Traffico internazionale di droga, blitz della Dia: 23 arresti tra Bari, Lecce, Brindisi e Matera

Blitz della Direzione investigativa antimafia tra le province di Lecce, Brindisi, Bari e Matera. Su disposizione del Tribunale di Lecce sono state eseguite 23 misure cautelari, di cui due agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione “Whisper”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Secondo gli inquirenti, gli indagati farebbero parte di due organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti, con canali di approvvigionamento in Calabria e Albania. Nel corso delle indagini, svolte tra il 2022 e il 2025, sono stati sequestrati circa 58 chilogrammi di droga.

Far west a Toritto, rapina da un milione di euro a portavalori: 7 arresti. Sono tutti di Cerignola

Sette persone di Cerignola (Foggia) sono state raggiunte da misure cautelari perché accusate di associazione per delinquere, rapina aggravata dal metodo mafioso e altri reati contro il patrimonio.

Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, hanno permesso di scoprire l’esistenza di un gruppo specializzato negli assalti a furgoni portavalori.

Gli indagati sarebbero gli autori della maxi-rapina avvenuta il 6 novembre 2024 sulla strada statale 96 vicino Toritto, nel Barese, quando furono esplosi numerosi colpi di kalashnikov, fu fatta saltare per aria la cabina posteriore del mezzo e diverse auto furono date alle fiamme per favorire la fuga del gruppo.

Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa, che si terrà alle ore 10.30 in Procura a Bari.

Barletta, cellulare perso dopo furto in appartamento incastra la banda di ladri: 4 arresti. Altri due indagati

Un cellulare smarrito, probabilmente durante la fuga dopo un furto in un appartamento di Barletta, ha permesso alla Polizia di Stato di risalire ai presunti componenti di un gruppo criminale attivo nei furti in abitazione e nello spaccio di droga. Sei uomini, di età compresa tra i 26 e i 39 anni, sono indagati a vario titolo per furto in abitazione, tentato furto e detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Su richiesta della Procura di Trani, quattro indagati sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono partite dopo un furto e un tentato furto avvenuti a Barletta. L’analisi del telefono rinvenuto vicino a una delle abitazioni prese di mira ha consentito agli investigatori di ricostruire una presunta rete di spaccio, principalmente di cocaina, operativa in città.

Secondo la Questura, le cessioni avvenivano con linguaggi convenzionali e consegne rapide fissate su appuntamento in diversi punti di Barletta. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di delineare il ruolo ricoperto da ciascun indagato nelle presunte attività illecite.

Maxi operazione contro la pedopornografia online in tutta Italia: 30 indagati e 7 arresti. Perquisizioni anche a Bari

C’è anche Bari tra le 17 città italiane coinvolte nella maxi operazione della Polizia postale contro la pedopornografia online, coordinata dalla Procura di Catania. Il bilancio è di 30 persone indagate e sette arresti per divulgazione e detenzione di ingenti quantità di materiale pedopornografico.

Nel corso dell’operazione, che ha impegnato oltre cento agenti della Polizia postale, sono state eseguite numerose perquisizioni personali e informatiche, con il sequestro di dispositivi elettronici contenenti decine di migliaia di file illegali.

Le indagini hanno permesso agli investigatori di individuare diversi gruppi attivi nello scambio di video di abuso sessuale su minori, compresi filmati che ritraevano bambini in tenerissima età.

Cinque degli arrestati risiedono in provincia di Catania, uno in provincia di Frosinone e uno a Potenza. Gli indagati hanno un’età compresa tra i 19 e i 59 anni. L’operazione ha interessato complessivamente 17 città italiane, tra cui Bari, dove sono state eseguite perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta.

Spionaggio per la Russia, arrestati due ex 007: tra gli indagati anche due baresi e due foggiani – NOMI

Due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani sono stati arrestati a Roma dai carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta per presunto spionaggio in favore della Russia e accesso abusivo a sistemi informatici.

Il principale indagato è il 59enne Gavino Raoul Piras, ex sottufficiale dell’Arma ed ex agente dell’Aisi, accusato di aver raccolto informazioni riservate in cambio di denaro per conto di un presunto agente dei servizi segreti russi, coperto da immunità diplomatica in Italia.

Secondo gli investigatori, Piras avrebbe ottenuto dati attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio, tutti iscritti nel registro degli indagati. In manette è finito anche Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, originario di Matera, anche lui ex Aisi e già carabiniere.

