Rsa Casa Caterina, creato gruppo Whatsapp. L’assistente sociale: “Parenti confusi serve chiarezza”

Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati.

La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi grazie alla straordinaria dedizione dei dipendenti.

Dopo aver incontrato sul posto il nuovo amministratore Gianni Melaccio che, per conto di una cordata, ha preso in mano la situazione anche da un punto di vista finanziario, siamo tornati in struttura per parlare con l’assistente sociale che, in assenza del coordinatore sanitario, oggi rappresenta una figura fondamentale per la struttura.

Fuma a letto e vive in modo pietoso, telefono e pizza sono un contentino: “Aldo ha bisogno d’aiuto”

Siamo tornati in via Brigata Regina da Aldo Mariani. Il 57enne, ricordiamo, non ha un bel rapporto con il vicinato a causa di alcuni episodi, come la cacca nella cassetta della posta o il cibo ai topi, e per le condizioni della sua casa. L’uso di alcol gli causa seri problemi che gli fanno perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Abbiamo saputo che è stato soccorso da un’ambulanza in piazza Garibaldi, prima di essere dimesso qualche giorno dopo, ed è persino arrivato a rubare degli oggetti dalla chiesa dei Carmelitani, poco distante dal suo palazzo. Lui però ha negato entrambe le cose.

L’assistente sociale, che segue il caso di Aldo, pare abbia detto a un suo amico che in fin dei conti non ha bisogno di aiuto, ma necessita solo dell’amore degli amici. Le condizioni igieniche-sanitarie della casa però parlano abbastanza chiaro. Nessuno ha fatto visita ad Aldo dopo i nostri servizi e ci chiediamo come sia possibile solo pensarla una cosa del genere. Rivolgiamo un appello all’assistente sociale per rivedere la sua tesi, nel mentre noi provvederemo a procurargli un qualsiasi telefonino.