Asl Bari, al via il reclutamento di 12 psicologi di base: 24 ore a settimana per 6 mesi sperimentali

A partire da oggi, primo dicembre, la Asl Bari ha avviato il reclutamento di 12 psicologi di base, secondo quanto disposto dalla legge regionale pugliese 11/2023.

Lo annunci l’Azienda sanitaria spiegando che si tratta di “figure centrali nel nuovo modello di assistenza territoriale pensato per intercettare e sostenere i bisogni psicologici dei cittadini”.

La Asl ha quindi predisposto e trasmesso alla Regione Puglia il progetto relativo a 24 ore settimanali di attività per ciascun professionista, per un periodo sperimentale di sei mesi. Il progetto è stato approvato, mediante delibera, dalla direzione generale.

Come stabilito dalla normativa regionale, spiega l’Azienda sanitaria, “il personale sarà selezionato mediante lo scorrimento della graduatoria già approvata.
Successivamente, l’area del personale della Asl attiverà tutte le procedure necessarie per il reclutamento e l’assegnazione dei professionisti nei distretti socio sanitari dell’azienda”.

L’obiettivo è avviare il servizio nel minor tempo possibile. Gli psicologi di base opereranno in sinergia con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali nelle strutture distrettuali, garantendo un accesso rapido e qualificato all’assistenza psicologica primaria. Tra le attività previste ci sono interventi su difficoltà di adattamento, disagi emotivi transitori, sintomi ansioso-depressivi, problematiche legate al ciclo di vita, supporto alla cronicità, aderenza ai percorsi di cura e promozione del benessere psicologico.

Bari, l’Asl rinnova 17 sedi di Neuropsichiatria infantile. Nuovi mobili e attrezzature: finanziamento da 220mila euro

Tavolini, sedie, librerie, pouf, lettini, scrivanie e armadi per rendere gli ambienti della Neuropsichiatria infantile più funzionali e accoglienti rispetto alle esigenze dei piccoli utenti. I nuovi mobili sono stati acquistati dalla Asl Bari per riqualificare le 17 sedi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sul territorio.

Lo comunica l’Azienda sanitaria in una nota, evidenziando che l’investimento complessivo è di circa 220mila euro per la fornitura di oltre 1.700 pezzi tra arredi di ufficio, arredi sanitari e arredi per l’infanzia utili per migliorare gli ambulatori in cui si svolgono visite e terapie dedicate ai piccoli utenti da zero a diciotto anni.

La Asl ha utilizzato un finanziamento regionale destinato specificamente al ‘Potenziamento dei servizi territoriali di Npia’, riuscendo a rinnovare le sedi di Altamura, Santeramo in Colle, Gravina, Ruvo di Puglia, Toritto, Triggiano, Gioia Del Colle, Castellana Grotte, Putignano, Noci, Turi, Mola Di Bari, Acquaviva delle Fonti, Conversano e tre centri a Bari (Santo Spirito, Japigia e Colli Grisoni).

“Accanto ad aspetti di funzionalità – spiega il direttore generale, Luigi Fruscio – ha un grande valore quello dell’umanizzazione delle cure che riguarda bambine e bambini, giovanissimi, le loro famiglie e anche gli operatori che potranno garantire assistenza in spazi adeguati alle esigenze di ognuno e, soprattutto, pensati per essere a misura dei più piccini”.

Bari, lavorano in ospedale ma non sono iscritti all’albo professionale: a processo 54 tecnici dell’Asl

Sono diversi gli infermieri e i tecnici dell’Asl Bari (tra loro tecnici di radiologia, riabilitazione, fisioterapisti, veterinari e audiometristi), residenti nel Barese, finiti a processo con l’accusa di esercizio abusivo della professione per non essersi iscritti all’albo professionale. In totale gli indagati sono 54.

Secondo l’accusa i professionisti, regolarmente abilitati, avrebbero omesso di iscriversi all’apposito albo professionale, introdotto dalla legge soltanto nel 2018. La Procura inizialmente aveva chiesto l’archiviazione, ma poi è stata disposta l’imputazione coatta, ritenendo che gli infermieri dovessero essere consapevoli degli obblighi previsti dalla legge. Il processo partirà per tutti il prossimo 12 maggio.

Bari, l’Asl attiva due nuovi ambulatori: “Assistenza sanitaria a turisti, studenti fuori sede e persone non residenti”

Offrire assistenza sanitaria a turisti, studenti fuori sede e persone non residenti in città. Questo è l’obiettivo dei due nuovi ambulatori diurni di Medicina generale attivati dalla Asl Bari nel capoluogo pugliese.

