Bari, 60 chili di hashish in cucina: arrestati un 35enne e una 57enne al Libertà. Parte di droga era ghiacciata

I giorni scorsi, I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, hanno arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) un 35enne e una donna 57enne ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bari, nel corso di un servizio di prevenzione e contrasto all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno sottoposto a controllo un’abitazione di proprietà della donna, situata nel quartiere Libertà di Bari, poiché insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo che vi ha fatto accesso portando al seguito una bacinella di plastica, con fare sospetto.

All’interno, hanno sorpreso quest’ultimo in corrispondenza del tavolo da cucina, completamente ricoperto di sostanza stupefacente, intento ad armeggiare con un taglierino, con il quale stava spacchettando le confezioni di cellophane che assicuravano le diverse “panette”.

Nel corso dell’attività, i militari hanno trovato e posto a sequestro 60 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, una parte rinvenuta anche in forma ghiacciata, pronto per essere trattato con il metodo “ice – o – lator”, noto appunto anche come metodo dell’hashish ghiacciato, oltre a materiale per il confezionamento.

 

Barletta, uomo sequestrato e picchiato per un debito non saldato: 4 arresti. Uno è indagato per l’omicidio Diviesti

Quattro persone sono finite in carcere con l’accusa di aver sequestrato e aggredito un uomo per un debito non saldato. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, su coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip.

Gli arrestati, tutti barlettani tra i 22 e i 59 anni, sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di violenza privata e tentata estorsione ai danni di un 47enne della stessa città.

Le indagini sono partite da una segnalazione anonima che denunciava il sequestro di un uomo, costretto a salire in auto contro la sua volontà. Grazie alle immagini di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto: la vittima sarebbe stata portata in un bar e picchiata con violenza, anche utilizzando un bastone e uno sgabello.

Rintracciato dagli agenti, il 47enne ha confermato che l’aggressione era legata a un debito. La gravità dei fatti ha spinto la Procura a richiedere un intervento immediato, con l’arresto dei responsabili.

Tra gli indagati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio del 26enne Francesco Diviesti, ucciso lo scorso aprile in un delitto aggravato dal metodo mafioso.

Si offrono di spingere la carrozzina a un disabile e lo rapinano: arrestati due ladri senza cuore a Foggia

Due giovani, di 28 e 32 anni, sono stati arrestati dalla Polizia a Foggia con l’accusa di aver rapinato il telefono cellulare ad un disabile in carrozzina. La vittima, per quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, è stata avvicinata dai due, i quali, per carpire la fiducia del 74enne, si erano offerti di spingere la carrozzina.

Quell’apparente gesto di generosità in realtà altro non sarebbe stato che una strategia per strappargli con violenza il telefono cellulare, per poi darsi alla fuga.

Il disabile, grazie all’aiuto di un conoscente, ha contattato subito il 112, fornendo alla sala operativa gli aggiornamenti in tempo reale sulla posizione del cellulare e fornendo la descrizione dei due presunti rapinatori.

Immediatamente è partita la ricerca dei due, individuati e bloccati poco dopo dai poliziotti: i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Foggia. Il telefono cellulare è stato trovato e riconsegnato al proprietario. Nella disponibilità dei due presunti rapinatori anche diversi oggetti ritenuti provento di furto.

Adelfia, aggressione con mazza da baseball e spari contro l’auto: due arresti. Vittima un 60enne

Gli scorsi giorni, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Triggiano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone la misura cautelare della custodia in carcere – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura – nei confronti di due soggetti gravemente indiziati (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del reato di tentato omicidio.

L’attività trae origine da un grave episodio avvenuto ad Adelfia (BA), lo scorso 3 agosto, quando un 60enne del luogo, al termine di un litigio scaturito per futili motivi con un giovane 23enne, veniva seguito e successivamente raggiunto mentre si trovava all’interno della propria autovettura. In tale frangente, due individui ignoti alla vittima, lo aggredivano, prima con una mazza da baseball e poi esplodendo nei suoi confronti due colpi di arma da fuoco.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti responsabili dell’azione criminosa, nei confronti dei quali l’Autorità Giudiziaria ha disposto la più restrittiva misura cautelare della custodia presso il carcere di Trani (BT).

