Lite tra fratelli finisce nel sangue: arrestato un 53enne a Molfetta un anno dopo la sparatoria

A quasi un anno dalla sparatoria avvenuta a Molfetta il 29 novembre 2025, i carabinieri hanno arrestato un 53enne, Antonio Brattoli, accusato di aver ferito il fratello minore Francesco, di 43 anni, al culmine di una lite legata a un terreno agricolo e a un natante. A riportarlo è il Quotidiano di Bari.

L’uomo è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Trani con le accuse di detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo, minaccia e lesioni personali.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono state rese particolarmente complesse dalla reticenza della vittima, che inizialmente non aveva fornito indicazioni sull’autore dell’aggressione né sul luogo dell’accaduto.

Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, delle celle telefoniche e delle intercettazioni, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e a individuare il presunto responsabile.

Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a vecchi contrasti familiari per la gestione di alcuni beni. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il 53enne ha respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo ai fatti e sostenendo di aver sempre mantenuto buoni rapporti con i familiari.

Donato Monopoli ucciso dopo una lite in discoteca, ancora ridotte le condanne: la rabbia della famiglia

Nuova riduzione delle pene per Francesco Stallone e Michele Verderosa, ritenuti responsabili della morte di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola deceduto dopo sette mesi di coma in seguito al pestaggio avvenuto nella discoteca “Le Stelle” di Foggia nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2018.

La Corte d’Appello di Bari, nel nuovo giudizio disposto dalla Cassazione limitatamente alla determinazione della pena, ha condannato Stallone a 7 anni e 2 mesi di reclusione e Verderosa a 4 anni, 11 mesi e 20 giorni, riducendo ulteriormente le condanne già diminuite nel precedente processo d’appello.

In primo grado i due erano stati condannati dalla Corte d’Assise per omicidio volontario a 15 anni e 6 mesi e 11 anni e 4 mesi. Nel maggio 2024 il reato era stato riqualificato in omicidio preterintenzionale, con pene ridotte rispettivamente a 10 e 7 anni. Il nuovo processo d’appello ha portato a un ulteriore alleggerimento.

Nel procedimento bis il procuratore generale aveva chiesto la conferma delle precedenti condanne, mentre la difesa aveva contestato la configurabilità dell’omicidio preterintenzionale, richiamando anche presunte patologie pregresse della vittima, circostanza sempre respinta dalle parti civili.

Durissima la reazione dei genitori di Donato Monopoli, che hanno definito la sentenza «un insulto alla vita umana» e «uno schiaffo» inflitto dallo Stato. In un messaggio pubblicato sui social hanno annunciato che presenteranno un nuovo ricorso in Cassazione: «Combatteremo fino all’ultimo grado di giudizio. Lo dobbiamo alla dignità, al sangue e alla memoria di Donato».

San Severo, spari in strada dopo lite per un incidente. C’è un secondo arresto: 22enne finisce in carcere

Nuovo sviluppo nelle indagini sulla sparatoria avvenuta lo scorso 3 marzo in piazza del Papa, a San Severo. I Carabinieri della Compagnia locale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne, ritenuto il presunto complice del 28enne già arrestato il giorno stesso dei fatti.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto sarebbe nato da una lite seguita a un incidente stradale avvenuto in via Teresa Masselli. Dopo il diverbio, la vittima, un 35enne, sarebbe stata inseguita da una Fiat 500 fino a piazza del Papa, dove il passeggero del veicolo sarebbe sceso esplodendo tre colpi di pistola in sua direzione, senza colpirlo. Durante la fuga sarebbe stato esploso anche un quarto colpo d’arma da fuoco.

Le indagini, sviluppate attraverso successivi approfondimenti, hanno consentito di identificare anche il conducente dell’auto, il 22enne ora arrestato. L’uomo, già detenuto, è accusato di evasione e di concorso nei reati di porto di arma clandestina e ricettazione.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Brindisi, lite a bordo del volo Ryanair con passeggeri e personale a bordo: Renga fatto scendere dall’aereo

Momenti di tensione domenica sera su un volo Ryanair in partenza dall’aeroporto di Brindisi e diretto a Orio al Serio, dove il cantante Francesco Renga è stato fatto scendere dall’aereo insieme al suo accompagnatore dopo una serie di discussioni con il personale di bordo e alcuni passeggeri.

Secondo quanto riportato da Il Giorno, i primi attriti sarebbero iniziati già al gate, quando il trolley dell’artista è risultato oltre le dimensioni consentite per il bagaglio a mano. La situazione si sarebbe momentaneamente risolta dopo il pagamento della tariffa supplementare.

Una volta a bordo, però, il clima si sarebbe nuovamente acceso. Renga avrebbe protestato per il ritardo del volo e avrebbe avuto un acceso confronto con l’equipaggio e con alcuni viaggiatori. Il comandante, con l’aereo già in fase di rullaggio, ha quindi deciso di interrompere le operazioni, rientrare al gate e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, disponendo lo sbarco del cantante e del suo accompagnatore.

Alcuni passeggeri avrebbero riferito di aver avvertito un forte odore di alcol, circostanza che, al momento, non trova conferme ufficiali. L’episodio ha causato un ulteriore ritardo del volo, già fermo da circa trenta minuti. Contattato dai media, l’entourage dell’artista non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda, limitandosi a confermare la presenza del cantante in Puglia.

