Si nasconde sotto il letto, chiama i Carabinieri e a 12 anni salva la mamma dalle violenze del padre

Un grave episodio di violenza domestica si è verificato la sera del 25 aprile a Copertino, nel Leccese, dove un ragazzo di 12 anni ha avuto la prontezza di chiamare i carabinieri, nascondendosi sotto il letto, per salvare la madre dall’ennesima aggressione del padre.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, già denunciato in passato dalla moglie, avrebbe continuato a mantenere comportamenti violenti e persecutori nonostante la coppia avesse avviato le pratiche di separazione, pur continuando a vivere nella stessa abitazione. La donna, infatti, aveva già sporto querela a dicembre, poi ritirata nella speranza di un cambiamento che però non si è mai concretizzato.

Le tensioni familiari sarebbero cresciute nel tempo, tra accuse di tradimento, atteggiamenti di controllo e continui litigi. La situazione è degenerata la sera del 25 aprile, quando, al rientro in casa, l’uomo avrebbe iniziato a insultare la moglie per poi passare alle vie di fatto, afferrandola per i capelli, strattonandola e sottraendole il cellulare.

In quei momenti concitati, il figlio minorenne, testimone diretto della scena, si è nascosto e con il proprio telefono ha allertato i carabinieri con una richiesta d’aiuto: «Venite, papà sta picchiando mamma».

All’arrivo delle forze dell’ordine, l’uomo si era temporaneamente allontanato dall’abitazione, per poi rientrare poco dopo. La donna si è quindi recata in caserma dove ha formalizzato una nuova denuncia, raccontando una lunga serie di episodi di violenza e minacce, tra cui quella di bruciarle la casa nel caso avesse deciso di trasferirsi altrove. Nonostante i forti dolori al collo, al viso e all’orecchio, non è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118.

“Spero nel Bari in Serie C”, botta e risposta tra sindaci. Leccese a Cannito: “Inopportuno rispetto per i baresi”

“Rispetto per i nostri tifosi”: è quanto chiede il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha scritto una lettera al sindaco di Barletta, Mino Cannito, il quale, dopo la promozione in Lega pro del club della sua città, aveva auspicato la retrocessione del club dei De Laurentiis.

“Caro Mino – ha scritto Leccese – ho ascoltato con sincero stupore le tue dichiarazioni in occasione dei festeggiamenti per il ritorno del Barletta in Serie C. Se da un lato ho compreso l’entusiasmo per un traguardo sportivo atteso da una piazza appassionata come quella del Barletta, alla quale faccio i miei complimenti per il risultato raggiunto, dall’altro non ho potuto non rilevare come le tue parole sul futuro del Bari Calcio siano suonate non solo inopportune, ma difficilmente conciliabili con il Tuo ruolo di sindaco”, che “nel gioire per il progresso del territorio e l’eccellenza delle sue realtà sportive, non dovrebbe mai augurarsi il fallimento altrui”.

“Ieri, poi, ho letto il post – ha proseguito Leccese – in cui hai giustificato le Tue dichiarazioni: tutto comprensibile, per carità, salvo per le mancate scuse alla città di Bari e alla sua tifoseria. Nella certezza che si sia trattato solo di un piccolo incidente di percorso, ti auguro buon lavoro per il prosieguo del Tuo mandato”.

Nel suo post il primo cittadino di Barletta aveva chiarito che il suo “non era un augurio di
sventura” alla squadra del Bari “ma il desiderio, da sindaco, di vedere la propria
città protagonista di derby epici”. “Se il Bari raggiungerà la
salvezza sarò il primo a gioire”, aveva evidenziato Cannito.

Lite degenera in piazza a Lecce, 20enne straniero ferito alla gola: individuato l’aggressore. È un coetaneo

Un giovane di 20 anni, di origini tunisine, è stato ricoverato d’urgenza nella notte con una ferita da taglio alla gola dopo un’aggressione avvenuta a Lecce. Le sue condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi.

