Nel 2025 nel Barese 600 arresti, 1761 denunce e 170 chili di droga sequestrati dalla polizia: il report completo

Nel 2025 la Polizia di Bari ha arrestato 599 persone, 15 delle quali minorenni, ne ha denunciate 1.761 (103 minori) e ha notificato 83 provvedimenti di ammonimento per stalking e codice rosso.

Sono alcuni dei dati resi noti dal questore Massimo Gambino che il 12 gennaio lascerà Bari per un nuovo incarico a Torino, in occasione del bilancio annuale dell’attività nel territorio metropolitano, che nei dodici mesi ha visto i poliziotti impegnati in 415 eventi, 431 manifestazioni sportive, 190 operazioni cosiddette ad ‘alto impatto’.

Da gennaio sono state sottoposte a controllo più di 140mila persone, oltre 9mila agli arresti domiciliari e 1.700 sorvegliati speciali. Sono stati emessi 96 daspo e 40 dacur (il daspo urbano). Sul fronte del contrasto al traffico e allo spaccio di droga, la Polizia ha eseguito il sequestro di oltre 170 chilogrammi di sostanze stupefacenti, di cui 122mila hashish e marijuana e 46mila di cocaina.

Sono stati confiscati beni per un milione di euro. Tramite l’applicazione ‘you pol’ sono pervenute 795 segnalazioni, 202 in materia di droga e 30 su episodi di bullismo. La polizia di frontiera ha identificato più di 500mila stranieri nel porto e oltre 700mila in aeroporto, procedendo a quasi mille respingimenti. Le attività di vigilanza nelle stazioni ferroviarie sono state più di 2mila, con oltre 72mila persone identificate, 15 arresti e 82 denunce. Con riferimento alla sicurezza informatica, la polizia postale è stata impegnata nel monitoraggio di oltre 10mila tra siti internet, chat e social, anche nell’ambito di indagini su pedopornografia.

“Il 2025 ci ha visti impegnati su vari fronti – ha detto il questore Gambino – e non solo nel contrasto dei fenomeni criminali, ma anche nel rafforzamento delle attività di prevenzione, nella tutela delle fasce più deboli e nel consolidamento del rapporto di fiducia con i cittadini”. Un dispositivo di sicurezza – ha spiegato il questore – “finalizzato a garantire una presenza costante sul territorio e una risposta efficace alle esigenze della collettività, con particolare riguardo ai contesti urbani e alle aree a maggiore sensibilità”.

Droga a Bari, 6 arresti e 7 denunce: sequestrati 30 chili di sostanze stupefacenti. Controllati cannabis shop – VIDEO

Nell’ambito di una più vasta attività di contrasto al fenomeno dello spaccio e al “crimine diffuso”, a seguito di mirati servizi e controlli che hanno interessato sia la città di Bari che la provincia, la Polizia di Stato ha tratto in arresto sei persone e denunciate sette in stato di libertà, al termine di una serie di servizi svolti dagli uffici operativi della Questura.

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Lo scorso 12 dicembre, personale della Squadra Mobile di Bari, sezione “Narcotici”, ha tratto in arresto due uomini incensurati. Il primo è stato arrestato perché all’interno della propria abitazione, nel comune di Triggiano, a seguito di una perquisizione, sono stati rinvenuti circa 550 gr di hashish diviso in diversi panetti oltre a vario materiale per il confezionamento.

Il secondo in quanto, sempre all’interno della propria abitazione, sita nel comune di Bitonto, aveva un vero e proprio “deposito” in quanto sono stati rinvenuti e sequestrati circa 21.8 kg di hashish suddivisi in 243 panetti e 5.1 kg di marijuana divisa in 39 buste, oltre a materiale per il confezionamento come bilancini ed una macchina per il sottovuoto.

Al fine di contrastare anche lo spaccio al “dettaglio” di sostanze stupefacenti, personale della Squadra Mobile di Bari ha denunciato e tratto in arresto, in due distinte attività, due uomini di 28 e 24 anni. Il 28enne è stato denunciato “in stato di libertà” dal personale della “Sezione Crimine Diffuso” perché colto mentre cedeva una dose di cocaina ad un acquirente, quest’ultimo sanzionato in via amministrativa. Il 24enne è stato, invece, tratto in arresto dal personale della sezione “Narcotici” perché colto mentre cedeva, nel quartiere “Carbonara”, una dose di hashish ad un acquirente. La successiva perquisizione di un locale nella sua disponibilità ha permesso di sequestrare ulteriori 65 gr di hashish e 12,7 gr di cocaina. Anche in questo caso l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente.

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Inoltre, nell’ambito delle attività di controllo del territorio da parte della Squadra Volante sono stati arrestati, nei giorni scorsi, tre soggetti trovati in possesso di sostanza stupefacente e sequestrati, complessivamente, circa 230 gr di droga, in buona parte hashish.

