Faida tra clan a Bari, omicidi Lello Capriati e Filippo Scavo: interrogatori nel primo giorno di San Nicola

Sono in programma domani mattina gli interrogatori delle 14 persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sulla guerra di mafia che da anni contrappone i clan Strisciuglio e Capriati. Al centro delle indagini ci sono gli omicidi di Lello Capriati, avvenuto nell’aprile 2024, e di Filippo Scavo, ucciso nell’aprile 2026.

Secondo gli investigatori, il conflitto tra i due gruppi criminali avrebbe avuto ripercussioni anche sull’agguato avvenuto il 30 aprile scorso in un ristorante di Bisceglie, dove un cameriere è stato ucciso per errore. Il vero obiettivo dei sicari sarebbe stato il titolare del locale, ritenuto vicino al clan Capriati.

Undici dei 14 arrestati sono accusati dell’omicidio di Lello Capriati. Altri tre giovani – Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Nicola Morelli – sono invece indagati per l’uccisione di Filippo Scavo.

Intanto, l’autopsia sul corpo di Scavo sarà eseguita martedì 12 maggio dal professor Francesco Introna dell’Istituto di Medicina Legale di Bari.

Blitz antimafia a Bari prima di San Nicola, presi i rampolli dei clan Strisciuglio e Capriati: 14 arresti – TUTTI I NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, si è chiuso il cerchio sull’omicidio di Raffaele (Lello) Capriati, avvenuto il 1° aprile del 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua. Ma non solo perché le misure cautelari non riguardano solo quest’omicidio, ma anche altri gravi reati, tra cui un fatto di sangue avvenuto qualche giorno prima nella piazza centrale di Carbonara oltre ad una serie di traffici illeciti in materia di armi e stupefacenti.

Tornando all’omicidio di Lello Capriati, secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto esecutore materiale sarebbe Luca Marinelli, 47 anni, considerato figura di spicco e numero tre del clan Strisciuglio. Marinelli è ritenuto infatti vicino ai vertici dell’organizzazione, legato da rapporti di sangue a Carlo Alberto Barresi e affiliato a Gino Strisciuglio, soprannominato “La Luna”.

All’epoca dei fatti Raffaele Capriati era il rappresentante più autorevole dell’omonimo clan e il suo eclatante omicidio ha segnato una ulteriore profonda rottura dei fragili equilibri di potere interni ai circuiti della mafia barese, che in qualche modo il Capriati aveva cercato di salvaguardare. L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile di Bari ha fatto emergere come la morte di Raffaele Capriati rappresentasse il culmine tragico di una serie di eventi verificatisi nei mesi precedenti che avevano visto diversi appartenenti ai due clan mafiosi sopra citati, spesso giovanissimi, fronteggiarsi all’interno di locali notturni, anche con l’esibizione di armi: un fenomeno grave e purtroppo diffuso, più volte segnalato da questa DDA.

L’omicidio di Raffaele Capriati è stato portato a compimento con modalità plateali ed eclatanti: la vittima è stata raggiunta e freddata da due sicari a bordo di una motocicletta mentre si trovava in auto in compagnia di una donna che è rimasta miracolosamente illesa. Il tutto avvenne nel giorno di Pasquetta, in una centralissima via di Torre a Mare.

Tra gli arrestati anche Domenico Strisciuglio, 27 anni, figlio del boss Gino, oltre a Sabino Capriati (25 anni), Christian Capriati (21 anni), Angelo Vincenzo Caruso (26 anni), Ivan Caruso (23 anni), Nicola Cassano (23), Alessandro Esposito (28 anni), Onofrio Lorusso (30 anni), Nunzio Losacco (31 anni), Francesco Menolascina (24 anni), Luciano Perinetti (21 anni), Patrizio Perrone (66 anni) e Massimiliano Soloperto (51 anni). Tra i soggetti coinvolti nelle indagini compare anche Filippo Scavo, già ucciso a Bisceglie, segno di un contesto segnato da violente dinamiche interne tra gruppi criminali. Per il suo omicidio sono stati fermati Dylan Capriati, 22 anni Nicola Morelli, 21, e Aldo Lagioia, 22, di Corato. Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Omicidio Lello Capriati a Torre a Mare, pistola portata via dal luogo del delitto: Angela De Cosmo a processo

Rinviata a giudizio Angela De Cosmo, la 36enne che si trovava in compagnia del pregiudicato Raffaele Capriati, detto Lello, la sera del 1 aprile 2024 quando l’uomo, nipote del boss Antonio Capriati di Barivecchia, fu ucciso a colpi di pistola in un agguato.