Tra gli altri indagati figurano anche due foggiani, Davide Piantanida (46 anni) e Gianluca Nardella (47 anni), e due baresi, Giuseppe Tempesta (55 anni) e Antonio Guerra (69 anni), oltre al messinese Sergio Romeo (57 anni). L’inchiesta è coordinata dalla Procura e punta a ricostruire la rete di contatti e il flusso di informazioni riservate finite, secondo l’accusa, a un referente dell’intelligence russa.

Omicidio La Forgia a Molfetta, fermati due giovani: blitz nella notte per scongiurare la fuga

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antonio La Forgia, il 23enne ucciso a colpi di pistola a Molfetta nella notte tra il 15 e il 16 giugno. Nella notte tra domenica e lunedì scorso i carabinieri hanno fermato due giovani ritenuti i presunti responsabili del delitto, al termine di un blitz scattato per il timore che potessero tentare la fuga.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, La Forgia fu vittima di un vero e proprio agguato mentre si trovava in auto con la fidanzata, all’incrocio tra via Corrado Salvemini e viale Giovanni XXIII.

I killer avrebbero esploso almeno cinque colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto il 23enne alla testa. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Don Tonino Bello”, il giovane è morto poco dopo il suo arrivo.

Le indagini avrebbero delineato il movente come una spedizione punitiva. Gli accertamenti si sono concentrati sui rapporti e sulle dinamiche tra i giovani appartenenti alle famiglie criminali del territorio. Uno dei due fermati sarebbe infatti riconducibile a uno dei clan egemoni del Barese.

Gli investigatori stanno inoltre verificando la posizione di una terza persona che potrebbe essere coinvolta nella vicenda. Antonio La Forgia era tornato in libertà da circa sei mesi dopo aver scontato un periodo di detenzione.

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Maxi blitz sul Gargano, nove arresti per tre omicidi di mafia tra il 2011 e il 2016. Colpiti i clan Romito e Li Bergolis

Nove persone sono state arrestate questa mattina in provincia di Foggia con l’accusa di aver preso parte, con ruoli diversi, all’organizzazione e all’esecuzione di tre omicidi di mafia commessi tra Manfredonia e Mattinata dal 2011 al 2016, nell’ambito della storica faida del Gargano tra i clan Romito-Lombardi-Ricucci e Li Bergolis.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, è stata eseguita dai carabinieri del ROS e dal comando provinciale di Foggia. Tre degli arrestati sono già stati condannati per associazione mafiosa nell’inchiesta “Omnia Nostra”, mentre altri tre sono ancora sotto processo.

Due dei delitti contestati sarebbero stati commessi con il metodo della lupara bianca, facendo sparire i corpi delle vittime, mentre il terzo riguarda un agguato armato avvenuto nel 2014.

Le indagini si sono basate su intercettazioni, rilievi investigativi, immagini di videosorveglianza, sequestri e sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Quattro degli indagati erano già detenuti al momento dell’esecuzione del provvedimento.

Terrore a Carovigno, rapina al portavalori. Guardia giurata apre il fuoco: un ferito e 3 arresti

Momenti di tensione questa mattina a Carovigno, dove una banda di rapinatori ha assaltato un portavalori durante la consegna di denaro all’ufficio postale. Nel corso del tentativo di rapina, una guardia giurata ha esploso alcuni colpi di pistola contro i malviventi.

L’intervento dei carabinieri ha permesso di inseguire e arrestare tre persone. Uno dei presunti rapinatori è rimasto ferito, raggiunto da almeno un proiettile. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare il coinvolgimento di eventuali complici.

Stefano Tomeo ucciso a colpi di pistola davanti al circolo privato, blitz a Copertino: 3 arresti

Tre persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri a Copertino, nel Leccese, con l’accusa di omicidio premeditato con l’aggravante mafiosa per l’uccisione di Stefano Tomèo, l’operaio di 50 anni raggiunto da un colpo di pistola al collo la sera dell’11 aprile scorso nel paese salentino davanti ad un circolo privato.

Gli arresti vengono compiuti in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

A supporto stanno operando lo Squadrone eliportato cacciatori Puglia e il Nucleo carabinieri cinofili. Le accuse sono a carico titolo di omicidio e tentato omicidio in concorso, aggravati dalla premeditazione e dal metodo mafioso. Una quarta persona è stata denunciata per tentata estorsione e altre due per favoreggiamento personale.

L’agguato avvenne in via Nino Bixio davanti ad un circolo privato. Gli attentatori spararono diverso colpi di pistola. Tomèo, che aveva precedenti penali per reati contro il patrimonio, venne colpito mentre scendeva dall’auto condotta da un conoscente che lo soccorse e portò in ospedale dove morì poco dopo.