Manfredonia, 30enne pestato con calci e pugni: arrestati tre giovanissimi. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

Tre giovani di 21 anni di Manfredonia sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di aver preso parte a una violenta aggressione avvenuta il 7 settembre 2025 nei pressi della villa comunale e del Castello. Vittima un uomo di circa 30 anni, colpito prima con insulti e poi con calci e pugni, anche quando era già a terra. Il 30enne ha riportato la frattura della mandibola e altre gravi lesioni.

Secondo gli investigatori, dopo il pestaggio i tre avrebbero minacciato di morte la vittima per impedirle di denunciare l’accaduto. Decisive per le indagini dei carabinieri sarebbero state le immagini della videosorveglianza cittadina e la testimonianza dell’uomo aggredito.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, che ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto, sottolineando l’importanza delle telecamere di sicurezza e della collaborazione della vittima.

Il primo cittadino ha inoltre chiesto un rafforzamento del sistema di videosorveglianza e un aumento degli organici delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità sul territorio. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio i ruoli dei tre indagati.

Taranto, armati rapinano due supermercati con maschere di Carnevale: arrestati due pregiudicati

Maschere di carnevale sul volto e pistola in pugno per seminare il terrore nei supermercati di Taranto. La Polizia di Stato ha arrestato due pregiudicati di 46 e 41 anni, accusati di due rapine aggravate commesse lo scorso settembre nel capoluogo jonico e di un tentato furto in un centro benessere.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli agenti della Squadra Volante su disposizione del gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il primo colpo risale al 13 settembre scorso: i due, arrivati a bordo di uno scooter bianco e con il volto coperto da maschere di carnevale, avrebbero fatto irruzione in un supermercato facendosi consegnare sotto la minaccia delle armi il registratore di cassa con circa 650 euro, per poi fuggire rapidamente.

Cinque giorni dopo sarebbe stata messa a segno una seconda rapina, con modalità quasi identiche, in un altro supermercato della città, da cui i malviventi avrebbero portato via poco meno di 500 euro.

Determinanti per le indagini sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini. Gli agenti, coordinati dalla Procura di Taranto, sono riusciti a risalire alla targa dello scooter utilizzato durante i colpi e quindi all’identità dei presunti responsabili.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari la polizia ha recuperato gran parte degli indumenti usati durante le rapine, riconosciuti grazie ai filmati delle telecamere. Gli investigatori hanno inoltre trovato lo scooter nascosto in un garage riconducibile all’ex convivente di uno dei due arrestati.

Bisceglie, ladri senza cuore rubano 150 chili di alimenti alla Caritas: due arresti. Refurtiva recuperata e restituita

Due persone sono state arrestate a Bisceglie per aver rubato cibo alla Caritas. A incastrarli sono state non solo la scorta di omogeneizzati, pomodori pelati e passata di pomodoro stipati a casa, ma anche le immagini del sistema di videosorveglianza in cui si vedono portar via gli alimenti dopo aver scassinato la porta della sede di via Professor Terlizzi, nel centro abitato.

Così i carabinieri li hanno identificati. Si tratta di tre uomini di 27, 53 e 57 anni accusati in concorso di furto e danneggiamento. I primi due sono agli arresti domiciliari, il terzo invece ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Secondo quanto ricostruito, i tre lo scorso 17 marzo, avrebbero spaccato il lucchetto e la porta di ingresso della sede Caritas riuscendo a portare via 150 chili di prodotti alimentari, trasportati grazie a un’auto e una moto. La refurtiva è stata riconsegnata al referente cittadino della Caritas.

Gioiellerie svaligiate a Ravenna, in fuga con bottino da 325mila euro: arrestati due ladri foggiani a Cerignola

Arrestati due giovani foggiani ritenuti responsabili della rapina a due gioiellerie di un centro commerciale di Ravenna, avvenuta lo scorso 10 novembre e culminata con un bottino di quasi 325 mila euro.

Si tratta di un 32enne e di un 27enne originari di San Severo, fermati nei giorni scorsi dalla polizia a Cerignola al termine delle indagini condotte dagli investigatori ravennati.

Secondo quanto ricostruito, la rapina sarebbe stata messa a segno da quattro uomini poco prima della chiusura del centro commerciale. Armati di mazzette da muratore e cacciaviti, i malviventi avrebbero infranto e scardinato diverse vetrine delle due gioiellerie, riuscendo a impossessarsi di numerosi preziosi prima della fuga.

Determinante per le indagini sarebbe stata l’individuazione dell’auto utilizzata per raggiungere il Foggiano dopo il colpo. I due arrestati devono ora rispondere, in concorso, di rapina pluriaggravata e ricettazione di due vetture.

