Terapia del dolore oncologico, a Bari ricerca clinica anche sui cannabinoidi: intesa tra Istituto Tumori e Farmalabor

Sviluppare attività di ricerca clinica nel campo della terapia del dolore e delle cure palliative in ambito oncologico è l’obiettivo del protocollo d’Intesa per la collaborazione scientifica tra l’Irccs Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e l’azienda Farmalabor s.r.l.

L’accordo, della durata di due anni, è stato siglato oggi. Tra gli ambiti di interesse rientra anche lo studio di preparazioni a base di cannabinoidi, nel pieno rispetto della normativa vigente.

La partnership si articolerà attraverso la definizione di protocolli di ricerca clinica e osservazionale, affiancati da attività di raccolta e analisi dei dati secondo metodologie validate e indipendenti, nonché da iniziative di formazione e aggiornamento scientifico.

L’Istituto manterrà la piena autonomia scientifica e decisionale nella progettazione, conduzione e pubblicazione degli studi. Per garantire l’operatività dell’intesa, è prevista l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico composto da un referente designato dall’Istituto e da uno indicato da Farmalabor.

“Questo protocollo si inserisce nel percorso di rafforzamento delle attività di ricerca clinica dell’Istituto – afferma Alessandro Delle Donne, commissario straordinario dell’Irccs – con particolare attenzione alla qualità della vita dei pazienti e alla gestione del dolore”.

“Mettere la nostra esperienza nelle preparazioni galeniche e nello studio della cannabis medicinale al servizio della ricerca scientifica indipendente – dichiara Sergio Fontana, presidente di Farmalabor – significa investire concretamente nel futuro delle cure. Il nostro obiettivo non è solo fornire materie prime di qualità, ma contribuire alla creazione di protocolli terapeutici sicuri e validati che possano realmente migliorare il quotidiano dei pazienti oncologici nella gestione del dolore”.

Ricerca oncologica, l’Oncologico di Bari tra i primi IRCCS per crescita dei fondi ministeriali: +15,29% nel 2025

Cresce il finanziamento statale destinato alla ricerca scientifica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Secondo i dati della valutazione nazionale della Ricerca Corrente 2025 del Ministero della Salute, l’Istituto Oncologico barese registra un incremento del 15,29% rispetto al 2024, collocandosi al nono posto tra gli IRCCS italiani per crescita del finanziamento ministeriale alla ricerca.

«Il risultato della valutazione nazionale della Ricerca Corrente rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto dall’Istituto negli ultimi anni – dichiara il Commissario straordinario Alessandro Delle Donne – e conferma la validità del percorso intrapreso per rafforzare l’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo dell’oncologia».

Il risultato si accompagna a un miglioramento di diversi indicatori scientifici utilizzati nelle valutazioni nazionali della ricerca. In particolare, cresce del 13% l’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (Field-Weighted Citation Impact), l’indicatore che confronta quante volte gli studi vengono citati nella letteratura scientifica internazionale rispetto alla media mondiale nello stesso ambito disciplinare. Ancora più significativo l’aumento delle citazioni complessive della produzione scientifica dell’Istituto, cresciute del 73%, segno di una maggiore diffusione e rilevanza dei risultati della ricerca nella comunità scientifica internazionale.

A questi risultati si affianca anche una intensa attività di ricerca clinica attiva sui pazienti. Negli ultimi cinque anni l’Istituto ha avviato 60 trial clinici, collocandosi al settimo posto tra gli IRCCS italiani per numero di studi clinici attivi. La sperimentazione clinica rappresenta uno degli strumenti più importanti dell’oncologia contemporanea perché consente ai pazienti di accedere a terapie innovative e protocolli di cura sperimentali, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche e al miglioramento delle strategie terapeutiche.

L’Istituto si distingue inoltre per la capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca, con oltre 7 milioni di euro ottenuti da enti pubblici italiani, dato che colloca l’Istituto Tumori di Bari al sesto posto tra gli IRCCS a livello nazionale per volume complessivo di finanziamenti pubblici alla ricerca. A questi si aggiungono oltre 2 milioni di euro di finanziamenti europei, un valore superiore alla media nazionale e che colloca l’Istituto tra i primi otto IRCCS italiani.

