Lecce, precipita dal bagno della scuola: 15enne in ospedale dopo un volo di 5 metri. Ipotesi gesto volontario

Un 15enne è stato trasportato in codice giallo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lecce dopo essersi caduto da un’altezza di cinque metri mentre si trovava nel bagno del liceo artistico Ciardo Pellegrino.

La caduta è stata fortunatamente attutita dalla vegetazione. Sul posto il 118 e i Carabinieri, dalle prime ricostruzioni pare che il ragazzino possa essersi lanciato dalla finestra. L’ipotesi seguita è quella del gesto volontario, sul caso indaga la Procura per i minorenni. 

Bari, choc nella mensa scolastica a Poggiofranco. Pezzo di ferro nella pasta al sugo: “Tragedia sfiorata”

“Un pezzo di materiale presumibilmente ferroso spiraliforme e o/ elicoidale” nel piatto di pasta al sugo preparato per la mensa della scuola elementare. È accaduto a Poggiofranco, nel plesso Emanuele Loi in via Bartolo.

Protagonista un alunno di terza elementare. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, tutto è avvenuto sotto gli occhi degli insegnanti e di un genitori del “comitato assaggio”. Prontamente il caso è stato denunciato ai Carabinieri del Nas, il servizio della mensa scolastica è affidato alla Ladisa Ristorazione, ma anche al Comune e alle commissioni consiliari Qualità dei Servizi e Trasparenza, entrambe presiedute da due consiglieri di centrodestra.

È stata richiesta la verifica dei “macchinari obsoleti o usurati da cui possono derivare gli oggetti ferrosi che potrebbero contaminare i pasti somministrati anche nei prossimi giorni”.

“Considerando che il medesimo istituto scolastico comprende anche le classi dell’infanzia e che il servizio di refezione scolastica è garantito anche agli alunni di età inferiore (fino ai tre anni), si sarebbe sfiorata la tragedia”, si legge nella denuncia.

Escrementi di topi nelle aule, chiusa la scuola. Mamme infuriate: “Prese in giro intervento tardivo”

Escrementi di topi tra i banchi di scuola e nelle aule della scuola primaria Ghandi di Modugno. Il caso è esploso e ci siamo precipitati sul posto per raccogliere le lamentele dei genitori degli alunni e la ricostruzione della Dirigente Scolastica.

Secondo quanto ricostruito tutto ha avuto origine lunedì 22 settembre con il ritrovamento di alcune tracce di escrementi secchi in un’aula. La ditta incaricata, dopo un sopralluogo, ha pensato di posizionare solo delle trappole.

La classe interessata è stata spostata nel laboratorio di informatica ed è stata effettuata una sanificazione dell’intero edificio. Dopo la festa patronale però sono state trovate tracce in tutte le aule (non secche) e per questo è stata disposta la chiusura immediata della scuola.

 

Bullizzato dai compagni di classe, 14enne bocciato agli esami di riparazione: il Tar sospende la bocciatura

Sarebbe stato bullizzato e deriso in classe dai compagni. A settembre, poi, bocciato agli esami di riparazione. Sono stati i genitori di un 14enne a denunciare alla Procura le presunte vessazioni nei confronti del figlio, che sarebbero avvenute in una scuola del Brindisino; nel frattempo il Tar di Lecce ha sospeso gli atti dello scrutinio finale e degli esami di riparazione.

Al centro di questa vicenda, che si muove tra l’ambito penale e amministrativo, uno studente che lo scorso anno ha frequentato il primo anno di un istituto superiore. Secondo quanto riferito in sede di denuncia dai suoi genitori, l’adolescente sarebbe stato più volte insultato da alcuni suoi compagni di classe. Una violenza non solo verbale e psicologica ma anche fisica durata per diversi mesi, hanno riferito padre e madre dell’adolescente.

Spinto e malmenato il 14enne avrebbe riportato ferite al collo e ad un braccio. Alcuni episodi di bullismo sarebbero stati ripresi anche con un cellulare, viene riferito nella denuncia. Circostanze che hanno fatto parte anche del ricorso amministrativo contro il provvedimento scolastico, e che sono state richiamate anche del decreto della seconda sezione del Tar di Lecce.

Nel decreto si legge che il percorso scolastico del ragazzo “parrebbe segnato dalle vessazioni subite a scuola dai compagni (le quali, ove accertate, avrebbero imposto percorsi didattici personalizzati)”. Accolta l’istanza cautelare il Tar ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio il prossimo 20 ottobre.

