Riciclaggio di auto rubate, targhe clonate e documenti falsi: 4 arresti e 19 indagati nel Brindisino – NOMI

Un’organizzazione specializzata nel riciclaggio di auto rubate e nella rivendita di veicoli con targhe clonate e documenti falsi è stata smantellata nell’ambito dell’inchiesta “Taurus” della Procura di Brindisi. Sei le misure cautelari eseguite: due persone sono finite in carcere, due ai domiciliari e altre due sottoposte all’obbligo di firma.

Secondo gli investigatori della Polizia Stradale, il gruppo avrebbe rigenerato auto incidentate utilizzando pezzi provenienti da veicoli rubati tra Taranto, Brindisi e Lecce, rimettendole poi sul mercato tramite piattaforme online a prezzi vantaggiosi.

Al centro dell’indagine c’è Dario Nardelli, 44enne di Latiano, ritenuto promotore dell’associazione e incaricato di coordinare furti, clonazione di targhe e passaggi di proprietà tramite agenzie compiacenti o inconsapevoli. Oltre a lui è finito in carcere anche Santo Ingrosso, 54enne di Latiano, ai domiciliari il 30enne brindisino Cristian Ciciriello e il 35enne di Nardò Pierluigi Calignano. Obbligo di firma per Antonio Pennisi, 35 anni di Torino, e Michele Monteleone 32enne anch’egli torinese.

Nonostante i primi sequestri e l’avvio delle indagini, il sistema si sarebbe evoluto, sfruttando anche una società di vendita online intestata alla compagna dell’uomo. In totale gli indagati sono 16. Il gip ha evidenziato la natura “professionale” dell’attività criminale, ritenuta proseguita anche dopo la scoperta dell’inchiesta.

Pistola, proiettili e documenti falsi in casa. Arrestato latitante albanese a Fasano: era ricercato dal 2022

I finanzieri del GICO del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno arrestato a Fasano un cittadino albanese, latitante internazionale, destinatario di un mandato di cattura emesso il 10 marzo 2022 dal Tribunale Penale di Lushnja.

Doveva scontare due anni di reclusione per possesso illegale di armi ed esplosivi, reato commesso nel 2015 all’interno di un bar in Albania. Alla vista dei militari, il latitante è stato fermato e gli è stato notificato il provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e quattro proiettili nel caricatore, oltre a documenti falsi che gli consentivano di coprire la latitanza.

Per detenzione abusiva di armi e munizioni sul territorio nazionale, l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi e condotto nel carcere locale in attesa di giudizio. Sono in corso accertamenti sulla responsabilità di una connazionale che gli ha offerto ospitalità.