Coppia di scambisti si lascia, lui diffonde foto intime di lei dopo la rottura: 41enne finisce a processo

Una vicenda dai contorni delicati approda in tribunale nel Salento, dove un 41enne leccese dovrà rispondere di accuse pesanti legate alla fine della relazione con una giovane di 26 anni. L’uomo è imputato per furto, stalking, diffamazione aggravata, diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito e divulgazione di contenuti generati con sistemi di intelligenza artificiale. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Secondo la denuncia della donna, dopo la rottura l’ex compagno avrebbe sottratto il suo telefono cellulare e utilizzato fotografie e video intimi, realizzati durante la loro relazione e destinati a rimanere privati, per pubblicarli su siti per scambisti, sui social network e tramite il proprio stato WhatsApp. La vittima sostiene inoltre di aver subito una lunga serie di minacce, insulti e comportamenti persecutori che le avrebbero causato un forte stato di ansia e paura.

L’inchiesta della Procura salentina descrive episodi di stalking, telefonate insistenti, presunte minacce di morte e la diffusione non autorizzata di contenuti privati. L’uomo, però, respinge le accuse e sostiene la propria innocenza, affermando che la ex avrebbe continuato autonomamente a frequentare ambienti di scambismo e a pubblicare immagini personali online. A sostegno della sua difesa avrebbe presentato una perizia di parte.

Dopo le denunce della donna, il sequestro del telefono e la raccolta delle testimonianze, per il 41enne è scattato l’arresto. Sarà ora il processo ad accertare responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.

Natuzzi, fumata nera sul piano industriale 2026-2028: al Mimit rottura fra azienda e sindacati

È “incolmabile” la distanza tra Natuzzi spa e sindacati, quindi la riunione di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è chiusa con un mancato accordo. Ne dà notizia Natuzzi in una nota.

All’incontro erano presenti anche rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata. Oggetto del confronto il Piano Industriale 2026-28 che – secondo Natuzzi – è “la risposta strategica alla necessità di affrontare la forte instabilità geopolitica ed economica attuale e di adattare il proprio modello di business in risposta ad uno scenario globale in profonda trasformazione”.

Nel corso della riunione, l’azienda – è detto in un comunicato – “ha più volte offerto aperture e disponibilità sull’intero impianto proposto cercando di trovare una sintesi sostenibile per la salvaguardia dell’occupazione e dell’indotto, cercando altresì di tutelare l’indispensabile equilibrio economico/finanziario. Le organizzazioni sindacali “hanno dato disponibilità a trattare solo un incentivo all’esodo ed hanno dimostrato chiusura sugli altri aspetti del piano presentato dall’azienda”.

“Questa chiusura – aggiunge Natuzzi – risulta ingiustificata perché tutte le iniziative aziendali erano in ogni caso volte a tutelare l’intero perimetro occupazionale in un’ottica di ristrutturazione e conseguente rilancio della Natuzzi. A fronte di questa posizione del sindacato, il Mimit non ha potuto fare altro che registrare al momento una distanza incolmabile delle due posizioni”.

Natuzzi “auspica che i sindacati recuperino a livello nazionale quanto territoriale la necessaria consapevolezza del quadro complesso in cui l’azienda dovrà muoversi”.