A quasi cinque mesi dalla scomparsa di Domenico Racanati, l’uomo di Bisceglie disperso con la propria auto dopo il crollo del ponte sulla Statale 16, la famiglia torna a chiedere alle istituzioni di accelerare le ricerche.
Il 5 giugno, nel fiume Trigno, erano state individuate masse ferrose che potrebbero essere riconducibili all’auto di Racanati. Le operazioni, però, sono rimaste ferme tra procedure burocratiche e il ritrovamento di alcuni ordigni bellici, che ha reso necessario individuare una ditta specializzata per il dragaggio del fiume.
«Mio fratello ha il diritto di tornare a casa. Basta promesse, basta attese», scrive la sorella Marisa in un nuovo appello rivolto alle autorità. Anche la moglie Vanessa chiede di conoscere finalmente la data del dragaggio: «Mio marito non è una pratica burocratica, non è un fascicolo, non è un numero. Rivoglio mio marito».
La famiglia continua quindi a sollecitare un intervento rapido per poter dare una risposta definitiva a una vicenda che, a quasi cinque mesi dalla scomparsa, resta ancora senza soluzione.