L’episodio sarebbe legato a un acceso litigio scoppiato sabato sera nella piazzetta Santa Chiara a Lecce, punto di ritrovo frequentato da molti giovani. Quello che inizialmente sembrava un diverbio isolato avrebbe avuto sviluppi violenti, facendo ipotizzare anche una possibile spedizione punitiva.

Il 20enne avrebbe dichiarato di conoscere l’aggressore, indicato come un coetaneo di origini egiziane. Sulla vicenda sono in corso le indagini della Polizia di Stato. Entrambi sono di Trepuzzi.

Bari, nuova ordinanza per Largo Adua e Piazza Diaz: più spazio ai pedoni e limiti alla movida

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha firmato un’ordinanza che introduce, in via sperimentale e per il periodo compreso tra il 20 aprile e il 30 settembre 2026, una deroga alle disposizioni dell’articolo 43 del Regolamento comunale sull’occupazione di suolo pubblico, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vivibilità e garantire il diritto al riposo dei residenti in Largo Adua e Piazza Diaz (lato Istituto scolastico “Vivante”).

Il provvedimento nasce dall’esigenza di ridurre l’elevata concentrazione di persone lungo i marciapiedi delle due aree, dove negli ultimi mesi si sono registrate criticità legate alla piena fruibilità degli spazi pubblici e all’accesso alle abitazioni da parte dei residenti.

Nel dettaglio, l’ordinanza impone ai titolari di concessioni di suolo pubblico e autorizzazioni semplificate già in essere sui marciapiedi delle aree interessate di ricollocare le proprie occupazioni sul lato opposto della carreggiata, lungo il perimetro del giardino pubblico, nelle more dell’adozione di specifici provvedimenti regolamentari.

Le nuove occupazioni dovranno mantenere le stesse dimensioni di quelle già autorizzate, essere delimitate in modo chiaro e visibile e rispettare integralmente le norme igienico-sanitarie e di sicurezza sul lavoro, previa presentazione di apposita istanza al Municipio competente corredata dal Documento di Valutazione dei Rischi. Resta inoltre vietata qualsiasi forma di utilizzo delle panchine pubbliche che ne limiti la fruizione collettiva. Sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 25 a 500 euro per chi non rispetta le disposizioni dell’ordinanza, oltre a misure progressive di sospensione dell’attività su suolo pubblico fino alla revoca del titolo autorizzatorio in caso di reiterate violazioni.

“L’alta concentrazione di locali e la vocazione all’incontro di queste aree producono, soprattutto in alcune fasce orarie, una pressione significativa sugli spazi pubblici – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Questo si traduce spesso in difficoltà per i pedoni e per i residenti, che segnalano problemi anche nel rientro alle proprie abitazioni. Il protrarsi di queste situazioni ha alimentato tensioni che non possiamo ignorare. Con questa ordinanza interveniamo in modo mirato, seppur in via sperimentale, per ridurre le criticità segnalate, alleggerendo la concentrazione lungo i marciapiedi e distribuendo in modo più equilibrato le presenze negli spazi disponibili. È una misura che si inserisce in un piano più ampio di conciliazione del divertimento notturno, all’interno del quale vi è già il protocollo d’intesa sottoscritto in Prefettura con le associazioni di categoria, che punta a garantire un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e il diritto dei residenti alla tranquillità e alla piena fruizione degli spazi urbani. L’obiettivo è migliorare sicurezza, decoro e vivibilità – conclude il sindaco Leccese – intervenendo in maniera concreta su situazioni che incidono sulla qualità della vita quotidiana, senza penalizzare le attività ma chiedendo a tutti senso di responsabilità e di rispetto delle regole”.

Frana in Molise, Leccese: “L’Italia rischia di essere divisa in due. Servono interventi urgenti e un piano di emergenza”

Il sindaco di Bari Vito Leccese interviene sulla grave situazione determinatasi lungo la dorsale adriatica a seguito della frana di Petacciato, che ha provocato il blocco della viabilità ferroviaria e stradale tra Molise e Puglia.