Nelle strutture, spiega l’Azienda sanitaria in una nota, opereranno a rotazione numerosi medici del ruolo unico di assistenza primaria. Gli ambulatori sono già attivi nella sede di via Martiri di via Fani, dal lunedì al giovedì (dalle 8.30 alle 18.30) e il venerdì (dalle 8.30 alle 14.30).

L’iniziativa del Distretto unico di Bari, prosegue la Asl, “va a coprire una fascia di domanda di assistenza di tipo occasionale e realizza concretamente una delle possibilità offerte dal nuovo accordo collettivo nazionale della Medicina generale, in aggiunta a quella della scelta del proprio medico curante prevista prioritariamente per la popolazione residente”.

All’interno del nuovo accordo viene individuata la figura del medico del ruolo unico di Assistenza primaria con i diversi impieghi previsti, accanto a quello classico del medico di libera scelta.

Pediatrico Bari, Amati: “Ministeri impongono passaggio all’ASL Bari. Eseguire subito o denuncerò all’ANAC”

“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero della Salute, con parere congiunto, hanno imposto ai burocrati della Regione Puglia, della ASL Bari e del Policlinico di Bari di attuare la prima fase prevista dalla legge regionale: il trasferimento del plesso pediatrico Giovanni XXIII alla ASL di Bari, come passaggio propedeutico alla piena autonomia dell’ospedale. Si tratta, in sostanza, di una richiesta di conformarsi alla procedura transitoria prevista dalla legge, quindi una questione di legalità, prima di poter istituire l’Azienda ospedaliera autonoma, così come deciso dal Consiglio regionale”.

Inizia così il comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati. “Il Ministero ha chiesto inoltre alla Regione di integrare la documentazione con il Programma Operativo 2025-2027, l’aggiornamento della rete ospedaliera ai sensi del DM 70/2015, e i dettagli del piano assunzionale per il triennio 2026-2028, al fine di valutare pienamente la sostenibilità economico-finanziaria e organizzativa della nuova azienda pediatrica – aggiunge -. La Regione Puglia ha già trasmesso un piano che prevede il potenziamento di tutti i reparti pediatrici, la creazione di percorsi integrati ad alta complessità (cardiochirurgia, neurochirurgia, ortopedia, genetica, nefrologia, urologia, malattie metaboliche) e una riduzione del disavanzo, oggi attestato a oltre 18 milioni di euro annui”.

“Tutte le azioni sono finalizzate a trattenere in Puglia i piccoli pazienti, riducendo la mobilità passiva e facendo del Giovanni XXIII un punto di riferimento nazionale – conclude -. Ora il Governo chiede di rispettare l’iter procedurale e di fornire ulteriori dati di dettaglio per completare la valutazione. È un passaggio tecnico, ma necessario per consolidare definitivamente l’autonomia dell’ospedale pediatrico pugliese; ma tutto questo è un procedimento lungo che non consente a nessuno di violare la legge sul passaggio transitorio alla ASL Bari. Ne deriva che, se il transito provvisorio alla ASL Bari non si dovesse eseguire subito, denuncerò l’accaduto all’ANAC, facendo presente che ogni eventuale disavanzo a partire dal 1° gennaio 2025 dovrà essere valutato a titolo di responsabilità amministrativa dei responsabili. Bisogna andare avanti, con la determinazione di sempre, perché i bambini non possono aspettare i tempi dei burocrati e le loro eventuali complicità con le baronie sanitarie”.

Moto contro palo, muore a 64 anni il medico 118 Vincenzo Incoronato: “Grande perdita umana e professionale”

Vincenzo Fernando Incoronato, medico del 118, è morto ieri in un incidente stradale a San Severo dopo aver perso il controllo della moto in una curva finendo contro un palo di recinzione. L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla provinciale per San Paolo di Civitate, paese in cui viveva. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poiché il 64enne è morto sul colpo. Sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di San Severo.

“Una tragedia. Un dolore immenso. È una grande perdita umana e professionale”. Questo il commento del direttore dell’Asl di Foggia Antonio Nigri. “Era un medico sempre disponibile. Una colonna portante del servizio di emergenza urgenza dell’area nord della provincia – ha sottolineato Nigri -. Dedito al lavoro, affabile. Subiamo davvero una grande perdita”.

“È tra i colleghi più anziani del servizio di emergenza urgenza del 118 della provincia di Foggia. Da oltre 30 anni in servizio presso il 118 di San Severo. È una scomparsa che ha sconvolto tutti”. Così il direttore della centrale operativa del 118 di Foggia e direttore del dipartimento di emergenza urgenza, Stefano Colelli.

“Lo conoscevo da anni – aggiunge Colelli -. L’ultima volta l’ho visto due giorni fa quando è venuto in centrale operativa per partecipare ad un corso per l’utilizzo di device a bordo delle ambulanze. Nonostante le diverse decine di anni di servizio, era sempre attento ad aggiornamenti. Mostrava sempre entusiasmo per il suo lavoro nonostante le enormi difficoltà del sistema dell’emergenza urgenza. Non gli mancava molto per la pensione. È una perdita davvero enorme”.