Mirati controlli, poi, sono stati effettuati, anche con la collaborazione della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza presenti in provincia, in particolare quelli di Monopoli e Bitonto, presso i rivenditori autorizzati della c.d. cannabis light.

Nel corso di tali accertamenti è stato appurato come alcuni di essi detenessero nei rispettivi locali dei prodotti non in linea con le attuali normative in quanto costituiti da infiorescenze di canapa. Per questo motivo sono stati denunciati cinque soggetti, titolari delle attività commerciali controllate e sequestrati, complessivamente, circa 3 kg di sostanza stupefacente.

È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Da suicidio a omicidio, così Vasienti è stato ucciso al San Paolo: arrestati 4 affiliati del clan Strisciuglio – VIDEO

Nel corso della mattinata la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa – su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia – dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, nei confronti di quattro esponenti del clan Strisciuglio ritenuti, a vario titolo, responsabili dell’omicidio e, per tre di loro, anche del reato di estorsione, aggravati dal metodo mafioso, di VASIENTI Nicola, avvenuto la notte del 16 novembre 2016, all’interno della sua abitazione dove lo stesso era detenuto agli arresti domiciliari.

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Si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata da questa Procura Distrettuale, ha consentito di rivelare che l’uomo, apparentemente suicida, era in realtà stato deliberatamente ucciso nell’ambito di un regolamento di conti all’interno della consorteria mafiosa degli Strisciuglio, determinato dalla volontà del Vasienti di collaborare con la giustizia.

La mattina del 16 novembre, lo scenario che si presentava agli occhi degli investigatori era quello tipico di un suicidio. Tuttavia, ad un più attento esame dei luoghi, emergevano alcuni dettagli che inducevano gli inquirenti a svolgere ulteriori verifiche. Grazie, quindi, alle intercettazioni e alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, emergeva che Vasienti Nicola, stanco delle continue vessazioni patite da esponenti del clan Strisciuglio e amareggiato per l’assassinio del suo amico LUISI Luigi – deceduto il 14 novembre 2016 a causa delle ferite riportate nel corso di un agguato mafioso avvenuto il precedente 31 ottobre – aveva deciso di collaborare con la giustizia. Una collaborazione che avrebbe messo in pericolo il suo clan di riferimento.

Le indagini hanno, inoltre, consentito di accertare sia i ruoli che le singole responsabilità nell’omicidio ed individuare tanto il mandante quanto gli esecutori materiali, i quali avevano inscenato un’impiccagione mentre, in realtà, si era trattato di uno strangolamento.

È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, Nicola Vasienti ucciso nella sua casa al quartiere San Paolo: arrestati esecutori e mandanti

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dalla polizia nei confronti dei presunti mandanti ed esecutori dell’uccisione del pregiudicato barese Nicola Vasienti, 44enne, che fu trovato morto nella sua casa nel quartiere San Paolo di Bari il 16 novembre del 2016.

Vasienti, che era agli arresti domiciliari, era ritenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio. Gli arresti sono stati disposti dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Quando fu trovato il cadavere, la vicenda fu inquadrata come un suicidio ma oltre un anno dopo la procura aprì una indagine per omicidio sulla base di alcuni elementi raccolti dalla squadra mobile.

L’abitazione era chiusa dall’interno, ma una finestra era aperta. Il cadavere di Vasienti fu trovato sul pavimento con evidenti segni di soffocamento dovuti apparentemente all’impiccagione avvenuta con un lenzuolo attaccato ad un bastone appendiabiti dell’armadio della camera da letto. Ma la posizione del cadavere, la distanza dall’armadio, non parvero compatibili con il suicidio.

I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa programmata per le ore 10:30 in procura alla presenza del procuratore, Roberto Rossi.

Mottola, rapina armata al bar sulla ss100: via con 5mila euro. Arrestati 5 ladri dopo un anno

Nella prima mattinata, a Gioia del Colle e presso l’istituto penitenziario di Bari, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Operativa della Compagnia di Gioia del Colle, con il supporto del 6° Nucleo CC Elicotteri di Bari, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, a seguito di richiesta della locale Procura, nei confronti di 5 soggetti che – in concorso tra loro – sono stati ritenuti responsabili dei delitti di rapina, furto, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con le aggravanti di aver commesso il fatto con volto travisato, l’utilizzo di armi ed in più persone, nonché con violenza su beni esposti alla pubblica fede.

L’ordinanza cautelare, condividendo le risultanze investigative, ha acclarato la responsabilità degli indagati in relazione alla commissione del delitto di rapina a mano armata dello scorso 20 gennaio a danno di un bar/tabacchi presente all’interno di una stazione di servizio lungo la SS100 nel Comune di Mottola, con sottrazione di contanti e sigarette per un valore di circa 5.000 euro.