Faida Capriati-Strisciuglio, omicidi e non solo: i nomi degli arrestati. La fotografia dell’evoluzione della mafia barese

Non solo la soluzione di due omicidi, ma anche la fotografia dell’evoluzione della criminalità organizzata barese. È quanto emerge dalle indagini che hanno portato all’arresto di 14 presunti appartenenti ai clan Capriati e Strisciuglio per gli omicidi di Lello Capriati, ucciso il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, e di Filippo Scavo, assassinato il 19 aprile 2026 al Divine Club di Bisceglie.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, la nuova generazione dei clan si distingue per spavalderia, uso disinvolto delle armi e ostentazione sui social. «Siamo intervenuti con la massima rapidità per evitare ulteriori episodi violenti», ha dichiarato il procuratore Roberto Rossi, rassicurando sulla sicurezza delle imminenti celebrazioni di San Nicola. Gli investigatori non escludono che nella scia di vendette possa rientrare anche l’omicidio del cameriere Lino Pizzi, ucciso per errore il 30 aprile a Bisceglie.

Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari figurano Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, accusati dell’omicidio Scavo. Arrestati anche Luca Marinelli e Nunzio Losacco per l’assassinio di Lello Capriati. Misure cautelari sono state eseguite inoltre nei confronti dei figli di Lello, Sabino e Christian Capriati, e dello zio Onofrio Lorusso, accusati di aver ferito due esponenti degli Strisciuglio durante una sparatoria nel marzo 2024. Arrestati anche Domenico Strisciuglio detto Mimmetto (figlio del boss Gino “la luna”) e Angelo Vincenzo Caruso: entrambi nella notte di Halloween 2023 minacciarono con una pistola Christian Capriati in una discoteca. Arrestato anche il fratello di Angelo Vincenzo, Ivan Caruso, che minacciò lo stesso ragazzo al Demetra insieme a Filippo Scavo. In manette anche Francesco Menolascina, che pilotò un drone per introdurre un telefono nel carcere di Bari, e Luciano Perinetti, che – insieme ad altri indagati – custodiva in un box di Borgo Cecilia armi e droga.

L’inchiesta ricostruisce una faida alimentata non più soltanto dal controllo del territorio, ma anche da rivalità nate nella movida barese. Diverse liti in discoteca avrebbero fatto esplodere il conflitto tra i giovani rampolli dei clan, nonostante un precedente tentativo di pace promosso da Lello Capriati. «Filippo Scavo è stato la figura che ha rotto l’equilibrio», ha spiegato il pm Marco D’Agostino.

 

Bari, sfrecciano a folle velocità sulla statale: in auto e in casa oltre 40 chili di droga. Arrestati un uomo e due donne

Nella serata di lunedì 27 aprile u.s., i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre persone, di cui un 53enne e due donne, di 41 e 60 anni, ritenute responsabili (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scaturita dal monitoraggio del flusso veicolare, quando l’attenzione dei militari è stata attirata da un’autovettura che procedeva ad elevata velocità sulla strada statale 100 di Bari. Intimato l’alt, i Carabinieri hanno proceduto all’ispezione del mezzo; l’atteggiamento nervoso degli occupanti ha indotto gli operanti ad approfondire l’accertamento, che ha permesso di scoprire un primo quantitativo di droga, confezionato in “panetti” e occultato in un apposito vano ricavato nel cruscotto, consistente in 1,8 chilogrammi di hashish, oltre a circa mille euro in denaro in contante.

​Visto l’esito del primo controllo, i militari hanno deciso di estendere la perquisizione presso le abitazioni. L’intuizione investigativa ha trovato conferma atteso che all’interno di una abitazione, celati all’interno di una lavastoviglie, nei mobili della cucina, sono stati rinvenuti quasi ​40 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, nonché ​12.500 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività illecita;​Una macchina per il sottovuoto e materiale per il confezionamento delle dosi.

​Tutto il materiale, la droga e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle formalità di rito, i tre soggetti sono stati arrestati. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari, mentre nei confronti delle due donne è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

​È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Blitz antimafia a Bari, il procuratore Rossi: “Niente allarmismi per San Nicola ma i rampolli hanno fame di visibilità”

“Abbiamo agito in rapidità anche in vista di San Nicola. Ripetiamo ai cittadini di vivere la festa con tranquillità”. Queste le parole del procuratore di Bari Roberto Rossi, a margine della conferenza stampa che si è tenuta dopo il blitz antimafia all’alba della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha portato all’arresto di esponenti dei clan Strisciuglio e Capriati.

“Abbiamo dei problemi molto seri con le giovani leve che vogliono farsi vedere, usando i social per far sfoggio delle loro azioni criminali. La detenzione in carcere non ferma il fenomeno perché anche dalle celle hanno accesso ai dispositivi tecnologici”, ha poi aggiunto.

