Casa Caterina, l’ex Novielli: “Se ha tradito sputo in faccia all’amico Schettino. Pepe ha esagerato”

“Casa Caterina sarà il botto finale”. A Parlare è Antonio Novielli, ex direttore della struttura con un contratto di 4.000 euro al mese da consulente esterno. Soldi in realtà mai ricevuti. Novielli è nel settore da oltre 30 anni e ruota nell’orbita di Casa Caterina fin dalla sua nascita nel 2012.

All’epoca fu Michele Pepe, padre di Lucio che oggi chiede alla società Nicolas i fitti non pagati, a chiedere a Novielli consigli utili per la realizzazione di questa e altre strutture. Il 27 febbraio scorso, in concomitanza con alcuni controlli della Asl Novielli, che conosco da alcuni anni, mi prospettò la possibilità di incontrarci nuovamente, questa volta per essere intervistato a tutto campo. Così è stato.

In quell’occasione l’ex direttore della Rsa stava andando a incontrare Michele Schettino, oggi arrestato nell’inchiesta sulla bancarotta di alcune Rsa pugliesi, accusato di fare la bella vita con i soldi delle rette. Lo avrebbe incontrato, così ci disse: “Per dirgliene di tutti i colori” prima di rassegnare le dimissioni, poi inviate il 7 marzo scorso.

Una lunga intervista su tutti i temi più caldi di queste settimane. Il rapporto con Michele Schettino, i sabotaggi alla struttura, il ruolo del proprietario Lucio Pepe, le condizioni generali delle strutture analoghe. Insomma, a 70 anni, la metà dei quali passati nel settore, Novielli ha deciso di parlare, di condividere alcuni elementi particolarmente interessanti, che condividiamo in questo video.

Un amico di Giuseppe chiama Antonio: “Non ha il coraggio ti chiede scusa. Ha perso tutto aiutalo”

A volte ritornano. Torniamo ad occuparci di Giuseppe, dopo essere stati contattati da un suo amico recentemente tramite telefonata. Secondo quanto raccontato, Giuseppe non se la passa bene e vorrebbe una seconda possibilità, seppure lui non ha il coraggio di chiedere scusa. Non ce la siamo sentiti di accettare dopo tutto quello che è accaduto e dopo la possibilità gigantesca che non è riuscito a sfruttare.

Moglie malata e figlia disabile, l’amico vende tv da 70 pollici a 100 euro: la truffa è servita

Ogni volta restiamo senza parole davanti all’ingegno di alcuni truffatori. Vi raccontiamo questa volta una truffa davvero particolare che ha avuto origine nel cimitero di Bari ed è stata portata a termine nella solita piazza Umberto. Abbiamo raggiunto e intervistato la vittima per ricostruire il modus operandi del truffatore e per mettervi in guardia.

Truffa eco casette, Caputi il cialtrone: “L’amico di Savinuccio Parisi che ha servito al Quirinale”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, e quella di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, questa volta vi facciamo conoscere un altro ex dipendente, Aldo. Ci racconta la sua esperienza con Caputi, la trasferta in Abruzzo e un incredibile retroscena.

Tragedia nel Tarantino, schianto auto-moto all’incrocio: muore 17enne. L’amico ricoverato in gravi condizioni

Un ragazzo di 17 anni è morto e un suo amico di 16 anni è ricoverato in gravissime condizioni in seguito a un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di ieri in via Tagliate, a San Marzano di San Giuseppe (Taranto).

Secondo una prima ricostruzione, i due giovani viaggiavano a bordo di una moto che, per cause in corso di accertamento, si sarebbe scontrata con un’auto nei pressi di un incrocio. L’impatto è stato violentissimo.

Il 17enne è deceduto in ambulanza durante il trasporto all’ospedale, mentre l’altro ragazzo è stato ricoverato in Rianimazione al “Santissima Annunziata” di Taranto dopo un intervento chirurgico per traumi interni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Manduria per i rilievi e la ricostruzione della dinamica.

La tragedia ha profondamente scosso la comunità di San Marzano di San Giuseppe, dove entrambi i ragazzi erano molto conosciuti

Benito, in galera 19 anni dopo la condanna. L’amico: “Suo padre mi puntò una pistola calibro 7.65”

Torniamo a parlare della storia di Benito. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi in carcere senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Siamo tornati ad Adeflia e questa volta vi proponiamo l’intervista ad un amico di Benito che ha svelato alcuni retroscena sulla sua vita privata e su un episodio in cui è coinvolto suo padre.

Orrore a Maglie, ragazzina abusata nei bagni della stazione dall’amico del fidanzatino: 15enne torna libero

Il 15enne salentino arrestato lo scorso 26 marzo, con l’accusa di violenza sessuale aggravata in concorso per aver violentato la fidanzata di un suo amico nei bagni della stazione ferroviaria di Maglie, è tornato in libertà.

Il Tribunale del Riesame dei Minori ha infatti accolto il ricorso della difesa basato sul tempo trascorso di quasi 8 mesi tra il reato commesso e l’arresto e sull’inesistenza del rischio di reiterazione del reato.

Il 15 enne era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce e detenuto in una comunità educativa minorile. Resta indagato a piede libero il fidanzato della ragazzina di 15 anni.