Parco della Giustizia a Bari, arriva la svolta dopo i ricorsi. Graduatoria confermata: l’appalto torna a Cobar e Sac

L’Agenzia del Demanio ha confermato la graduatoria della gara per il progetto del Parco della Giustizia di Bari, assegnando il primo posto al raggruppamento di imprese formato dalle società Cobar di Altamura e Sac di Roma.

Il Demanio, a seguito di un lungo contenzioso dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato che si sono pronunciati sui ricorsi delle società seconde classificate ordinando di rifare la graduatoria per errori nella attribuzione dei punteggi, ha rivalutato le proposte progettuali stilando una nuova graduatoria che conferma Cobar come primo classificato.

Seguirà la stipula del contratto e poi potranno iniziare i lavori che, tra progettazione esecutiva e realizzazione dell’opera, dureranno – stando ai tempi previsti dall’appalto – circa due anni.

Il Parco della Giustizia sorgerà nelle ex caserme militari dismesse Milano e Capozzi nel quartiere Carrassi di Bari e riunirà, all’interno di una grande area verde pubblica, tutti gli uffici giudiziari baresi in quattro edifici disposti a quadrifoglio. L’opera da oltre 300 milioni di euro è quasi interamente finanziata dal Ministero della Giustizia.

 

Parco della Giustizia di Bari, il Consiglio di Stato boccia i punteggi e respinge il ricorso: la gara è da rifare

Il punteggio massimo assegnato per la sostenibilità ambientale al progetto vincitore del Parco della Giustizia di Bari è stato giudicato errato. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto gli appelli presentati dal raggruppamento guidato da Cobar, primo classificato, e dall’Agenzia del Demanio.

La decisione impone ora la revisione della graduatoria dell’appalto da 367 milioni di euro. Il nodo riguarda in particolare i cinque punti attribuiti alla certificazione Leed, legata ai criteri di sostenibilità ambientale, già contestati dal Tar di Bari. Senza quel punteggio, il raggruppamento Cobar-Sac scenderebbe al secondo posto.

A beneficiarne sarebbe il consorzio guidato da Manelli, impresa di Monopoli, attualmente secondo classificato con 86,58 punti. Tuttavia, anche su questo fronte il Tar ha chiesto ulteriori chiarimenti, imponendo alla commissione di gara di dettagliare meglio l’assegnazione di 3,68 punti.

Nel frattempo, Manelli ha avviato una procedura di composizione della crisi e ha ceduto il ramo d’azienda alla Cmc di Ravenna, mantenendo comunque la partecipazione in raggruppamento con diverse imprese.

La parola torna ora alla stazione appaltante, che dovrà riconvocare la commissione e dare attuazione alle sentenze amministrative. Inevitabile lo slittamento dei tempi: l’obiettivo iniziale dell’Agenzia del Demanio prevedeva la consegna del primo lotto entro il 2026, ma il cronoprogramma appare ormai destinato a ritardi significativi, stimati in almeno tre anni.

Il Consiglio di Stato dà il via libera al Parco della Giustizia di Bari, respinto il ricorso: “Progetto legittimo”

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del progetto del Parco della Giustizia di Bari, previsto nelle ex caserme Milano e Capozzi nel quartiere Carrassi e finanziato con circa 400 milioni di euro dal Ministero della Giustizia.

I giudici hanno respinto il ricorso presentato da un comitato di residenti e dall’associazione ambientalista Fare Verde, che contestavano la destinazione dell’area a “verde di quartiere” e il possibile impatto ambientale e urbanistico.

Secondo la sentenza, il progetto rispetta gli standard urbanistici perché l’area verde prevista sarà un parco pubblico urbano aperto alla collettività. I giudici hanno inoltre ritenuto adeguate le misure per gestire traffico e sostenibilità ambientale, tra cui un nuovo svincolo sulla tangenziale, il collegamento con i mezzi pubblici e l’uso di tecniche progettuali orientate alla rigenerazione urbana e alla riduzione dell’inquinamento

Parco della giustizia a Bari, colpo di scena. Accolto il ricorso contro Cobar-Sac: conteggio da rifare

Il Tar di Bari ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal raggruppamento di imprese che si è classificato secondo nella gara per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari, aggiudicato a giugno scorso per 367 milioni da Cobar di Altamura e Sac di Roma.

Tutto ora viene rimesso in discussione. Tutto ruota attorno all’attribuzione di cinque punti a Cobar-Sac in relazione al sub criterio D2 – ottimizzazione del livello di certificazione Leed”.

