Prima la lite virale sul volo Ryanair, poi le minacce agli agenti per il video hot: condannata 36enne barese

Si era presentata alla Polizia Postale per denunciare la diffusione online di alcuni video sessualmente espliciti che la ritraevano, ma la situazione è rapidamente degenerata in insulti e minacce contro gli agenti. Per questo una donna di 36 anni, originaria di Bari e residente a Grumo Appula, è stata condannata a un anno e tre mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti risalgono al 27 maggio 2021, il giorno successivo a un altro episodio che l’aveva già resa nota alle cronache: una lite a bordo di un volo Ryanair da Ibiza a Orio al Serio, scoppiata per il rifiuto di indossare la mascherina, durante la quale la donna aveva insultato e aggredito alcuni passeggeri.

Presentatasi negli uffici della Polizia Postale in evidente stato di agitazione, la 36enne chiedeva la rimozione immediata dei video che la ritraevano nuda su una spiaggia di Ibiza.

Invitata dagli agenti a calmarsi, indossare correttamente la mascherina e fornire dettagli utili alla denuncia, la donna avrebbe invece reagito con offese e minacce nei confronti del personale, arrivando a insultare ripetutamente un poliziotto. A distanza di cinque anni, il tribunale ha emesso la sentenza: oltre alla pena detentiva, la donna dovrà risarcire il poliziotto con 1.700 euro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a un anno.

Dalle indagini è inoltre emerso che la 36enne era già stata segnalata per altri episodi, tra cui un tentato furto a Modugno e la violazione delle restrizioni durante il lockdown.

Polizia Locale Bari, pochi agenti nei luoghi critici della città e per ore sotto la pioggia. I sindacati: “Insostenibile”

Criticità organizzative, carenza di programmazione e condizioni di lavoro ritenute inadeguate. È la denuncia delle organizzazioni sindacali della Polizia Locale di Bari – Cisl FP, UIL FPL e C.S.A – che parlano di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiedono interventi urgenti all’amministrazione.

Nel mirino dei sindacati finisce innanzitutto la gestione complessiva del corpo, accusata di mancare di un indirizzo chiaro e coerente. Tra i casi più critici viene segnalato il presidio del Molo San Nicola, considerato un’area particolarmente delicata: secondo le sigle, l’impiego di appena due unità, prive di adeguati dispositivi di sicurezza e senza un piano operativo strutturato, esporrebbe il personale a rischi concreti.

Critiche anche per la gestione della viabilità durante la manifestazione di auto d’epoca del 15 marzo. L’utilizzo di sole tre pattuglie avrebbe provocato, secondo i sindacati, “il collasso della città”, costringendo il restante personale a intervenire in emergenza, tra disagi per i cittadini e difficoltà operative per gli agenti.

Non meno gravi, secondo le organizzazioni, le condizioni di lavoro. Viene citato in particolare un episodio del 17 marzo, quando alcuni agenti sarebbero rimasti per ore sotto la pioggia senza possibilità di rientrare in sede per cambiarsi, nonostante la richiesta.

I sindacati chiedono ora risposte immediate: revisione del presidio al Molo San Nicola, accertamento delle responsabilità per la gestione dell’evento del 15 marzo e chiarimenti sulle disposizioni impartite al personale. In assenza di interventi concreti, annunciano, saranno avviate tutte le forme di mobilitazione consentite. “Non è più tempo di giustificazioni, è tempo di responsabilità”, concludono.

Detenuto picchiato nel carcere di Bari, condannati 9 agenti penitenziari. La sentenza: “Fu tortura di Stato”

“Una tortura di Stato commessa da pubblici ufficiali con abuso dei loro poteri”. Così è stata definita nella sentenza del 20 marzo la tortura avvenuta nel carcere di Bari ai danni di Gregorio, il detenuto con problemi psichiatrici brutalmente picchiato dopo aver dato fuoco a un materasso nella sua cella la notte del 27 aprile 2022. Il Tribunale di Bari ha condannato 5 agenti della polizia penitenziaria per il reato di tortura, altri 4 invece a vario titolo per abuso d’ufficio, violenza privata, falso ideologico e rifiuti di atti d’ufficio.

