Bari, ultimatum del Comune: via il vecchio chiosco dell’ex bar di Pane e Pomodoro. È chiuso da 6 anni

Il Comune di Bari ha intimato alla società Il Veliero di rimuovere il manufatto che fino al 2020 ospitava il bar di Pane e Pomodoro. La struttura, chiusa e inutilizzata da sei anni, è considerata incompatibile con i lavori previsti nell’area nell’ambito del progetto Costasud.

Con una determina firmata dal dirigente Pompeo Colacicco, Palazzo di Città ha rinnovato la richiesta già avanzata lo scorso settembre, rimasta senza risposta. La concessione demaniale del chiosco è stata revocata nel 2020 e risulta ormai scaduta.

La vicenda si inserisce in un lungo contenzioso tra l’amministrazione e la società riconducibile a Rosa Di Modugno. Dopo la revoca delle concessioni per la gestione del bar di Pane e Pomodoro e di Torre Quetta, la società aveva impugnato il provvedimento davanti ai giudici amministrativi, che nel 2024 hanno confermato la legittimità dell’operato comunale, evidenziando anche opere abusive e irregolarità nei pagamenti del canone demaniale.

Se la società non procederà autonomamente alla rimozione, sarà il Comune a intervenire direttamente, rivalendosi successivamente sui costi sostenuti. Nel frattempo, per sopperire all’assenza del bar, il Comune ha affidato il servizio a un food truck.

Bari, minacce e diffamazione su Facebook: l’ex titolare del chiosco di Pane e pomodoro si scusa con Decaro

Ha chiesto scusa in aula all’ex sindaco di Bari Antonio Decaro e all’assessora comunale Carla Palone Pietro Malanga, 39 anni, imputato per minacce a pubblico ufficiale e diffamazione aggravata via Facebook. Per lui la pm Savina Toscani ha chiesto una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

Il procedimento nasce dalla vicenda delle concessioni delle spiagge cittadine di Pane e Pomodoro e Torre Quetta, finite al centro di verifiche amministrative e interdittive antimafia. Secondo la Procura, dietro la gestione delle società coinvolte ci sarebbe stato Orlando Malanga, padre dell’imputato, mentre Pietro Malanga avrebbe gestito una delle società interessate.

Il Comune di Bari aveva avviato controlli sulle concessioni degli stabilimenti e del bar del molo Sant’Antonio, revocandole prima ancora dell’intervento della Prefettura. Da lì erano seguiti ricorsi e provvedimenti amministrativi.

Al centro del processo alcuni post pubblicati sui social nell’estate del 2020. In uno di questi Malanga, rivolgendosi a Decaro e Palone, scriveva: “Ridateci ciò che è nostro, lì abbiamo dato sangue e sudore”, accompagnando il messaggio con una foto davanti ai chioschi di Torre Quetta. Secondo l’accusa, quelle parole rappresentavano “minacce esplicite” nei confronti degli amministratori comunali, impegnati nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali.

Bari, chiuso il chiosco in piazza Risorgimento al quartiere Libertà: vendeva cibi e bevande senza concessione

Sono stati apposti ieri sera i sigilli all’attività commerciale svolta all’interno del chiosco di piazza Risorgimento, nel quartiere Libertà. L’intervento, a cura degli agenti del settore Annona della Polizia locale, si è reso necessario per la cessazione del titolo concessorio, a far data dal 31 dicembre scorso, cui nel tempo si sono aggiunte gravi e reiterate violazioni, quali la somministrazione di cibi e bevande non previste dall’accordo con l’amministrazione comunale.

Circostanza, quest’ultima, che aveva portato l’amministrazione comunale a emanare un provvedimento di chiusura già agli inizi del mese scorso, dopo una segnalazione circostanziata da parte del settore Annona.