Lecce, 17enne salva la madre e fa arrestare il padre: “Vuole farti del male”. Lui aveva un coltello nello scooter

Ha chiamato la madre per avvertirla del pericolo imminente e il suo tempestivo intervento ha consentito ai carabinieri di arrestare l’ex marito della donna prima che potesse aggredirla. È accaduto a Vignacastrisi di Ortelle, nel Leccese, dove un 42enne di Cerfignano è stato fermato dai militari dopo essersi presentato sotto casa dell’ex moglie con atteggiamenti minacciosi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo si sarebbe diretto verso l’abitazione della donna dopo aver ricevuto il rifiuto di essere ospitato. A lanciare l’allarme è stata la figlia diciassettenne che, intuendo le intenzioni del padre, ha contattato immediatamente la madre, la quale ha poi chiesto aiuto al 112.

Giunto sul posto a bordo di uno scooter, il 42enne avrebbe continuato a rivolgere minacce all’ex coniuge anche davanti ai carabinieri. Durante il controllo, i militari hanno inoltre trovato nel vano portaoggetti del mezzo un coltello con una lama di circa 20 centimetri.

L’uomo è stato arrestato in flagranza con le accuse di minaccia aggravata e porto di armi od oggetti atti ad offendere ed è stato posto agli arresti domiciliari. La donna era già sottoposta dal 2024 a un servizio di vigilanza radiocollegata disposto a seguito di precedenti episodi di minacce e aggressioni verbali.

Crollo del ponte sul Trigno, disperso Domenico Racanati. La figlia: “Anticipare tavolo tecnico del 15 luglio”

“A nome mio e della mia famiglia, chiediamo che il tavolo tecnico previsto per il 15 luglio venga anticipato con la massima urgenza”. Lo chiede con un post sui social, Angelica Racanati, figlia di Domenico, il 53enne scomparso nel crollo del ponte sul Trigno sulla Statale 16 avvenuto il 2 aprile scorso durante una violenta ondata di maltempo.

“Dopo oltre due mesi dalla scomparsa di mio padre, Domenico Racanati, riteniamo incomprensibile dover attendere ancora settimane prima che le istituzioni coinvolte si riuniscano per affrontare una situazione che avrebbe dovuto rappresentare una priorità assoluta fin dal primo giorno – scrive Angelica – . Chiediamo alla Procura e a tutti gli enti competenti un segnale concreto e immediato. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, rispetto e tempestività. Siamo una famiglia distrutta dal dolore, costretta a vivere ogni giorno nell’incertezza e nell’angoscia di non avere risposte”.

La figlia di Domenico Racanati ringrazia “le donne e gli uomini che continuano a lavorare nelle ricerche con professionalità, dedizione e umanità. Il nostro appello è rivolto a chi ha il potere di accelerare decisioni e procedure. Se il tavolo tecnico è chiamato a valutare le prossime azioni da intraprendere e a individuare soluzioni per proseguire le ricerche, non comprendiamo perché si debba attendere ancora. Dopo oltre due mesi, ogni giorno che passa rappresenta un peso ulteriore”.

Messaggi su TikTok e WhatsApp per adescare le amichette della figlia tra i 13 e 15 anni: indagato 55enne

Cinque ragazzine tra i 13 e i 15 anni, tutte amiche della figlia, sarebbero state adescate attraverso TikTok e WhatsApp da un 55enne di Nardò, finito sotto inchiesta della Procura di Lecce. Per l’uomo, meccanico, le indagini sono state chiuse nelle scorse settimane.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata nel giugno 2025 da una 15enne che, accompagnata dalla madre, si è rivolta ai carabinieri consegnando le chat scambiate con l’uomo. Nei messaggi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, comparivano complimenti insistenti, richieste di fotografie, inviti a incontrarsi e riferimenti sessuali.

Gli investigatori hanno poi esteso gli accertamenti ad altre quattro minorenni — due 15enni e due 13enni — tutte legate da rapporti di amicizia con la figlia dell’indagato. Dall’analisi di telefoni e dispositivi informatici sarebbero emerse ulteriori conversazioni ritenute rilevanti ai fini dell’inchiesta.

Tra i messaggi acquisiti figurerebbero anche richieste di non mostrare le chat ad altre persone e di cancellare le conversazioni. L’uomo avrebbe sostenuto di aver cercato di aiutare una delle ragazze, spiegando di averle voluto stare vicino per difficoltà personali. Una ricostruzione che non avrebbe trovato riscontro negli elementi raccolti dagli inquirenti. Ora la Procura si prepara alle prossime determinazioni.

Lotta contro il cancro ma l’amore supera tutto, Igor Protti accompagna la figlia all’altare: la foto commuove i social

“Con la forza di un leone . Sei un esempio per tutti Igor. Oggi come ieri”: l’immagine su Instagram dell’ex campione Igor Protti che accompagna la figlia Noemi all’altare per il matrimonio ha raccolto migliaia di like.

Protti da tempo lotta contro un cancro al colon e non ha voluto mancare alla cerimonia nuziale: la forza mostrata nella fotografia ha raccolto l’approvazione dei tifosi di tutte le sue ex squadre (Bari, Messina, Lazio, Napoli e Livorno).

Alla vicenda umana e sportiva di Igor Protti è dedicato il documentario intitolato “Igor. L’eroe romantico del calcio”, in proiezione in alcune sale cinematografiche italiane.

