Casa Caterina, anziani trasferiti e messi al sicuro. Via gli ultimi ospiti: “Vittoria tardiva”

La Regione Puglia ha disposto nei giorni scorsa con urgenza il trasferimento degli anziani ospiti della Rssa Casa Caterina di Adelfia in altre strutture convenzionate del territorio, nonostante la limitata disponibilità di posti.

La decisione è arrivata al termine del nostro lungo lavoro di denuncia che ha documentato le criticità nella gestione della residenza, anche dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto la società gestrice con arresti e sequestri. Siamo tornati sul posto per documentare le ultime operazioni dello sgombero.

 

Bari, casa popolare devastata dopo sgombero e consegna. L’ira di Leccese: “Episodio grave criminale e mafioso”

Sanitari distrutti. Pareti bucate. Condizionatori sradicati e lasciati penzolare nel vuoto. Impianto elettrico danneggiato e infissi divelti. Così si presentano gli interni di un appartamento di edilizia residenziale del quartiere san Pio di Bari, di proprietà del Comune. Ad agire ignoti che hanno vandalizzato l’alloggio.

È quanto fa sapere una nota di Palazzo di città in cui si racconta che l’immobile è stato sgomberato nel gennaio scorso in attuazione di un decreto di sequestro della Procura di Bari perché occupato abusivamente. Successivamente l’alloggio è stato assegnato a una famiglia assegnataria di casa popolare. Venerdì scorso, durante il primo accesso, la famiglia ha subito minacce da parte di sconosciuti, alla presenza dei bambini, circostanza che li ha indotti a desistere per timore di rappresaglie. Oggi, però, l’amara scoperta: la devastazione della casa.

Il Comune ha sporto denuncia all’autorità giudiziaria. “Quanto accaduto è di una gravità inaudita – commenta il sindaco di Bari, Vito Leccese – Siamo di fronte a un episodio criminale e intimidatorio che richiama modalità tipicamente mafiose e che non può essere tollerato”.

“Le istituzioni hanno il dovere di garantire i diritti di tutti i cittadini, a partire da quelli più vulnerabili, e di difendere la legalità senza arretrare di fronte alla violenza, alle minacce e alla sopraffazione”.

“Non permetteremo che passi il messaggio secondo cui lo Stato possa fare un passo indietro davanti all’arroganza di pochi – aggiunge – continueremo a impegnarci per il ripristino della legalità e la tutela di chi rispetta le regole”.

“Confidiamo che gli investigatori possano individuare rapidamente i responsabili di un gesto vile che colpisce non soltanto un bene pubblico, ma soprattutto la vita di tante famiglie che attendono da anni di accedere a un alloggio loro legittimamente assegnato”, conclude.

Bari, case popolari occupate da abusivi e famiglie vicine ai clan: nuovo sgombero a Japigia

Continua a Bari l’attività di sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente da persone ritenute vicine alla criminalità organizzata. L’ultima operazione, eseguita in seguito a un decreto di sequestro della Procura di Bari, è in corso nel quartiere Japigia con l’impiego di forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale di Arca Puglia.

L’intervento rientra nell’ambito di un’indagine sulle occupazioni abusive condotta sulla base dei dati forniti da Arca Puglia e degli accertamenti dei carabinieri.

Negli ultimi giorni era stato liberato l’appartamento occupato dalla famiglia di Alessandro Ruta, ritenuto uno dei capi della frangia Strisciuglio del quartiere San Paolo.

In precedenza erano stati eseguiti sgomberi nei confronti dei familiari di Luca Marinelli, a Ceglie del Campo, e di Giovanni Faccilongo, nel quartiere San Pio. Nel 2025, inoltre, le operazioni avevano interessato anche Rossane Palermiti, nipote del boss di Japigia Eugenio Palermiti.

Bari, case popolari occupate da abusivi e dai clan. Nuovo blitz a Japigia: liberato l’appartamento dei Lafirenze

Nuovi sgomberi di case popolari occupate abusivamente a Bari, nel mirino ancora una volta le famiglie legate alla criminalità organizzata. Tra queste, quella di Umberto Lafirenze, ritenuto vicino al clan Palermiti, che occupava illegalmente un appartamento dell’Arca in via Guglielmo Appula a Japigia. All’interno cinque persone.

L’operazione è stata disposta dalla Procura di Bari e segue altri sgomberi già effettuati in diversi quartieri. Lafirenze è stato coinvolto in attività criminali legate soprattutto al traffico di droga ed è già stato condannato in due processi derivati da un’inchiesta antimafia.

Bari, sgomberate le case popolari occupate da abusivi: sequestri convalidati

Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.

Oggi tre gip hanno convalidato quei provvedimenti, mentre si è ancora in attesa della convalida del provvedimento nei confronti di Luca Marinelli, che insieme alla madre avrebbe occupato abusivamente un appartamento nel quartiere di Ceglie del Campo.

Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.

Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime quattro abitazioni, occupate (oltre che da Marinelli) da Giovanni Faccilongo, Lorenzo Pesce e Daniele Grieco.

Come emerso, in nessun caso gli occupanti avevano il titolo per poter risiedere regolarmente, con le proprie famiglie, in quegli appartamenti, che anzi – in due casi – risultavano assegnati ad altre persone.

Bari, lesioni gravi ai pilastri e rischio crollo: sgomberate due palazzine di 7 piani in via Capriati

Sgombero immediato per due palazzine di sette piani in via Capriati, traversa di viale Einaudi. In totale sono 24 le abitazioni interessate dallo sgombero, altrettante le famiglie al momento senza casa.

