A scuola con il burqa e promessa sposa a un parente più grande di 20 anni: 15enne allontanata dalla famiglia

Una ragazza straniera di 15 anni, residente in un comune del Salento, è stata allontanata con urgenza dalla propria famiglia e trasferita in una comunità protetta su disposizione della gip del Tribunale di Lecce, che ha ravvisato un grave pericolo per la sua incolumità psicofisica.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane viveva in un contesto familiare fortemente oppressivo: frequentava la scuola indossando il burqa, non poteva mangiare né bere durante le pause e aveva il divieto di sedersi accanto ai compagni maschi sullo scuolabus. Inoltre, sarebbe stata promessa in sposa a un parente di circa vent’anni più grande.

A far emergere la situazione sono state alcune confidenze della studentessa alle compagne e alle insegnanti, che hanno portato la dirigente scolastica a segnalare il caso ai servizi sociali e all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti hanno confermato il contesto di forte disagio, aggravato dal fatto che la ragazza avrebbe anche manifestato intenti suicidari.

Ora la 15enne è seguita dagli operatori della comunità e da una curatrice speciale, mentre le indagini proseguono per chiarire le responsabilità dei familiari. Al momento è al vaglio anche l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

Bari, segnalazione choc dal “cantiere” della scuola Marconi: topo “fa il bagno” nel water dell’Istituto

Una foto che ritrae un topo all’interno di un water nei bagni della scuola Marconi di Bari sta circolando nelle ultime ore, suscitando preoccupazione tra genitori e studenti. La segnalazione è arrivata in redazione da alcuni cittadini che denunciano condizioni igieniche problematiche all’interno dell’istituto.

Secondo quanto riferito, i ragazzi continuerebbero a frequentare regolarmente la scuola nonostante siano ancora in corso lavori all’interno della struttura. La presenza del roditore, immortalata in uno dei servizi igienici, ha immediatamente acceso polemiche e richieste di chiarimenti sulle condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti scolastici.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della scuola o degli enti competenti sulla vicenda. Resta alta l’attenzione di famiglie e studenti, che chiedono verifiche rapide e interventi tempestivi.

Bari, trovano 95 euro sulla spiaggia di Pane e Pomodoro: alunni della ‘Don Orione’ li portano in Comune

Ieri mattina le alunne e gli alunni della classe 4ª B del plesso Don Orione dell’I.C. Japigia 1 – Verga, impegnati insieme alle loro insegnanti in un’attività sulla pace nell’ambito del progetto “Scuola Senza Zaino”, hanno rinvenuto nei pressi della spiaggia di Pane e Pomodoro alcune banconote, per un valore complessivo di 95 euro.

Dopo aver tentato senza successo di individuare il legittimo proprietario, i bambini hanno avviato un confronto su quale fosse la scelta più corretta da compiere, discutendo diverse ipotesi, dalla donazione in beneficenza alla vicina parrocchia di San Sabino all’acquisto di materiale didattico per la scuola.

Guidati dalle insegnanti, hanno quindi approfondito cosa preveda la legge in casi simili, scoprendo che, in base all’articolo 927 del Codice civile, chi trova una “cosa mobile” è tenuto a restituirla al proprietario oppure, se non è possibile rintracciarlo, a consegnarla senza ritardo al sindaco del Comune competente.

Per questo motivo gli alunni hanno deciso di recarsi al Palazzo comunale dell’Economia, sede dell’Ufficio Oggetti smarriti. Ad accoglierli l’assessore al Bilancio Diego De Marzo, che ha voluto ringraziarli personalmente per il grande senso di responsabilità e il forte spirito civico dimostrati.

“Quello compiuto da questa scolaresca è stato un gesto bellissimo – commenta l’assessore Diego De Marzo -, e per me è stato molto emozionante accoglierli a Palazzo dell’Economia per ringraziarli, a nome del sindaco e dell’intera città, e ascoltare dalle loro voci i sogni e le aspirazioni che coltivano per il futuro. Episodi come questo dimostrano quanto sia importante insegnare ai più piccoli il valore della responsabilità personale e collettiva, fondamentale per il benessere di tutta la comunità. Per questo sarebbe opportuno promuovere in maniera sempre più significativa l’educazione civica, che rappresenta un patrimonio prezioso per costruire una società più giusta e più solidale. Un impegno evidentemente svolto in maniera egregia dalle insegnanti di questa scolaresca, cui va il plauso mio personale e dell’amministrazione comunale”.

Choc a Taviano, 13enne in classe mostra pistola a salve ai compagni: a scuola arrivano i Carabinieri

Ancora un episodio allarmante in una scuola pugliese. A Taviano, in provincia di Lecce, uno studente di 13 anni si è presentato in classe con una pistola scacciacani nascosta nello zaino. A far scattare l’allarme sono stati alcuni compagni che hanno avvisato un insegnante dopo aver visto l’arma.

La dirigente scolastica ha immediatamente contattato i carabinieri, intervenuti insieme ai militari della Compagnia di Casarano. Durante i controlli è stata sequestrata una pistola da softair modificata in ferro, priva del tappo rosso: una replica di una 92 Fs calibro 6, ritenuta particolarmente pericolosa perché facilmente scambiabile per un’arma vera.

L’episodio ha provocato forte preoccupazione tra docenti e genitori, anche perché nello stesso istituto si era verificato un caso analogo appena tre mesi fa. La vicenda è ora al vaglio della Procura per i minorenni di Lecce, che ha avviato indagini insieme ai servizi sociali.