L’accusa è di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo prenderà il via il 3 febbraio 2026.

Stando alle indagini quando Capriati fu colpito e ferito a morte, De Cosmo avrebbe nascosto la pistola che l’uomo aveva con sé e ne avrebbe fatto perdere le tracce. L’arma, notata da alcuni testimoni, non è più stata trovata.

La donna quella sera si trovava alla guida della Fiat 500 a bordo della quale, come passeggero, c’era Capriati. I due avevano trascorso la serata insieme nel quartiere Torre a Mare.

In via Bari l’auto fu avvicinata da una moto con a bordo due persone, una delle quali sparò i colpi di pistola che uccisero Capriati. Per gli inquirenti, la pistola che il pregiudicato aveva con sé cadde quando il suo corpo fu spostato sulla barella: De Cosmo, a quel punto, l’avrebbe presa e nascosta.

Omicidio Lello Capriati a Torre a Mare, pistola portata via: Angela De Cosmo rischia di finire a processo

Angela De Cosmo, la 36enne di Triggiano arrestata con l’accusa di aver portato via dal luogo del delitto la pistola di Raffaele Capriati, il 41enne ucciso la sera del 1° agosto a Torre a Mare, potrebbe finire a processo.

Il pm Marco D’Agostino ha chiesto il rinvio a giudizio e la donna comparirà dinanzi al gip il prossimo 17 dicembre. La 41enne fu arrestata .con le accuse di detenzione e porto illegale di arma da fuoco con l’aggravante di aver aiutato un club mafioso e poi rimessa in libertà dal Tribunale del Riesame che accolse il ricorso della difesa per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

Quella sera si trovava in auto con la vittima. Una moto si è affiancata all’auto su cui Capriati e De Cosmo erano a bordo, una delle due persone in sella ha sparato e ucciso Lello Capriati. De Cosmo è rimasta illesa, ha percorso qualche metro, prima di fermarsi ad una fermata del bus.

Durante l’interrogatorio di garanzia, De Cosmo aveva dichiarato di non aver visto cadere l’arma dalla tasca della vittima, di non averla raccolta e di non averla portata via.

Omicidio Lello Capriati, il Riesame accoglie il ricorso: la 35enne Angela De Cosmo torna libera

Angela De Cosmo, la 35enne di Triggiano arrestata con l’accusa di aver portato via dal luogo del delitto la pistola di Raffaele Capriati, il 41enne ucciso la sera di Pasquetta a Torre a Mare, torna libera. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa che ha insistito per l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

Durante l’interrogatorio di garanzia, De Cosmo aveva dichiarato di non aver visto cadere l’arma dalla tasca della vittima, di non averla raccolta e di non averla portata via. La donna, amante della vittima, si trovava rinchiusa nel carcere di Trani dal 5 giugno. Secondo la Procura è “concreto e reale” il rischio che la pistola possa essere utilizzata per vendicare la morte di Lello Capriati. La 35enne era accusata di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico commessi con l’aggravante mafiosa. Quella sera si trovava in auto con la vittima. Una moto si è affiancata all’auto su cui Capriati e De Cosmo erano a bordo, una delle due persone in sella ha sparato e ucciso Lello Capriati. De Cosmo è rimasta illesa, ha percorso qualche metro, prima di fermarsi ad una fermata del bus. Qui c’erano due ragazze minorenni. “Sono scesa dall’auto e delle ragazze si sono fermate. Ho chiesto loro di aiutarmi”, ha aggiunto.