La crescita degli indicatori bibliometrici e della sperimentazione clinica conferma la vitalità della ricerca scientifica dell’Istituto, rafforzando il ruolo della ricerca traslazionale e il trasferimento rapido delle innovazioni nella pratica clinica.

«Il miglioramento degli indicatori scientifici e l’elevato numero di trial clinici attivi testimoniano la solidità e il dinamismo della ricerca dell’Istituto – afferma la direttrice scientifica Raffaella Massafra –. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la ricerca traslazionale, sviluppare progetti scientifici sempre più competitivi e ampliare la sperimentazione clinica, affinché le innovazioni della ricerca possano tradursi rapidamente in nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti».

L’aumento del finanziamento ministeriale e degli indicatori scientifici conferma dunque il percorso di crescita dell’Istituto Tumori di Bari nel panorama nazionale della ricerca oncologica, rafforzando ulteriormente il legame tra produzione scientifica, innovazione tecnologica e qualità dell’assistenza.

I numeri della ricerca dell’Istituto Tumori di Bari:

• +15,29% aumento del finanziamento ministeriale per la Ricerca Corrente 2025

• 9° posto tra gli IRCCS per crescita dei fondi ministeriali alla ricerca

• 60 trial clinici attivi negli ultimi cinque anni – 7° posto tra gli IRCCS

• oltre 7 milioni di euro di finanziamenti pubblici nazionali per la ricerca – 6° posto tra gli IRCCS

• +13% crescita dell’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (FWCI)

• +73% aumento delle citazioni della produzione scientifica

Bari, l’8 marzo l’Oncologico aperto per la salute delle donne: interventi ginecologici, TAC e mammografie

Domenica 8 marzo l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, sarà aperto per una giornata straordinaria dedicata alla salute delle donne nell’ambito del piano di abbattimento delle liste di attesa.

Nel corso della giornata saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate: 20 pazienti saranno sottoposte a TAC e 40 a mammografie, ecografie e visite senologiche, grazie all’apertura straordinaria dei servizi e delle sale operatorie.

“L’8 marzo apriamo l’Istituto con una giornata interamente dedicata alla salute delle donne, mettendo in campo interventi chirurgici e prestazioni diagnostiche aggiuntive per contribuire concretamente alla riduzione delle liste di attesa – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ –. Stiamo utilizzando le risorse messe a disposizione dalla Regione per aumentare la capacità ambulatoriale e chirurgica e garantire risposte più rapide alle pazienti che hanno bisogno di diagnosi e cure. Ringrazio tutto il personale sanitario e amministrativo dell’Istituto che sta lavorando con grande impegno per rendere possibile questo piano di attività straordinarie”.

La giornata sarà arricchita dalla presenza di associazioni di pazienti, che promuoveranno iniziative dedicate all’umanizzazione delle cure, con momenti di incontro, attività di accoglienza e la distribuzione di gadget.

Nel quadro delle attività di abbattimento delle liste di attesa, tra il 2 febbraio e il 3 marzo 2026 all’Istituto sono stati eseguiti complessivamente 321 interventi chirurgici. Di questi, 188 in Classe A e 80 in Classe B, pari complessivamente all’83,5% dell’attività chirurgica, le classi di priorità più urgenti. Nello stesso periodo sono stati inoltre eseguiti 25 interventi in Classe C, 18 in Classe D e 8 interventi in urgenza.

L’attività ha coinvolto le principali discipline chirurgiche oncologiche dell’Istituto, in particolare ginecologia, urologia, chirurgia senologica, chirurgia toracica, chirurgia plastica, chirurgia generale e otorinolaringoiatria, e si inserisce nei percorsi di presa in carico multidisciplinare che l’Istituto garantisce ai pazienti oncologici dalla diagnosi al trattamento.

L’apertura straordinaria dell’8 marzo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento dei percorsi di presa in carico e nel miglioramento dell’accesso alle cure, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e assicurare risposte tempestive ai pazienti.

Bari, all’Oncologico arrivano i visori di realtà virtuale: “Per ridurre ansia e stress nelle cure con immagini e suoni”

Tre visori di realtà virtuale sono ora a disposizione dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nell’ambito delle attività di ricerca traslazionale. I dispositivi sono stati acquistati con fondi della Ricerca Corrente e saranno impiegati in progetti finalizzati a migliorare l’esperienza del paziente durante procedure diagnostiche e interventistiche.

