Potrebbero essere gli esami del Dna a dare un nome all’uomo accusato di aver fatto irruzione in un camper a Savelletri, dove una turista di 40 anni ha denunciato di essere stata violentata sotto la minaccia di una pistola. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Fasano.
La donna, in vacanza sul litorale fasanese, ha raccontato di essersi addormentata mentre lavorava al computer. In quel momento il presunto aggressore sarebbe entrato nel camper, puntandole una pistola al volto prima di abusare di lei. Resta da chiarire se l’arma fosse vera o un giocattolo.
La vittima ha fornito agli investigatori una descrizione dettagliata dell’uomo. Dopo l’accaduto, è stata accompagnata al pronto soccorso del Perrino di Brindisi, dove è stato attivato il protocollo previsto per i casi di violenza sessuale.
I carabinieri hanno sequestrato lenzuola, indumenti e altri reperti che potrebbero contenere tracce biologiche dell’aggressore. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere della zona e raccogliendo testimonianze, concentrandosi sulle ore comprese tra la mezzanotte e le 3.
Gli accertamenti genetici sui reperti potrebbero consentire di ricavare un profilo Dna da confrontare con le banche dati, fornendo un elemento importante per identificare il presunto responsabile.