L’attività investigativa ha permesso ai militari di ricostruire sia le fasi preparatorie, caratterizzate anche dal furto dei veicoli da utilizzare per commettere il delitto ed assicurarsi la fuga, sia l’esatta dinamica della rapina e la suddivisione dei compiti tra i responsabili.

Inoltre, durante la rapina, gli autori hanno minacciato la giovane donna con una pistola per farsi consegnare il denaro e le sigarette, consegnandole anche un cioccolatino prima di darsi alla fuga.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa e con sentenza definitiva, valendo, fino ad allora, la presunzione di non colpevolezza.

Estorsioni, droga e armi: arrestati 13 presunti affiliati Scu nel Brindisino. Sono 34 gli indagati totali

Con le accuse a vario titolo di associazione di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, truffa ai danni dello Stato, usura, estorsione, lesioni personali, detenzione e porto di armi da sparo, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacente, i carabinieri di Brindisi hanno eseguito tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce gli indagati sono complessivamente 34. Le indagini, condotte tra il giugno 2020 e 2022, sono state avviate dopo il ritorno in libertà di un elemento di spicco della Sacra Corona Unita, ed in particolare del clan Pasimeni-Vitale-Vicientino.

L’attività del nucleo investigativo ha permesso di tracciare la catena di comando dell’associazione che operava in alcuni comuni della provincia di Brindisi, dimostrando come il presunto capo avrebbe impartito direttive dal carcere, tramite il nipote, ad un suo uomo di fiducia sul territorio.

Secondo quanto accertato dai militari, il presunto sodalizio criminale avrebbe ideato e promosso un sistema di estorsioni per garantire il mantenimento in carcere del capo e degli affiliati.

Gli inquirenti ipotizzano anche un rapporto con i capi di gruppi che operavano all’interno della frangia dei mesagnesi esponenti della Scu su altri territori, “concordando”, si legge in una nota, “strategie per la gestione di interessi illeciti comuni”.

Tra le altre attività illecite – secondo l’accusa – traffico di sostanze stupefacenti, usura e riciclaggio di soldi attraverso la gestione illecita di una rete di giochi e scommesse online su canali non autorizzati. Contestualmente agli arresti, è stato eseguito il sequestro preventivo di un immobile e di un’attività commerciale (valore 600mila euro) ritenuti base operativa e logistica della presunta organizzazione legata alla Scu.

I NOMI

Daniele Vicentino (52 anni di Mesagne), Tobia Parisi (44 anni di Mesagne), Francesco Sisto (52 anni, di Brindisi), Americo Pasimeni (55 anni di Mesagne), Alessio Curto (25 anni di Mesagne). Antonio Tarantino (41 anni di Mesagne), Matteo Primiceri (30 anni di Mesagne), Stefano Iacolare (38 anni di Brindisi), Antonio Bruno (35 anni di Torre Santa Susanna), Giuliano Notaro (35 anni di Squinzano), Antonio Romano (27 anni, di Mesagne), Annalisa Gravina (37 anni di Mesagne), Francesco Girardo (32 anni di Mesagne) e Marco Ruggio (44 anni di Squinzano). A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Foggia, smantellata rete di spaccio: 24 arresti. Guadagni fino 200mila euro al mese

I carabinieri di Foggia hanno eseguito 24 misure cautelari, 19 in carcere e 5 ai domiciliari, con le accuse di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine della Procura di Foggia ha documentato fatti che sarebbero stati commessi da maggio 2024 ad aprile 2025.

Gli indagati hanno un’età compresa tra i 23 e i 61 anni, di nazionalità italiana, per lo più foggiani, albanese, georgiana e rumena, attivi, oltre che in provincia di Foggia, anche a Rieti, in Emilia Romagna e nel basso Molise.

L’indagine è partita dal monitoraggio di un 36enne albanese, con precedenti specifici, ritenuto il punto nevralgico dell’attività di commercializzazione di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, nel territorio foggiano. L’indagato avrebbe acquistato all’ingrosso lo stupefacente tramite canali di connazionali radicati nel nord Italia.

La rete di spaccio avrebbe permesso di far confluire nella provincia dauna dai 5 ai 10 kg al mese di cocaina, acquistata ad oltre 22 euro al grammo e rivenduta a un prezzo – variabile a seconda dei quantitativi richiesti – tra i 30 e i 50 euro al grammo, generando profitti mensili stimati in circa 200mila euro.