Ricca donna dilapida l’eredità, ora si droga e prostituisce. Carlo: “Paura per la nostra nipotina”

Abbiamo raggiunto a Corato Carlo, preoccupato per le sorti della sua nipotina di 13 anni. La mamma vive per strada, è una senzatetto che si droga e prostituisce. La piccola è affidata al papà e ai nonni, la mamma dopo un iniziale percorso di recupero è tornata per strada a causa di mancanza di fondi. Carlo ci racconta le varie tappe di una vicenda tormentata, parlando di tutte le preoccupazioni del caso e rivolgendo un appello alle Istituzioni.

Segrega la compagna in una casa isolata in campagna e la violenta davanti alla figlia: arrestato 27enne di Bari

Un 27enne originario di Bari è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della stazione di Trinitapoli.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della donna, avrebbero fatto emergere un grave quadro di vessazioni, controllo ossessivo e isolamento. Secondo gli investigatori, l’uomo, spinto da una gelosia morbosa, avrebbe installato un dispositivo gps sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti, sottoponendola a continui controlli telefonici. La vittima sarebbe stata inoltre costretta a vivere in una casa isolata in campagna, priva di mezzi di trasporto.

Gli accertamenti avrebbero documentato anche episodi di violenza sessuale consumati in luoghi isolati, persino in presenza della figlia minore della coppia. Contestualmente, il 27enne avrebbe dissipato ingenti somme di denaro nel gioco d’azzardo, utilizzando anche beni appartenenti al patrimonio familiare.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche presunti rituali superstiziosi ai quali l’indagato si sarebbe affidato per tentare di superare la dipendenza dal gioco. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe seguito le indicazioni di un “santone”, compiendo riti con fotografie di famiglia infilzate da spilli e indumenti cosparsi di cera accompagnati da frasi dal contenuto macabro.

Spaccano la catena e rubano la bici elettrica, Piero: “Ho una figlia disabile. La uso per lavorare”

Lascia la bici elettrica attaccata a un palo con la catena, ma al suo ritorno si accorge che gliel’hanno rubata. La vittima di questo odioso furto è Piero, un papà barese di 42 anni. Non è il primo furto del genere e certamente non sarà nemmeno l’ultimo.

La differenza rispetto a tanti altri episodi analoghi sta nel fatto che con quella bici Piero mantiene la sua famiglia: moglie e figlia di 5 anni disabile. L’uomo lavora come badante di due anziani, uno la mattina e l’altro il pomeriggio e poi il sabato, fa le consegne a domicilio per conto di Deliveroo.

Piero, la cui bici è stata rubata all’altezza del civico 128 di corso Cavour, tra le 18 e le 20 del 12 maggio scorso, fa appello ai ladri. “Ho già sporto denuncia, ma non vorrei andare oltre. Fatemela ritrovare e risolviamo”, le sue parole.

Il sospetto, tuttavia, è che il ladro possa essere uno dei tanti disperati che affollano la città e che la bici possa essere già stata venduta per pochi euro. SherLocont e la Casa di Quinto Potere, fanno appello alla communuty, per cercare di comprare un’altra bici a Piero. In ogni caso comunque il papà riavrà la sua bici.

Amalia è sua figlia, l’esame del Dna dà ragione a Elio. L’appello al Giudice: “Fatemi fare il padre”

Due anni di battaglie, ricorsi e istanze per poter vivere pienamente il ruolo di padre. È la storia di Elia, uomo di origini albanesi residente nel Nord Italia, che dall’agosto 2023 lotta per costruire un rapporto stabile con la piccola Amalia, oggi di 6 anni. Lo avevamo incontrato circa tre anni fa e il caso aveva attirato l’attenzione per la determinazione dell’uomo che chiedeva con forza di poter riconoscere la bambina. Dopo mesi di attesa, l’esame del DNA aveva confermato la paternità, permettendo a Elia di riconoscere ufficialmente sua figlia.

La piccola vive attualmente in comunità insieme alla madre, che in passato avrebbe avuto problemi con la giustizia. Nonostante le difficoltà, tra padre e figlia si sarebbe creato un legame molto forte: Amalia, racconta chi segue la vicenda, adorerebbe Elia, che farebbe di tutto per non farle mancare nulla. Per poter trascorrere del tempo con lei, l’uomo affronta lunghi viaggi da Piacenza, riuscendo però a vedere la bambina soltanto per un’ora al mese, oltre a dieci minuti di videochiamata. Un tempo che, secondo Elia, non sarebbe sufficiente per garantire alla figlia l’affetto e la presenza di cui avrebbe bisogno.

Negli ultimi due anni il padre ha continuato a presentare numerose istanze ai servizi competenti. L’ultima richiesta riguarda la possibilità di portare Amalia per quattro giorni a Piacenza in occasione di una festa familiare: un momento importante per consentire ai parenti di conoscere la bambina per la quale, sostiene Elia, “ha messo in gioco tutta la sua vita”.

Secondo quanto riferito, anche la relazione dei servizi sociali di Piacenza sarebbe positiva e non evidenzierebbe ostacoli a un ampliamento degli incontri tra padre e figlia. Nonostante ciò, la situazione sarebbe ancora ferma. Nelle scorse ore Elia ha inviato un video-appello in cui manifesta tutta la propria disperazione, ribadendo il desiderio di poter vivere davvero il ruolo di padre accanto ad Amalia.