Polizia Locale Bari, pochi agenti nei luoghi critici della città e per ore sotto la pioggia. I sindacati: “Insostenibile”

Criticità organizzative, carenza di programmazione e condizioni di lavoro ritenute inadeguate. È la denuncia delle organizzazioni sindacali della Polizia Locale di Bari – Cisl FP, UIL FPL e C.S.A – che parlano di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiedono interventi urgenti all’amministrazione.

Nel mirino dei sindacati finisce innanzitutto la gestione complessiva del corpo, accusata di mancare di un indirizzo chiaro e coerente. Tra i casi più critici viene segnalato il presidio del Molo San Nicola, considerato un’area particolarmente delicata: secondo le sigle, l’impiego di appena due unità, prive di adeguati dispositivi di sicurezza e senza un piano operativo strutturato, esporrebbe il personale a rischi concreti.

Critiche anche per la gestione della viabilità durante la manifestazione di auto d’epoca del 15 marzo. L’utilizzo di sole tre pattuglie avrebbe provocato, secondo i sindacati, “il collasso della città”, costringendo il restante personale a intervenire in emergenza, tra disagi per i cittadini e difficoltà operative per gli agenti.

Non meno gravi, secondo le organizzazioni, le condizioni di lavoro. Viene citato in particolare un episodio del 17 marzo, quando alcuni agenti sarebbero rimasti per ore sotto la pioggia senza possibilità di rientrare in sede per cambiarsi, nonostante la richiesta.

I sindacati chiedono ora risposte immediate: revisione del presidio al Molo San Nicola, accertamento delle responsabilità per la gestione dell’evento del 15 marzo e chiarimenti sulle disposizioni impartite al personale. In assenza di interventi concreti, annunciano, saranno avviate tutte le forme di mobilitazione consentite. “Non è più tempo di giustificazioni, è tempo di responsabilità”, concludono.

Natuzzi, fumata nera sul piano industriale 2026-2028: al Mimit rottura fra azienda e sindacati

È “incolmabile” la distanza tra Natuzzi spa e sindacati, quindi la riunione di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiusa con un mancato accordo. Ne dà notizia Natuzzi in una nota.

All’incontro erano presenti anche rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata. Oggetto del confronto il Piano Industriale 2026-28 che – secondo Natuzzi – è “la risposta strategica alla necessità di affrontare la forte instabilità geopolitica ed economica attuale e di adattare il proprio modello di business in risposta ad uno scenario globale in profonda trasformazione”.

Nel corso della riunione, l’azienda – è detto in un comunicato – “ha più volte offerto aperture e disponibilità sull’intero impianto proposto cercando di trovare una sintesi sostenibile per la salvaguardia dell’occupazione e dell’indotto, cercando altresì di tutelare l’indispensabile equilibrio economico/finanziario. Le organizzazioni sindacali “hanno dato disponibilità a trattare solo un incentivo all’esodo ed hanno dimostrato chiusura sugli altri aspetti del piano presentato dall’azienda”.

“Questa chiusura – aggiunge Natuzzi – risulta ingiustificata perché tutte le iniziative aziendali erano in ogni caso volte a tutelare l’intero perimetro occupazionale in un’ottica di ristrutturazione e conseguente rilancio della Natuzzi. A fronte di questa posizione del sindacato, il Mimit non ha potuto fare altro che registrare al momento una distanza incolmabile delle due posizioni”.

Natuzzi “auspica che i sindacati recuperino a livello nazionale quanto territoriale la necessaria consapevolezza del quadro complesso in cui l’azienda dovrà muoversi”.

Tragedia all’ex Ilva, morto l’operaio 36enne Loris Costantino: sindacati proclamano 24 ore di sciopero

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva in seguito all’incidente costato la vita all’operaio Loris Costantino, di 36 anni, dipendente della ditta di pulizie Gea Power.

Le organizzazioni sindacali “esprimono il loro profondo cordoglio” per la tragica scomparsa del lavoratore. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”.

Le sigle metalmeccaniche ritengono “inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

“Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino – concludono – si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Vertenza Natuzzi, salta l’incontro con l’azienda. Sindacati proclamano stato di agitazione: mobilitazione il 2 marzo

Salta il tavolo con l’azienda Natuzzi in Confindustria Bari dopo la presentazione del piano industriale che prevede tagli, riduzioni e chiusure di stabilimenti. Per questo i sindacati hanno proclamato unitariamente la mobilitazione in programma il 2 marzo.

