Paura ad Alberobello, scappa dalla Rsa e rischia di essere travolta sui binari da un treno: salvata 82enne

Tragedia sfiorata ad Alberobello dove un’anziana di 82 anni, originaria di Putignano e ospite di una Rsa, è stata avvistata mentre camminava lungo i binari della linea ferroviaria Alberobello-Putignano.

Il macchinista di un treno l’ha notata a distanza ed è riuscito, tramite la frenata d’emergenza, a fermare il convoglio pochi metri da lei. Il personale di bordo è sceso dal mezzo e ha prestato i primi soccorsi, sul posto è intervenuto il 118.

L’anziana è stata trovata in forte stato confusionale ed è stata trasferita all’ospedale Santa Maria dei Trulli di Putignano per altri accertamenti. Sul posto sono intervenuti anche i dirigenti delle Ferrovie Sud Est e la Polizia Locale.

Resta da capire come l’anziana sia riuscita ad uscire dalla struttura indisturbata. Probabilmente è riuscita ad approfittare di un momento di distrazione del personale.

 

Assistenti sociali da Pasquale dopo il video, l’anziano rifiuta la Rsa: “Voglio solo sistemare casa”

Nella storia di Sonia e Suavi, entrati da poco nella casetta di Quinto Potere, abbiamo incontrato Pasquale. Le condizioni in cui vive ve le abbiamo documentate.

Dopo la messa in onda del primo servizio, gli assistenti sociali si sono magicamente palesati a Ceglie nella sua abitazione: Pasquale ha però rifiutato, ancora una volta, la possibilità di entrare in una Rsa.

Qualcuno ha pensato che noi lo avessimo abbandonato, senza sapere in realtà che abbiamo già contattato il suo legale. Siamo infatti disposti a riconoscere una cifra per consentire almeno l’allaccio all’acqua. Pasquale è disposto ad essere aiutato.

Panico in una Rsa a Bari, 55enne tenta di strangolare una donna dopo lite in struttura: arrestato

Un uomo di 55 anni è stato arrestato e portato in carcere dai carabinieri per aver tentato di strangolare una sua coetanea. L’episodio risale al pomeriggio di ieri.

I due, entrambi residenti in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Bari – e a quanto si apprende con problemi di salute – avrebbero avuto una discussione culminata nel tentativo dell’uomo di soffocare la donna stringendole le mani attorno al collo.

A evitare il peggio è stato l’intervento del personale della struttura. La vittima, portata in ospedale, è stata visitata dai medici e poi dimessa: le sue condizioni sono buone.

RSA senza autorizzazioni, Consiglio di Stato chiude La Speranza: gli ospiti vanno subito trasferiti

Torniamo ad occuparci della Rssa “La Fenice” di Gravina in Puglia, gestita dalla società “La Speranza Srl”. Il Consiglio di Stato si è espresso, con una sentenza, sulla vicenda a distanza di anni dai nostri primi servizi. I parenti, i tutori e gli amministratori degli oltre 50 ospiti dovranno trovare un’altra sistemazione.

Vi avevamo raccontato del blitz del personale Asl e dei carabinieri del Nas che aveva confermato la mancanza dei requisiti strutturali. Già ad agosto del 2022 venivano denunciate carenze strutturali, funzionali e organizzative in aggiunta alla mancanza della necessaria autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Si restava in attesa dell’esito finale del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla società La Speranza, ma già tutti i parenti degli ospiti erano stati trovati per trovare una nuova sistemazione. Nel video allegato tutti i dettagli della vicenda.

Legionella nelle Rsa e strutture turistiche, Asl Bari avvia sorveglianza sanitaria: “Ridurre rischio di esposizione”

Parte la sorveglianza sanitaria nelle strutture turistico-ricettive e nelle RSA per prevenire la diffusione della legionella, un batterio che si trova in ambienti acquatici naturali o in impianti idrici artificiali e che può causare malattie come le polmoniti. Il Dipartimento di prevenzione della ASL di Bari – già impegnato a intervenire su segnalazione (sono stati 179 i campionamenti eseguiti nel 2024) – ha programmato per tutto il 2025 anche l’analisi delle valutazioni dei rischi legionellosi con campionamenti periodici a cura del nucleo operativo territoriale. L’obiettivo è quello di ridurre il numero di casi di legionellosi e, nello stesso tempo, ridurre il rischio di esposizione.