Gli agenti condannati sono Giacomo Delia (5 anni), Raffaele Finestrone (4 anni e 6 mesi), Giovanni Spinelli (3 anni e 6 mesi), Antonio Rosati (3 anni e 5 mesi), Francesco Ventafridda (3 anni e 4 mesi), Vito Sante Orlando (13 mesi), Michele De Lido (11 mesi), Leonardo Ginefra (6 mesi) e Francesco Valenziano (6 mesi). A inizio mese abbiamo intervistato la sorella della vittima, Anna. 

“In carcere è vietato usare la forza per punire e la coercizione a fini disciplinari può essere usata solo per evitare danni a persone o cose”, si legge nella sentenza. “L’aggressione non è avvenuta in un contesto di allarme – si legge ancora -. Dagli agenti ci si attendeva capacità di autocontrollo e rispetto delle norme dell’ordinamento penitenziario, nonché la consapevolezza di dover operare per la cura delle persone che lo Stato ha dato loro in custodia”.

Tentato furto a Barletta, ladri in fuga speronano l’auto della polizia: due agenti contusi

Due agenti di polizia sono rimasti feriti la scorsa notte dopo aver sventato un furto d’auto in zona Patalini a Barletta. Secondo quanto ricostruito finora, in due sono stati sorpresi mentre armeggiavano accanto alla portiera di un’automobile parcheggiata in strada. A bloccarli è stato l’arrivo della volante che li ha messi in fuga. Ne è nato un inseguimento per le strade della periferia della città: l’auto con a bordo i fuggitivi ha speronato la vettura di servizio degli agenti. I poliziotti coinvolti hanno riportato contusioni giudicate guaribili in pochi giorni. Si tratta dell’ennesimo episodio registrato nell’ultimo mese a Barletta dove l’attività di prevenzione e contrasto ai furti di auto è stata incrementata.

Allarme sicurezza a Bari, Decaro incontra il ministro Piantedosi: “In arrivo 140 agenti e 200 telecamere”

“Il ministro Piantedosi ha assicurato che, entro la fine dell’anno, arriverà a Bari nuovo personale per le forze dell’ordine: circa 70-80 agenti per la polizia di Stato, qualcuno di meno anche per carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco. Quanto alle spaccate i responsabili non sono legati alla criminalità organizzata, si tratta di gente che vive ai margini della società e che finisce inevitabilmente per essere assicurata alla giustizia. Sulle baby gang il tema è ampio, in città ci saranno nuovi presidi delle forze dell’ordine nelle zone più calde, da piazza Umberto alla stazione, fino a parco Rossani. Ora in città ci sono circa 600 telecamere, entro l’anno ne arriveranno altre 200”.

Ad annunciarlo è il sindaco di Bari, Antonio Decaro, dopo l’incontro che si è tenuto in Prefettura alla presenza del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Lo stesso ministro ha precisato poi che saranno 40 i carabinieri e 20 i finanzieri in più che arriveranno a Bari entro la fine del 2023. “Abbiamo sottoposto al ministro soprattutto due temi, legati alla criminalità organizzata e all’ordine pubblico – ha aggiunto Decaro come riportato da La Repubblica -. La situazione nella città vecchia è preoccupante, lo spaccio di droga è aumentato probabilmente perché, di recente, sono stati scarcerati alcuni esponenti di rilevo della criminalità organizzata. Ma non lasceremo che Bari torni agli anni ’90, la società è cambiata e certe dinamiche non torneranno. L’ordine pubblico e il contrasto alla criminalità organizzata non sono competenza del sindaco e della polizia locale. Il Comune mette a disposizione gli agenti su richiesta del questore, ma la realtà non è come nei film americani. Io non sono il sindaco di New York, il comandante della polizia locale non è Serpico”.