In vista del tavolo ministeriale al MIMIT a Roma, ci saranno assemblee in tutti gli stabilimenti e si terrà un presidio sotto la sede del Ministero. “Il piano aziendale è totalmente inaccettabile”, lamentano le organizzazioni sindacali.

“La strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali di chi ogni giorno manda avanti la produzione e non rilancia l’azienda – aggiungono -. Il piano rischia di determinare un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro senza offrire alcuna prospettiva per una definitiva uscita dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.

Sul fronte degli ammortizzatori, i numeri parlano di una sospensione media della Cigs del 45%, giudicata “un colpo durissimo ai salari” e un ulteriore elemento di precarietà strutturale. Per i sindacati l’unica via per ridurre la cassa integrazione è il rientro delle produzioni dalla Romania.

Tragedia all’ex Ilva, operaio precipita e muore: Alberobello piange il 47enne Claudio Salamida. Sciopero di 24 ore

È Claudio Salamida, l’operaio originario di Alberobello di 47 anni, morto oggi dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto mentre era in servizio all’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Lascia la moglie e un figlio piccolo.

Lo si apprende da fonti sindacali. L’uomo era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificato l’incidente che sarebbe avvenuto al convertitore 3. Il lavoratore sarebbe caduto per diversi metri in seguito al cedimento di un pavimento grigliato. Sul posto sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione.

Il lavoratore è deceduto per le gravi lesioni riportate. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.

“A seguito dell’incidente mortale verificatosi a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali – fanno sapere i sindacati -. In attesa di conoscere la dinamica concludono i sindacati – tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.

Ex Ilva, continua la protesta: notte di presidi e blocchi sulla statale 100 a Taranto. Accesi falò e fuochi d’artificio

Prosegue la mobilitazione all’ex Ilva di Taranto. Molti lavoratori e delegati sindacali hanno trascorso la notte per strada mantenendo i presidi con blocchi all’interno e all’esterno dello stabilimento e lungo la statale 100, impedendo l’accesso dei tir destinati ai rifornimenti.

Sulla direttrice Taranto-Bari il traffico è stato interrotto e deviato su percorsi alternativi. Nel corso della serata sono stati anche esplosi fuochi d’artificio per richiamare l’attenzione sulla protesta, mentre falò improvvisati sono stati accesi per fronteggiare il calo delle temperature.

Fiom, Fim, Uilm e Usb ribadiscono la volontà di non smobilitare e di restare in presidio fino all’arrivo di risposte concrete dal governo. Il sindacato denuncia il silenzio delle istituzioni e contesta il piano corto della gestione commissariale, ritenuto di fatto un percorso verso la chiusura del sito, dichiarato di interesse strategico nazionale.

Il Consiglio di fabbrica, insieme ai lavoratori, annuncia l’intensificazione delle iniziative di lotta fino alla convocazione di un tavolo unico a Palazzo Chigi e al ritiro del piano considerato penalizzante per il futuro industriale e occupazionale di Taranto

Taranto, infortunio sul lavoro nell’ex Ilva. La denuncia dei sindacati: dipendente ferito al braccio destro

Infortunio sul lavoro questa mattina nello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, un lavoratore di una ditta d’appalto impegnato nel reparto GRF (Gestione rottami ferrosi) è rimasto ferito al braccio destro mentre manovrava un bobcat durante operazioni di pulizia industriale nella zona della discarica Paiole.

Da chiarire se sia stato colpito dalla benna del mezzo. Sono in corso verifiche per ricostruire l’esatta dinamica. L’operaio è stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. Da valutare l’entità dell’infortunio. I sindacati hanno chiesto all’azienda di fare piena luce sull’accaduto.

Amtab questione D’Amore, l’avvocato ai sindacati: “Metto il telefono di Loconte sotto controllo”

Qualcuno ha invitato noi di Quinto Potere a spegnere i riflettori della nostra telecamera sull’Amtab. Dopo aver parlato del bluff dei bus elettrici, dell’impiego dei catorci per la Fiera del Levante e della questione sicurezza nelle 12 sedi dell’azienda del trasporto pubblico barese, vi parliamo della reazione dell’avvocato D’Amore, amministratore unico dell’Amtab, ai nostri servizi.

Posizione espressa in una riunione con i sindacati. “Metto il telefono di Loconte sotto controllo”, una delle frasi proferite nell’incontro. L’obiettivo è quello di risalire a chi è la fonte che passa le informazioni. Ma non si tratta di un caso isolato e diversi esponenti vicino al mondo della politica ci hanno “invitato” a farci da parte. Noi non facciamo nemmeno un passo indietro.

