Pretende i soldi della droga, minaccia e picchia la mamma: arrestato 30enne nel Tarantino. Lei non usciva di casa

Avrebbe minacciato e aggredito più volte la madre convivente, arrivando anche a colpirla con un pugno al volto e a impedirle di uscire di casa. Per questo un 30enne di Torricella (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’intervento dei militari è scattato nella tarda serata di lunedì, al termine di un’attività svolta nell’ambito delle procedure del codice rosso, dopo la denuncia presentata dalla donna, esasperata dalle continue violenze e minacce subite.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, già il 5 maggio scorso, durante una lite per motivi banali, l’uomo avrebbe minacciato di morte la madre, colpendola al volto e sottraendole il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione.

La vittima, pur riportando dolore e tumefazioni, non si era rivolta ai sanitari né aveva denunciato l’accaduto. L’episodio più recente si sarebbe verificato l’11 maggio, dopo una richiesta di denaro avanzata dal 30enne, ritenuta finalizzata all’acquisto di droga.  Al rifiuto della madre, l’uomo avrebbe reagito con nuove minacce e atteggiamenti aggressivi.

Spaventata, la donna è riuscita ad allontanarsi dall’abitazione e a raggiungere la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. Dopo gli accertamenti, i militari hanno rintracciato il 30enne e lo hanno arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato trasferito nel carcere di Taranto.

Sonia e Slavcho restano chiusi fuori casa: il fabbro costa 100 euro. Una triste festa della mamma

Gli imprevisti per noi di Quinto Potere non mancano mai. Sonia e Slavcho sono usciti e hanno dimenticato le chiavi nella casetta di Quinto Potere, per questo sul posto si è reso necessario l’intervento di un fabbro al costo di 100 euro. Un weekend decisamente particolare, movimentato e anche profondo per Sonia che ha voluto condividere con noi alcune riflessioni in occasione della Festa della Mamma.

Bari, tragedia in corso Italia. Trovato senza vita clochard 43enne: ipotesi malore. Nicolae voleva tornare a casa

È stato identificato come Nicolae, 43enne originario della Moldavia, il senza dimora trovato morto domenica mattina in corso Italia, a Bari. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato colpito da un malore improvviso. Conosciuto dai servizi sociali e dai volontari delle unità di strada, viveva da tempo in condizioni di forte fragilità.

Profondo il cordoglio espresso dall’associazione In.Con.Tra-Bari, che da anni seguiva Nicolae durante le attività di assistenza ai senzatetto. In un messaggio pubblicato sui social, i volontari lo hanno ricordato come «un amico» e «parte della famiglia» dell’associazione, sottolineando la sua vita segnata da solitudine, sofferenza e problemi legati all’alcol.

L’associazione ha invitato la città a riflettere sul tema dell’emarginazione sociale e della solitudine, ricordando come Nicolae non fosse mai stato lasciato solo grazie al supporto dei volontari e delle istituzioni. Particolarmente toccante il ricordo del suo compleanno, che sarebbe caduto il giorno successivo alla tragedia: Nicolae avrebbe compiuto 44 anni. I funerali saranno celebrati nei prossimi giorni.

Bari, sfrecciano a folle velocità sulla statale: in auto e in casa oltre 40 chili di droga. Arrestati un uomo e due donne

Nella serata di lunedì 27 aprile u.s., i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre persone, di cui un 53enne e due donne, di 41 e 60 anni, ritenute responsabili (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scaturita dal monitoraggio del flusso veicolare, quando l’attenzione dei militari è stata attirata da un’autovettura che procedeva ad elevata velocità sulla strada statale 100 di Bari. Intimato l’alt, i Carabinieri hanno proceduto all’ispezione del mezzo; l’atteggiamento nervoso degli occupanti ha indotto gli operanti ad approfondire l’accertamento, che ha permesso di scoprire un primo quantitativo di droga, confezionato in “panetti” e occultato in un apposito vano ricavato nel cruscotto, consistente in 1,8 chilogrammi di hashish, oltre a circa mille euro in denaro in contante.

​Visto l’esito del primo controllo, i militari hanno deciso di estendere la perquisizione presso le abitazioni. L’intuizione investigativa ha trovato conferma atteso che all’interno di una abitazione, celati all’interno di una lavastoviglie, nei mobili della cucina, sono stati rinvenuti quasi ​40 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, nonché ​12.500 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita;​Una macchina per il sottovuoto e materiale per il confezionamento delle dosi.