Blitz antimafia a Bari prima di San Nicola, presi i rampolli dei clan Strisciuglio e Capriati: 14 arresti – TUTTI I NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, si è chiuso il cerchio sull’omicidio di Raffaele (Lello) Capriati, avvenuto il 1° aprile del 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua. Ma non solo perché le misure cautelari non riguardano solo quest’omicidio, ma anche altri gravi reati, tra cui un fatto di sangue avvenuto qualche giorno prima nella piazza centrale di Carbonara oltre ad una serie di traffici illeciti in materia di armi e stupefacenti.

Tornando all’omicidio di Lello Capriati, secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto esecutore materiale sarebbe Luca Marinelli, 47 anni, considerato figura di spicco e numero tre del clan Strisciuglio. Marinelli è ritenuto infatti vicino ai vertici dell’organizzazione, legato da rapporti di sangue a Carlo Alberto Barresi e affiliato a Gino Strisciuglio, soprannominato “La Luna”.

All’epoca dei fatti Raffaele Capriati era il rappresentante più autorevole dell’omonimo clan e il suo eclatante omicidio ha segnato una ulteriore profonda rottura dei fragili equilibri di potere interni ai circuiti della mafia barese, che in qualche modo il Capriati aveva cercato di salvaguardare. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Bari ha fatto emergere come la morte di Raffaele Capriati rappresentasse il culmine tragico di una serie di eventi verificatisi nei mesi precedenti che avevano visto diversi appartenenti ai due clan mafiosi sopra citati, spesso giovanissimi, fronteggiarsi all’interno di locali notturni, anche con l’esibizione di armi: un fenomeno grave e purtroppo diffuso, più volte segnalato da questa DDA.

L’omicidio di Raffaele Capriati è stato portato a compimento con modalità plateali ed eclatanti: la vittima è stata raggiunta e freddata da due sicari a bordo di una motocicletta mentre si trovava in auto in compagnia di una donna che è rimasta miracolosamente illesa. Il tutto avvenne nel giorno di Pasquetta, in una centralissima via di Torre a Mare.

Tra gli arrestati anche Domenico Strisciuglio, 27 anni, figlio del boss Gino, oltre a Sabino Capriati (25 anni), Christian Capriati (21 anni), Angelo Vincenzo Caruso (26 anni), Ivan Caruso (23 anni), Nicola Cassano (23), Alessandro Esposito (28 anni), Onofrio Lorusso (30 anni), Nunzio Losacco (31 anni), Francesco Menolascina (24 anni), Luciano Perinetti (21 anni), Patrizio Perrone (66 anni) e Massimiliano Soloperto (51 anni). Tra i soggetti coinvolti nelle indagini compare anche Filippo Scavo, già ucciso a Bisceglie, segno di un contesto segnato da violente dinamiche interne tra gruppi criminali. Per il suo omicidio sono stati fermati Dylan Capriati, 22 anni Nicola Morelli, 21, e Aldo Lagioia, 22, di Corato. Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Omicidio a Bisceglie, Filippo Uecchione ucciso in discoteca. Fermati tre giovanissimi: tra loro Dylan Capriati – NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti tre fermi di indiziati di delitto in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie, sulla base delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, portate avanti anche con il supporto del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e del Reparto Anticrimine di Bari.

+++ LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO +++

Sono stati fermati tre giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, ai quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.

Sono Dylan Capriati, Nicola Morelli di Bari e Aldo Lagioia di Corato. Ai tre è stato anche notificato un avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Filippo Scavo. Dylan Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Omicidi Capriati e Scavo, blitz prima della festa di San Nicola: 11 arresti e 3 fermi. Tra loro anche Dylan Capriati

C’è anche Dylan Capriati, di 22 anni, nipote di Lello Capriati assassinato a Bari il primo aprile di due anni fa, tra i destinatari delle 14 misure eseguite oggi da carabinieri e polizia tra Bari e nord Barese.

Il 22enne, figlio di Mimmo (assassinato il 21 novembre 2018 a Japigia) e nipote di Lello, è in carcere in stato di fermo per l’omicidio di Filippo Scavo, l’uomo di 43 anni ucciso in una discoteca di Bisceglie lo scorso 19 aprile. Con lui altri due sono stati fermati per il delitto Scavo. Sono Aldo Lagioia, 22enne di Corato e Michele Morelli, 21enne di Bari.

L’uomo venne ucciso a colpi di pistola sparati tra la gente che affollava il Divine club nella notte di aperura della stagione estiva della discoteca. Nel corso dell’operazione di oggi, che ha portato anche a 11 arresti, sono state eseguite diverse perquisizioni da guardia di finanza, carabinieri e polizia di Stato.