Manduria, raggirano anziano e si appropriano di due milioni di euro: arrestati 58enne e un ex finanziere – NOMI

Una coppia di Manduria (Taranto) è stata posta agli arresti domiciliari con l’accusa di essersi appropriata di denaro e proprietà per circa due milioni di euro ai danni di un anziano del posto.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito dalla polizia di Stato su disposizione del gip Francesco Maccagnano, su richiesta del pubblico ministero Francesco Sansobrino. Si tratta di Stefano Tarantino, 65enne ex finanziere, e Antonia D’Ippolito, 58 anni, entrambi difesi dall’avvocato Lorenzo Bullo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del commissariato di Manduria, i due si sarebbero impossessati nel tempo di beni e somme appartenenti all’uomo, del quale si prendevano cura e che successivamente è deceduto. Le indagini, condotte dagli agenti del locale commissariato e della squadra mobile di Taranto, hanno fatto emergere una serie di operazioni finanziarie e acquisizioni patrimoniali ritenute illecite.

Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, su richiesta della Procura è stato disposto il sequestro preventivo di beni riconducibili agli indagati: due terreni, cinque immobili e conti correnti. Parte del patrimonio sarebbe stata sottratta direttamente alla vittima, mentre altri beni sarebbero stati acquistati utilizzando il denaro dell’anziano.

Bari, controlli da Piazza Moro a Piazza Umberto: 2 arresti per droga. Espulso uno straniero irregolare

Lo scorso giovedì è stato effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nelle aree di Piazza Umberto e Piazza Moro, con l’impiego congiunto di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

L’attività rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione e controllo disposto dal Questore di Bari dr. Annino Gargano, a seguito delle decisioni adottate in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di contrastare i fenomeni di illegalità diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti e degrado urbano nelle aree maggiormente frequentate del centro cittadino.

In particolare le operazioni, coordinate da un funzionario della Polizia di Stato, hanno visto la partecipazione di un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, di pattuglie della Questura, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, di squadre del IX Reparto Mobile e dell’XI Reggimento Carabinieri nonché di un’unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza.

Nel corso dei controlli sono state identificate 105 persone, di cui 47 con precedenti di polizia, 2 persone sono state arrestate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, 1 deferita in stato di libertà per detenzione illegale di un coltello a serramanico ed 1 segnalata all’Autorità Amministrativa per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90.

Inoltre è stata data esecuzione ad un ordine di carcerazione ed emesso 1 ordine di espulsione, con accompagnamento presso il CPR, nei confronti di un soggetto straniero risultato irregolare sul territorio. I servizi ad “Alto Impatto” proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle aree più sensibili della città, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e contrastare ogni forma di illegalità.

In camera da letto sorpreso con droga, soldi, pistola carica e giubbotto antiproiettile: arrestato 17enne di Bisceglie

Un diciassettenne di Bisceglie è stato arrestato dai Carabinieri con le accuse di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, oltre al possesso illegale di arma clandestina. L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del territorio, intensificato soprattutto nella zona del porto, recentemente interessata da un aumento delle attività illecite.

Dopo un’attività di osservazione, i militari della Tenenza locale hanno circondato un complesso condominiale per impedire la fuga, facendo poi irruzione nell’abitazione del giovane. Il ragazzo è stato sorpreso nella sua camera da letto, dove un forte odore di droga ha immediatamente insospettito gli operanti, dando il via a una perquisizione.

All’interno della stanza sono stati rinvenuti circa 300 grammi di cocaina suddivisi in 215 dosi e tre buste, un chilogrammo di hashish in nove panetti, materiale per il confezionamento e 2.300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Durante il controllo è emerso anche il possesso di una pistola semiautomatica calibro 9 corto con matricola abrasa, completa di caricatore, e quattro cartucce calibro 7,65. Sequestrati inoltre un giubbotto antiproiettile e un passamontagna.

Dopo la convalida dell’arresto, il minorenne è stato trasferito all’Istituto Penitenziario per Minorenni di Bari, su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Pedopornografia online, operazione della Polizia in tutta Italia: 3 arresti e 6 denunce. Tra loro anche un barese

Tre arrestati, sei denunciati e 9 perquisizioni domiciliari. È il bilancio di una operazione della Polizia per il contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet. L’indagine è frutto di «una complessa e articolata» operazione sotto copertura condotta dagli specialisti del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo), che hanno operato infiltrandosi negli ambienti virtuali criminali.