​Tutto il materiale, la droga e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle formalità di rito, i tre soggetti sono stati arrestati. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari, mentre nei confronti delle due donne è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

​È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Alessandro, abusivo al buio senz’acqua. Il padrone di casa è esausto: “Non ne voglio più sapere”

La storia di Alessandro, 56enne che vive nel centro storico di Grumo in una casa senza luce e acqua, ha colpito e diviso la nostra community. Siamo entrati con lui nell’abitazione, Alessandro non paga l’affitto da oltre due anni e le condizioni della casa sono indecenti. Le immagini parlano da sole. Ci siamo recati con lui da Michele, il padrone del deposito occupato da Alessandro, visibilmente disperato per questa situazione. Più rassegnato invece è Saverio, il padrone di casa. Non ne vuole sapere più niente ed è disposto a lasciarlo da abusivo all’interno.

Taranto, porta una ragazza a pulire la casa al mare e tenta di violentarla: avvocato condannato a 7 anni e 3 mesi

È stato condannato a sette anni e sei mesi di reclusione un avvocato di Matera, riconosciuto colpevole in primo grado di violenza sessuale ai danni di una collaboratrice domestica. La sentenza è stata emessa dal collegio del tribunale presieduto dalla giudice Fulvia Misserini, affiancata dai magistrati Antonio Giannico e Christian Farilla.

I giudici hanno accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Marzia Castiglia, che ha coordinato le indagini, stabilendo tuttavia una pena più severa rispetto a quella richiesta dalla stessa accusa.

L’episodio risale al gennaio 2023. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, l’imputato avrebbe offerto 50 euro a una giovane donna, all’epoca 23enne, per occuparsi della pulizia di una villa sul litorale tarantino, garantendole anche il rientro a casa al termine del lavoro.

La ragazza, in condizioni economiche difficili, aveva accettato. Tuttavia, già durante il tragitto in auto verso la località di mare in provincia di Taranto, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgerle proposte a sfondo sessuale, facendo riferimento a compensi in denaro per prestazioni. La giovane avrebbe rifiutato con decisione.

Una volta giunti nella villa, secondo l’accusa accolta dai giudici, l’avvocato avrebbe tentato un approccio fisico violento: dopo averle infilato una banconota nel giubbotto, l’avrebbe afferrata con forza, cercando di baciarla e immobilizzandola contro un muro. La vittima sarebbe riuscita a divincolarsi solo dopo momenti di forte paura, anche a causa dell’isolamento del luogo.

La giovane ha poi chiesto di essere riaccompagnata a casa, ma durante il viaggio di ritorno l’uomo avrebbe continuato a insistere per ottenere rapporti. Una volta rientrata, la vittima ha raccontato l’accaduto al compagno e ai familiari.

Uno dei parenti ha contattato il professionista per chiedere spiegazioni. In seguito, lo stesso avvocato ha chiamato la polizia, che si è recata nel suo studio assistendo anche all’incontro con il familiare della ragazza. Durante il confronto, l’uomo avrebbe accusato un malore, richiedendo l’intervento di un’ambulanza.

Secondo quanto riferito in aula, mentre veniva accompagnato dai sanitari, sarebbe stato udito pronunciare una frase rivolta al parente della vittima: un’offerta di denaro per “fare pace”. Per il pubblico ministero, si sarebbe trattato di un tentativo di inquinamento delle prove.

A distanza di tre anni dai fatti, è arrivata la sentenza di primo grado con una condanna significativa per il professionista. Le motivazioni del verdetto saranno depositate nelle prossime settimane.

Abusivo al buio nella casa senz’acqua (2), Ale: “Come essere bloccato in un pozzo. Aspetto la corda”

La storia di Alessandro, 56enne che vive nel centro storico di Grumo in una casa senza luce e acqua, ha colpito e diviso la nostra community. Siamo entrati con lui nell’abitazione, Alessandro non paga l’affitto da oltre due anni e le condizioni della casa sono indecenti. Le immagini parlano da sole. Vi mostriamo la seconda parte dell’intervista registrata in casa.

Paura a Palo, incendio divampa nel sottotetto di una casa: in fiamme elettrodomestici e gazebo

Nella mattinata odierna, intorno alle ore 9:30, i Vigili del Fuoco sono intervenuti con un ingente dispiegamento di mezzi nel comune di Palo del Colle a seguito di un incendio sviluppatosi in un’abitazione.

Sul posto sono state inviate tre squadre operative, supportate da autoscala e autobotte, che hanno prontamente avviato le operazioni di spegnimento. Le fiamme hanno interessato un sottotetto adibito a gazebo, all’interno del quale erano presenti alcuni elettrodomestici.

Grazie al tempestivo intervento, l’incendio è stato circoscritto, evitando conseguenze più gravi per l’intera struttura. Le squadre sono tuttora impegnate nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. Non si registrano danni a persone.