Tolti quei cinque punti, le due società slitterebbero in seconda posizione nella graduatoria finale, con conseguente attribuzione dell’appalto alle seconde classificate. Ma secondo i giudci andranno comunque rivalutati anche 3,68 punti attribuito al gruppo che si è classificato secondo.

Bari, un parco pubblico nel Parco della Giustizia: protocollo d’intesa tra Comune, Ministero e Agenzia del Demanio

La giunta comunale ha approvato ieri, su proposta del sindaco Vito Leccese, lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Bari, il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio finalizzato alla gestione, da parte dell’amministrazione comunale, del parco pubblico, con annessi edifici e spazi pubblici per verde e servizi accessori all’interno del “Parco della Giustizia di Bari”, in via di realizzazione presso l’area precedentemente occupata dalle caserme Capozzi e Milano, di proprietà dello Stato.

Nell’ambito della collaborazione istituzionale avviata in questi anni tra gli enti coinvolti, l’Agenzia del Demanio si impegna realizzare le condizioni necessarie per la locazione, a titolo gratuito, in favore del Comune di Bari, del parco pubblico, come da progetto, nonché a valutare contestualmente la possibilità di procedere al suo trasferimento in proprietà secondo le modalità che successivamente saranno ritenute idonee, nel rispetto delle vigenti previsioni normative.

Nel documento approvato si specifica che le parti svolgeranno tutte le attività di rispettiva competenza per il conseguimento dell’obiettivo indicato nelle premesse, assumendo i rispettivi impegni: l’Agenzia del Demanio dovrà attivare le procedure finalizzate alla locazione a titolo gratuito del parco pubblico, con annessi edifici e spazi pubblici per verde e servizi accessori, compreso nel realizzando Parco della Giustizia per 19 anni, a fronte dell’assunzione degli oneri di legge, inclusi quelli manutentivi, ordinari e straordinari, da parte dell’ente locale e, nel frattempo, verificare la possibilità di trasferire tali aree al Comune di Bari. Inoltre l’Agenzia si impegna a garantire tre anni di manutenzione delle aree attrezzate a verde per l’attecchimento delle piante e ad assicurare l’approvvigionamento idrico nei termini previsti, a garantire il frazionamento degli impianti a servizio delle aree attrezzate oggetto di convenzione, a consegnare il Piano e il Programma di manutenzione del verde comprensivo della relativa stima dei costi.

Il Comune di Bari, in qualità di locatario, dovrà sottoscrivere il contratto di locazione a titolo gratuito del parco pubblico, assumendo a proprio carico tutti gli oneri di cui agli articoli 10 e 15 di cui al DPR 296/2005, secondo le modalità individuate in attuazione del protocollo, riconoscendo la primaria importanza della fruizione pubblica quale strumento atto ad assicurare il successo del processo di rigenerazione urbana. Dovrà inoltre sollevare e manlevare l’Agenzia del Demanio da qualsiasi responsabilità, anche di natura finanziaria, in ordine alla gestione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree e dei beni locati, assumendone anche la custodia e la vigilanza, nonché gli oneri relativi alla sicurezza, prevenzione e rimozione dei rischi, oltre a ogni ulteriore obbligo di adeguamento normativo e/o tributario gravante sui beni stessi, eccezion fatta di quelli correlati alla esecuzione delle opere e ai contenziosi correlati alla realizzazione del Parco della Giustizia. L’ente prenderà in consegna le aree e i beni non appena gli stessi saranno completati e collaudati, con l’impegno di formulare istanza di trasferimento in proprietà.

“L’atto approvato sancisce la collaborazione interistituzionale che ha permesso alla nostra città di essere protagonista di una delle più importanti operazioni di rigenerazione urbana del Paese – commenta il sindaco Vito Leccese -. Il progetto del Parco della Giustizia ha il grande merito di essere pensato per garantire una sede idonea e finalmente all’altezza dell’importanza che la funzione giudiziaria e il lavoro degli operatori della giustizia del distretto barese rivestono.

Con grande soddisfazione, in questi anni, abbiamo immaginato insieme all’Agenzia del Demanio e al Ministero della Giustizia un’opera che non si limitasse solo alla realizzazione di aule e uffici confortevoli ma che fosse un luogo inserito in un contesto urbano totalmente accessibile e fruibile dai cittadini.

La giustizia in questi anni ha liberato la città dal giogo delle mafie e della criminalità permettendole di tornare a respirare. Di qui l’idea di creare una ‘bolla di ossigeno verde’ intorno alla sede dei nuovi uffici giudiziari, che in qualche modo rappresenti l’aria salubre che, anche grazie al lavoro della magistratura e degli organi giudiziari, vogliamo respirare a Bari”.