La tecnologia consente di immergere il paziente in ambienti virtuali potenzialmente rilassanti, con immagini e suoni studiati per favorire distrazione e comfort emotivo. L’obiettivo è ridurre lo stress procedurale, migliorare la collaborazione del paziente e, ove possibile, contenere l’impiego di farmaci ansiolitici o sedativi.

I visori verranno utilizzati durante procedure mininvasive e infusioni di chemioterapia, momenti delicati del percorso oncologico che, pur svolgendosi in condizioni di sicurezza e con adeguata assistenza clinica, possono generare ansia, paura e una significativa percezione del dolore.

«L’innovazione tecnologica deve tradursi in un beneficio concreto per le persone – dichiarano Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese, e Raffaella Massafra, Direttrice Scientifica – e l’introduzione della realtà virtuale rappresenta un esempio di ricerca che entra direttamente nei percorsi assistenziali. Investire fondi della ricerca in strumenti capaci di migliorare il benessere psicofisico durante procedure invasive significa rafforzare il nostro modello di presa in carico globale, in cui cura clinica e qualità dell’esperienza del paziente procedono insieme».

L’utilizzo dei visori sarà affidato alle psicologhe ricercatrici del Servizio di Psiconcologia, nell’ambito di protocolli scientifici finalizzati a valutarne l’impatto su ansia, percezione del dolore, tempi procedurali e grado di soddisfazione dei pazienti. L’intervento psicologico sarà parte integrante del percorso, con una supervisione clinica e metodologica strutturata, così da garantire appropriatezza, sicurezza e qualità dei dati raccolti. I risultati contribuiranno allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi e replicabili anche in altri contesti oncologici.

Con questa iniziativa, l’Istituto consolida il proprio impegno nella ricerca traslazionale, trasformando evidenze scientifiche e tecnologie digitali in strumenti concreti al servizio della persona.

Bari, soldi dai pazienti malati di cancro e visite a nero: Vito Lorusso dovrà restituire mezzo milione all’Oncologico

Vito Lorusso dovrà risarcire l’Oncologico di Bari con mezzo milione di euro. A stabilirlo è la Corte dei Conti che lo ha ritenuto responsabile del danno erariale, tra i 165mila euro di danno patrimoniale (l’azienda sanitaria ha pagato per 5 anni l’esclusiva a un professionista che ha violato le regole dell’intramoenia) e 330mila euro di danno d’immagine.

Lorusso sta scontando una pena di 5 anni per concussione e peculato per aver chiesto soldi ai pazienti malati di cancro con l’obiettivo di velocizzare visite ed esami.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, ha svolto visite mediche oltrepassando gli obblighi di legge, effettuando visite fuori l’orario di lavoro, senza prenotazioni tramite Alpi, e intascando il denaro direttamente.

Le indagini hanno accertato un vero e proprio sistema messo in piedi, i pazienti arrivavano a pagare tra i 200 e i 300 euro, senza ricevere in cambio alcun documento fiscale. Tra il 2019 e il 2023 avrebbe effettuato 200 visite senza alcun controlli, venendo meno anche al patto di esclusività con l’azienda.

L’ex primario, arrestato mentre un malato di cancro gli consegnava 100 euro, è poi a processo anche con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso nell’ambito della campagna elettorale della figlia Maria Carmen, moglie di Giacomo Olivieri, che nel 2019 sarebbe stata eletta al Consiglio comunale di Bari anche grazie ai voti dei clan.

Bari, all’Oncologico al via sperimentazione Ascent-05 per tumore al seno: “Enorme passo avanti nel trattamento”

L’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari è il primo centro in Italia ad aver arruolato due pazienti per la sperimentazione clinica internazionale Ascent-05, che prevede la somministrazione di un immunoterapico associato a un anticorpo farmaco-coniugato per le pazienti affette da tumore del seno triplo negativo localmente avanzato”.

Lo annuncia in una nota l’istituto oncologico barese, evidenziando che “si tratta di un enorme passo avanti nel trattamento per questo tipo di tumore, uno dei più difficili da trattare”.

La sperimentazione, approvata dal comitato etico dell’istituto e avviata con il supporto della direzione scientifica diretta da Raffaella Massafra, è partita nella Breast unit.

