui si dispone la chiusura della residenza sanitaria assistenziale Casa Caterina di Adelfia, ci siamo subito fiondati nella struttura.

A leggere la misura ci aspettavamo di trovare una situazione di assoluto disagio, con l’assenza delle condizioni minime di assistenza agli anziani. Li abbiamo immaginati immersi nelle loro urine, profondamente deperiti, disidratati, insomma a un passo dalla morte. La nostra fervida immaginazione ci ha portato a credere che in presenza di una siffatta situazione la struttura fosse presidiata dalle autorità competenti: amministrazione comunale, asl, ispettorati vari, assistenti sociali e magari medici inviati d’urgenza dalla stessa Regione per fronteggiare l’emergenza prospettata.

In realtà, perché solitamente la realtà supera la fantasia, in struttura c’era il solito personale – altre unità saranno assunte a cominciare da lunedì -, ma abbiamo trovato anziani in buone condizioni e alcuni di loro in compagnia dei loro parenti. Abbiamo ascoltato tutti – ci scusiamo se ci siamo dimenticati di informarli che la telecamera fosse rimasta accesa – e la situazione prospettata nell’atto è sembrata tutt’altra.

Nella struttura, la cui gestione è precipitata da dicembre scorso, seppure anche prima ha vissuto di molti bassi e pochi alti, con debiti e una gestione discutibile degli ospiti, c’era il nuovo “amministratore” della società Nicolas.

“Impugneremo immediatamente il provvedimento – ha spiegato -. Ho la sensazione che il vero interesse in questa vicenda, almeno in questo momento, non sia la reale tutela degli anziani, ai quali non manca niente. Stiamo provvedendo a sistemare tutto ciò che è rimasto indietro e lo faremo anche con i debiti se i creditori volessero trovare un accordo con noi. Nessuno resterà indietro”.

Gianni Melaccio continua a ripetere la filastrocca, invitando anche il proprietario della struttura a sedersi attorno a un tavolo per capire come far rientrare il debito, se non altro per giudicare la serietà della proposta. “A prescindere non si possono prendere decisioni di questo tipo – continua Melaccio -, mi auguro che davvero ognuno faccia la sua parte per il bene degli anziani”. Nel video potrete vedere senza filtri l’attuale situazione nella Rsa Casa Caterina. Ci siamo presentati senza avvisare, del resto i cancello è ancora aperto in seguito ai molteplici sabotaggi.

Adelfia, anziani “abbandonati”: chiude la rsa Casa Caterina. La Regione Puglia dispone le dimissioni degli ospiti

La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.

Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.

Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.

Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.

La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.

Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.

Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.

Ospiti e dipendenti della RSA nel caos, vertice su Casa Caterina. Impegni a voce: situazione tesa

La Nicolas non muore mai. La società che gestisce Casa Caterina, la Rsa di Adelfia si presenta all’incontro con amministrazione comunale e Asl rappresentata da un nuovo amministratore. Si tratta del dottore in legge Giammaria Melaccio e secondo qualcuno è solo l’ennesimo prestanome.

Al netto della guerra di carte e debiti, secondo qualcuno quelli complessivi sarebbero di due milioni e mezzo, l’incontro è servito per avere rassicurazioni sull’ordinaria gestione della struttura e quindi degli ospiti, una cinquantina. Il Comune si era offerto di garantire colazione, pranzo e cena fino a oggi, ma non ce n’è stato bisogno, essendo intervenuto il nuovo amministratore.Seppure si è registrata la mancata colazione di sabato scorso, forse causata da un malinteso con il Comune.

La struttura è sotto organico e fino a qualche giorno fa mancavano i presidi necessari. Melaccio si è impegnato a stretto giro a rimettere tutto in ordine, nonostante la mancata volontà del proprietario a trattare con la società che finora ha accumulato con lui centinaia di migliaia di euro di fitti non pagati. Venerdì scorso la Regione ha fatto nuovamente sapere che la Rsa non è in possesso dei requisiti e quindi gli anziani devono essere spostati, in estrema ratio anche invitando i familiari degli ospiti a riportarli nelle proprie abitazioni.