“Quella di Petacciato è una vicenda che non riguarda solo un territorio ma l’intero Paese. I disagi potrebbero protrarsi per settimane, col rischio concreto di lasciare isolata la Puglia e, più in generale, di spezzare in due l’Italia lungo uno dei suoi principali assi di collegamento. È una prospettiva che non possiamo permetterci di sottovalutare – le sue parole -. Chiediamo al Governo interventi urgenti e immediati per la messa in sicurezza del fronte franoso e per il ripristino delle condizioni di normalità nel più breve tempo possibile. Al contempo chiediamo al Ministro il massimo impegno affinché faccia in modo che, per tutta la durata dell’emergenza, sulla tratta Bari-Napoli non vengano disposte ulteriori interruzioni della linea, proprio per evitare il completo isolamento della Puglia”.

“Servono interventi urgenti e un piano di emergenza, oltre che rassicurazioni chiare sui tempi e sulle modalità con cui si intende intervenire, a maggior ragione se le risorse destinate al potenziamento della dorsale adriatica sono state indirizzate verso altre opere infrastrutturali nel nord del Paese. Strade e ferrovie rappresentano infrastrutture imprescindibili per la mobilità delle persone, per il sistema produttivo e per l’imminente stagione turistica. Garantirne la piena funzionalità è una priorità nazionale, non solo territoriale”, aggiunge.

“Per questo mi unisco all’appello del presidente della Regione Puglia affinché i territori direttamente coinvolti siano pienamente rappresentati nel tavolo nazionale dell’emergenza. È fondamentale lavorare in modo coordinato con il Governo, la Protezione civile e le Regioni interessate per individuare soluzioni rapide ed efficaci – conclude -. Non c’è più tempo da perdere: la sicurezza dei cittadini e la continuità dei collegamenti devono essere garantite immediatamente”.

Bari, Michelangelo Cavone verso l’assessorato al Welfare: prenderà il posto di Vaccarella (eletta in Regione)

Si avvicina la nomina di Michelangelo Cavone come nuovo assessore al Welfare del Comune di Bari. La proposta di conferimento della delega è stata formalizzata questa mattina a Palazzo di Città durante un incontro tra il sindaco Vito Leccese e lo stesso Cavone, alla sua prima esperienza in giunta.

Cavone subentrerà a Elisabetta Vaccarella, recentemente eletta in Consiglio regionale. Il suo nome era stato sostenuto con forza anche dal parlamentare dem Marco Lacarra.

Nonostante la designazione, l’ingresso in giunta non sarà immediato. “L’assessorato è confermato – ha dichiarato Cavone – ma con il sindaco abbiamo deciso che è giusto rispettare gli impegni già presi in Consiglio metropolitano prima di accettare l’incarico”.

Quarantotto anni, una lunga esperienza amministrativa alle spalle, Cavone siede in Consiglio comunale da dodici anni ed è stato presidente dell’aula per otto durante il mandato da sindaco di Antonio Decaro. Attualmente è capogruppo del Partito Democratico e consigliere metropolitano con delega a Viabilità e Trasporti.

La nomina potrebbe arrivare già il 14 aprile, in concomitanza con la prossima seduta del Consiglio metropolitano, oppure più probabilmente intorno al 20 aprile, dopo la discussione di alcune delibere di cui Cavone è primo firmatario.

Europei 2032, il San Nicola di Bari ci prova ancora: incontro tra il sindaco Leccese e il Ministro Abodi a Roma

Si terrà oggi alle 13:30, a Roma, un incontro istituzionale per discutere della riqualificazione dello stadio San Nicola. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, sarà ricevuto presso il Ministero per lo Sport e i Giovani dal ministro Andrea Abodi, alla presenza del senatore Filippo Melchiorre. Al centro del confronto, gli interventi necessari sull’impianto sportivo barese in vista della candidatura della città a ospitare alcune partite di UEFA Euro 2032.