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Estorsione mafiosa, 3 arresti a Tuturano: tra loro l’ex presidente del consiglio comunale di Brindisi Guadalupi

Nella frazione di Tuturano (Brindisi) la polizia ha arrestato tre persone con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra gli arrestati c’è Pietro Guadalupi, politico del centrodestra e vicepresidente nazionale delle imprese del verde di Confartigianato. Coinvolti anche Adriano Vitale e Mauro Iaia, mentre una quarta persona risulta irreperibile.

L’operazione è stata eseguita su ordine della magistratura antimafia di Lecce. Guadalupi, considerato in passato una promessa politica, ha avuto una carriera precoce: presidente della Pro Loco a 18 anni, poi consigliere comunale e presidente del consiglio comunale di Brindisi.

Laureato in Giurisprudenza, ha avuto esperienze anche al Parlamento europeo ed è stato candidato alle regionali e alle amministrative con Fratelli d’Italia.

Bari, clochard cerca riparo davanti al portone ma viene scambiato per ladro e picchiato: due arrestati

A Bari, nel quartiere Carrassi, un uomo straniero senza fissa dimora è stato aggredito da due cittadini baresi che lo avevano scambiato per un ladro mentre cercava riparo per la notte davanti a un portone.

L’uomo è stato picchiato e trovato a terra privo di sensi. Un passante ha chiamato la polizia, intervenuta con quattro volanti. I due aggressori hanno reagito anche contro gli agenti e sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, mentre il ferito è stato affidato alle cure mediche.

Traffico di droga, armi e associazione mafiosa. Blitz della Polizia a Ostuni: 25 arresti

La Polizia di Stato di Brindisi, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone accusate di far parte di due gruppi criminali attivi nel traffico di droga a Ostuni. Le accuse riguardano lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana, aggravato dall’uso di armi, dal metodo mafioso e dall’organizzazione associativa.

L’operazione, denominata “Clean”, ha coinvolto oltre 150 agenti tra Squadra Mobile, Commissariati di Ostuni e Mesagne, Reparti prevenzione crimine, unità cinofile, artificieri, tiratori scelti e il Reparto Volo di Bari, e ha portato allo smantellamento dei due presunti gruppi operanti nella “Città Bianca”.

Furti di rame e ricettazione nel Salento, danni fino a 75mila euro: 4 arresti e 8 indagati – I NOMI

I carabinieri hanno arrestato quattro presunti componenti di una banda dedita a furti di rame e ricettazione nel Sud Salento. Nell’inchiesta, coordinata dal Dda di Lecce, sono indagate complessivamente otto persone.

Le indagini hanno preso il via dopo l’attentato incendiario commesso la notte del 13 settembre 2024 ai danni della ditta che gestiva il bar dello stadio comunale Capozza di Casarano. Il carcere è stato disposto per Salvatore Vitali, 48enne di Casarano e Riccardo Attilio Viva 28 anni di Taviano, mentre per Ivan Umberto Vitali, 19 anni di Casarano, figlio di Salvatore, e Maria Rita Borasci, 24enne di Taviano, moglie di Viva, sono stati disposti gli arresti domiciliari. I reati sarebbero stati commessi tra febbraio 2024 e marzo 2025.

Tra gli episodi più rilevanti emersi dalle indagini, il furto commesso tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, di circa 10 quintali di cavi elettrici per alta tensione, per un valore stimato di 25.000 euro, successivamente consegnati a una ditta di Racale dietro pagamento di oltre 5.000 euro. C’è poi il furto commesso nella serata del 9 marzo 2025 presso un impianto fotovoltaico di una società agricola di Andrano, dove furono asportati 50 cavi di rame per una lunghezza complessiva di circa sei chilometri e mezzo, con un danno stimato in circa 75.000 euro.

