Rave party non autorizzato nel Brindisino, blitz e sgombero dopo tre giorni: 400 identificati e un arresto

Oltre 400 persone identificate, un arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di droga, due persone denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale e più di 200 veicoli controllati: è questo il bilancio dell’operazione interforze, coordinata dalla Prefettura di Brindisi, nell’area dove si è svolto per oltre due giorni un rave party non autorizzato, in contrada Lobarco a Oria.

Nel corso dell’attività, sono stati sequestrati le attrezzature e gli allestimenti utilizzati in occasione del raduno, compresi i sistemi di amplificazione per la musica, e un automezzo.

Lo sgombero definitivo di tutta la zona si è concluso nelle scorse ore. Secondo una prima stima, al raduno hanno preso parte circa 800 persone. L’operazione si è svolta, informano dalla Prefettura, in assenza “di criticità sotto i profili dell’ordine e della sicurezza pubblica grazie all’efficiente dispositivo interforze messo in campo, che ha visto il dispiegamento di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che, unitamente ai reparti di rinforzo intervenuti e al prezioso contributo fornito dalla Polizia Locale, hanno consentito la regolare gestione della situazione senza il ricorso alla forza”.

Il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, ha espresso “grande compiacimento per l’impegno profuso dal personale intervenuto e coordinato per i profili operativi dalla Questura di Brindisi, e per la capacità dimostrata anche in questa occasione di riuscire a ristabilire condizioni di legalità in contesti delicati, in piena sicurezza e in conformità alla vigente normativa in tale ambito”.

Adelfia, location segreta e alcol portato da minorenni: rave party “da sballo” interrotto a mezzanotte

Serata finita prima del previsto per una festa privata organizzata nella periferia di Adelfia, interrotta allo scoccare della mezzanotte dall’intervento delle forze di polizia. Gli organizzatori sono stati costretti a chiudere tutto e a far rientrare i partecipanti.

L’evento era stato promosso attraverso un fitto passaparola su chat e social network, principalmente tra studenti liceali. La location era rimasta segreta fino a poche ore prima dell’apertura, una strategia che richiama da vicino quella dei rave party. L’unico elemento certo per i partecipanti era la presenza di un open bar e il pagamento di un biglietto d’ingresso.

Proprio queste modalità organizzative hanno attirato l’attenzione delle autorità, che sono intervenute per verificare la regolarità della festa. Durante i controlli è emerso che alcuni dei presenti, tra cui anche minorenni, avevano portato con sé negli zaini bevande alcoliche acquistate autonomamente.

L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle feste private organizzate via social e sulla difficoltà di monitorare situazioni in cui spesso partecipano giovanissimi, con il rischio di consumo incontrollato di alcol.

Polemiche sul decreto anti rave, il questore Signer: “Applicheremo la norma a eventi non autorizzati”

“Applicheremo il decreto sui rave solo nel caso di eventi danzanti non autorizzati. E solo nel caso in cui siano messi in pericolo ordine pubblico e sicurezza”. Ad annunciarlo è il nuovo questore di Bari, Giovanni Signer, nel giorno del suo insediamento. “La norma è sicuramente perfettibile – ha aggiunto – il dibattito parlamentare e le osservazioni dei giuristi saranno utili per migliorarla. Ma quello dei rave è un problema complesso. Le sanzioni penali applicabili al momento sono blande. Il sequestro delle strumentazioni è affidato a un provvedimento amministrativo del sindaco. Chi organizza rave non lo fa per assicurare il divertimento ai giovani, ma perché si tratta di un’attività economica. I rave sono pericolosi per la sicurezza e la salute dei giovani e dei cittadini. Occorre puntare sulle attività di prevenzione come le intercettazioni telematiche e il sequestro delle attrezzature. Bisogna impedire che certi spazi siano utilizzati. La norma è però applicabile solo ai rave”.

Anche Davide Bellomo, consigliere regionale e neo deputato della Lega, si è espresso a riguardo. “Il governo non comprime diritti, ma riporta di moda parole come legalità e sicurezza. Il partito del ‘save the rave’ si rassegni e la smetta di gridare allo scandalo. Il vero autoritarismo non è quello di chi vuole far rispettare le leggi, ma di chi cerca di imporre usi e abusi di comportamenti penalmente rilevanti – afferma -. Non si vede per quale motivo il titolare di una discoteca debba rispettare regole stringenti, al limite della vessazione burocratica, e gli organizzatori di questi rave debbano e possano agire nella più totale illegalità. È accaduto anche questa estate in Puglia, con la compiacenza di qualche sindaco. Se ci sono piccoli correttivi da apportare al decreto, questa maggioranza lo farà rapidamente e bene in Parlamento. Così come rapidamente e senza incidenti è stata gestita dal governo la vicenda del rave di Modena. L’importante è che ci sia nella coalizione di centrodestra, così come emerge dalle dichiarazioni di queste ore, la volontà di colmare un vuoto legislativo che aveva fatto dell’Italia uno dei Paesi più frequentati per questo genere di manifestazioni prive di qualsiasi autorizzazione e organizzate in assenza delle più elementari regole di sicurezza per chi vi partecipa. Un primo segnale all’insegna della legalità è stato dato, altri ce ne saranno. Nel pieno rispetto della Costituzione, ma anche del programma comune di una maggioranza che gli elettori con il loro voto hanno premiato”. Lo dichiara Davide Bellomo,