Profilo social hackerato e minacce in chat, lascia la scuola per un anno: 16enne barese affidato ai servizi sociali

Decide di non andare più a scuola perché ha paura di incontrare di persona chi lo minaccia online. Protagonista un 16enne barese, il caso è attenzionato dal Tribunale dei Minori che ha affidato il ragazzo ai servizi sociali e che ha aperto un fascicolo per individuare i responsabili.

Al giovane è stato hackerato il profilo social, poi sono arrivate alcune minacce in chat. “Se non ti cancelli dal gruppo, ti facciamo arrivare gli assistenti sociali a casa”.

“Il minore ha sospeso la frequenza scolastica ed è vittima di un attacco informatico da parte di ignori che, oltre ad hackerare i suoi profili social, lo minacciano”, si legge nelle carte. Il Tribunale in precedenza aveva anche nominato un curatore speciale, prima di coinvolgere il consultorio e il centro servizi per le famiglie.

“L’obiettivo è quello di assicurare il necessario supporto psicologico al minore e valutare le capacità genitoriali avviando un percorso di sostegno alla genitorialità in loro favore”, si legge nel provvedimento.

A scuola senza smartphone, al Salvemini contenitori per raccoglierli. Gli studenti: “Non è giusto ma ci abitueremo”

Contenitori in ogni aula nei quali lasciare il cellulare spento all’inizio della giornata, per poi recuperarlo al termine delle lezioni. Così il liceo scientifico Salvemini di Bari ha recepito la novità introdotta quest’anno dal ministero dell’Istruzione e del merito, che vieta l’uso degli smartphone durante le ore di lezione. Nel giorno di avvio del nuovo anno scolastico nel capoluogo pugliese ragazzi e insegnanti, all’esterno dell’istituto nel quartiere Japigia, si preparano al nuovo corso.

«Saranno i rappresentanti di classe a controllare che ogni mattina i cellulari vengano riposti spenti nei contenitori – spiega Livia Favia, docente di matematica -. Noi docenti siamo abituati a usare la Google class sui dispositivi mobili, per controllare il lavoro svolto a casa. Ci sarà la possibilità di utilizzare i tablet, anche perché abbiamo delle classi digitali nelle quali continueranno a essere consentiti. Il divieto riguarderà esclusivamente i cellulari».

Da parte loro, i ragazzi sono pronti alla novità, ma anche preoccupati da alcune possibili conseguenze. «Sono un po’ in pensiero – conferma Gabriele, al terzo anno del liceo scientifico -. Ma non più di tanto. Penso che ci abitueremo in fretta». La sua compagna di classe Sofia evidenzia che il cellulare, fino all’anno scorso, «era usato in classe per scopi didattici, perché scaricavamo libri e materiale, adesso useremo il tablet».

Elena, sempre al terzo anno, spiega di non aver mai usato il telefono in classe per scopi personali. «Lo prendevo solo quando serviva per la didattica – dice – ma sono anche abitata al tablet, specie per usare Google Classroom». Per Michele, della terza D, «non è un cambiamento tanto grande, perché usavamo il cellulare pochissimo, solo per visualizzare contenuti condivisi dagli insegnanti o per alcune verifiche di educazione civica», ma «vietare qualcosa non è mai giusto, sarebbe stato meglio porre dei limiti – conclude -. I veri problemi da risolvere sono altri, magari il perché certa gente usa il telefonino in classe»

Bari, due furti nella scuola Fraccacreta. Ladri portano via tutti i computer: “A pagare non saranno i nostri ragazzi”

Due furti si sono verificati in estate nell’Istituto Comprensivo Fraccacreta di Bari Palese. Ignoti sono riusciti ad introdursi nel plesso centrale e nella succursale, portando via tutti i notebook utilizzati dagli studenti. Le indagini sono in corso.

I computer erano indispensabili per il funzionamento delle Digital Board, la notizia è stata comunicato dalla dirigente scolastica alle famiglie con una lettera. “Chi ruba in una scuola non danneggia solo gli studenti, ma l’intera comunità, sottraendo risorse preziose al futuro di tutti noi”, si legge.

La scuola si sta ora riorganizzando e, per l’emergenza, verranno anche utilizzati i computer personali dei docenti. “Sarà un percorso lungo e difficile riacquistare tutto il materiale rubato, ma non vogliamo che siano i ragazzi a pagare le conseguenze di questi atti”, ha precisato la Dirigente.

Taranto, insulti e minacce agli alunni in classe: professoressa di scuola media finisce a processo

Una professoressa di scuola media di Taranto è a processo con l’accusa di maltrattamenti. Tutto è partito dalla denuncia presentata dalla famiglia di una studentessa, ma non si tratterebbe di un caso isolato.