L’inchiesta ha messo in evidenza come i quattro agissero in modo organizzato e collaudato, con il materiale che una volta rubato veniva successivamente venduto ai centri autorizzati di raccolta di Melissano e Racale, mentre gli attrezzi da lavoro venivano ceduti, a prezzi irrisori, a compiacenti acquirenti. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni personali, locali e domiciliari nei comuni di Casarano, Taviano e Tuglie, con il supporto delle unità cinofile dell’Arma.

Rubano 47 fioriere in ottone dal cimitero di Ginosa Marina: due arresti dopo inseguimento sulla statale 106

La fuga di un’auto carica di 47 fioriere in ottone rubate nel cimitero di Ginosa Marina è stata bloccata dai carabinieri lungo la statale 106, nel Tarantino. I militari hanno arrestato un 38enne e una 27enne, entrambi con precedenti, accusati di furto aggravato in concorso.

All’uomo è contestata anche la violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il servizio era scattato nella tarda serata di ieri, nell’ambito di controlli mirati contro i reati predatori.

Nei pressi del cimitero di Ginosa Marina, i carabinieri hanno sorpreso i due intenti a rimuovere le fioriere dalle sepolture, accatastandole per caricarle sull’auto. Dopo aver documentato le fasi dell’azione, sono intervenuti bloccando l’auto che si era allontanata sulla statale 106 dopo un inseguimento.

Nel bagagliaio sono state trovate le 47 fioriere in ottone, sequestrate e destinate alla restituzione ai legittimi proprietari. Dopo le formalità di rito, i due sono stati condotti in carcere e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Rapine, armi, furti in tabaccherie, gioiellerie e sale giochi: 10 arresti nel Barese. La base a Bitonto – I NOMI

In soli tre mesi, tra il 2022 e il 2023, avrebbero messo a segno 6 colpi ai danni di tabaccherie, gioiellerie e sale giochi, con un guadagno di circa 150mila euro tra contanti, tabacchi e gratta e vinci.

Il gruppo, come emerso dalle indagini dei carabinieri di Bari, sarebbe stato composto da un “gruppo d’assalto”, incaricato di mettere a segno i colpi (progettati di mattina ed eseguiti di sera), e di vedette incaricate di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. La merce rubata, poi, sarebbe stata rimessa sul mercato.

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Per questo, in 10 sono stati arrestati (cinque in carcere, cinque ai domiciliari) per i reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e rapine ai danni di attività commerciali, riciclaggio e ricettazione, con l’aggravante della disponibilità di armi. Il gruppo aveva base nel comune di Bitonto, i colpi sono stati messi a segno in diversi comuni tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Gli indagati in totale sono 16.

I cinque finiti in carcere sono Francesco Rizzi (45), Leonardo Bartolomeo (40), Vincenzo Schiavino (30), Nicola Racaniello (27) Emanuele Loconte (29);. Ai domiciliari Giuseppe Schiavino (23), Emanuele Garofalo (47), Vito Amendolagine (45), Michele Schiavinov (50), Antonio Rizzi (58).

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L’indagine, chiamata “Giulietta bianca” dal nome della macchina utilizzata dal gruppo, ha consentito di recuperare armi e attrezzi usati per i colpi, tra cui le punte chiodate utilizzate per favorire la fuga, ma ha fatto anche emergere come i tabacchi rubati, in molti casi, venissero reimmessi sul mercato da un indagato titolare di un bar di Bitonto con licenza per la vendita di tabacchi.

Il gruppo, hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa, usava “metodi imprenditoriali” ed era organizzato con una “struttura verticistica”. Gli indagati, come emerso, avrebbero usato linguaggio criptico (“vieni a mangiare un panzerotto” per indicare un colpo) e tra loro si sarebbero vantati delle loro capacità: “Il rubare lo devi avere nel sangue”, dice un indagato intercettato dagli inquirenti.