Tragedia a Presicce, malore durante il blitz antidroga: muore 48enne in casa. Due arresti – I NOMI

Tragedia nella notte a Presicce dove il 48enne Stefano Urso, originario di Salve, è deceduto durante un blitz antidroga. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, ha aggredito gli agenti di Polizia e poi ha accusato un malore perdendo conoscenza. Nonostante i tempestivi soccorsi, anche del 118 giunto immediatamente, è deceduto.

Sono stati arrestati il proprietario di casa Antonio Viola e la compagna Alessia Potenza, entrambi assistiti dal legale Davide Botrugno. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno. Sul posto è immediatamente intervenuta la Polizia Scientifica.

Corruzione e falso, arrestati due imprenditori di Canosa e un funzionario delle Dogane: sequestrate due aziende

Due fratelli, di 50 e 55 anni di Canosa di Puglia, nel nord Barese, e un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari, sono finiti agli arresti domiciliari con le accuse, contestate a vario titolo, di corruzione, falso ideologico e rivelazione dei segreti di ufficio.

Sono state inoltre sequestrate due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta.

Gli imprenditori arrestati sono Michele e Maurizio Damato, già raggiunti da un provvedimento cautelare nel luglio dello scorso anno con l’accusa di aver corrotto esponenti delle forze dell’ordine per evitare controlli.

Il provvedimento odierno, emesso dal gip del Tribunale di Trani ed eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Barletta, rappresenta la prosecuzione dell’inchiesta della Procura di Trani del 2024 perché gli indagati, attivi nel settore dei carburanti, avrebbero ceduto negli anni “carburante, anche a uso agevolato e quindi con accise e Iva ridotte, e altre utilità al funzionario doganale che, all’epoca dei fatti, era preposto alle verifiche ispettive”.

Secondo l’accusa l’obiettivo sarebbe stato “ottenere una copertura istituzionale” in caso di controlli e ispezioni, ma anche “informazioni riservate su depositi di carburante di imprenditori concorrenti e la vidimazione dei registri di contabilità previsti per legge riuscendo così a bypassare le procedure prescritte”.

Le indagini hanno accertato che i tre avrebbero limitato “le comunicazioni telefoniche” preferendo WhatsApp con cui il pubblico ufficiale “violando i doveri inerenti alla sua funzione” avrebbe “rivelato a uno degli imprenditori arrestati informazioni privilegiate relative a un’azienda concorrente del Barese”, riferiscono i militari. Il gip ha nominato un amministratore giudiziario per “evitare la commissione di nuovi reati”.

Tentato omicidio e traffico di droga, 5 arresti e 19 indagati a Taranto. Spaccio gestito sui social – I NOMI

Blitz della Guardia di finanza di Taranto nei quartieri Salinella e Tramontone, dove sono state eseguite all’alba perquisizioni a carico di 19 indagati nell’ambito di una inchiesta per traffico di sostanze stupefacenti.

Cinque persone sono state arrestate per un duplice tentato omicidio che fu sventato dalle fiamme gialle. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Lecce Angelo Zizzari su richiesta del pm della Direzione distrettuale antimafia Milto Stefano De Nozza, è stata notificata a Domenico Salamina, detto Nico, di 36 anni; Antonio De Mitri, di 23 anni; Francesco Alex Colella, 22 anni; Riccardo De Pace, di 18 anni; e Cosimo De Lauro ,di 29 anni.

I primi quattro rispondono di concorso in tentato omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. A Salamina l’ordinanza è stata notificata in carcere. Il gruppo, stando alle contestazioni, aveva pianificato un agguato contro due esponenti del clan rivale degli Appeso, presunti esattori del pizzo imposto sulla piazza di spaccio della Salinella, circa settemila euro al mese.

L’episodio risale al 29 agosto scorso. Le Fiamme gialle, intercettando conversazioni ritenute decisive, sono intervenute prima che l’attacco potesse essere compiuto. Salamina, che era già detenuto, è indicato quale mandante; De Mitri come portavoce degli ordini di Salamina, Colella e De Pace quali esecutori materiali.

De Lauro è accusato, invece, in concorso con gli altri, di detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo aggravato dal nesso teleologico. Sarebbe stato lui a cedere a De Mitri una pistola calibro 7.65 (poi ritrovata dagli inquirenti). Ma il gruppo si sarebbe procurato anche una seconda arma, nello specifico una pistola calibro 38.

Secondo gli investigatori, Salamina, già detenuto, avrebbe impartito ordini dall’interno del carcere tramite un cellulare custodito illegalmente, guidando un presunto sodalizio attivo nello spaccio. Per questo risponde anche di uso illecito di telefono in carcere. L’inchiesta, più in generale, riguarda un presunto traffico di droga (il reato associativo è contestato a 19 indagati) che sarebbe stato gestito da Salamina e da due fratelli già noti alle forze dell’ordine con “struttura – contestano gli inquirenti – tipicamente piramidale”.