Le modalità operative dei prossimi interventi preventivi sulle situazioni più critiche sono state il focus del convegno, organizzato dalla Direzione del Dipartimento di Prevenzione e dal Coordinamento degli Spesal, in accordo con l’unità operativa di Igiene Industriale che si è tenuto ieri nella sede dell’ex CTO, rivolto ai referenti di tutte le direzioni sanitarie degli ospedali, dei laboratori analisi, delle strutture turistico ricettive, e ancora a ingegneri e tecnici degli impianti idrici.

A introdurre i lavori il direttore sanitario Luigi Rossi, il direttore del Dipartimento di prevenzione Fulvio Longo e il responsabile della Igiene Industriale, Massimiliano Giuliano. Nelle tante sessioni di formazione e discussione si sono confrontate le diverse istituzioni coinvolte: a partire dall’Istituto Superiore di Sanità, rappresentato da Maria Luisa Ricci, l’ Università degli studi di Bari, rappresentata da Silvio Tafuri, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva, e poi ancora la Regione Puglia, con Nehludoff Albano, dirigente del Servizio Promozione della Salute e infine Arpa Puglia, con Barbara Bartoli. Stefania Menolascina, coordinatrice gruppo Legionella e Massimiliano Giuliano, responsabile della Igiene industriale, sono intervenuti come responsabili scientifici.

L’infezione da legionella avviene normalmente per via respiratoria mediante l’inalazione o l’aspirazione di piccole goccioline (aerosol) prodotto dai diffusori delle docce, dai filtri rompigetto dei rubinetti, dalle vasche idromassaggio, dai grandi impianti di climatizzazione dell’aria, piscine, fontane, ecc. non si trasmette da persona a persona. Dall’ultimo rapporto annuale sulla legionellosi in Italia, è emerso un forte aumento dei casi (+50%) con una percentuale superiore all’84% di casi classificati come “comunitari”, ovvero di origine non nota poiché non riferibili ad alcun soggiorno al di fuori della propria abitazione durante il periodo di incubazione della malattia.

Per quanto riguarda il territorio della ASL di Bari, nel 2024 il 70% delle infezioni si è verificato all’interno delle abitazioni, il 42,5% nelle strutture ricettive e il 15% nelle residenze sanitarie assistenziali. E’ quanto emerge dal report stilato dal gruppo Legionella, di cui è responsabile il direttore Sisp area metropolitana, Francesco Nardulli affiancato dalla coordinatrice Stefania Menolascina che opera insieme a: un medico igienista, due tecnici della prevenzione e quattro assistenti sanitari. Complessivamente sono state eseguite 40 indagini eseguite sul territorio nel corso del 2024 per un totale di 179 campionamenti. Una attività di gran lunga superiore a quella registrata nel 2023 che si è chiuso con 14 indagini e 11 campionamenti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la legionella è, tra tutti i patogeni presenti nell’acqua, quello che causa il maggior onere sanitario nell’Unione Europea. Per questo è stata prevista la sorveglianza nazionale della legionellosi, che, per ogni caso segnalato, impone la valutazione dell’esposizione al rischio e la segnalazione alle ASL di competenza, che devono attuare gli interventi di controllo ritenuti necessari.

Pertanto, sulla base di quanto definito all’art. 271 del D.Lgs. 81/08, il datore di Lavoro ha l’obbligo di valutare il rischio legionellosi presso ciascun sito di sua responsabilità, adottando tutte le misure protettive e preventive in relazione al rischio valutato necessarie alla sicurezza dei lavoratori, senza trascurare le responsabilità (implicazioni legali e di immagine) nei confronti di possibili utenti/pazienti.

In presenza di casi di legionellosi, l’indagine epidemiologica risale al luogo in cui è avvenuta l’infezione. Per questo è necessario che il paziente ricordi quali strutture ha frequentato nei dieci giorni antecedenti, l’esordio dei sintomi, al fine di potere procedere ai controlli ambientali. Ogni volta che si verifica un caso o un cluster di casi associati ad una struttura sanitaria, l’indagine epidemiologica è obbligatoria e non procrastinabile, soprattutto per poter identificare l’origine dell’infezione e programmare adeguati interventi di bonifica.

Controlli sulle Rsa pugliesi, Nirs denuncia carenze nel 79% delle strutture: Regione “assente” dirigenti Asl in bilico

Il 79% delle strutture verificate, tra Rsa e centri diurni, pur avendo ottenuto parere favorevole da parte del competente Dipartimento di prevenzione, possiede carenze sui requisiti organizzativi previsti dalla legge come è emerso dagli accertamenti condotti dal NIRS, il Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario. Ma i problemi non finiscono qui.

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