L’oncologo Antonio Cusmai ha individuato le prime due pazienti che potevano essere candidate allo studio clinico. “L’obiettivo primario di questa nuova combinazione di farmaci – evidenzia l’istituto – è ridurre il rischio di una ripresa della malattia, aumentando così la sopravvivenza globale e offrendo elevate possibilità di guarigione”.

“Nei nostri ambulatori assistiamo ogni giorno a piccole ma significative conquiste – commenta il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – conosciamo più a fondo la malattia, come si sviluppa e come prolifera e, sulla base di questa conoscenza, mettiamo a disposizione farmaci sempre più precisi e personalizzati”.

Bari, ricostruzione del seno con tessuto dell’addome: primo intervento all’Oncologico su paziente di 55 anni

Il tessuto addominale di una paziente di 55 anni è stato utilizzato per ricostruirle il seno, asportato dopo un tumore. L’intervento è stato eseguito con una tecnica di microchirurgia, nota come DIEP, deep inferior epigastric perforator flap, una delle tecniche più avanzate attualmente disponibili, applicate in pochissime strutture ospedaliere in Puglia e realizzata per la prima volta all’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.

“Si tratta – commenta a riguardo il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – di un traguardo per la nostra équipe chirurgica ma soprattutto di un’importante chance per le nostre pazienti. Questa tecnica, infatti, assicura un risultato permanente e naturale, che evita le protesi e i rischi ad esse connessi. Gli interventi ad altra complessità chirurgica e medica sono la mission di un Istituto di Ricovero e Cura come il nostro ma anche il frutto di una precisa scelta strategica che abbiamo perseguito dotando questo Istituto di risorse umane e strumentali in grado di realizzare interventi come questo. A qualche giorno dall’operazione, la paziente sta bene, è tornata a casa e ci ha inviato una lettera piena di ringraziamenti: tutto questo affetto ci riempie di orgoglio e ci spinge a migliorarci sempre più”.

L’intervento è stato eseguito dall’équipe dell’unità operativa complessa di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto, diretta da Maurizio Ressa. In sala operatoria i chirurghi Sara Leuzzi, Andrea Armenio, Francesco Castellaneta e Valerio De Santis e gli anestesisti Giuseppe Caravetta e Daniele De Sario. Durante l’intervento è stata ricostruita la mammella precedentemente asportata per il tumore, è stata rimodellata la mammella controlaterale ed è stata eseguita l’addominoplastica.

Nel dettaglio, un lembo composto da cute e tessuto adiposo, con preservazione dei muscoli, dopo essere stato prelevato dall’addome della paziente, è stato trasposto nella zona toracica. Qui il lembo è stato anastomizzato, cioè ricollegato ai vasi sanguigni con tecniche microchirurgiche e mezzi d’ingrandimento, da un’équipe formata composta, tra gli altri, da Sara Leuzzi, chirurgo plastico e ricostruttivo, che ha lavorato a Parigi migliorando le proprie competenze in microchirurgia mammaria e testa-collo. Prima dell’intervento, la paziente è stata sottoposta ad angio-tac, nell’unità operativa di radiodiagnostica dell’Istituto diretta da Donato Oreste, per verificare la buona vascolarizzazione del lembo.

Questa tecnica può essere applicata in specifiche situazioni. In questo caso, la paziente era stata sottoposta in passato a mastectomia e a ricostruzione con protesi ma, nel tempo, la protesi aveva provocato complicanze. Di qui, la necessità di intervenire con una ricostruzione con tessuto autologo, cioè prelevato dalla stessa paziente, che aveva sufficiente adipe addominale per eseguire l’intervento.

Oncologico Bari, nel 2025 aumentano ricoveri e interventi: “Così si riducono i viaggi della speranza”

Nel 2025 l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, registra un incremento dell’attività chirurgica pari a +17 per cento e dei ricoveri pari a +12 per cento, consolidando il proprio ruolo all’interno della Rete Oncologica Pugliese e contribuendo in modo concreto al contenimento della mobilità passiva oncologica.