Bari non vuole ancora abbandonare la corsa per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, ma il percorso resta in salita. Bari è inserita tra le dieci città italiane in lizza per la rassegna continentale che sarà organizzata da Italia e Turchia.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le possibilità di vedere il capoluogo pugliese tra le sedi ufficiali si sono sensibilmente ridotte. Il nodo principale riguarda i costi necessari per adeguare lo stadio San Nicola ai circa 130 requisiti imposti dalla Uefa.

Tra gli interventi più onerosi figura la copertura integrale dell’impianto, considerata indispensabile, che da sola richiederebbe oltre 30 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori lavori su viabilità e servizi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità.

In attesa di sviluppi sulla candidatura, resta comunque l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana nel capoluogo pugliese, dove manca dall’ottobre 2023. Le prossime gare di Nations League, in programma tra settembre e novembre, potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rivedere gli Azzurri al San Nicola.

Europei 2032, il San Nicola di Bari fuori dalla corsa? Leccese non molla: “In campo tutti gli sforzi necessari”

Bari non abbandona la corsa per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, ma il percorso resta in salita. A ribadirlo è il sindaco Vito Leccese, che torna sul tema della candidatura del capoluogo pugliese, inserito tra le dieci città italiane in lizza per la rassegna continentale che sarà organizzata da Italia e Turchia.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le possibilità di vedere Bari tra le sedi ufficiali si sono sensibilmente ridotte. Il nodo principale riguarda i costi necessari per adeguare lo stadio San Nicola ai circa 130 requisiti imposti dalla Uefa.

Tra gli interventi più onerosi figura la copertura integrale dell’impianto, considerata indispensabile, che da sola richiederebbe oltre 30 milioni di euro. A questi si aggiungono ulteriori lavori su viabilità e servizi, con particolare attenzione all’accessibilità per le persone con disabilità.

“Vogliamo portare in città l’Europeo, ma un impegno così gravoso non può cadere sulle spalle dei baresi”, ha sottolineato Leccese, chiarendo comunque che non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla candidatura. “Stiamo mettendo in campo tutti gli sforzi possibili per consentire a Bari di ospitare alcune partite della fase finale di Euro 2032. Il nostro obiettivo è includere lo stadio San Nicola tra gli impianti della competizione, ma non possiamo pensare di sostenere da soli costi così elevati”.

Uno spiraglio, però, resta aperto. Il sindaco ha infatti rivelato di aver ricevuto una lettera dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha confermato la disponibilità del Governo, insieme alla Figc, a collaborare per garantire infrastrutture moderne alle città candidate. Leccese ha inoltre ringraziato il senatore Filippo Melchiorre per l’impegno dimostrato nel sostenere il progetto, auspicando una collaborazione trasversale.

“Resteremo disponibili fino all’ultimo giorno utile – ha aggiunto il primo cittadino – per cogliere ogni opportunità, soprattutto se emergeranno condizioni sostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Bari è una città accogliente, ben collegata e appassionata di calcio, con tutte le carte in regola per ospitare un evento di tale portata. Ma perché ciò accada non basta la sola volontà dell’amministrazione”.

In attesa di sviluppi sulla candidatura, resta comunque l’obiettivo di riportare la Nazionale italiana nel capoluogo pugliese, dove manca dall’ottobre 2023. Le prossime gare di Nations League, in programma tra settembre e novembre, potrebbero rappresentare un’occasione concreta per rivedere gli Azzurri al San Nicola.

Processo Codice Interno, il sindaco Leccese: “Riconosciuto il danno d’immagine della mafia al Comune di Bari”

Il Gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna, pronunciata con rito abbreviato, nei confronti dei 103 imputati nel processo denominato “Codice Interno”, relativo a reati di stampo mafioso. Il Tribunale ha disposto la condanna degli imputati al risarcimento del danno in favore di tutte le parti civili, da quantificarsi in sede civile, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 200.000 euro ciascuno esclusivamente in favore del Comune e della Regione. Un riconoscimento fondato sull’immediata percepibilità dell’impatto negativo dei delitti accertati, in considerazione delle gravissime ricadute in termini di immagine.