“Antonio fatti i c***i tuoi”, poi la lite e le botte. Kekka picchiata da Nico: un rapporto malato

Torniamo ad occuparci di Nico e Kekka. Abbiamo sorpreso una “cliente” nei pressi della loro abitazione, interrompendo così la compravendita di qualche prodotto venduto live su TikTok. I due ci avevano inviato un audio chiedendoci di lasciarli perdere, salvo poi lasciarsi per l’ennesima volta e tornare insieme. Kekka è stata menata di santa ragione da Nico, ma i due continuano a vivere e “lavorare” insieme.

Acquaviva, rissa in pieno centro: automobilista finisce in ospedale dopo lite per una precedenza

Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri, mercoledì 24 giugno, ad Acquaviva delle Fonti, dove intorno alle 16.30 è scoppiata una rissa in piazza Di Vagno, nei pressi dell’ufficio postale.

Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’episodio ci sarebbe una mancata precedenza tra un giovane in monopattino e un automobilista. La discussione sarebbe rapidamente degenerata: il ragazzo, dopo essere sceso dal monopattino, avrebbe prima danneggiato l’auto e poi aggredito fisicamente il conducente.

Solo il tempestivo intervento di alcuni passanti e di un operatore della sicurezza ha evitato conseguenze ancora più gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Acquaviva delle Fonti, la polizia locale e un’ambulanza del 118. L’automobilista è stato trasportato in ospedale per le cure del caso.

Sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Toglie cellulare e chiavi all’elettricista dopo lite per i lavori al suo trullo in Valle d’Itria: Raz Degan a processo

Proseguirà il processo nei confronti di Raz Degan, accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il Tribunale di Brindisi ha disposto il rinvio del giudizio al termine dell’udienza predibattimentale.

L’inchiesta nasce dalla denuncia di un elettricista che aveva eseguito alcuni lavori nel trullo di proprietà dell’attore, situato tra Ostuni e Cisternino. Secondo l’accusa, il 31 luglio 2024, al culmine di una discussione sui lavori, Degan avrebbe sottratto all’imprenditore il cellulare e le chiavi dell’auto per impedirgli di lasciare il luogo.

L’uomo avrebbe accusato un malore, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, per poi presentare denuncia. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 2 ottobre. La presunta vittima si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Pierpaolo Argentiero.

Lite per mancata precedenza degenera, Suv investe giovane centauro ad Andria: arrestato 50enne barese

Prima una lite per una presunta mancata precedenza, poi la folle decisione di lanciarsi con l’auto contro un gruppo di motociclisti. È accaduto domenica pomeriggio sulla strada provinciale 234, nei pressi di Castel del Monte, dove un automobilista barese di 50 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio stradale.

Secondo la ricostruzione dei militari, dopo una discussione per futili motivi l’uomo avrebbe accelerato volontariamente puntando l’auto verso i motociclisti e colpendo violentemente la moto condotta da un 24enne, che è stato sbalzato a terra.

Il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in codice rosso all’ospedale di Barletta. Ha riportato gravi lesioni, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Gli accertamenti effettuati sul 50enne hanno evidenziato la positività all’alcol e ai cannabinoidi. Per lui sono scattate le manette con le accuse di tentato omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Omicidio a Molfetta, Antonio La Forgia ucciso dopo lite al bar e inseguimento: caccia al killer in fuga sullo scooter

Prima una lite in un bar del centro, poi l’inseguimento e infine l’agguato mortale nella zona industriale di Molfetta. Si concentrano sulla fuga di un giovane in scooter, forse con un complice, le indagini sull’omicidio di Antonio La Forgia, il 23enne ucciso nella notte da almeno cinque colpi di pistola, uno dei quali lo avrebbe raggiunto alla testa.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, il presunto killer avrebbe avuto un acceso diverbio con la vittima in un locale del centro cittadino. Successivamente avrebbe inseguito il giovane fino alla rotatoria tra via Hugo e via Cagliero, dove avrebbe aperto il fuoco.

Soccorso dal personale del 118, La Forgia è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Don Tonino Bello”, ma è morto poco dopo il ricovero a causa delle gravi ferite riportate.

Gli investigatori stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private per identificare lo scooter utilizzato nella fuga e verificare l’eventuale presenza di una seconda persona. Numerosi testimoni sono stati ascoltati nelle ultime ore, mentre sul corpo del 23enne sarà disposta l’autopsia per chiarire con precisione la dinamica dell’omicidio.

Stacca i tubi del gas e dà fuoco alla palazzina dopo la lite con i vicini. Choc a Canosa: arrestato 80enne

Un uomo di quasi 80 anni è stato arrestato dalla Polizia a Canosa di Puglia con l’accusa di aver tentato di provocare l’esplosione della palazzina bifamiliare in cui vive, al culmine di dissapori e liti con la famiglia residente nell’altro appartamento.

L’episodio si è verificato nella prima mattinata dell’11 giugno: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pensionato, vedovo e solo in casa, avrebbe divelto alcuni tubi del gas e appiccato un incendio.

Determinante l’intervento tempestivo di una volante, che ha evitato conseguenze ben più gravi.  Le fiamme hanno danneggiato alcuni arredi, mentre gli altri occupanti dello stabile, che stavano dormendo, sono stati svegliati dal trambusto e messi in salvo.

Nessuna persona è rimasta ferita o intossicata. Una volta domato il rogo, l’anziano è stato arrestato e trasferito in carcere per scongiurare il rischio di una possibile reiterazione del reato.