Da alcuni giorni erano stati avviati i lavori di messa in sicurezza di alcuni pilastri, ma il direttore dei lavori si è accorto di alcune lesioni gravi e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Dopo il sopralluogo è stato richiesto lo sgombero.

Un’altra palazzina di quattro piani è stata sgomberata qualche giorno fa in via Caldarola, negli ultimi mesi, dopo il crollo in via Pinto, diversi edifici sono stati sgomberati per effettuare ispezioni e controlli.

Bari, criticità sulla colonna esterna: sgomberata palazzina popolare in via Caldarola a Japigia

Una palazzina popolare di quattro piani situata in via Caldarola, nel quartiere Japigia di Bari, è stata fatto sgomberare ieri sera dopo la segnalazione da parte dell’amministratore di condominio per criticità emerse su una colonna esterna. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Gli inquilini e le 8 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

 

Bari, sgombero dell’ex Socrate occupato. Don Angelo Cassano in aula: “Non si poteva lasciare al freddo la gente”

Don Angelo Cassano, oggi parroco della chiesa di San Carlo al quartiere Libertà e referente regionale di Libera contro le mafie, è stato ascoltato come testimone della difesa nel processo in cui sono imputate 30 persone dopo la protesta contro lo sgombero dell’ex liceo Socrate di via Fanelli avvenuto il 22 dicembre 2020 in seguito ad un incendio.

La struttura negli anni si era trasformata in un rifugio per migranti, alla sbarra ci sono trenta persone, accusate di manifestazione non autorizzata e due di loro anche di resistenza a pubblico ufficiale. Don Angelo Cassano, ai tempi parroco di San Sabino, si recò sul posto in qualità di punto di riferimento di diverse associazioni che si occupavano di assistenza ai migranti.

“Sono arrivato nel primo pomeriggio e, siccome si era parlato di incendio, chiesi agli assessori Giuseppe Galasso e Francesca Bottalico di fare una visita nella struttura per capire qual era l’entità del rogo – le sue parole -. Arrivando, mi permetto di dire che l’incendio non aveva questa entità così grave, perché era in un sottoscala dove c’erano dei borsoni, delle cose degli abitanti che erano andate a fuoco, avevano fatto molto fumo”.

Don Angelo richiese l’intervento sul posto dell’allora sindaco Antonio Decaro “perché non si poteva lasciare al freddo la gente in pieno Covid”. La presenza di persone all’interno dell’ex scuola “non era illegittima perché si stava ragionando su una possibilità di far sì che quel luogo diventasse un’abitazione per chi ci stava, non un luogo occupato ma dove la gente viveva, c’era un po’ di tensione ma io onestamente non ho visto difficoltà”.

 

 

Bari, palazzina sgomberata in via de Deo a San Pasquale: firmata l’ordinanza di evacuazione immediata – I DIVIETI

Il sindaco ha firmato un’ordinanza con cui dispone l’evacuazione immediata delle unità immobiliari del fabbricato di via Emanuele de Deo 81, 83, 85 e 87 e via dei Mille 117, 119 e 121 e si inibisce l’accesso alle stesse, e relative pertinenze, a causa dell’inagibilità dell’edificio nel quartiere San Pasquale. Attraverso il provvedimento, emanato a tutela della pubblica incolumità, si ordina ai proprietari di predisporre, entro sette giorni dalla notifica dell’ordinanza, tutti gli accorgimenti e le opere provvisionali in modo da evitare eventuali conseguenze determinate dal dissesto statico dell’immobile, come riscontrato durante il sopralluogo di questa mattina a cura del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dei tecnici comunali.

Un tecnico competente dovrà, quindi, effettuare una scrupolosa verifica delle condizioni statiche di tutti gli elementi strutturali dell’immobile al fine di mettere in sicurezza definitiva il fabbricato. Pertanto, potrà essere consentita l’agibilità delle unità immobiliari in questione solo dopo l’adempimento degli obblighi descritti, e comunque quando sarà ripristinata l’idoneità statica della palazzina.

Contestualmente l’ordinanza vieta il transito, la sosta e la fermata veicolare e il transito pedonale nei tratti di via Emanuele de Deo e via dei Mille prospicienti l’immobile.

A seguito del sopralluogo di questa mattina sono diverse le anomalie strutturali rilevate dai tecnici:

· dissesto statico di un pilastro in cemento armato nel piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro, svergolamento delle barre di armatura in avanzato stato di ossidazione, conseguente apertura della staffa;

· dissesto statico della trave portante in cemento armato in corrispondenza della sezione di testa del predetto pilastro, con espulsione del copriferro e fenomeni ossidativi delle barre di armatura e presenza di quadro lesionativo diffuso in corrispondenza del nodo strutturale;

· dissesto statico del pilastro in cemento armato nel piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro e avanzato stato di ossidazione delle barre di armatura, corrose sino alla completa riduzione della sezione effettiva di armatura;

· dissesto statico di pilastro in cemento armato nel locale tecnico al piano interrato (accesso dal civico 83 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro e avanzato stato di ossidazione delle barre di armatura, corrose sino alla completa riduzione della sezione effettiva di armatura;

· presenza di un sistema provvisorio di puntellamento installato a presidio delle travi in cemento armato e di parte dei solai del piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo).

Pertanto, per tutte queste motivazioni la situazione costituisce grave pericolo per la pubblica incolumità a causa dello stato avanzato del dissesto e dell’impossibilità di prevederne eventuali evoluzioni.