Bari, un cimitero per gli animali nella necropoli di Loseto: c’è il via libera del Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che avvia l’iter per la realizzazione del primo cimitero cittadino dedicato agli animali d’affezione, in particolare cani e gatti. L’area individuata è all’interno della necropoli di Loseto, ma sarà separata dagli spazi destinati alle sepolture umane.

La proposta, presentata dalla consigliera Nicoletta Milone e condivisa da numerosi consiglieri, impegna la giunta a predisporre uno studio di fattibilità tecnico-economica, coinvolgendo la Asl e possibili partner privati.

L’obiettivo è offrire un servizio pubblico sempre più richiesto dalle famiglie che considerano gli animali parte integrante del nucleo familiare, superando la necessità di ricorrere a strutture private spesso costose e lontane dalla città.

Secondo i promotori, il nuovo cimitero consentirà anche di contrastare pratiche irregolari nello smaltimento delle carcasse degli animali, garantendo il rispetto delle norme igienico-sanitarie e urbanistiche. Per Bari si tratterebbe di un ulteriore passo avanti verso un servizio già presente da anni in molte altre città italiane.

Brindisi, accusato di torturare gatti: il medico torna al lavoro e in reparto scoppia la rivolta. Messo a riposo

Cristian Luca Ghezzani, anestesista 50enne dell’ospedale Perrino di Brindisi, indagato per aver ucciso tre gatti e tentato di eliminarne altri cinque, è tornato brevemente in servizio prima di essere nuovamente messo in riposo dalla Asl.

Secondo le indagini, i gatti sarebbero stati catturati dalle colonie feline e uccisi con diversi strumenti, tra cui bastoni e chiavi, in alcuni casi con violenze particolarmente cruente. Gli animalisti hanno chiesto ulteriori approfondimenti, sospettando che Ghezzani possa essere coinvolto in altri episodi non ancora contestati.

Il ritorno temporaneo del medico ha creato malumore tra colleghi e personale dell’ospedale, portando la direzione della Asl a confermare il riposo forzato in attesa degli sviluppi processuali. Ghezzani rimane indagato a piede libero, mentre l’inchiesta prosegue in fase preliminare.

Choc a Brindisi, indagato il medico Cristian Ghezzani. L’accusa: “Ha ucciso 3 gatti e tentato di sopprimere altri 5”

Avrebbe ucciso tre gatti e tentato di ammazzarne altri cinque con crudeltà un medico 51enne di Brindisi, Cristian Luca Ghezzani, a cui è stato notificato un avvio di conclusione delle indagini emesso dalla Procura di Brindisi.Le contestazioni, legate a diversi episodi di uccisione e tentativi di uccisione di animali, si riferiscono al periodo compreso dal 2023 al 2025.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile. Durante l’attività investigativa sono state acquisite le immagini di videosorveglianza di controllo delle colonie feline della città che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’indagato ed i singoli episodi.

In cinque casi – secondo quanto accertato dagli investigatori – l’uccisione degli animali non si è consumata per cause non dipendenti dalla volontà dell’indagato. Durante una perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino utilizzati per catturare e tentare di colpire gli animali.

Dalle attività condotte da un consulente tecnico dalla Procura, inoltre, è stato accertato che all’interno della gabbia trappola, sul bastone e all’interno dell’autovettura utilizzata dall’uomo vi sono tracce di sangue e peli riconducibili a gatti.

Nogez Bari, 53 cani e 40 gatti hanno trovato una famiglia nel 2025: “Ogni singola adozione è una vittoria”

“I numeri hanno un’anima. E nel 2025 hanno anche un nome. Teddy, Zoe, Chicco, Kyra, Lilly, Leo, Stellina, Lulù, Milo, Carlotta, Ariel, Romeo, Luna, Vita, Giotto… 53 cani. Bijoux, Sophie, Lola, Ella, Lady, Desy, Bianchino, Ros, Arthur, Ambra, Sissi, Leo, Aurora, Oscar… 40 gatti. Quasi 100 animali hanno trovato una famiglia nel 2025”.

Inizia così il resoconto pubblicato sui social dal Nogez Bari. “Animali salvati dal maltrattamento, da incidenti, dall’abbandono. Sappiamo bene che questo numero è ancora piccolo rispetto al mastodontico esercito silenzioso di animali che attendono un’adozione. Ma ogni singola adozione è una vittoria, una vita che cambia, una speranza che prende forma”, aggiungono.

“Questa soddisfazione ci dà la carica per fare sempre meglio. Nel tempo siamo diventati una grande famiglia: scegliamo con cura le famiglie adottive e restiamo in contatto con loro, ricevendo aggiornamenti, foto, storie di rinascita dei nostri amici pelosi. Grazie a chi sceglie di adottare – concludono -. Grazie a chi ci supporta anche solo con una condivisione. Per il 2026 il nostro obiettivo è uno solo: superarci. Perché solo insieme possiamo garantire un futuro migliore a chi non ha voce”.

Emanuele perde la testa, sette gatti al buio in condizioni pietose: “Dove sono Comune e animalisti?”

Torniamo ad occuparci della storia di Emanuele e dei gatti che accudisce in via Mayer. Le condizioni in cui vivono al buio e nell’umidità sono pessime.

Ne sono rimasti 7, gli altri sono stati presi, ma la situazione resta drammatica. Emanuele scarica tutta la colpa alle associazioni animaliste, mentre ha promesso di non prendere più altri gatti.

Abbiamo provveduto ad una spesa di 150 euro per dar loro da mangiare, la nostra più che una donazione è una provocazione perché è inaccettabile gestire così una situazione.

I gatti dormono sul lato sinistro, lo studio dell’Università di Bari spiega il motivo: “Strategia di sopravvivenza”

Quando un gatto dorme su lato sinistro non lo fa casualmente, o magari per comodità: questa scelta istintiva rappresenta una strategia di sopravvivenza e, quindi, un vantaggio dal punto di vista evolutivo.

A questa conclusione è giunto un team di ricerca internazionale composto, fra gli altri, da esperti dell’università Aldo Moro di Bari. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Current Biology’, dimostra che i felini preferiscono dormire in posizioni sopraelevate e principalmente sul fianco sinistro e questa posizione comporta, al risveglio, che il loro primo sguardo sull’ambiente avvenga principalmente attraverso l’emicampo visivo sinistro, le cui informazioni visive vengono elaborate dall’emisfero destro del cervello.

Quest’ultimo è noto per le sue capacità di elaborare informazioni spaziali avanzate e per l’efficacia nel coordinare risposte motorie rapide, come la fuga o l’attacco.

Alla ricerca hanno partecipato scienziati della sezione di Fisiologia e comportamento animale del dipartimento di Medicina veterinaria di UniBa, in collaborazione con istituzioni accademiche e centri di ricerca di Prince Edward Island (Canada), Posieux (Svizzera), Kars e Ankara (Turchia), Bochum e Amburgo (Germania).