L’attività, iniziata nel 2024, ha consentito di e monitorare in maniera continuativa i canali di distribuzione del materiale illecito a livello transnazionale. È stata individuata la diffusione di Csam (Child Sexual Abuse Material) riferibile anche a vittime in tenera età, generato anche con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La collaborazione con il Federal Bureau of Investigation (Fbi) ha consentito di acquisire utili informazioni per l’individuazione delle 9 persone.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno permesso di accertare la disponibilità del materiale e acquisire elementi significativi delle attività svolte dagli utenti e l’emissione di 9 decreti di perquisizione domiciliare, personale e informatica nei confronti degli indagati per detenzione e divulgazione di materiale illecito.

Le perquisizioni della Polizia, che hanno visto il coinvolgimento dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (Cosc) di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia, sono state eseguite contestualmente in nove città italiane, con un impiego di circa 50 operatori specializzati dei Cosc e delle Sosc di tutto il territorio nazionale.

L’attività ha consentito di arrestato un uomo di 70 anni con precedenti specifici in provincia di Belluno, uno di 63 anni nella provincia mantovana e un 28enne della provincia di Como, per detenzione di migliaia di file realizzati mediante lo sfruttamento sessuale di minori e di denunciare in stato di libertà altri 6, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa, Firenze, Lecco e Frosinone

Monopoli, folle finale nel derby pugliese di Serie C: Daspo per i tre tifosi arrestati del Foggia

Il Questore di Bari, Annino Gargano ha disposto tre provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive (D.A.SPO.), della durata di 4 e 5 anni, nei confronti di altrettanti esponenti della tifoseria ultras foggiana, uno dei quali recidivo.

I provvedimenti fanno seguito ai disordini verificatisi il 19 aprile u.s. presso lo stadio “Veneziani” di Monopoli, in occasione dell’incontro Monopoli–Foggia (Serie D), quando alcuni tifosi ospiti hanno acceso e lanciato petardi e fumogeni e, nei minuti finali, forzato la cancellata invadendo il terreno di gioco, costringendo arbitro e squadre a rifugiarsi negli spogliatoi.

In data 21 aprile, personale delle Digos di Bari e Foggia avevano proceduto all’arresto in flagranza differita dei tre soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’invasione di campo, dell’aggressione a uno steward e del lancio di materiale pirotecnico. Sono in corso ulteriori accertamenti per l’adozione di eventuali ulteriori provvedimenti.

“Corruzione e appalti truccati a Torricella”, arrestate 9 persone: tra loro anche l’ex vice sindaco Franzoso – NOMI

Sono nove in tutto le persone poste agli arresti domiciliari nell’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti pubblici a Torricella (Taranto). Tra queste figura l’ex vice sindaco ed ex assessore ai Lavori pubblici Michele Franzoso.

Disposto gli arresti domiciliari per altri otto indagati tra cui gli imprenditori l’imprenditore Giovanni Antonucci, Pietro Calò (difeso dall’avvocato Alessandro Scapati) Antonio e Bruno Marinò (assistiti dall’avvocato Andrea Marseglia), Raffaele Giannoccaro, Giovanni Collocola (difeso dall’avvocato Davide De Santis), e poi Pietro ed Enrico Corona (difesi dall’avvocato Leonardo Lanucara). Per l’imprenditore Gaetano Marco Mangione (assistito dagli avvocati Luigi Danucci e Biagio Leuzzi) nonostante la richiesta di arresti domiciliari il giudice ha disposto esclusivamente l’obbligo di dimora.

Il giudice ha ridimensionato in parte le richieste della Procura, applicando in almeno un caso una misura meno afflittiva rispetto a quella sollecitata dal pubblico ministero. Complessivamente sono sedici le persone coinvolte, tra amministratori locali, tecnici comunali, professionisti e imprenditori.
Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino all’autoriciclaggio e al peculato.