Nelle motivazioni, il giudice evidenzia come “l’operatività dell’associazione criminosa di tipo mafioso nell’ambito territoriale di un Comune e di una Regione, nonché l’inevitabile clamore mediatico che ne consegue, configurino un eclatante danno all’immagine per gli Enti territoriali”. Un danno determinato anche dal fatto che la comunità locale e la sua rappresentanza istituzionale finiscono inevitabilmente per essere associate alla presenza di organizzazioni mafiose.

Il Gup sottolinea inoltre come tale pregiudizio sia aggravato dalle radici storiche del sodalizio mafioso e dall’elevato numero di affiliati, elementi che hanno consolidato nel tempo la capacità intimidatoria dell’organizzazione e alimentato un pregiudizio culturale sul territorio. È stato inoltre accertato un danno all’immagine anche a livello internazionale, in occasione del vertice G7, così come un grave vulnus derivante dalla vicenda dello scambio elettorale politico-mafioso che ha coinvolto il Comune di Bari, incidendo sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Le motivazioni depositate rappresentano un riconoscimento della fondatezza dell’azione istituzionale nella lotta alle mafie e della gravità dei danni subiti dal territorio.

“Le motivazioni della sentenza – dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese – segnano un passaggio molto importante per la nostra città. Finalmente viene ribadito con chiarezza che, se da un lato la commissione ispettiva non ha rilevato alcun condizionamento dell’azione amministrativa da parte della criminalità, dall’altro oggi è lo stesso giudice a riconoscere il danno profondo che il Comune di Bari ha subito a causa dell’attività mafiosa. Siamo soddisfatti per un pronunciamento che restituisce verità e dignità alle istituzioni e alla comunità barese, troppo spesso esposte a narrazioni distorte. Questo riconoscimento rafforza il nostro impegno quotidiano per la legalità, la trasparenza e la tutela dell’immagine della città, che non può e non deve essere associata a fenomeni criminali che non la rappresentano”.

Bari, ultimato il restauro del teatro Margherita: consegna al Comune da parte della Soprintendenza

Si è tenuta ieri mattina la consegna ufficiale al Comune di Bari, da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città metropolitana di Bari, del teatro Margherita, al termine degli interventi di completamento relativi all’ultimo lotto dei lavori di restauro della struttura.

Gli interventi hanno consentito il completamento della dotazione impiantistica del teatro e l’esecuzione di alcune opere nella torre scenica e nella sala, oltre che nella zona del foyer e negli spazi annessi.

I lavori, dell’importo complessivo di quasi un milione e mezzo di euro, sono stati finanziati dal Ministero della Cultura. “Considero l’arte e la cultura prioritarie come fattori di crescita di una comunità e non semplicemente come leve di attrattività turistica – ha dichiarato il sindaco di Bari Vito Leccese -. La consegna del teatro Margherita rappresenta un tassello fondamentale di una visione di città che punta a rafforzare la propria infrastruttura sociale. Oggi abbiamo un’occasione straordinaria di sviluppo e vogliamo affrontarla con responsabilità, valorizzando il capitale umano del nostro territorio e costruendo un modello di gestione del Polo dell’Arte contemporanea a regia pubblica, trasparente e stabile, nella convinzione che l’arte possa e debba essere un motore di trasformazione. L’obiettivo – ha detto Leccese – è offrire alla città nuovi spazi pubblici, aperti e accessibili, da destinare alla produzione e alla fruizione dell’arte contemporanea, mantenendo aperto sin da subito questo spazio”.

L’opera è stata già oggetto delle previste visite di collaudo tecnico-amministrativo da parte di tecnici ministeriali, che hanno così certificato l’ultimazione di tutte le lavorazioni in programma. Ai fini della riconsegna del teatro, i tecnici di Comune e Soprintendenza hanno eseguito un sopralluogo ricognitivo degli ambienti al termine del quale sono state consegnate tutte le certificazioni necessarie, comprese le dichiarazioni di conformità degli impianti realizzati e il certificato di collaudo statico, utili all’utilizzo anticipato del teatro.