Le due hanno dato una versione differente dell’accaduto. “La donna ha aperto lo sportello, è scesa dalla macchina, molto agitata, si è seduta su una panchina e ha chiesto di aiutarla e di chiamare qualcuno – raccontano -. Continuava a ripeterlo in continuazione. Seduto nella macchina dal lato passeggero c’era un uomo riverso sul sedile che io credevo fosse svenuto. Abbiamo chiamato il 118 e nel frattempo ho visto che l’uomo non era svenuto ma era morto e l’ho detto ai soccorritori. Mentre spostavano quell’uomo sulla barella gli è caduta una pistola, non so dire che pistola fosse. Ricordo che aveva il manico marrone. La donna che era con lui l’ha raccolta, se l’è messa in tasca, si è rimessa in macchina ed è andata via”.

Omicidio Lello Capriati, pistola portata via. Angela De Cosmo nega tutto nell’interrogatorio: “Non l’ho presa io”

Angela De Cosmo, la 35enne di Triggiano arrestata la scorsa settimana con l’accusa di aver portato via dal luogo del delitto la pistola di Raffaele Capriati, il 41enne ucciso la sera di Pasquetta a Torre a Mare, ha negato tutto. Durante l’interrogatorio di garanzia, ha detto di non aver visto cadere l’arma dalla tasca della vittima, di non averla raccolta e di non averla portata via. La donna, amante della vittima, si trova rinchiusa nel carcere di Trani dal 5 giugno. Secondo la Procura è “concreto e reale” il rischio che la pistola possa essere utilizzata per vendicare la morte di Lello Capriati, ma il racconto fornito dalla De Cosmo non aiuta.

La 35enne, accusata di detenzione e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico commessi con l’aggravante mafiosa, si trovava in auto con la vittima. Per la Dda di Bari l’arma rimane ancora nella sua disponibilità e potrebbe essere utilizzata “per commettere delitti contro i responsabili dell’agguato”. Una moto si è affiancata all’auto su cui Capriati e De Cosmo erano a bordo, una delle due persone in sella ha sparato e ucciso Lello Capriati. De Cosmo è rimasta illesa, ha percorso qualche metro, prima di fermarsi ad una fermata del bus. Qui c’erano due ragazze minorenni. “Sono scesa dall’auto e delle ragazze si sono fermate. Ho chiesto loro di aiutarmi”, ha aggiunto.

Fondamentale è stata anche la testimonianza delle due. “La donna ha aperto lo sportello, è scesa dalla macchina, molto agitata, si è seduta su una panchina e ha chiesto di aiutarla e di chiamare qualcuno – raccontano -. Continuava a ripeterlo in continuazione. Seduto nella macchina dal lato passeggero c’era un uomo riverso sul sedile che io credevo fosse svenuto. Abbiamo chiamato il 118 e nel frattempo ho visto che l’uomo non era svenuto ma era morto e l’ho detto ai soccorritori. Mentre spostavano quell’uomo sulla barella gli è caduta una pistola, non so dire che pistola fosse. Ricordo che aveva il manico marrone. La donna che era con lui l’ha raccolta, se l’è messa in tasca, si è rimessa in macchina ed è andata via”

Omicidio Lello Capriati, oggi l’interrogatorio di Angela De Cosmo. Si cerca la pistola portata via: ipotesi vendetta

Nella giornata di oggi è previsto l’interrogatorio di Angela De Cosmo, la 35enne arrestata per aver portato via la pistola di Lello Capriati dal luogo dell’omicidio consumato nella serata di Pasquetta a Torre a Mare. La donna, amante della vittima, si trova rinchiusa nel carcere di Trani dal 5 giugno e potrebbe svelare altri dettagli sull’agguato e dove si trova l’arma.

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Omicidio Lello Capriati, porta via la pistola: arrestata la 35enne Angela De Cosmo. Ad incastrarla due ragazzine

È Angela De Cosmo la 35enne arrestata nella giornata di ieri con l’accusa di aver fatto sparire dal luogo del delitto la pistola che Raffaele Capriati, detto Lello, il 41enne ucciso la sera di Pasquetta a Torre a Mare, aveva addosso. I due avevano passato la serata in un b&b di Torre a Mare.

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