“Chi ti credi essere?”, “Sei una pappagalla”, alcune delle frasi rivolte dalla prof ai suoi alunni. Ma non solo. Secondo quanto è riportato nelle carte, gli studenti sarebbero anche stati minacciati. La docente avrebbe usato anche “turpiloquio per comunicare con gli alunni, ovvero frasi minatorie quali: Adesso vi faccio vedere io la stronza che sono”.

Si sarebbe così instaurato un clima di paura e intimidatorio tanto da indurre gli studenti in uno stato d’ansia costante. La 61enne avrebbe costretto anche altri alunni a interrogazioni ad occhi chiusi, con soli tre secondi per rispondere. Nessuno ha denunciato prima per paura fino alla denuncia della prima famiglia. Ora l’insegnante è rinviata a giudizio e la sua posizione è al vaglio del tribunale di Taranto.

Scuola Puglia, Uil denuncia: “In 10 anni persi 120mila alunni. Governo non riduce classi pollaio ma taglia organici”

“Mentre la politica regionale è in anno sabbatico pre elettorale, la Puglia perde oltre 120mila alunni in dieci anni, passando dai 626.619 ragazzi dell’anno scolastico 2014-15 ai 506.072 previsti per l’anno scolastico 2025-26, ben 120.547 alunni in meno”. Lo afferma in un nota la Uil scuola Puglia, in riferimento alla perdita di alunni sul territorio, che “vanta un triste record”.

“Il governo – prosegue il sindacato – anziché approfittare della contrazione, riducendo gli alunni per classe per contrastare il fenomeno delle cosiddette classi pollaio, procede a un taglio degli organici senza precedenti negli ultimi anni, pari a 598 docenti, più del 10% rispetto al taglio nazionale di 5.660 posti su 18 regioni”.

Uil Puglia evidenzia che “su un totale di 22.914 classi se ne prevedono 427 con oltre 28-29 alunni per classe, che collocano la Puglia al sesto posto tra le regioni con il maggior numero di alunni per classe.

Inoltre, su 18 regioni, la Puglia si colloca al quarto posto nella classifica nazionale del taglio agli organici del personale docente, dopo Campania, Lombardia e Sicilia”.

Molfetta, lite con genitore all’ingresso di scuola. Insegnante accusa malore e va in ospedale: “Ho avuto tanta paura”

Un’insegnante della scuola primaria Cozzoli di Molfetta è stata aggredita verbalmente da un genitore davanti ai suoi alunni ed è finita in ospedale per un malore accusato.

L’episodio risale allo scorso 15 aprile, la maestra si trovava nel giardino dove ogni giorno gli alunni si radunano e un genitore si sarebbe avvicinato con tono minaccioso e aggressivo urlandole di essere una maleducata, in seguito ad alcune incomprensioni.

L’insegnante è riuscita a portare i suoi alunni all’interno dell’edificio, prima però di accusare un malore ed essere portata in pronto soccorso. “Non è semplice è una situazione emotivamente complessa. Ho avuto tanta paura, perché il genitore in questione si è avvicinato parecchio e mi ha urlato quasi in faccia – le sue parole -. Quando sono entrata in classe tremavo: non riuscivo nemmeno a bere un goccio d’acqua”.

L’episodio è stato anche denunciato dalla Gilda degli insegnanti di Bari: “Reputiamo intollerabile il comportamento del genitore in questione che, in modo del tutto inopportuno e irrispettoso del contesto, mette in discussione la professionalità dell’insegnante e ne mina la credibilità davanti ai propri alunni, ai colleghi e alle famiglie – si legge nella nota -. Ancora una volta ci troviamo a riflettere sulla pesante ingerenza delle famiglie nella sfera di azione della scuola e sulla pericolosa contrapposizione tra due agenzie educative che dovrebbero, invece, essere quantomai alleate. Esprimiamo, pertanto, vicinanza alla collega e chiediamo risposte forti e decise alle istituzioni scolastiche e al Ministero, a difesa della categoria dei docenti e del loro ruolo fondamentale nel processo educativo delle giovani generazioni”.

Dopo lo stop per le vacanze pasquali, l’insegnante è tornata a scuola. “Ma non è stato facile non voglio far finta che non sia successo nulla. Bisogna dare un segnale, perché abbiamo bisogno di rispetto, noi e i nostri alunni. Non possiamo tollerare episodi simili e in tanti anni di carriera non mi era mai successo un fatto così grave”.