Intanto la Asl ha annunciato controlli rapiti per verificare le promesse fatte al tavolo del nuovo amministratore della Nicolas, per ora solo a voce considerando che la visura camerale riporta ancora il nome di quello precedente. Bisognerà capire come si potrebbe proseguire in considerazione del fatto che la società non ha neppure il titolo, ovvero il contratto, per occupare la struttura. La situazione è tutt’altro che risolta, soprattutto perché Casa Caterina potrebbe rientrare nelle indagini che in questi giorni hanno coinvolto Michele Schettino, accusato di aver messo in piedi una truffa che ha riguardato in passato anche altre Rsa.

La Procura di Lecce ha chiesto il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta su 9 indagati per la bancarotta fraudolenta della società Grsl, fallita nel 2021 e attiva nella gestione di residenze per anziani. Un’inchiesta che vede coinvolti anche Giovanni Vurro, 49enne di Adelfia, mentre per Luigi Lucca e Francesco De Marco è stato richiesto il divieto di svolgere attività d’impresa o incarichi direttivi. Gli indagati, tra cui anche il docente universitario Pierluca Di Cagno, 50enne di Bari, sono accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

Di sicuro non capita spesso di potervi mostrare per intero e senza filtri l’esito di incontri così delicati. Non dimentichiamo che in ballo ci sono soprattutto le sorti degli ospiti. Intanto, mentre si aspetta la relazione del CTU nominato per verificare lo stato di salute degli anziani per il loro spostamento, come voluto dal proprietario delle mura, Lucio Pepe, la Asl ha annunciato un’ulteriore verifica sulle condizioni di salute di nonni e nonne presenti a Casa Caterina.

La situazione è particolarmente tesa e complessa, tanto da aver attirato l’attenzione dei media nazionali e potrebbe avere sviluppi importanti nei prossimi giorni. Ieri abbiamo intervistato l’ex direttore, con un contratto di consulenza, Antonio Novielli. Una lunga intervista in cui il 70enne, da 35 anni nel settore, racconta la sua verità, svelando molti aneddoti e circostanze anche sui rapporti, tra gli altri con il proprietario della struttura, Lucio Pepe e soprattutto Michele Schettino.

Telecamere nascoste nelle lampade, coppia di ospiti spiata in casa: indagato 46enne a Taranto

Un 46enne di Taranto è indagato per interferenze illecite nella vita privata dopo che una coppia ospite nella sua abitazione avrebbe trovato telecamere nascoste.

Su disposizione del PM Francesca Colaci, l’immobile è stato perquisito e sarebbero state scoperte tre microcamere occultate in alcune lampade, tra salone, camera da letto e zona piscina, poi sequestrate insieme alle schede di memoria.

L’uomo, assistito dall’avvocato Gianluca Sebastio, si è mostrato collaborativo consegnando i propri dispositivi elettronici, ma ha negato di essere il responsabile dell’installazione delle telecamere.

L’appartamento, precisano, non sarebbe un Bed&Breakfast ma una pertinenza della sua abitazione usata per ospitare amici. Le indagini sono in corso per chiarire la vicenda.

Bari, maxi rissa sul treno tra gli ospiti del Cara di Palese: un ferito. Sgomento tra pendolari e turisti

Una rissa è scoppiata su un treno di Ferrotramviaria nella serata di ieri partito da Bari e diretto a Ruvo di Puglia con sosta in aeroporto. La violenta lite avrebbe coinvolto tra le cinque e le sette persone, una delle quali è rimasta ferita.

Si tratta, secondo quanto si apprende, di alcuni degli ospiti del Cara, il centro per richiedenti asilo, di Bari Palese. Il gruppo, tra i vagoni terzo e quarto, ha iniziato a litigare nonostante la presenza di molti turisti diretti in aeroporto. Ad avere la peggio, è stato un uomo di nazionalità straniera che ha riportato lesioni al viso.

Il treno ha dovuto fermare la sua corsa alla fermata Europa dove il personale ha riportato, non senza difficoltà, la calma. Il gruppetto è stato fatto scendere all’aeroporto dove è stato identificato dagli agenti della Polfer. Il ferito è stato medicato dal personale del punto di emergenza sanitaria aeroportuale.

Solo così, il treno ha potuto riprendere il suo viaggio quando mancava qualche minuto alla mezzanotte. La società di trasporti ha consegnato le immagini registrate sia dai sistemi di sicurezza a bordo del convoglio sia i filmati delle bodycam indossate dal personale.