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il parco verde previsto dal progetto “Parco della Giustizia di Bari”, con i suoi 10 ettari circa, sarà per estensione il più grande parco urbano di Bari con oltre 900 alberi, tra nuove piantumazioni e recupero di quelle esistenti.

L’estensione dell’area piantumata avrà, in realtà, una consistenza ancora più ampia, considerando gli oltre 10.000 mq dei tetti a verde e delle corti della parte edificata per la sede dei plessi del nuovo Palazzo di Giustizia.

Il cuore del parco è definito da un anello verde e blu, un percorso che renderà possibile l’esperienza di diversi ecosistemi e tipologie di paesaggio che richiamano il territorio barese: quello urbano, agricolo, ripariale e litoraneo.

L’area ospiterà impianti per lo sport e il tempo libero, a servizio di tutte le fasce di utenti, con campi da tennis, calcetto, basket, aree gioco per bambini, spazi fitness e orti urbani. Ma sarà anche un luogo per esposizioni dedicate all’arte e alla cultura. L’asse Nord-Sud, detto “Spina centrale”, oltre a connettere i due lotti, metterà in collegamento concettuale il parco con il centro storico di Bari e il mare. Nella piazza dei tribunali, vasche di vegetazione, alberi e fontane d’acqua raffrescheranno l’ambiente, donando comfort alle aree esterne degli edifici.

Con l’aumento della superficie verde e il maggiore assorbimento di polveri sottili e Co2, la qualità dell’aria e del microclima degli spazi aperti migliorerà sensibilmente. La scelta delle specie vegetali sarà coerente con quelle autoctone delle vicine aree protette, integrate con le alberature di pregio esistenti, creando una combinazione che richiama il paesaggio tipico pugliese.

Inoltre il tipo di vegetazione scelta, oltre ad escludere specie potenzialmente infestanti o dannose per l’habitat locale, faciliterà l’attecchimento degli alberi garantendo poi una minore manutenzione a lungo termine.

Per quanto riguarda l’illuminazione, al fine di garantire la sicurezza degli spazi, i percorsi saranno illuminati da pali con luci LED e a incasso nella pavimentazione. Diverso invece il trattamento delle aree verdi e boscate, volutamente non illuminate con luci artificiali, così da garantire la naturalità delle aree e favorire la biodiversità.

Tra i materiali utilizzati, la pietra di Trani, ideale per l’elevata resistenza e assorbenza, è un chiaro richiamo ai rivestimenti del centro storico di Bari.

Parco della Giustizia a Bari, pubblicato il bando: al via la fase esecutiva. Importo a base d’asta oltre i 300 milioni

L’agenzia del Demanio ha pubblicato il bando per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori di realizzazione del Parco della Giustizia di Bari. Il progetto – riferisce una nota dell’agenzia – prevede la realizzazione di un grande parco pubblico destinato a ospitare tutti gli uffici giudiziari di Bari trasformando un’area inutilizzata da anni in uno spazio riqualificato per il quartiere e in relazione con la città. L’importo a base d’asta dell’appalto è di 306.728.997 euro e le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 16 ottobre 2024.

Nel rispetto del cronoprogramma – è detto ancora – la pubblicazione del bando segue la conclusione degli interventi di demolizione e bonifica dell’area delle ex Caserme Milano e Capozzi all’interno della quale sarà realizzato il progetto. Il cantiere per le demolizioni, attraverso un insieme di misure e azioni in chiave sostenibile, ha permesso il recupero e il riciclo del 98,3% del materiale demolito, pari a 137.818 mc, il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti, il riutilizzo delle acque di origine meteorica e di quelle impiegate nelle operazioni di cantiere. Il 68% di superficie è stata liberata da asfalto e cemento e oltre il 50% dell’area interessata dall’intervento sarà destinata a parco pubblico.

“Il Parco della Giustizia di Bari – sottolinea la nota – si inserisce nella più ampia collaborazione tra il ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio, impegnate a rigenerare su tutto il territorio nazionale grandi compendi da destinare a uffici giudiziari, in un’ottica di sostenibilità ambientale, riduzione del consumo di suolo, innovazione e centralità dell’utenza. Il progetto prevede la valutazione degli impatti ambientali e sociali generati attraverso indicatori di performance (KPI) sviluppati in ambito ESG e un’analisi di resilienza ai cambiamenti climatici su come l’intervento si adatterà a eventuali eventi estremi”.