Sanitaservice Foggia, sospesa la sorella del boss ucciso dopo le polemiche: con lei anche altri 9 dipendenti

Grazia Romito, la sorella di Mario Luciano, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2017 a San Marco in Lamis, è stata sospesa dal servizio dall’Asl dopo essere stata assunta nella Sanitaservice Foggia tramite una società di lavoro interinale.

Con lei anche altri 9 dipendenti (due soccorritori, un autista e sei ausiliari) sono stati sospesi dopo le verifiche del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.

Il caso dell’assunzione della donna, che prima gestiva un’attività di pompe funebri a Manfredonia raggiunta da un’interdittiva antimafia, come soccorritrice 118 a Mattinata per tre mesi, aveva fatto scalpore e aveva suscitato diverse polemiche che non si sono ancora placate sulle modalità di assunzione.

Tragedia a Bari, bimbo di 3 anni muore per meningite. L’Asl: “Non era vaccinato”

“Dalle prime valutazioni cliniche si ipotizza, come causa del decesso, una sepsi fulminante da meningococco e sono attualmente in corso le analisi di laboratorio e gli approfondimenti diagnostici per confermare la causa dell’infezione. Il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto ha comunque già attivato tutte le procedure previste per la sorveglianza epidemiologica e la profilassi dei contatti stretti, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Secondo le informazioni attualmente disponibili, il bambino non risultava vaccinato contro questo agente patogeno”.

Questa la nota diffusa dall’Asl di Taranto dopo la morte del bimbo di tre anni deceduto ieri mattina all’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari probabilmente a causa di una meningite.

Come spiega la Asl di Taranto in una nota, il piccolo era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nel pomeriggio di mercoledì ed era stato ricoverato nel reparto di Pediatria. Le sue condizioni sono peggiorate e, intorno alle 22, è stato disposto il trasferimento a Bari. Nelle prime ore di ieri il bambino è morto.

I genitori hanno presentato denuncia alla polizia, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità nella morte del piccolo. La salma, su disposizione della Procura, si trova nell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari e nei prossimi giorni dovrebbe essere eseguita l’autopsia.

Ambulanze occupate e medici assenti, 76enne muore a Vieste in mezzo alla strada: Asl apre inchiesta interna

Il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, annuncia che è stata aperta un’indagine interna per accertare quanto avvenuto nel punto di primo intervento a Vieste, anche attraverso l’acquisizione delle registrazioni della centrale operativa del 118, in seguito alla morte della 76enne Antonia Notarangelo, la notte tra sabato e domenica scorsi, mentre la figlia la stava accompagnando in auto all’ospedale a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Il caso è stato sollevato ieri dal figlio, Pasquale Ciuffreda, in una lettera aperta in cui denunciava il fatto che non fossero disponibili di ambulanze tra Vieste e Peschici e che sua madre, dopo avere atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste dove non c’erano medici, è stata rimandata a casa.

Stando a quanto ricostruito dall’Asl, nella giornata del 30 agosto la 76enne, cardiopatica, già qualche ora prima si era rivolta ai medici della continuità assistenziale (guardia medica), facendo poi rientro a casa. Qualche ora dopo ha accusato un malore ed è stata chiamata un’ambulanza. Due quelle disponibili su Vieste, di cui una medicalizzata, ma entrambe impegnate per il trasporto di un paziente in altro ospedale e per un codice rosso. La 76enne è stata quindi accompagnata dalla figlia al punto di primo intervento, in quel momento scoperto dalla presenza medica, in quanto la dottoressa in servizio aveva accusato un malore.

La 76enne – sempre secondo la Asl – è stata quindi presa in carico a distanza da una dottoressa della centrale operativa del 118 che le ha prescritto in telecardiologia un elettrocardiogramma che è stato vagliato dai sanitari dell’ospedale Di Venere di Bari. Alla 76enne è stata prescritta l’esecuzione degli enzimi cardiaci ma, mentre il personale infermieristico stava provvedendo all’esecuzione, i familiari hanno deciso di portare la donna, in autonomia, presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dove la 76enne non è mai arrivata.

“Vorrei sottolineare, oltre alla vicinanza ai familiari della donna, anche quella a tutti gli operatori sanitari che, nonostante la grave carenza, assicurano un servizio -sottolinea ancora Nigri -. Su 130 medici previsti dalla pianta organica del 118 in provincia di Foggia, 50 sono quelli effettivi in servizio. Gli stessi sanitari vanno sostenuti e non attaccati, perché se il clima è di attacco, andranno via”.