In una nota “Ferrotramviaria esprime forte preoccupazione per l’aumento di episodi di vandalismo e violenza a bordo dei treni” e chiede “un rafforzamento delle misure di prevenzione, come anche auspicato e richiesto in altre sedi dall’assessore regionale ai Trasporti (Debora Ciliento, ndr)”. “La sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori è una priorità e responsabilità condivisa, e richiede un intervento strutturato anche da parte delle istituzioni competenti”, prosegue la nota.

“Ferrotramviaria continuerà a operare con impegno e serietà, ma non può essere lasciata sola di fronte a fenomeni che mettono a rischio la sicurezza e il regolare svolgimento del servizio di trasporto pubblico”, conclude.

Lungomare di libri, Bari si trasforma in una libreria a cielo aperto dal 27 al 29 giugno: 70 appuntamenti – GLI OSPITI

Rula Jebreal a Mario Desiati, Luca Sofri, Luciano Canfora, Michela Ponzani e Andrea Piva. Sono solo alcuni degli ospiti che, dal 27 al 29 giugno, animeranno a Bari la quinta edizione di Lungomare di libri, l’iniziativa culturale organizzata dal Salone internazionale del libro di Torino.

Il tema di quest’anno è ‘Liberazioni’, un omaggio all’ottantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, ma anche alla liberazione dalle ingiustizie, dai soprusi e dai conflitti dei nostri giorni.

Bari si trasformerà in una libreria a cielo aperto affacciata sul mare grazie alla presenza di 25 librerie e agli editori del territorio presenti lungo la muraglia della città vecchia e in luoghi simbolo della città.

La presentazione è avvenuta questa mattina alla presenza fra gli altri, del sindaco Vito Leccese, dell’assessora comunale alle Culture Paola Romano e al segretario generale del Salone dei libro di Torino, Marco Pautasso. Sono più di 70 gli appuntamenti in programma, fra incontri, mostre, momenti di approfondimento, reading e attività per i più piccoli. Novità di quest’anno è la presenza di un editore ospite, si tratta di Voland, che porterà la sua storia e il suo catalogo.

Per la prima volta ci sarà anche un incontro mattutino, il 28 giugno, ovvero la rassegna stampa del Post con il direttore editoriale Luca Sofri e il giornalista Luca Misculin. Nuova è anche la collaborazione con il centro di eccellenza Jean Monnet digitimpact dell’università Aldo Moro. L’anteprima, il 26 giugno (ore 18) è affidata alla mostra ‘Altri sguardi. Immagini della follia tra memoria e progetto’ del fotoreporter Uliano Lucas che, nel museo Civico, fino al 31 agosto proporrà un viaggio fra ospedali psichiatrici e centri di salute mentale in tutta Italia.

Gravina, blitz nella RSA senza requisiti. Imbarazzo sulla Murgia: gli ospiti vanno trasferiti

Torniamo ad occuparci della Rssa “La Fenice” di Gravina in Puglia, gestita dalla società “La Speranza Srl”. La situazione, a distanza di anni dai nostri primi servizi, resta ancora complessa. Un ulteriore blitz recente del personale Asl e dei carabinieri del Nas ha confermato la mancanza dei requisiti strutturali. Già ad agosto del 2022 venivano denunciate carenze strutturali, funzionali e organizzative in aggiunta alla mancanza della necessaria autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Oggi si resta in attesa dell’esito finale del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla società La Speranza, ma pare sia scontato. E per questo sarebbero stati informati già tutti i parenti degli ospiti per trovare una nuova sistemazione. Tra loro c’è anche il Sindaco di Altamura, i suoi genitori sono tra gli ospiti. Alcuni pagamenti sono stati bloccati. Pur non avendo i requisiti idonei la Rssa La Fenice continua però a riscuotere le rette di diversi ospiti, dall’altro lato ci sono bonifici provenienti dalla Lituania per pagare i proprietari dell’immobile, la fondazione Pio XIII. Siamo andati sul posto dopo più di due anni, non è cambiato nulla, ma la battaglia giudiziaria sta arrivando al capolinea per la Speranza. Una dipendente ha confermato tutti i dubbi sollevati, noi restiamo a disposizione di tutti per i chiarimenti del caso.