Serata finita prima del previsto per una festa privata organizzata nella periferia di Adelfia, interrotta allo scoccare della mezzanotte dall’intervento delle forze di polizia. Gli organizzatori sono stati costretti a chiudere tutto e a far rientrare i partecipanti.
L’evento era stato promosso attraverso un fitto passaparola su chat e social network, principalmente tra studenti liceali. La location era rimasta segreta fino a poche ore prima dell’apertura, una strategia che richiama da vicino quella dei rave party. L’unico elemento certo per i partecipanti era la presenza di un open bar e il pagamento di un biglietto d’ingresso.
Proprio queste modalità organizzative hanno attirato l’attenzione delle autorità, che sono intervenute per verificare la regolarità della festa. Durante i controlli è emerso che alcuni dei presenti, tra cui anche minorenni, avevano portato con sé negli zaini bevande alcoliche acquistate autonomamente.
L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle feste private organizzate via social e sulla difficoltà di monitorare situazioni in cui spesso partecipano giovanissimi, con il rischio di consumo incontrollato di alcol.