“La crescita registrata nel 2025 riguarda l’intero sistema dell’Istituto – afferma il Commissario Straordinario Alessandro Delle Donne –. Aumentano le prestazioni ambulatoriali, degenziali e chirurgiche e si rafforza la capacità di presa in carico. A questi risultati si affiancano quelli della ricerca, con l’incremento dei finanziamenti, i progetti in corso, i brevetti depositati e i riconoscimenti ottenuti. Negli ultimi tre anni un piano di investimenti, sostenuto da fondi regionali, nazionali e del PNRR per oltre 17 milioni di euro, ha accompagnato il rilancio dell’Istituto, rendendo possibile una crescita sul piano tecnologico e organizzativo. In questa visione si inseriscono anche il CORO – Centro di Orientamento Oncologico, che assicura una presa in carico globale del paziente lungo l’intero percorso di cura, evitando frammentazioni e spostamenti ripetuti, e il TeleCoro, che rafforza l’integrazione con il territorio. Tutto questo contribuisce a ridurre la mobilità passiva oncologica e a restituire fiducia ai cittadini pugliesi.”

I dati complessivi relativi al 2025 mostrano innanzitutto una crescita significativa dell’attività chirurgica, con un incremento pari a +17 per cento rispetto al 2024. Nello stesso periodo, i ricoveri sono aumentati da 3.659 a 4.100, con una crescita complessiva pari a +12,1 per cento. Alla crescita dei volumi si accompagna un incremento della complessità assistenziale, con un indice di complessità media passato da 1,69 a 1,72, a conferma di una presa in carico sempre più strutturata e qualificata dei pazienti oncologici.

In crescita anche l’attività di specialistica ambulatoriale, che comprende visite, esami di laboratorio, radiodiagnostica e terapie. Il valore economico complessivo delle prestazioni erogate passa dai 22 milioni di euro del 2024 a oltre 25 milioni del 2025, con un incremento pari a +13,6 per cento, segno di un rafforzamento dell’offerta assistenziale e della capacità di risposta ai bisogni di salute del territorio.

Alla crescita dell’attività clinica si accompagna un significativo investimento in tecnologie e spazi di cura. Negli ultimi tre anni l’Istituto Tumori ha potenziato la propria dotazione con nuove strumentazioni di ultima generazione, tra cui il robot chirurgico Da Vinci, un nuovo acceleratore lineare per la radioterapia, una nuova apparecchiatura di risonanza magnetica e una nuova TAC a 128 strati. Nello stesso percorso di rafforzamento tecnologico, la Regione Puglia ha finanziato l’acquisto di una PET, destinata ad ampliare ulteriormente le capacità diagnostiche dell’Istituto, e la realizzazione di una nuova piattaforma ambulatoriale, che ospita anche il corso di laurea in Scienze infermieristiche di recente istituzione e i nuovi laboratori di ricerca.

Parallelamente, l’Istituto ha rafforzato l’organizzazione dei servizi in un’ottica di umanizzazione delle cure, potenziando il servizio di Medicina fisica e riabilitazione, che dispone, unico caso in Puglia, di una palestra dedicata alla riabilitazione dei pazienti oncologici ricoverati. Grazie al proficuo rapporto con l’Università di Bari, l’Istituto Tumori ha inoltre inaugurato a dicembre il reparto di Urologia a direzione universitaria, potenziando un percorso di convergenza tra didattica, assistenza e ricerca già avviato con il reparto di Ginecologia clinicizzata con UNIBA. Altri reparti ospedalieri hanno inoltre ricevuto un importante potenziamento, come l’Otorinolaringoiatria, la Chirurgia generale e la Chirurgia epatobiliopancreatica.

Un ruolo centrale nel percorso di accesso e orientamento dei pazienti è svolto dal CORO – Centro di Orientamento Oncologico. Nel corso del 2025 il CORO ha registrato circa 1.800 prestazioni, confermandosi come uno strumento chiave per accompagnare il paziente lungo l’intero percorso di cura e migliorare l’appropriatezza e la continuità assistenziale.

L’incremento dell’attività dell’Istituto si inserisce in un quadro regionale che evidenzia un progressivo rafforzamento dell’offerta oncologica pugliese e una riduzione dei cosiddetti “viaggi della speranza”. Oltre l’85 per cento dei pazienti oncologici pugliesi viene oggi curato all’interno della regione, un dato che colloca la Puglia al decimo posto a livello nazionale per capacità di trattenere i pazienti oncologici sul territorio, davanti a regioni come Marche e Trentino-Alto Adige (fonte: AGENAS, Quinta Indagine nazionale sulle Reti Oncologiche, dati 2022 pubblicati nel 2023).

