Parco della Giustizia di Bari, il Consiglio di Stato boccia i punteggi e respinge il ricorso: la gara è da rifare

Il punteggio massimo assegnato per la sostenibilità ambientale al progetto vincitore del Parco della Giustizia di Bari è stato giudicato errato. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto gli appelli presentati dal raggruppamento guidato da Cobar, primo classificato, e dall’Agenzia del Demanio.

La decisione impone ora la revisione della graduatoria dell’appalto da 367 milioni di euro. Il nodo riguarda in particolare i cinque punti attribuiti alla certificazione Leed, legata ai criteri di sostenibilità ambientale, già contestati dal Tar di Bari. Senza quel punteggio, il raggruppamento Cobar-Sac scenderebbe al secondo posto.

A beneficiarne sarebbe il consorzio guidato da Manelli, impresa di Monopoli, attualmente secondo classificato con 86,58 punti. Tuttavia, anche su questo fronte il Tar ha chiesto ulteriori chiarimenti, imponendo alla commissione di gara di dettagliare meglio l’assegnazione di 3,68 punti.

Nel frattempo, Manelli ha avviato una procedura di composizione della crisi e ha ceduto il ramo d’azienda alla Cmc di Ravenna, mantenendo comunque la partecipazione in raggruppamento con diverse imprese.

La parola torna ora alla stazione appaltante, che dovrà riconvocare la commissione e dare attuazione alle sentenze amministrative. Inevitabile lo slittamento dei tempi: l’obiettivo iniziale dell’Agenzia del Demanio prevedeva la consegna del primo lotto entro il 2026, ma il cronoprogramma appare ormai destinato a ritardi significativi, stimati in almeno tre anni.

Discarica Martucci a Conversano, via libera del Consiglio di Stato: nessuno stop all’impianto

Nessuno stop alla discarica Martucci di Conversano. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2319 del 18 marzo 2026, ha confermato la piena legittimità del Piano regionale di gestione dei rifiuti, così come modificato nel 2025 dalla Regione Puglia.

Al centro della decisione, l’utilizzo delle vasche A e B del lotto II dell’impianto, la cui riattivazione controllata è stata ritenuta conforme alla normativa. I giudici amministrativi hanno infatti dichiarato improcedibile l’appello presentato dal Gruppo di Intervento ODV, accogliendo le eccezioni sollevate sia dal gestore, la società Progetto Bacino Bari 5, sia dalla Regione Puglia.

Determinante, secondo il Consiglio di Stato, la mancata impugnazione della delibera di Giunta regionale del 2025, atto che ha confermato la ripresa delle attività nella discarica.

La legittimità dell’operato regionale era già stata riconosciuta in precedenza anche dal Tar Bari, che con due distinte sentenze aveva respinto e dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal Gruppo di Intervento ODV e dal Comune di Conversano.

Con questa pronuncia, i provvedimenti regionali sulla discarica Martucci diventano definitivi, sancendo il via libera alla prosecuzione delle attività previste.

Il Consiglio di Stato dà il via libera al Parco della Giustizia di Bari, respinto il ricorso: “Progetto legittimo”

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del progetto del Parco della Giustizia di Bari, previsto nelle ex caserme Milano e Capozzi nel quartiere Carrassi e finanziato con circa 400 milioni di euro dal Ministero della Giustizia.

I giudici hanno respinto il ricorso presentato da un comitato di residenti e dall’associazione ambientalista Fare Verde, che contestavano la destinazione dell’area a “verde di quartiere” e il possibile impatto ambientale e urbanistico.

Secondo la sentenza, il progetto rispetta gli standard urbanistici perché l’area verde prevista sarà un parco pubblico urbano aperto alla collettività. I giudici hanno inoltre ritenuto adeguate le misure per gestire traffico e sostenibilità ambientale, tra cui un nuovo svincolo sulla tangenziale, il collegamento con i mezzi pubblici e l’uso di tecniche progettuali orientate alla rigenerazione urbana e alla riduzione dell’inquinamento

Accolto ricorso contro stop deciso dal Tar, il Consiglio Stato: “Può continuare l’attività produttiva dell’ex Ilva”

Può proseguire l’attività di alcuni stabilimenti produttivi, tra cui l’ex Ilva di Taranto. Lo prevede un’ordinanza del Consiglio di Stato in merito all’atto emesso il 7 ottobre 2023 dall’Arera sull’attività svolta da Acciaierie d’Italia in alcuni stabilimenti – tra cui quelli di Genova, Novi Ligure, Racconigi e dell’ex Ilva – con cui aveva fissato un termine per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto.

La società – lamentandosi dell’eccessività brevità del termine fissato dall’Area – aveva impugnato l’atto davanti al Tar per la Lombardia, che ha respinto il ricorso.

Nell’esaminare l’appello di Acciaierie, la seconda Sezione del Consiglio di Stato ha accolto la sua istanza cautelare, ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar, ha consentito la prosecuzione della fornitura, per evitare l’interruzione dell’attività produttiva svolta negli impianti d’interesse strategico nazionale e il conseguente pregiudizio per l’occupazione, ed ha al contempo fissato l’udienza del 9 giugno 2026 per la definizione del secondo grado del giudizio.

RSA senza autorizzazioni, Consiglio di Stato chiude La Speranza: gli ospiti vanno subito trasferiti

Torniamo ad occuparci della Rssa “La Fenice” di Gravina in Puglia, gestita dalla società “La Speranza Srl”. Il Consiglio di Stato si è espresso, con una sentenza, sulla vicenda a distanza di anni dai nostri primi servizi. I parenti, i tutori e gli amministratori degli oltre 50 ospiti dovranno trovare un’altra sistemazione.

Vi avevamo raccontato del blitz del personale Asl e dei carabinieri del Nas che aveva confermato la mancanza dei requisiti strutturali. Già ad agosto del 2022 venivano denunciate carenze strutturali, funzionali e organizzative in aggiunta alla mancanza della necessaria autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Si restava in attesa dell’esito finale del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla società La Speranza, ma già tutti i parenti degli ospiti erano stati trovati per trovare una nuova sistemazione. Nel video allegato tutti i dettagli della vicenda.

Mense scolastiche, caos a Bari. Il Consiglio di Stato: “La gestione resta a Ladisa fino agli appelli”

La terza sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che le mense scolastiche baresi saranno gestite dalla società Ladisa fino a quando si discuteranno gli appelli dopo le recenti pronunce del Tar della Puglia. Dunque è stato accettato il ricorso presentato dalla stessa azienda contro il Comune e la cooperativa Solidarietà e Lavoro.

I giudici hanno ritenuto “prevalente l’interesse dell’utenza scolastica alla continuità del servizio e dunque alla sua prosecuzione in capo all’attuale gestore (cioè Ladisa) fino all’imminente definizione degli appelli proposti”.

Tassa di soggiorno a Bari, no del Consiglio di Stato al ricorso degli albergatori: “Nessun danno al settore”

Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar, dichiara legittima l’introduzione della tassa di soggiorno a Bari. I giudici hanno respinto il ricorso dell’associazione di categoria degli albergatori contro la delibera del Comune, spiegando come la misura non abbia causato “un danno grave e irreparabile agli albergatori”. Un altro punto a favore per l’amministrazione barese. La tassa di soggiorno è stata introdotta ad ottobre scorso, Federalberghi e l’associazione Extralberghiera Bari sostengono da sempre che la misura vada a penalizzare solo le strutture ricettive in regola, oltre a chiedere da mesi più chiarezza sulle modalità con le quali gli introiti dell’imposta di soggiorno saranno utilizzati in futuro.