La pm Paola Guglielmi ha convalidato il sequestro dell’arma. Il ragazzo, non avendo ancora compiuto 14 anni, non è imputabile, ma i genitori saranno convocati in caserma e rischiano una denuncia per porto abusivo di arma in concorso.

Nei giorni scorsi anche a Lecce, nell’ambito del progetto “Scuole Sicure 2025-2026”, la polizia locale aveva sequestrato hashish, marijuana e due armi da taglio all’interno di alcuni istituti scolastici.

Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

“Papà vieni e spacca la faccia al prof”, docente aggredito a scuola: indagato 48enne per violenza e minacce

Un padre 48enne di Ruffano ha tentato di aggredire un professore nell’istituto “Bottazzi” di Casarano dopo che il figlio 16enne, punito con diverse note disciplinari per comportamento aggressivo, lo aveva incitato via messaggio a “spaccargli la faccia”.

L’uomo si è presentato a scuola con l’altro figlio, ha insultato e minacciato il docente e lo ha strattonato nei corridoi, costringendolo a rifugiarsi in bagno e a chiamare i carabinieri.

Identificato dai militari, è ora accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’udienza preliminare è fissata per l’11 maggio.

Strage di Minab in Iran, muoiono insegnanti e studentesse: lunedì 9 marzo un minuto di silenzio nelle scuole baresi

L’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola ha inviato questa mattina una lettera a tutte le scuole della città di Bari, con l’invito a osservare un minuto di silenzio, nella giornata di lunedì 9 marzo, per le vittime della strage di Minab, in Iran, in cui hanno perso la vita studentesse e insegnanti, nel corso di un raid che ha colpito anche una scuola primaria.

L’iniziativa intende promuovere occasioni di riflessione sui valori della pace e del diritto all’istruzione per tutte le bambine e i bambini del mondo: con lo stesso obiettivo, da un mese nei nidi e nelle scuole d’infanzia comunali sono esposte le bandiere simbolo della pace. Di seguito, la lettera inviata alle scuole dall’assessore Lacoppola.

“Gentili Dirigenti Scolastici, con profonda commozione apprendiamo della tragica strage che ha colpito una scuola elementare femminile di Minab, nel sud dell’Iran, dove numerose bambine, insegnanti e membri del personale scolastico hanno perso la vita in un attacco, per il quale ci sono indagini in corso, avvenuto durante le lezioni.

Di fronte a una tragedia che ha colpito il luogo simbolo dell’educazione, della crescita e della speranza, la comunità scolastica della nostra città desidera esprimere vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo dolore.

Per questo motivo invito tutte le istituzioni scolastiche della città a osservare un minuto di silenzio nella giornata di lunedì 9 marzo, da svolgere nelle proprie classi, quale momento di raccoglimento e di riflessione sul valore della pace, della vita e del diritto allo studio di ogni bambina e bambino.

Confidando nella Vostra sensibilità e collaborazione, Vi ringrazio per l’attenzione e per il costante impegno educativo che ogni giorno dedicate alle nuove generazioni. Continuiamo incessantemente a mettere in atto momenti di educazione alla pace”

Tragedia a Lecce, bimbo di 11 anni torna a casa e muore. Scuola sotto choc: “Nessun malore improvviso”

“Non c’è stato un malore improvviso, il ragazzo è arrivato a scuola già con una tosse persistente e gli occhi lucidi ma nonostante ciò aveva svolto regolarmente l’attività didattica prima che venisse allertata la famiglia per suggerire loro che lo portassero a casa”.

Lo riferisce Francisca Camero dirigente dell’istituto scolastico Galateo di Lecce, la scuola frequentata dall’undicenne senegalese che ieri è morto in ospedale dopo essersi sentito male a casa di rientro da scuola. Oggi in classe sul suo banco sono stati deposti dei fiori insieme a messaggi, lettere e pupazzi.

“L’intera comunità scolastica del nostro istituto è sotto choc – afferma la dirigente. Ibrahm è arrivato a scuola già con la tosse che è andata via via aumentando. Le insegnanti hanno così deciso di avvisare la famiglia e il padre è venuto a prenderlo poco dopo. Nessuno poteva immaginare un epilogo di questo tipo”.

Sulla vicenda sono in corso accertamenti e la squadra mobile di Lecce ha ascoltato il padre dell’11enne, Khadim, cantante senegalese cofondatore dei Ghetto Eden. L’ Asl ha chiesto l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Tragedia a Lecce, accusa malore a scuola: bimbo di 11 anni muore poco dopo il ritorno a casa

Un bambino di 11 anni è morto oggi a Lecce dopo aver accusato un malore mentre era a scuola. Riportato a casa dai genitori, le sue condizioni sono peggiorate fino all’arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione del 118.

Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. L’episodio segue di pochi giorni un altro tragico caso nel Foggiano, dove un bambino di 10 anni è morto dopo una caduta mentre giocava per strada.

Choc in una scuola di Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi: sospesa insegnante di 65 anni

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, per la durata di sei mesi, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, nei confronti di un’insegnante sessantacinquenne in servizio presso una scuola dell’infanzia di Bitonto.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività di indagine condotta dai Poliziotti del Commissariato di PS di Bitonto, avviata nel mese di novembre 2025 a seguito di denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni in relazione a presunti maltrattamenti.

Le attività investigative, consistite anche in accertamenti tecnici audio-video all’interno dell’istituto scolastico, avrebbero consentito di acquisire, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare reiterate condotte vessatorie nei confronti dei minori affidati alla docente per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza. Le condotte contestate consisterebbero, allo stato delle indagini, in schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.