Oncologico Bari, inaugurato il nuovo reparto di Urologia: primo intervento con il robot Da Vinci

Spazi completamente ristrutturati, al terzo piano dell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, nei quali opera anche il nuovissimo sistema robotico Da Vinci, recentemente acquisito nell’ambito del programma regionale Fesr 2021-2027.

Il nuovo reparto di Urologia dell’istituto è stato inaugurato oggi alla presenza, fra gli altri, del commissario straordinario Alessandro Delle Donne, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del governatore uscente, Michele Emiliano.

Proprio ieri, è stato ricordato, è stato eseguito il primo intervento urologico con il nuovo sistema robotico, che consente interventi mini-invasivi ad altissima precisione grazie a una visione tridimensionale ad alta definizione e a strumenti che permettono movimenti estremamente accurati, con benefici rilevanti in termini di riduzione del trauma chirurgico, del dolore post-operatorio e dei tempi di recupero.

“L’apertura del nuovo reparto de l’avvio della chirurgia robotica rappresentano un investimento concreto sulla qualità delle cure e sull’innovazione tecnologica – ha detto Delle Donne -. Dopo la clinicizzazione della Ginecologia nel 2022, questo passaggio si inserisce in un percorso di crescita strutturale e organizzativa dell’istituto, orientato al rafforzamento delle discipline oncologiche ad alta complessità e alla costruzione di modelli assistenziali sempre più integrati”.

Oncologico Bari, oltre 500 interventi nel 2025: il dottor Napoli firma un nuovo record della Chirurgia toracica

Dal 1° gennaio 2025 a oggi il dottor Gaetano Napoli, Direttore della Unità operativa complessa di Chirurgia toracica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, ha superato quota 500 interventi, confermando una casistica elevata e una costante attività chirurgica nell’ambito delle patologie toraciche oncologiche.

“Questo traguardo non rappresenta soltanto un alto numero di interventi, ma soprattutto la complessità delle procedure affrontate, che richiedono tecnologie avanzate, competenze specialistiche e un’integrazione multidisciplinare di livello – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese–. La Chirurgia Toracica del nostro Istituto gestisce ogni giorno casi impegnativi, garantendo cure innovative, sicure e in linea con gli standard internazionali. È un risultato che conferma la solidità dell’organizzazione e la capacità delle équipe di operare in scenari che richiedono esperienza e tempestività, mantenendo al centro la qualità e i bisogni dei pazienti. In un contesto di elevata complessità, questi numeri testimoniano un percorso in continua crescita, distinguendosi per affidabilità e impegno verso la cittadinanza”.

Secondo i dati del sistema regionale SDO/DRG, che certifica l’attività ospedaliera e classifica i ricoveri anche in base alla complessità delle procedure, l’aggiornamento al 31 ottobre 2025 registra per la Chirurgia Toracica dell’Istituto un peso medio di complessità pari a 2,036, indicatore che documenta la natura altamente specialistica dei casi trattati. Gli SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) raccolgono tutte le informazioni cliniche e amministrative dei ricoveri, mentre i DRG (Diagnosis Related Groups) suddividono gli interventi in gruppi omogenei in base al livello di complessità: un valore più alto indica procedure più difficili, che richiedono maggiore esperienza, tecnologie avanzate e un’organizzazione altamente specializzata.

“Questo risultato è il frutto del lavoro di un’équipe straordinaria, che ringrazio per dedizione, professionalità e capacità di affrontare ogni giorno interventi ad alta complessità, con il fondamentale supporto dell’équipe medica e di tutto il personale non medico che collabora nella gestione delle problematiche dei nostri pazienti – sottolinea Napoli – la proiezione dell’attività ci porterà a raggiungere circa 530 interventi entro il 31 dicembre, un obiettivo che testimonia l’impegno condiviso nel garantire cure moderne, efficaci e orientate alla qualità di vita dei pazienti”.

L’attività della UOC di Chirurgia Toracica comprende interventi complessi per tumori del polmone e della pleura, tumori della parete toracica e del mediastino, con approccio sia “open” tradizionale sia mini-invasivo video-assistito (VATS), oltre a procedure diagnostico-terapeutiche avanzate in ambito oncologico toracico.