Falsi referti e visite a pagamento negli orari di servizio, medico indagato nel Brindisino: danno da 68mila euro

Si sono concluse le indagini preliminari nei confronti di un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza della provincia di Brindisi, accusato di falso ideologico in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto, il medico avrebbe svolto visite specialistiche private a pagamento, con compensi fino a 100 euro per prestazione, durante l’orario di servizio. In almeno un caso avrebbe incassato il denaro in contanti senza rilasciare ricevuta fiscale.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato la redazione di referti medici falsi per giustificare la propria posizione dopo l’avvio delle ispezioni e l’utilizzo irregolare del personale sanitario della struttura.

Per simulare il rispetto dell’orario di lavoro contrattuale, il professionista avrebbe omesso le timbrature di uscita dalla sede di servizio, effettuandole ore dopo in un altro presidio ospedaliero dove non era autorizzato a lavorare. Il danno economico contestato all’Azienda sanitaria locale è stato quantificato in circa 68 mila euro. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto.

Centrale di falsi diplomi a Trani, 9 arresti e 30 indagati: 8mila euro per accedere ai concorsi – I DETTAGLI

Le nove persone arrestate e portate in carcere questa mattina dalla Guardia di finanza facevano parte di un’organizzazione che rilasciava titoli di studio e professionali falsi, o comunque senza valore legale in Italia, emessi da sedicenti enti universitari, da istituti scolastici di istruzione superiore paritari, e scuole professionali dislocate in varie regioni (Lazio, Lombardia, Calabria e Sicilia). I numerosi clienti erano aspiranti insegnanti, laureati e diplomati, che pagavano 8mila euro ciascuno per conseguire un titolo e accedere a concorsi pubblici nella scuola e diventare, tra l’altro, insegnanti di sostegno.

Il giro d’affari prodotto sarebbe ingente, la Guardia di finanza ha infatti sequestrato beni per un valore complessivo di quasi 10 milioni di euro. Complessivamente sono 30 le persone indagate nell’inchiesta chiamata ‘Zero titoli’. I reati di cui sono accusate, a vario titolo e in concorso tra di loro, sono associazione per delinquere, truffa aggravata, falso materiale, corruzione e autoriciclaggio. Secondo quanto accertato dalle indagini, i principali indagati avrebbero creato un polo universitario con base operativa a Trani che si sarebbe avvalso di una rete composta da oltre 55 punti dislocati su tutto il territorio nazionale, utilizzata per reclutare i clienti. Inoltre sarebbero state costituite società di capitali all’estero (Cipro, Regno Unito e America Latina) solo in apparenza abilitate al rilascio di titoli di studio riconosciuti anche in Italia. Per pubblicizzare i corsi, venivano usati siti internet, pagine Facebook e profili WhatsApp.

La società, inoltre, consegnava pergamene, certificazioni e traduzioni giurate contraffatte, certificati di equipollenza falsamente emessi da atenei italiani (in particolare dall’Università Sapienza di Roma). Le lezioni si sarebbero svolte tramite una piattaforma web appositamente creata, su cui era caricato anche il relativo materiale didattico, di dubbia validità e veridicità. E al termine dei vari corsi sarebbero stati distribuiti i plichi contenenti le pergamene create dall’organizzazione, attestanti il conseguimento del titolo. In alcuni casi la consegna è avvenuta nel corso di eventi appositamente organizzati presso un hotel di Roma. Nel corso delle investigazioni è stato inoltre riscontrato l’inoltro via pec al ministero dell’Università e della ricerca (Mur) di centinaia di richieste di riconoscimento dei titoli universitari, prive di qualsiasi documentazione a supporto, strumentali all’ottenimento di una ricevuta di protocollo generata in automatico dal sistema informatico del dicastero, da utilizzare illecitamente per ottenere un temporaneo incarico di insegnamento.