L’Inps revoca l’assegno di inclusione a una 89enne per i reati del figlio, il Tribunale le dà ragione: avrà 7mila euro

L’Inps aveva revocato l’assegno di inclusione a una donna di 89 anni di Nardò, contestando presunte dichiarazioni mendaci legate alla presenza di una condanna penale a carico del figlio. La pensionata ha però impugnato il provvedimento e il Tribunale di Lecce le ha dato ragione.

La donna ha dimostrato di possedere tutti i requisiti anagrafici, sanitari e patrimoniali necessari per ottenere il beneficio. Il ricorso ha inoltre evidenziato che la normativa prevede il requisito relativo alle condanne penali per il richiedente e non per gli altri componenti del nucleo familiare.

Il giudice del lavoro Luca Notarangelo ha quindi accolto il ricorso, ordinando all’Inps di riattivare l’Assegno di inclusione, pagare le mensilità non corrisposte e rimborsare le spese legali sostenute dalla donna.

Reddito di cittadinanza e assegno di inclusione, scoperti 60 furbetti nella BAT: danno di 420mila euro

Sono complessivamente 60 le persone che nel corso dell’anno avrebbero beneficiato del reddito di cittadinanza e dell’assegno di inclusione senza averne diritto. È quanto fa sapere il Comando provinciale di Barletta della Guardia di finanza secondo cui il danno alle casse dello stato ammonta a 420mila euro.

Si tratta di persone residenti nei comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani, italiane e straniere, segnale alle Procure di Trani e Foggia e all’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale I finanzieri hanno scoperto che in alcuni casi, le misure di sostegno al reddito erano state riconosciute sulla base di istanze presentate all’Istituto previdenziale da stranieri che avrebbero attestato “falsamente il possesso dei requisiti minimi di permanenza sul territorio nazionale”, riferisce una nota. In altri casi invece, i beneficiari delle prestazioni avrebbero “omesso o ritardato di comunicare all’Inps la variazione della situazione reddituale e patrimoniale propria o del proprio nucleo famigliare”.

Assegno di inclusione di giugno in ritardo, Poste Italiane non paga: scoppia il caos negli uffici postali

Malgrado l’Inps abbia disposto regolarmente i mandati di pagamento due giorni fa, al momento non risulta nessun accredito. Ad aprile scorso alcuni percettori hanno ricevuto l’assegno di inclusione solo l’ultimo giorno del mese, ma c’è preoccupazione in vista del weekend di pausa che farebbe slittare tutto alla prossima settimana. 

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