Secondo l’impostazione accusatoria, alcune procedure di gara sarebbero state pilotate per favorire operatori economici ritenuti vicini agli indagati.
Tra gli interventi finiti sotto verifica figurano lavori di sistemazione della litoranea in località Torre Ovo, opere sportive e interventi sul waterfront. Respinte, invece, le richieste cautelari per un funzionario comunale e un consigliere, per il quale era stata ipotizzata anche una misura interdittiva poi esclusa dal gip.

Sparatorie a Bari, la risposta della Polizia: 6 arresti. Droga nascosta in case abbandonate o lanciata dai balconi

Prosegue l’attività della Polizia di Stato tesa alla prevenzione ed al contrasto alla criminalità diffusa. In questi giorni, infatti, sono in corso alcuni servizi di controllo nonché perquisizioni in diverse zone della città, con particolare attenzione ai quartieri di Carbonara, Ceglie del Campo, Japigia, Libertà, San Pasquale e Bari Vecchia.

Tali servizi, predisposti dal Questore dr. Annino Gargano, rappresentano una risposta ai noti gravi fatti verificatisi nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo, ma anche ai recenti eventi verificatisi nel quartiere San Pasquale ossia l’esplosione di colpi di arma da fuoco in viale della Repubblica nei pressi di una sala giochi che ha visto il ferimento di un ventenne nonché i successivi ferimenti, sempre a seguito di colpi di pistola, rispettivamente il giorno 14 aprile in via Dante Alighieri e il giorno 19 aprile in Vico Ospedale Civile, a Bari vecchia, di altri due ragazzi, feriti entrambi alle gambe.

Tale scenario, legato a tensioni nell’ambito dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, ha indotto al rafforzamento del controllo del territorio con l’impiego di personale della Questura e delle Specialità della Polizia di Stato e ha portato all’esecuzione di diversi arresti, al sequestro di sostanza stupefacente e anche di armi.

In particolare:

· Il 1°aprile personale della Squadra Volante, nel corso di un controllo su strada, nei pressi della città vecchia, ha tratto in arresto un giovane di 25 anni perché trovato in possesso di 50 grammi di cocaina occultati all’interno della propria autovettura;

· Il 3 aprile, in due distinte attività, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto due uomini, uno di 21 l’altro di 46 anni, entrambi con precedenti specifici per reati in materia di stupefacenti. Il 21enne è stato visto dagli operatori all’atto di lanciare dalla propria abitazione, sita nel quartiere Japigia, della sostanza stupefacente del tipo hashish, circa 300 grammi, poi recuperata e sequestrata. Il 46enne è stato tratto in arresto nella città vecchia in quanto trovato in possesso di 32 dosi di cocaina, per un totale di 23.6 grammi, all’interno della propria abitazione;

· Il 5 aprile, il giorno di Pasqua, un equipaggio della Squadra Mobile ha proceduto all’arresto di un 37enne che, nella zona di Torre a Mare, a seguito di un controllo, è stato trovato in possesso, all’interno della propria autovettura, di 80 grammi di hashish e 20 grammi di marjuana;

· Il giorno 8 aprile e il giorno 20 aprile personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto, al termine di un servizio di osservazione nelle strade di Bari vecchia, un 22enne ed un 28enne, entrambi con precedenti in materia di stupefacenti, in quanto trovati in possesso di numerose dosi di droga, del tipo marijuana, hashish e cocaina, destinate alla vendita al dettaglio e occultate all’interno di caseggiati abbandonati. In particolare nel corso della perquisizione effettuata in data 20 aprile all’interno di uno di questi caseggiati, anche grazie all’ausilio del personale della squadra Cinofili, sono stati rinvenuti oltre 800 gr di sostanza stupefacente del tipo marjuana ed anche una pistola perfettamente funzionante con 80 cartucce inesplose.

Martina Franca, folle inseguimento in centro. Sorpresi a rubare nei furgoni: arrestati due uomini

Due uomini di 33 e 52 anni sono stati arrestati nella notte a Martina Franca dai carabinieri al termine di un inseguimento nel centro cittadino. L’intervento è scattato in seguito alla segnalazione di un residente che aveva notato movimenti sospetti.

Giunti sul posto, i militari hanno sorpreso i due mentre tentavano di sottrarre materiale da alcuni furgoni parcheggiati. Alla vista delle forze dell’ordine, i sospetti hanno cercato di darsi alla fuga, ma sono stati rapidamente raggiunti e bloccati.