Policlinico Bari, il caso della Cardiologia Universitaria. Disposizioni ignorate: sindacati contro il dg Sanguedolce

“Egregio Direttore, rileviamo, preoccupati e perplessi, l’inefficacia di alcune delle sue azioni di direzione e governo dell’A.O.U.C. per l’irresponsabilità di alcuni Direttori di U.O. a direzione Universitaria. Ci riferiamo al Prof. Marco Ciccone della U.O.C. di Cardiologia Universitaria che, ritenendosi autonomo ed indipendente nel suo ruolo di Direttore, ritiene di non riconoscere in Lei il ruolo di D.G. dell’A.O.U.C. Policlinico.  Infatti, accade che il Prof. Ciccone, destinatario della disposizione da Lei firmata, forse preso dai suoi mille impegni accademici dimentica l’obbligo di attuarle e trasforma la sua U.O., oggi assomigliante per certi aspetti ad un accampamento per rifugiati”.

Inizia così la nota congiunta dei sindacati CGIL FP, UIL FPL, CISL FPР, FIALS e NURSIND indirizzata al Direttore Generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce, in riferimento alla disposizione dello scorso 18 agosto per l’attivazione e il trasferimento dell’attività UU.OO.CC. Cardiologia Universitaria, Cardiologia Ospedaliera, Cardiochirurgia Universitaria presso il Padiglione Asclepios III.

“A far data dal 9 settembre p.v. si procederà al trasferimento delle degenze e depositi (10 posti letto e 8 posti UTIC) della UOC Cardiologia Universitaria dal piano 2 del Padiglione Asclepios 1 al piano 2 del Padiglione Asclepios III, con relativa sala angiografica; a far data dal 16 settembre p.v. si procederà al trasferimento di Direzione, Studi Medici, depositi e degenze (18 posti letto e 8 posti UTIC) della UOC Cardiologia Ospedaliera dal piano 3 del Padiglione di Malattie Infettive al piano 2 del Padiglione Asclepios III, con relativa sala angiografica; a far data dal 23 settembre p.v. si procederà al trasferimento di Direzione, Studi Medici, depositi e degenze (23 posti letto e 6 posti T.I.) della UOC Cardiochirurgia Universitaria dal piano 2 del Padiglione Asclepios I al piano 5 del Padiglione Asclepios III; a far data dal 23 settembre p.v. si procederà al trasferimento delle sale operatorie del Blocco Operatorio “O” dal piano 2 del Padiglione Asclepios I al Piano Interrato del Padiglione Asclepios III”, si legge nella delibera firmata da Sanguedolce.

“Facciamo presente che ad oggi, sono stati attivati, (per esclusiva disposizione Prof. Ciccone e all’insaputa della Direzione medica e senza nessuna forma di garanzia correttezza delle cure per i cittadini ospiti e per il personale operante), 8 posti letto nella dimensione UTIC е 20 posti letto di degenza ordinaria – precisano i sindacati -. Risulta evidente che disposizione di servizio da lei impartita a noi pervenuta per conoscenza è quindi persa. Con la presente si evidenzia che organizzazione del lavoro/volumi la in prestazioni/standard di personale/misure di sicurezza e soprattutto garanzia di governo del rischio clinico, sono argomenti assegnati alla responsabilità della S.V. e rientrano un rapporto di condivisione sinergica con le OO.SS”.

“Alla luce degli episodi verificatosi recentemente la presso la Pneumologia e presso Ginecologia, si consiglia di riflettere sull’opportunità di attivare un provvedimento di richiamo al Prof. Ciccone ed eventualmente avviarlo a un corso di formazione sulla gestione del personale e della identità legale degli organi politici ed amministrativi dell’A.O.U.C”, concludono i sindacati.

Cig straordinaria all’ex Ilva, i sindacati: “Non parteciperemo all’incontro. Prima chiarezza su piano e ruolo Governo”

Fim, Fiom e Uilm non parteciperanno all’incontro convocato per oggi dal ministero del Lavoro sulla cig straordinaria all’ex Ilva. In una nota affermano che la riunione “tende a escludere il parere dei lavoratori e dei loro rappresentanti” e confermano “la necessità di un rinvio”.

I sindacati ricordano che, scaduti i termini del bando per l’assegnazione degli asset, “l’unico elemento che hanno è una nota stampa dell’azienda che indica 10 offerenti”.

Per questo attendono una convocazione a Palazzo Chigi che chiarisca “quale percorso il Governo, unitamente alla struttura commissariale, intenda dare al gruppo ex Ilva”.