Nel corso dell’operazione, alcuni carabinieri hanno riportato lievi ferite, rendendo necessario il ricorso alle cure mediche. La refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari.

Furti d’auto, autorimessa di Modugno trasformata nella centrale dei pezzi di ricambio: arrestati 4 foggiani – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 4 persone (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), con età compresa tra 50 e 29 anni, tutti originari della provincia di Foggia, indagati dei reati di concorso in riciclaggio di cui agli artt. 110 e 648 bis C.P.. Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata dopo l’arresto, in flagranza, di tre persone avvenuto il 13 novembre scorso, all’interno di un box di un’autorimessa di Modugno.

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In quell’occasione, i militari della Sezione Radiomobile di Modugno avevano sorpreso i soggetti mentre trasbordavano numerosi componenti di autovetture provento di furto in diverse province pugliesi, tra cui 24 motori, 20 treni di pneumatici completi di cerchi, 15 avantreni e varie parti di carrozzeria e gruppi ottici.

Alla vista delle pattuglie, gli odierni arrestati erano riusciti a darsi alla fuga, mentre i tre complici venivano bloccati durante il carico del materiale su un autoarticolato con targa greca, presumibilmente destinato al trasferimento all’estero.

Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno consentito, attraverso la visione degli impianti di videosorveglianza, di ricostruire il modus operandi del gruppo e di identificare i responsabili. In particolare, è emerso come gli indagati operassero con cadenza settimanale – nello specifico ogni mercoledì, nel periodo compreso tra settembre e novembre 2025 – recandosi sistematicamente presso il sito individuato. In tale contesto, gli stessi procedevano a meticolose operazioni di selezione, raccolta e stoccaggio del materiale, seguendo modalità operative ripetitive e accuratamente pianificate, tali da ridurre al minimo il rischio di individuazione.

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Il materiale trattato veniva così destinato, a seconda delle esigenze logistiche, al successivo deposito all’interno di un garage nella loro disponibilità, utilizzato come base di appoggio e punto di accumulo, ovvero caricato direttamente su autoarticolati appositamente predisposti, per essere poi trasferito versi ulteriori destinazioni.

L’operazione conferma la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dei Carabinieri nel contrastare il fenomeno dei furti di autovetture ovvero del riciclaggio dei veicoli e quindi della ricettazione ad esso collegata, a tutela della sicurezza dei cittadini e della legalità sul territorio.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Omicidio Marangia a Pulsano, caso riaperto dopo 13 anni: due arresti. In carcere killer e mandante – NOMI

Svolta nelle indagini su un omicidio rimasto irrisolto per oltre un decennio: i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Taranto hanno eseguito nella notte un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due uomini ritenuti gravemente indiziati di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco.

Il provvedimento, disposto dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, riguarda Cosimo Campo di San Giorgio Ionico e Anselmo Venere di Pulsano, entrambi 57enni, indicati rispettivamente come esecutore materiale e mandante dell’uccisione di Martino Marangia, imprenditore edile di 50 anni assassinato il 14 ottobre 2013.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il delitto maturò in un contesto di contrasti legati ad attività lavorative nel settore edile. Alla base ci sarebbe una violenta aggressione avvenuta nel 2010, quando la vittima avrebbe reagito a una spedizione punitiva ferendo il presunto mandante e un suo collaboratore.

Un episodio ritenuto all’origine della successiva vendetta. Le indagini, coordinate dalla Dda di Lecce e dalla procura di Taranto, hanno consentito di riaprire il “cold case” grazie a nuovi elementi investigativi, tra cui intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che hanno trovato riscontro nel corso degli approfondimenti più recenti. Venere si trovava già in carcere per un’altra operazione eseguita nei mesi scorsi, nell’ambito di un’inchiesta su presunte attività estorsive nel versante orientale della provincia ionica.

L’omicidio avvenne in contrada Rotondelle, alla periferia di Pulsano, dove l’imprenditore fu raggiunto da diversi colpi di pistola calibro 9×21. Gli investigatori ritengono che l’azione sia stata pianificata e portata a termine con modalità riconducibili a contesti criminali organizzati.